

Gli atomi che compongono la materia sono fatti di particelle. Immagina che le particelle diverse siano arance rosse e arance bionde, divise in due gruppi nella stessa cesta. Tra i due gruppi si è supposto che ci fosse un' altra particella, una particella creatrice, da cui le altre e dunque la materia avessero origine e invece c’è… UN BUCO! Il vuoto. Un "luogo" infinito. Quel vuoto è l’Universo, dove le leggi della fisica valide nel nostro mondo non hanno più senso. Dove non c’è spazio e la velocità è zero. Quell’Universo è la fonte dell’involucro stesso ed è il luogo dei nostri sogni. Questo significa che la materia di cui siamo fatti e che è intorno a noi, altro non è se non un contenitore di un Universo, infinito, che è permea ogni cosa e che è una specie di tessuto connettivo in cui la materia è immersa. Quel connettore è il vero “mondo”. Questo che a noi appare è solo un rivestimento, per altro già segnato. Non è possibile estrarre dunque la “particella” sconosciuta sinora ai fisici, che essi ritengono essere la particella creatrice, perché quella “particella” è un VUOTO. L’infinito non è fuori da noi, ma dunque è dentro di noi, sopra, intorno. Se si riuscisse a entrare in uno di quegli spazi vuoti tra le particelle di un atomo (ipotesi plausibile secondo il fisico che ha elaborato la teoria) si viaggerebbe dunque in questa dimensione, che è la dimensione che qualcuno, tempo fa, avrebbe chiamato Paradiso. Questa teoria, che Alice direbbe così, è basata sull’effettiva dimostrazione, da parte del Professor Massimo Corbucci, dell’esistenza di questi vuoti tra le particelle che compongono la materia. 





Dalla sindrome da sceneggiatori non si guarisce mai.

Anzi, solitamente con gli anni peggiora. Forse potrà salvarmi soltanto la senilità avanzata o magari qualcosa di apocalittico che mi tenga occupata la mente 24 ore al giorno, tipo tre o quattro figli gemelli. Non è poi così dannosa. Certo l'effetto sorpresa non è una cosa che mi ha mai riguardato, dal momento che nell'organizzarmi per tempo per tutti i momenti importanti che riesco a prevedere, mi godo sempre una seconda o terza visione del film da me scritto diretto e interpretato. Per gli altri sono sempre prime ed esclusive, invece, e finisce sempre che mi chedono "Ma quando l'hai pensata questa cosa?". Così io fingo di aver avuto l'idea illuminante dell'ultimo momento, mentre già da anni magari avevo studiato ogni cosa con estrema precisione. Non lo faccio mica apposta. I film mi vengono così...sotto la doccia, prima di dormire, mentre faccio spinning, mentre mangio, in bagno...ovunque. Non mi interessa la sostanza, quella viene come viene al momento, è il particolare che conta. Per esempio so che il giorno del mio matrimonio mi sveglierò ad una certa ora, in una certa casa, con una certa canzone e fino a qui tutto normale. MI soffermo invece sulla scena madre: entro al braccio di mio papà, chiesa gremita di amici e parenti (che ridono di sicuro), marcia nuziale, mio papà mi guida fino allo sventurato, lui mi alza il velo fa per salutarmi e io invece mi avvicino, con la manina coperta dal guanto bianco, per dirgli all'orecchio: "Lo sai che sotto il vestito da sposa non porto le mutandine?". Vivo per vedere la sua faccia da quel momento alla fine della giornata. Per esempio mi sono organizzata nel caso in cui mi capiti di vincere un Oscar scrivendo un discorso molto commovente, in cui parlo di come era difficile la vita quando facevo la barista per trenta euro a sera e di quando mettevo i dischi in spiaggia, anche se di anno in anno lo aggiorno perchè magari arriva qualche persona nuova da ringraziare. Quella del funerale (che porta sfiga dirlo?) è problematica, si sa , perchè si rischia di essere nelle mani di qualcuno che ha gusti diversi in fatto di scelte scenografiche. Io mi metterei la canzone di Bijork "It's oh so quiet", che è un po' isterica e mi somiglia e poi farei fare un discorso da qualcuno che farebbe ridere tutti, tipo da Pippo .Ora che ci penso potrei pure chiedergli di scriverlo subito così almeno lo sento pure io. No no, meglio di no. Del mio romanzo ho scritto la dedica da prima di iniziarlo... ehm...sei mesi prima di iniziarlo. MI piaceva l'idea di fare a qualcuno questo regalo, però non avevo un libro in testa. Così, visto che mi serviva di scriverlo per poterlo dedicare a qualcuno, l'ho scritto. Spero tanto che esca, perchè sennò mi si rovina la sorpresa. Il meglio di mè lo dò nelle scene in cui mi figuro i ritorni e gli incontri dopo anni di lontananza. Me ne sono vista uno in testa giovedì sera, mentre Fossati cantava "C'è Tempo", pensando che non avrei mai potuto rendere con le immagini l'emozione che riusciva a dare lui con quelle poche parole. Ma, conscia di essere irrispettosa nei confronti di quella meraviglia, la scena me la immaginavo più o meno così:
Partita in cerca di fortuna verso un posto lontano, in Messico.
Dopo qualche tempo avrei trovato un piccolo bar sulla spiaggia da prendere in gestione.
Una sera, al tramonto, mentre starò passando lo straccio sul banco vedrò un ombra sulla macchina del ghiaccio e senza alzare lo sguardo riconoscerò una figura.
Lui dirà:
<<Ehi dj, metti un disco, ‘chè come barista non convinci nessuno>>
e io dirò:
<<Ci dovrebbe essere un grembiule di là, è il tuo>>.
Lui entrerà, verserà due rum, me ne passerà uno e alzerà il bicchiere brindando al sole che scende.
Allora io dirò:
<<Ehi Ric, come sta Sam?>>
e lui:
<<Gli hanno sparato tempo fa. Casablanca non è più un posto tranquillo per me>> .
Gli tirerò lo straccio e lui inizierà a dare una pulita, mentre io andrò a mettere un disco. E sulle note di As time goes by lui mi chiederà:
<<Ma in Messico secondo te ci sono più zanzare o più coccodrilli?>>
e io risponderò:
<<Zanzare, purtroppo. Zanzare>>
Anzi, già che ci sto la canzone in questione la metto qua, che se non l'hai sentita mai capisci cosa intendo con "emozione". Ora per tornare al post precedente, la top five delle proposte da matrimonio, ispiratami da Rearwindow, che sto ancora preparando, pare attiri non solo la mia di attenzione. Eppure, nonostante sia una cosa davvero da pensare ben bene come la scena di un film, non me la sono immaginata mai. Strano. Forse perchè non mi riguarda, lì non devo fare mica niente io. Spero solo di beccare uno sceneggiatore e regista da film comico.
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.
C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.
C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.
C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Ero lì, rannicchiata sulle scale, con un fazzoletto in mano e tra i singhiozzi mi chiedevo a voce alta cosa avessi fatto di male per meritare tali sventure.
<<Sniff...snifff, sigh.... buuuuuaaaaaaaaaaa... Perchè? Perchè? Cosa ho fatto di male perchè il destino si accanisca in questo modo contro di me? Sniff..sniff..Come faccio ora? Ho distrutto la macchinaaaaa, il computer con dentro il lavoro di un anno è morto, mi hanno rubato ieri la borsa con dentro gli ultimi cento euro... non so come farò a pagare l'affitto sto mese e ora... sniff sniff.. si rompe pure la caldaiaaaaaaa..buuaaaaa..che faccio ora? per non parlare di tutto quello che m'è successo negli ultimi quattro annii...Aaahhaaaaaa..sniff..buuààààààààà>>
E poi, all'improvviso, mentre consumavo quella scena maestra senza spettatori, nel freddo gelido di una mansarda senza neanche uno straccio di stufetta a gas e sapendo che il direttore della mia banca non avrebbe più bevuto la storia che gli ho cantato in questi cinque anni e stavolta m'avrebbe ritirato tutte le carte e pignorato... pignorato che? Non c'ho niente da pignorare... Buuuuaaaaaaaa... sniff sniff.. va be' comunque, in quel momento mi appare lei, bella come il sole nella stessa posa in cui ero. Lei, la mia eroina, Miss Rossella O'Hara...

Cosa avrebbe fatto al mio posto Miss Rossella? Cosa fece lei, dopo aver corso per le scale e tentato di porre rimedio al suo problema?

<<Oh mio Dio Rhett! Tu non puoi andartene! Io..io ti amo! Cosa farò senza di te? Cosa farò senza una macchina, nè una lira, nè un lavoro, nè un computer, nè un telefono e neanche i soldi per riparare la caldaia adesso che arriva l'inverno? Come farò?>>

<<Cara mia, francamente me ne infischio. Addio>>

<<Oddio. E ora che faccio? Ci penserò domani. Sniff.sniff...buuaaaaa...Eppure devo pensarci, deve esserci un modo..cosa posso fare..cosa posso fare..?>>

<<Cosa diceva sempre papà?....>>

<<Vorresti forse dire Miss Rossella O'Hara che la terra non conta niente per te? Ma se è l'unica cosa per cui valga la pena vivere, lottare?>>

<<La terra... TARA! Tornerò a Tara. Tornerò a casa. Casa mia... e lì troverò la forza per riconquistarlo di nuovo ( una macchina nuova, il libretto degli assegni, un lavoro, ma soprattutto un po' di calore umano dove c'è gente che mia ama non come qui da dove sono scappati tutti a gambe levate dopo avermi baciato sul tetto...e magari mi ci scappa pure Brad)>>

<<In fondo domani..è un altro giorno>>
Ed infatti è arrivato l'altro giorno, quello degli scatoloni, delle rampe di scale fatte trecento volte, trascinandosi dietro quei pezzi di vita passati in quella splendida mansardina. Pezzi di vita a cui non avrei voluto rinunciare ma dei quali, molto poco romanticamente, a fronte di tutto quello che m'è costata, anche in termini d'investimento emotivo, posso dire..."francamente me ne infischio". Bello il tetto, bella la colazione come un gatto, belle le stelle, bella la parete dipinta da me, bello bello bello tutto, ma io devo vivere e ogni tanto per fare le cose a modo proprio bisogna appoggiarsi a qualcuno. Torno a Tara, 'chè mi manca la terra. Dio, se mi sentisse mia nonna! Più che altro..se ci fosse mia nonna! Lei m'avrebbe aiutato a fare 'sto trasloco, perchè si sa, noi donne sì che siamo il sesso forte. E adesso vado che c'ho amcora quel pacco da settanta chili che mi reclama. Mammaaaaaaa.......
E questo è quanto. Cioè sarebbe quanto. Se non fosse per la mia inguaribile vena romantica che reclama un po' di indipendenza da questo mio essere ironica e persino pratica. Quindi, con un po' di pazienza, siori e siore, scusate, ma le do' spazio. Questo sul mio diario qualche notte fa...
26 novembre 2006 h 4:20
Ma che ne sa la gente che non ha mai avuto un tetto? Non un tetto da starci sotto, ma da starci sopra a guardare il cielo più da vicino. Da starci sopra perchè Sirio sia meno lontana e per ricordarsi che Bellatrix, la donna guerriero, dalla cintura d'Orione mai smetterà di vegliare su quella stella blu. L'unico blu che è uguale ai tuoi occhi. E io, di occhi, ne ho visti dopo i tuoi. Anche qualcuno azzurro. Ma nessuno mai potè ricordarmi del tuo blu profondo. Solo Sirio può raccontare del tuo colore. Lascio questo tetto domani. Bellatrix continuerà per sempre a vegliare su Sirio, ma io no potrò più vederla da così vicino. Seduta qui, come siedo ora, sulle tegole bagnate di una notte come tante, dopo aver messo su dischi per chi li voleva ballare e cantare. E tra tutte quelle canzoni, nella confusione dei versi e degli accordi, solo io sapevo che, come è ormai da anni, una di quelle, suonava solo per te. Vado a Londra a cancellare un altro pezzetto di te, quello che somiglia al cielo visto da questo tetto. Ogni volta lo faccio. Metto chilometri per qualche giorno, tra me e le cose che lascio, perchè il ricordo si fissi come sulla pellicola e al mio ritorno non sia che una foto. Tu non passi mai. A Parigi cancellai un'umiliazione e tornai con coltelli affilati alla difesa. In Messico cancellai un profumo che indossava un amico e tornai con una chitarra che mi suonasse pochi accordi di speranza. A Madrid cancellai un amante e tornai con la voglia di non farmi fregare mai più. Ma ora che suono quella chitarra scordata, mi chiedo se Londra basterà per cancellare la vista di quella stella mentre canto per te. Per te che non ci sei mai stato, eppure ancora ci sei. Ciao casetta mia, ciao tetto. Io me ne vado. Vado avanti. Come la vita, che avanti se ne va.

ATTENZIONE: POST DI GOSSIP! TENERE FUORI DALLA PORTATA DELLE PERSONE SERIE.

Io non voglio fare la guastafeste, ma non ce la faccio a tenermi questa cosa tutta per me. Non c'è niente da fare, io osservo, rifletto e poi tiro le somme. E stavolta ho osservato bene una cosa che a molti evidentemente è sfuggita: a Joey Potter Tom Cruise gli fa pena. Tenerezza, magari simpatia... ma certo non sangue. E sia chiaro che la chiamo Joey Potter perchè quella per me è e resterà sempre Joey Potter.
Ma quale amore amore amore.... Quella si tiene il nano perchè evidentemente s'è fatta bene i conti. Mica voleva finire a girare i cortometraggi con Dawson o peggio sotto i ponti con Poesy! Tutti dicono che quei due sono la coppia perfetta, che non fanno altro che baciarsi e dedicarsi attenzioni, ma io ho colto alcune espressioni di lei che sono inequivocabili. E poi un gesto, uno in particolare che le ho visto fare. Sto cercando disperatamente una foto che possa provare quello che vado blaterando, ma evidentemente in quel momento nessun fotografo è stato abbastanza pronto da poter fare lo scoop dell'anno. C'è il filamto, certo, ma quello era un servizio da tiggì e chissà nei meandri di quale archivio andrà perduto.
La scena: Tom e Joey salutano la folla nell'annunciare la data e il luogo del matrimonio. La folla, i giornalisti i fotografi eccetera eccetera. Lei è più alta di lui di venti centimetri e questo già stona. Poi un primo piano di lui. Una faccia da ebete felice come non mai quasi dicesse: "Ce l'ho fatta,. ce l'ho fatta questa mi si tiene pure coi miei problemi- (ehm... su questo ci farò un alto post) - evviva evviva, sto con Joey Potter". Lei dall'alto sorride ai giornalisti e saluta con la mano col sorriso teso di chi dice "Ehi, mi tocca sposarmi 'sto qua. Almeno fatemi parecchie foto che così un giorno potrò raccontarlo". Poi si incamminano verso l'hotel, lui tenta di prenderle la mano ma non ci riesce e lei nel girarsi - pronti? - Attenzione! - Ci siete? - GLI DA' UNA PACCA SULLA SPALLA!!!

Tipo "Pat - Pat". L'ho vista, l'ho vista chiaramente.
JOEY POTTER HA FATTO "PAT- PAT" A TOM CRUISE!!!!
E che vuole dimostrare? "Sì tesoro, sì... Dài, forza! Andiamo a casa che devi prendere le pasticchette"? Ma chi si crede di essere 'sta qua? Roba che quando il poveretto girava attaccato alla gonnella di Mimì Rogers, che lo bastonava come un cane randagio, lei andava ancora all'asilo. E Nicole allora? Che pur di dire a tutto il mondo che stava con Tom ha vissuto d'astinenza sessuale per anni.
Guarda questa...

Lui sorride e d esprime ancora una volta la sua gioia ai giornalisti perchè , va bè, lo sanno tutti, Tom sì è definitivamente bevuto il cervello ormai, poveretto. E lei? Lo guarda da lontano mentre chiacchiera con una giornalista e pensa "Poveraccio. E' proprio arrivato! Come farò a sopportarlo non dico quanto Nicole, ma almeno per un annetto?" E' la faccia più triste e sconsolata che abbia mai visto ad una che sta per sposare TOM CRUISE!
Non dico che non l'abbia mai amato. Ma di sicuro non lo ama già più. E a questo punto viene da chiedersi:
MA A NOI DI TOM CRUISE E JOEY POTTER CHE CE NE FREGA?
No, perchè, dico io, già che nemmeno è la storia d'amore del secolo, ma solo la finta del secolo, perchè devono sbomballarmi co' le nozze al castello di Bracciano? Io ci vado tutti i mesi con quel sant'uomo di Brad, guarda un po'...e non ho mai chiesto a nessuno, quando ci vado di non far passare gli aerei sulla mia testa. Mo' telefono a Brad e gliene dico quattro... che la cerimonia neanche è stata un granchè! Quando ci sposeremo noi , il primo maggio, a San Giovanni, chiederò a Walter se può spostare il palco del concerto a Santa Maria Maggiore, che mi fa ombra sulle foto.

Campagna per la liberazione di Katie Holmes. Aiutiamo Joey Potter. Messa nei guai dal suo stesso arrivismo.
Eppure avevo fatto la richiesta in carta bollata...

Non c'è niente da fare, ognuno è portato per le cose sue (quando ti vengono, perchè quando le cose tue non ti vengono sei gonfia pe' giorni... ma questa è un'altra storia). Comunque io e la burocrazia non andiamo d'accordo evidentemente. E non stare a dirmi che nessuno va d'accordo con la burocrazia perchè ho parlato con gente che tiene in casa schedari di documenti in ordine alfabetico divisi per categorie. Sarà per questa mia mancata predisposizione alla burocrazia che avrò probabilmente sbagliato qualcosa, tanto da far perdere le tracce del mio nome nel registro "destini da far marciare" depositato presso l'ufficio "Assegnazione Destini".
C'era una porta con su scritto MAKTUB, un tizio m'ha fatto entrare, m'ha chiesto se avevo la marca da bollo. Gli ho detto "Eccola!". Poi ha scartabellato un po'. S'è preso la marca da bollo. M'ha detto "Nome scusi?". E io gliel'ho ripetuto tre volte, forte e chiaro, scandendo le sillabe. Poi m'ha detto s'accomodi qui fuori e attenda il suo turno.
Siccome io però ferma non ci so stare, già che aspettavo da un po', mi sono fatta un giro. E poi, in fondo, mi sono detta, parliamoci chiaro, 'ste pratiche a volte vanno avanti per anni e oltretutto sto pure in Italia, e tutti dicono che qui certo non brilliamo per efficienza e precisione. Fossi vissuta in Svizzera o in Germania, avrei certo nutrito una maggiore fiducia nei confronti dell'"Ufficio Destini", ma in Italia...Già me la vedo la signora che si doveva occupare di trovarmi una sistemazione che invece di mandare avanti la pratica si va a prendere il caffettino e si fuma la sigaretta. Insomma, diciamocelo, ho creduto che avrei potuto essere utile a me stessa più io di qualunque "Ufficio Destini". E mi sbagliavo.
Sono tornata dal tipo delle scartoffie e quello ha preso il librone, ha detto "Nome, prego", io gli gliel'ho ripetuto e lui..s'è incaaaaaaazzato. Ma tanto, eh? M'ha iniziato a dire:
"Lei signorina, cosa credeva di fare? Vai di qua, vai di là, tenta su, tenta giù. Ma non lo sa che qui è come il labirinto del Minotauro? Che vuole fare la fine del ragionier Icaro? Se proprio crede di essere tanto brava continui, continui pure, ma non creda, la storia lì della zucca che diventa una carrozza è tutto merito di questo ufficio, sa? Ora si sieda qui, e aspetti come tutti."
"Ma scusi, non ho diritto all'angelo io?Quello che ti fa succedere le cose belle tipo che ti telefonano per offrirti un lavoro che ti piace, già chè ci provi da anni?O che mentre stai a mette i dischi al Friends ti fa entrare che ne so... Riccardo Scamarcio?"
"intanto non è che ti telefonano così, solo perchè ci provi da anni, ma dipende esclusivamente, come le dicevo prima, da quanto avanti è la sua pratica, stesso discorso vale pe' il tipo belloccio di cui sopra. E poi, l'angelo ce l'ha, sì. E' uno stagista però, un bravo ragazzo che deve fare esperienza. Le è stato assegnato questo perchè più economico, visto che lei, Signorina, la marca da bollo l'ha portata scaduta! E ora stia lì e aspetti."
Ecco, lo sapevo. Il destino decide. Ma le marche da bollo contano.

Stagista eh? Mmhh...
Well there ain't no point in moving on
Until you've got somewhere to go
And the road that i have walked upon
Well it filled my pockets
And emptied out my soul
All those insecurities
That have held me down for so long
I can't say i've found a cure for these
But at least i know them
So they're not so strong
You look for your dreams in heaven
But what the hell are you supposed to do
When they come true?
Well there's one year of my life in the songs
And some of them are about you
Now i know there's no way i can write those wrongs
Believe me
I would not lie you've hurt my pride
And i guess there's a road without you
But you once said
There's a way back for every man
So here i am
Don't people change, here i am
Is it too late to try again
(George Michael - Waiting)