Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:38
sabato, agosto 30

Hey! Aspetta un attimo, aspetta un attimo!

Surprised
Ma quello ci stava... provando! Con me! Ti rendi conto? No, perchè io me ne sono resa conto solo adesso che sta fuori , immobile davanti alle porte della metro ancora aperte, e mi guarda col sorriso malizioso di chi aspetta di essere raggiunto . Ma siamo matti? Non sarà mica colpa mia? Non avrà mica creduto che... Io lo stavo fissando solo perchè mi sembrava somigliasse a Gianmarco, che non vedo da un po'. Quasi andavo a salutarlo. Certo, lo confesso, da quasi undici fermate  continuo a chiedermi che fine avessero fatto tutti quelli come lui quando ero single. Ero giunta alla conclusione che ci fosse stato un qualche sconvolgimento naturale di cui non ero stata informata, in seguito al quale si fossero trasformati tutti  o in gay o in cessi. I pochi esclusi da questa classificazione mi avevano già detto no, o me l'avrebbero detto di sicuro. E invece...! Un superstite signore mie, un superstite. E che pezzo di superstite! Presa dal gaudio per la buona notizia sulla ripresa dello stato di salute dell'universo devo essermi soffermata un po' troppo su di lui. Non lo faccio mica apposta, mi capita sempre in metro. Dopo un rapido casting tra i presenti  scelgo i protagonisti di un film da guardare nella mia testa. La trama di questo qui prevedeva che due rapinatori, entrati di corsa nella metro col capo coperto,  prendessero tutti in ostaggio facendo fermare il treno sotto la galleria tra Re di Roma e San Giovanni in cambio di un riscatto da due milioni di euro, un elicottero per fuggire e l’indulto a Berlusconi in caso di caduta del governo.  Lui, il belloccio, avrebbe salvato tutti convincendo i due rapinatori che lì  non avrebbero potuto chiedere nessun riscatto telefonico perchè sotto la metro il telefono non prende e che sarebbero dovuti entrare in azione a Lepanto, quando la metro passa sopra il Tevere. Appena il treno fosse ripartito avrebbe poi tirato il freno di colpo facendo cadere i due che non si stavano reggendo da nessuna parte perchè avevano le mani occupate con le pistole. Io avrei preso le pistole e insieme avremmo riportato il treno a Battistini dove ci avrebbe atteso la Polizia e una tazza di caffè fumante sulla quale parlare di come salvare il mondo dalle grinfie dei malintenzionati. E adesso è lì, che mi aspetta ammiccando con quel sorriso scemo. Io lo guardo fisso negli occhi. Le porte si chiudono. La metro riparte. Per un istante ho pensato che la chiusura delle porte fosse stata la mia salvezza, ma poi ho capito che la salvezza di quelli come me ( e dei fidanzati di quelli come me) sta proprio nel non voler niente di più che essere liberi di fantasticare sul “Come sarebbe andata se”. Scrivo questo post adesso, di corsa tra Vittorio Emanuele e Spagna, per cogliere al volo l’istante di euforia che mi prende ogni volta che accade qualcosa su cui ricamare. Lo scrivo  per riportarlo nel blog a mo’ di dichiarazione d’indipendenza: non c’è nulla che non sia me, su queste pagine virtuali, nulla di celato o taciuto. E’ il mio posto, non di chi legge. C’è la mia natura e quella non cambierà.  Non credo ai finti maritini o alle brave mammine che un tempo erano diversi ma poi sono “cresciuti e diventati maturi”. Nessuno cambia mai, ma qualcuno è molto molto bravo a fartelo credere, anzi a farlo credere a sè stesso. Io no.
 Ecco tutto.
 E ora vado a ritirare le partecipazioni di nozze.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:07
domenica, ottobre 28

E allora io dichiaro: è stato il professor Plum nella biblioteca, con il candelabro.



Che ci vuole in fondo? E' sempre il professor Plum, nella biblioteca, con il candelabro. Sempre. Come dire che giochi a tombola e vince Emanuela. O che devi indovinare chi viene a cena stasera e alla fine capisci che è molto meno importante di indovinare chi cucina stasera (cioè tu. E neanche t'avevano avvertito). Alcuni misteri non sono che banali passatempo, risposte già note, ovvietà.
E' per questo che non conviene mai mettersi ad indagare sulla vita segreta di chi ti vive accanto. Perchè non può in nessun modo essere segreta la vita di chi ogni giorno è sotto i tuoi occhi. Credi di no?  Nessuna donna tradita non sospetta di esserlo. Nessun uomo che sta per essere scaricato non immaginava che potesse succedere. Non c'è mai niente da scoprire per una moglie, un marito, un fidanzato, un amante.  Il gioco sta  nel far finta di non aver capito, solo in quello. Nel far intervenire gli altri, che si divertiranno a giocare a Cluedo, con inseguimenti, consigli, e ricarca di prove, che incastrino un colpevole, che già si conosceva come tale perchè il solo sospetto già è la prova. O viceversa, un innocente che però ha fatto passare una giornata divertente a un paio di comari che sono costrette a vivere la vita degli altri perchè una loro non ce l'hanno e che godranno nel sussurrare tra loro «Poveretta. Hai visto? Addirittura con la fornaia, chi l'avrebbe mai detto?». Insomma, la sorpresa di una menzogna, c'è solo per chi della storia non è il protagonista. Detto questo, posa quel cellulare, che se non è il tuo davvero non ha niente da farti sapere.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 01:02
lunedì, ottobre 22

Teoria del Vuoto Quantomeccanico, in due parole spiegata come la direbbe Alice (chiedendo perdono a chi mastica di fisica) :


 
Gli atomi che compongono la materia sono fatti di particelle. Immagina che  le particelle diverse siano arance rosse e arance bionde, divise in due gruppi nella stessa cesta. Tra i due gruppi si è supposto che ci fosse un' altra particella, una particella creatrice, da cui le altre e dunque la materia avessero origine e invece c’è… UN BUCO! Il vuoto. Un "luogo" infinito. Quel vuoto è l’Universo, dove le leggi della fisica valide nel nostro mondo non hanno più senso. Dove non c’è spazio e la velocità è zero. Quell’Universo è la fonte dell’involucro stesso ed è il luogo dei nostri sogni. Questo significa che la materia di cui siamo fatti e che è intorno a noi, altro non è se non un contenitore di un Universo, infinito, che è permea ogni cosa e che è una specie di tessuto connettivo in cui la materia è immersa. Quel connettore è il vero “mondo”. Questo che a noi appare è solo un rivestimento, per altro già segnato. Non è possibile estrarre dunque la “particella” sconosciuta sinora ai fisici, che essi ritengono essere la particella creatrice,  perché quella “particella” è un VUOTO. L’infinito non è fuori da noi, ma dunque è dentro di noi, sopra, intorno. Se si riuscisse a entrare in uno di quegli spazi vuoti tra le particelle di un atomo (ipotesi plausibile secondo il fisico che ha elaborato la teoria) si viaggerebbe dunque in questa dimensione, che è la dimensione che qualcuno, tempo fa, avrebbe chiamato Paradiso. Questa teoria, che Alice direbbe così, è basata sull’effettiva dimostrazione, da parte del Professor Massimo Corbucci,  dell’esistenza di questi vuoti tra le particelle che compongono la materia.





Detto ciò passiamo al  post di oggi:
Mi dica Professore, ma lei come fa ad essere ancora leggero?





MI capisce no? La leggerezza. La stessa che ti fa scegliere i primi regali di Natale appena arriva un po' di freddo, che ti fa  chiacchierare con un'amica a proposito di quella storia d'amore che pare non sia finita, che ti fa accendere la televisione giusto in tempo per guardare "Un Posto al Sole". La leggerezza che ti fa camminare la mattina tra le bancarelle del mercato, salutando la fioraia e raccomandandosi al pescivendolo che le triglie siano fresche.

«Buongiorno signori', avete visto che bella giornata? Arriva il freddo che ci volete fare. Le spigole so' fresche fresche, me le so' andate a prende di persona stamattina a Fiumicino. Queste parlano pe' quanto so' fresche. Non ci credete? Chiedetelo a mi' moje che pur de parlà ce se fa certe chiacchere! »

Ecco vede Professore, per la leggerezza serve di viverla la vita, non di stare sempre a chiedersi di cosa è fatta.  Ma a me è capitata all'improvviso questa voglia di conoscenza e adesso sono pesante di pensieri e congetture sulla natura delle cose. Come fa la gente a vivere senza conoscere la teoria del Vuoto Quantomeccanico? Ma soprattutto come è andata  che mi ci sono ritrovata io a leggere e scrivere di queste cose? Io volevo solo rispondere a una domanda facile: quale è la verità sulla ragione dell'esistenza dell'Universo?
Niente da fare, Professo'... qui dicono che mi sono bevuta il cervello.
L'unica certezza a cui sono giunta sinora è che la conoscenza non rende l'uomo libero. La libertà è ignoranza.
Se non conosci il tuo film, credi  di poterlo cambiare.
Il libero arbitrio c'è solo nell'ignoranza.

P.s. E' una specie di trilogia, sorry. Dopo aver parlato di Twin Peaks e Inland Empire mi mancava Mulholland Drive. La coincidenza ha voluto che rivedessi il film in un periodo in cui mi sto appassionando ad alcune teorie di fisica e che scoprissi che Lynch ( e molti insieme a lui) facciano riferimento proprio a quelle teorie.
Tana pe' David. Comunque, le teorie sono anzichenò interessanti, anche fosse solo fantascienza, vale la pena di leggerne. Se non altro spiegano Lynch e questo non è poco.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:25
giovedì, settembre 20

Attenzione:c’è un video, il post è lungo,  la vita è breve. Fai te...


E' iniziato tutto due sere fa, curisando sul Blog di SteveMcQueen.




Tra le tante citazioni cinematografiche lì puntualmente annotate ne avevo scelta una che mi aveva riportato alla mente un film del 1994, "Reality Bites", tradotto in italiano (come al solito in modo ridicolo) con "Giovani, carini e disoccupati". E così eccomi lì, la mattina dopo, stesa sul tappeto con un cuscino stretto al petto, persa negli occhi di Ethan Hawke che dice a Winona Rider "Tutti ti amano, io ti amo. Mi fai soffrire come un disperato, ma ti amo" e naturalmente piango. Ma perchè? Cosa è che mi commuove tanto nei dialoghi banali di tutte queste commediole da due soldi? Cosa? La camicia da taglialegna di lui che mi ricorda di quando mio fratello suonava la batteria nei centri sociali? I dischi grunge degli anni '90? Le conversazioni notturne con un coinquilino disoccupato? La filosofia dei vent'anni? La voglia di gustarsi l'attimo esatto in cui una storia d'amore inizia senza rovinarsela col pensiero che potrebbe finire? La possibilità stessa che una storia finisca, tanto si ha ancora tempo? Ho una trentina di problemi da risolvere, the world goes round, la testa piena di problemi e me ne sto qui a pensare come sarebbe bello se Ethan Hawke scrivesse una canzone per me? No no, no, c'è obiettivamente da capire cosa non va in me. Questo mi sono detta. E siccome sono onesta, mi sono risposta.
Io, semplicemente, non voglio crescere.
E "Reality Bites" segna esattamente il punto dove sono rimasta: io sto ancora al 1994. Non uno più nè uno meno. Esattamente lì. E' proprio la sensazione di quell'anno lì che non è mai passata. Non lo so, non lo so...Lorenzo dice che è colpa della morte di Kurt Cobain, o dei Tortoise, che consacrarono definitivame la sconfitta del Rock,  ma secondo me è altro. E, ora vi sembrerò folle, ma vi dirò cosa secondo me cosa mi trattiene ancora nel 1994.
Charlie e Fiona.



Sì, lo so che è un altro film, ma seguimi un attimo. Alzi la mano chi, nel 1994,  ancora oggi da allora, non grida al tradimento, guardando "Quattro Matrimoni e un Funerale", perchè pensa che Charlie e Fiona debbano finire insieme. L'americana non c'ha mai convinto, a noi romantici del grunge. Doveva finire come Reality Bites, come Singles. Insomma, quel film col 1994 non c'entra niente! (E neanche i Wet Wet Wet)
E qui arrivo al punto: per diventare grandi bisogni che la realtà ti si palesi davanti cruda e insensibile e ti sveli che se Charlie e Fiona si fossero messi insieme la loro storia sarebbe stata un fallimento perchè avrebbero vissuto nel ricordo di quel che avevano come amici. In Singles, Harry e Sally e Reality Bites , c'è l'inganno, ci dicono che tra gli amici novelli innamorati andrà tutto bene. In Quattro Matrimoni e un Funerale,avrebbero avuto l'occasione di metterci davanti alla realtà, ma non lo fanno succedere e così noi, come muli, lì, anni interi a dirci che tra loro sarebbe stato perfetto. E l'illusione è come un fardello, si sa ti tiene a fondo, giù, intorno ai vent'anni, appunto.
Ho deciso che voglio crescere, e per questo, mi sono fatta il finale alternativo. Lo regalo ai ventenni di trentatrè anni fuori di testa come me. Eccolo.



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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:21
martedì, agosto 28

E' stata una notte lunga e tormentata.



Ne avevo il sospetto già da ieri sera, stendendomi sul letto a contare i nodi legnosi nelle travi sul soffitto.  Il resto era inevitabile. Quando il nodo più grande ha assunto la forma di un punto interrogativo enorme è diventato difficile ignorarlo e girarmi dall'altra parte per prendere sonno.
Tra un mese sarò nuovamente disoccupata.
Essere disoccupati a Roma (e non in un'altra città grazie a Dio)  ha certo dei vantaggi, ma in quel momento me ne sfuggivano la maggior parte.
Tra una trave e l'altra stavano appollaiate a mo' di grillo parlante le figure di alcune persone più assennate di me: Il mio fidanzato, mia madre e un paio d'amici. Ripetevano tra un cri-cri e l'altro, che l'unica cosa da fare al momento è smettere di pensare, smettere di cercare e affannarmi. Prendermi una pausa.
Una pausa? E da cosa? Dalla vita? Mah! Valli a capire certi consigli saggi.
Continuavo a ripetere una sola frase: <<qui ci vuole un'idea>>.
Andrebbe bene anche un po' di droga, mi sono detta, ma siccome le droghe ordinarie mi fanno tristezza mi sono alzata e sono andata a prendere tutti i miei film sulla mensola in cucina. Sì, io mi drogo così, e allora? C'è chi è assuefatto da caffè, chi da alcool, chi da coca io mi faccio di "Illusioni di celluloide".
Ho iniziato con una cosa facile: Una donna in carriera.
Non funzionava. Mi manca una laurea. Non ce l'ho per un soffio ma non ce l'ho. Potrei comprarla, ma torniamo al solito vecchio problema della pecunia.
Ho visto la scena in cui Harrison Ford dice "Chi io? Naaaaaa" perchè non potevo evitarlo e poi ho cambiato film.
Ho saltato a piedi pari Pretty Woman, conservando la speranza di trovare soluzioni meno estreme.
Ho visto Love Actually per la cinquantesima volta e ho pensato che potrebbe andar bene fare il primo ministro inglese, ma anche fare lo scrittore e innamorarmi di una portoghese che fa le pulizie non era male. La storia di scrivere un libro però l'ho già tentata e nonostante questo non ho conosciuto nessuna portoghese. Potrei fare la donna delle pulizie portoghese certo, ma non parlo la lingua.
L'ho visto tutto perchè la scena finale mi fa sempre piangere e mi serviva. Poi ho intravisto sotto altri titoli, la copertina di Harry ti presento Sally, l’ho afferrato e l’ho tirato contro una parete, ricordandomi che quella è una strada già tentata. Non la strada del giornalista certo, quella dell’amica del cuore come professione. Sono passata a Il grande Lebowski e mi sono sentita subito meglio. Potrei fare il nullafacente, mi sono detta, ma avrei un sacco di tempo libero e quando ho un sacco di tempo libero io di solito mi caccio nei guai, quindi meglio non tentare.
L’ho visto fino a quando Drugo prende la botta in testa e lì, immedesimandomi m’è venuto sonno e ho chiuso gli occhi un attimo. Ho sognato che m’entrava un poker d’assi. Con questa immagine ancora negli occhi, mi sono svegliata all’improvviso. Eureka! Robert! Redford, lui, sì, lui sì che è un grande. La Stangata. Perfetto. C’è solo una cosa che non torna:  la mia faccia. No, certo, la speranza non è quella di somigliare a Robert o a Paul Newman, piuttosto la speranza di non mutare espressione quando alzo le mie carte. Me le puoi leggere negli occhi una per una. Dunque niente da fare, non è il gioco la mia strada. Sono tornata ai classici e mi sono ulteriormente convinta della migliore idea mai avuti in tutti questi anni: avere un bar a Casablanca. Anche non a Casablanca, certo, ma lì sarebbe meglio. Ma dove li trovo i soldi per un bar, uno smoking bianco,  e soprattutto per un pianista di colore? Pure solo i soldi per un bar andrebbero bene, e qui ritorniamo al problema di partenza. Sì, lo so, l’ideale sarebbe trovare un’altra radio o anche vincere al Lotto. Tra le due possibilità credo sceglierò la seconda, per evitare delusioni troppo cocenti, soprattutto dal punto di vista umano. Quindi sono passata dal Dvd ai programmi tv per cercare sul televideo i numeri ritardatari sulla ruota di Cagliari ( ma perché i numeri ritardatari che fanno storia sono sempre quelli della ruota di Cagliari? Mah!) e mi sono imbattuta nel notiziario della notte su Canale Cinque.  E lì ho scoperto che proprio ieri in Sudafrica hanno rinvenuto il diamante più grosso nella storia dei diamanti. 6.200 carati. Wow.  Quello sì che andrebbe bene. Pure più piccolo basterebbe, ma già che ci sono tanto vale fare le cose in grande. Devo scoprire dove l’hanno messo. Poi mettere su una squadra di undici ladri, trovare un contorsionista cinese e chiamare George.



Sì, George giacchè pare che Frank abbia passato a lui il testimone del Rat Pack. Lo posso fare. Ora gli telefono.
Non era lui che aveva raccontato la storia lì di un milione di posti di lavoro? Sì, mi pare fosse lui… O Brad, forse. Sì, Brad... L'ho sempre saputo che saresti stato tu la soluzione di ogni cosa.

"Ho sbagliato tante volte ormai che lo so giààààààààà...."

Sono Salva.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 02:46
giovedì, agosto 02

Guarda bene questa donna:

L'immagine “http://wwwimage.cbs.com/daytime/bb/star_images/actors/dt_bb_act_large_sflannery.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Stephanie Forrester secondo i miei calcoli ha più o meno 92 anni. Aspetta dammi tempo che ora ti spiego dove voglio arrivare. Non è difficile arrivare all'età esatta considerando che alla prima puntata di Beautiful ne avrà avuti almeno 45. Sono passati 16 anni reali, corrispondenti a circa 45 anni nella Soap. Come lo so? E' sufficiente sapere che suo nipote, che nacque a metà della 23ma serie (non si sa naturalmente quale sia la parentela esatta, potrebbe essere anche suo zio dati gli accoppiamenti promiscui in cui ci sono cimentati i protagonisti. Lo chiameremo nipote, per comodità) ha già un nipote a sua volta. Ebbene questa donna, da qualche puntata a questa parte, ha incontrato nuovamente sua madre. Cioè quello sculato di Ridge a 60 anni si ritrova con una nonna ( e io invece a 33 anni le ho perse entrambe..che ingiustizia!), che ha dunque circa 130-135 anni. Ma non è questo il punto.
Il punto è che qualunque sia la tua età è sempre una buona cosa dare a tua madre la possibilità di continuare finalmente tutte quelle frasi  di cui non aveva mai voluto svelarti il seguito. Per tutta la vita hai creduto in quei famosi punti fermi che continuava a ripeterti lei, ma ti sei mai chiesto una cosa? E se per la fretta di uscire di casa non avessi ascoltato il seguito? Se avessi dato un significato alle sue parole diverso da quello che in realtà era? Certo, la vita col tempo t'ha insegnato che non era come diceva lei, ma forse non è colpa sua. Forse sei tu che non l'hai mai fatta finire. Eccoti le frasi complete. Te le regalo dopo che, a mo' di settimana enigmistica, le ho compilate..ehm...sulla mia pelle.

1.
<<Ricorda, i soldi non fanno la felicità...
... la comprano già fatta>>.

2. <<Come ti fai il letto così lo trovi la sera...
... a meno che nel frattempo qualcuno non ci si sia infilato al posto tuo>>.

3.
<<Questa casa non è un albergo....
  ... Ma lo saranno tutte le altre case in affitto che si susseguiranno nel giro di pochi mesi, perchè la precarietà sarà il tuo pane. Ah, le pulizie però dovrai fartele da solo >>

4. <<Non serve a niente piangere...
...a meno che tu non sia molto molto convincente e lo stia facendo in tv>>.

5. <<Copriti bene quando esci…
… così t’abitui da subito al caldo insopportabile dei prossimi vent’anni>>

6. <<E’ proprio vero chi c’ha il pane non c’ha i denti. Chi c’ha i denti non c’ha il pane…
...è per questo che si prenderà il tuo a costo di morderti un braccio>>

7. <<Non buttarti via col primo che capita...
...aspetta che arrivi il secondo così il primo ti si getterà ai piedi>>

8. <<Le bugie hanno le gambe corte...
...ma corrono veloci e arrivano prima della verità>>

9.<< Se imparerai le lingue avrai il mondo nelle tue mani...
...l'Italia no. Quella starà sempre in mano a qualcun altro. >>

10. <<Se è destino è destino... Cazzo!>>

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 20:31
domenica, febbraio 11

Dalla sindrome da sceneggiatori non si guarisce mai.

Anzi, solitamente con gli anni peggiora. Forse potrà salvarmi soltanto la senilità avanzata o magari qualcosa di apocalittico che mi tenga occupata la mente 24 ore al giorno, tipo tre o quattro figli gemelli. Non è poi così dannosa. Certo l'effetto sorpresa non è una cosa che mi ha mai riguardato, dal momento che nell'organizzarmi per tempo per tutti i momenti importanti che riesco a prevedere, mi godo sempre una seconda o terza visione del film da me scritto diretto e interpretato. Per gli altri sono sempre prime ed esclusive, invece, e finisce sempre che mi chedono "Ma quando l'hai pensata questa cosa?". Così io fingo di aver avuto l'idea illuminante dell'ultimo momento, mentre già da anni magari avevo studiato ogni cosa con estrema precisione. Non lo faccio mica apposta. I film mi vengono così...sotto la doccia, prima di dormire, mentre faccio spinning, mentre mangio, in bagno...ovunque. Non mi interessa la sostanza, quella viene come viene al momento, è il particolare che conta. Per esempio so che il giorno del mio matrimonio mi sveglierò ad una certa ora, in una certa casa, con una certa canzone e fino a qui tutto normale. MI soffermo invece sulla scena madre: entro al braccio di mio papà, chiesa gremita di amici e parenti (che ridono di sicuro), marcia nuziale, mio papà mi guida fino allo sventurato, lui mi alza il velo fa per salutarmi e io invece mi avvicino, con la manina coperta dal guanto bianco,  per dirgli all'orecchio: "Lo sai che sotto il vestito da sposa non porto le mutandine?". Vivo per vedere la sua faccia da quel momento alla fine della giornata. Per esempio mi sono organizzata nel caso in cui mi capiti di vincere un Oscar scrivendo un discorso molto commovente, in cui parlo di come era difficile la vita quando facevo la barista per trenta euro a sera e di quando mettevo i dischi in spiaggia, anche se di anno in anno lo aggiorno perchè magari arriva qualche persona nuova da ringraziare. Quella del funerale (che porta sfiga dirlo?) è problematica, si sa , perchè si rischia di essere nelle mani di qualcuno che ha gusti diversi in fatto di scelte scenografiche. Io mi  metterei la canzone di Bijork "It's oh so quiet", che è un po' isterica e mi somiglia e poi farei fare un discorso da qualcuno che farebbe ridere tutti, tipo da Pippo .Ora che ci penso potrei pure chiedergli  di scriverlo subito così almeno lo sento pure io. No no, meglio di no.  Del mio romanzo ho scritto la dedica da prima di iniziarlo... ehm...sei mesi prima di iniziarlo. MI piaceva l'idea di fare a qualcuno questo regalo, però non avevo un libro in testa. Così, visto che mi serviva di scriverlo per poterlo dedicare a qualcuno, l'ho scritto. Spero tanto che esca, perchè sennò mi si rovina la sorpresa. Il meglio di mè lo dò nelle scene in cui mi figuro i ritorni e gli incontri dopo anni di lontananza. Me ne sono vista uno in testa giovedì sera, mentre Fossati cantava "C'è Tempo", pensando che non avrei mai potuto rendere con le immagini l'emozione  che riusciva a dare lui con quelle poche parole. Ma, conscia di essere irrispettosa nei confronti di quella meraviglia, la scena me la immaginavo più o meno così:

Partita in cerca di fortuna verso un posto lontano, in Messico. 
Dopo qualche tempo avrei trovato un piccolo bar sulla spiaggia da prendere in gestione.
Una sera, al tramonto, mentre starò passando lo straccio sul banco vedrò un ombra sulla macchina del ghiaccio e senza alzare lo sguardo riconoscerò una figura.
Lui dirà:
<<Ehi dj, metti un disco, ‘chè come barista non convinci nessuno>>
e io dirò:
<<Ci dovrebbe essere un grembiule di là, è il tuo>>. 
Lui entrerà, verserà due rum, me ne passerà uno e alzerà il bicchiere brindando al sole che scende.
Allora io dirò:
<<Ehi Ric, come sta Sam?>>
e lui:
<<Gli hanno sparato tempo fa. Casablanca non è più un posto tranquillo per me>> .
Gli tirerò lo straccio e lui inizierà a dare una pulita, mentre io andrò a mettere un disco. E sulle note di  As time goes by lui mi chiederà: 
<<Ma in Messico secondo te ci sono più zanzare o più coccodrilli?>>
e io risponderò:
<<Zanzare, purtroppo. Zanzare>>

Anzi, già che ci sto la canzone in questione la metto qua, che se non l'hai sentita mai capisci cosa intendo con "emozione". Ora per tornare al post precedente, la top five delle proposte da matrimonio, ispiratami da Rearwindow, che sto ancora preparando, pare attiri non solo la mia di attenzione. Eppure, nonostante sia una cosa davvero da pensare ben bene come la scena di un  film, non me la sono immaginata mai. Strano. Forse  perchè non mi riguarda, lì non devo fare mica niente io. Spero solo di beccare uno sceneggiatore e regista da film comico.

 

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.


 

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:54
venerdì, dicembre 01

Ero lì, rannicchiata sulle scale, con un fazzoletto in mano e tra i singhiozzi mi chiedevo a voce alta cosa avessi fatto di male per meritare tali sventure.

<<Sniff...snifff, sigh.... buuuuuaaaaaaaaaaa... Perchè? Perchè? Cosa ho fatto di male perchè il destino si accanisca in questo modo contro di me? Sniff..sniff..Come faccio ora? Ho distrutto la macchinaaaaa, il computer con dentro il lavoro di un anno è morto,  mi hanno rubato ieri la borsa con dentro gli ultimi cento euro... non so come farò a pagare l'affitto sto mese e ora... sniff sniff.. si rompe pure la caldaiaaaaaaa..buuaaaaa..che faccio ora? per non parlare di tutto quello che m'è successo negli ultimi quattro annii...Aaahhaaaaaa..sniff..buuààààààààà>>

E poi, all'improvviso, mentre consumavo quella scena maestra senza spettatori, nel freddo gelido di una mansarda senza neanche uno straccio di stufetta a gas e sapendo che il direttore della mia banca non avrebbe più bevuto la storia che gli ho cantato in questi cinque anni e stavolta m'avrebbe ritirato tutte le carte e pignorato... pignorato che? Non c'ho niente da pignorare... Buuuuaaaaaaaa... sniff sniff.. va be' comunque, in quel momento mi appare lei, bella come il sole nella  stessa posa in cui ero. Lei, la mia eroina, Miss Rossella O'Hara...

 Cosa avrebbe fatto al mio posto Miss Rossella? Cosa fece lei, dopo aver corso per le scale e tentato di porre rimedio al suo problema?

 <<Oh mio Dio Rhett! Tu non puoi andartene! Io..io ti amo! Cosa farò senza di te? Cosa farò senza una macchina, nè una lira, nè un lavoro, nè un computer, nè un telefono e neanche i soldi per riparare la caldaia adesso che arriva l'inverno? Come farò?>>

  <<Cara mia, francamente me ne infischio. Addio>>

 <<Oddio. E ora che faccio? Ci penserò domani. Sniff.sniff...buuaaaaa...Eppure devo pensarci, deve esserci un modo..cosa posso fare..cosa posso fare..?>>

  <<Cosa diceva sempre papà?....>>

<<Vorresti forse dire Miss Rossella O'Hara che la terra non conta niente per te? Ma se è l'unica cosa per cui valga la pena vivere, lottare?>>

<<La terra... TARA! Tornerò a Tara. Tornerò a casa. Casa mia... e lì troverò la forza per riconquistarlo di nuovo ( una macchina nuova, il libretto degli assegni, un lavoro, ma soprattutto un po' di calore umano dove c'è gente che mia ama non come qui da dove sono scappati tutti  a gambe levate dopo avermi baciato sul tetto...e magari mi ci scappa pure Brad)>>

<<In fondo domani..è un altro giorno>>

Ed infatti è arrivato l'altro giorno, quello degli scatoloni, delle rampe di scale fatte trecento volte, trascinandosi dietro quei pezzi di vita passati in quella splendida mansardina. Pezzi di vita a cui non avrei voluto rinunciare ma dei quali, molto poco romanticamente, a fronte di tutto quello che m'è costata, anche in termini d'investimento emotivo,  posso dire..."francamente me ne infischio". Bello il tetto, bella la colazione come un gatto, belle le stelle, bella la parete dipinta da me, bello bello bello tutto, ma io devo vivere e ogni tanto per fare le cose a modo proprio bisogna appoggiarsi a qualcuno. Torno a Tara, 'chè mi manca la terra. Dio, se mi sentisse mia nonna! Più che altro..se ci fosse mia nonna! Lei m'avrebbe aiutato a fare 'sto trasloco, perchè si sa, noi donne sì che siamo il sesso forte. E adesso vado che c'ho amcora quel pacco da settanta chili che mi reclama. Mammaaaaaaa.......

 


 

 

E questo è quanto. Cioè sarebbe quanto. Se non fosse per la mia inguaribile vena romantica che reclama un po' di indipendenza da questo mio essere ironica e persino pratica. Quindi, con un po' di pazienza, siori e siore, scusate, ma le do' spazio. Questo sul mio diario qualche notte fa...

26 novembre 2006 h 4:20

Ma che ne sa la gente che non ha mai avuto un tetto? Non un tetto da starci sotto, ma da starci sopra a guardare il cielo più da vicino. Da starci sopra perchè Sirio sia meno lontana e per ricordarsi che Bellatrix, la donna guerriero, dalla cintura d'Orione mai smetterà di vegliare su quella stella blu. L'unico blu che è uguale ai tuoi occhi. E io, di occhi, ne ho visti dopo i tuoi. Anche qualcuno azzurro. Ma nessuno mai potè ricordarmi del tuo blu profondo. Solo Sirio può raccontare del tuo colore. Lascio questo tetto domani. Bellatrix continuerà per sempre a vegliare su Sirio, ma io no potrò più vederla da così vicino. Seduta qui, come siedo ora, sulle tegole bagnate di una notte come tante, dopo aver messo su dischi per chi li voleva ballare e cantare. E tra tutte quelle canzoni, nella confusione dei versi e degli accordi, solo io sapevo che, come è ormai da anni, una di quelle, suonava solo per te. Vado a Londra a cancellare un altro pezzetto di te, quello che somiglia al cielo visto da questo tetto. Ogni volta lo faccio. Metto chilometri per qualche giorno, tra me e le cose che lascio, perchè il ricordo si fissi come sulla pellicola e al mio ritorno non sia che una foto. Tu non passi mai. A Parigi cancellai un'umiliazione e tornai con coltelli affilati alla difesa. In Messico cancellai un profumo che indossava un amico e tornai con una chitarra che mi suonasse pochi accordi di speranza.  A Madrid cancellai un amante e tornai con la voglia di non farmi fregare mai più. Ma ora che suono quella chitarra scordata, mi chiedo se Londra basterà per cancellare la vista di quella stella mentre canto per te. Per te che non ci sei mai stato, eppure ancora ci sei. Ciao casetta mia, ciao tetto. Io me ne vado. Vado avanti. Come la vita, che avanti se ne va.

maggie la gatta

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 14:08
lunedì, novembre 20

ATTENZIONE: POST DI GOSSIP! TENERE FUORI DALLA PORTATA DELLE PERSONE SERIE.

Io non voglio fare la guastafeste, ma non ce la faccio a tenermi questa cosa tutta per me. Non c'è niente da fare, io osservo, rifletto e poi tiro le somme. E stavolta ho osservato bene una cosa che a molti evidentemente è sfuggita: a Joey Potter Tom Cruise gli fa pena. Tenerezza, magari simpatia... ma certo non sangue. E sia chiaro che la chiamo Joey Potter perchè quella per me è e resterà sempre Joey Potter.

Ma quale amore amore amore.... Quella si tiene il nano perchè evidentemente s'è fatta bene i conti. Mica voleva finire a girare i cortometraggi con Dawson o peggio sotto i ponti con Poesy! Tutti dicono che quei due sono la coppia perfetta, che non fanno altro che baciarsi e dedicarsi attenzioni, ma io ho colto alcune espressioni di lei che sono inequivocabili. E poi un gesto, uno in particolare che le ho visto fare. Sto cercando disperatamente una foto che possa provare quello che vado blaterando, ma evidentemente in quel momento nessun fotografo è stato abbastanza pronto da poter fare lo scoop dell'anno. C'è il filamto, certo, ma quello era un servizio da tiggì e chissà nei meandri di quale archivio andrà perduto.

La scena: Tom e Joey salutano la folla nell'annunciare la data e il luogo del matrimonio. La folla, i giornalisti i fotografi eccetera eccetera. Lei è più alta di lui di venti centimetri e questo già stona. Poi un primo piano di lui. Una faccia da ebete felice come non mai quasi dicesse: "Ce l'ho fatta,. ce l'ho fatta questa mi si tiene pure coi miei problemi-  (ehm... su questo ci farò un alto post) - evviva evviva, sto con Joey Potter". Lei dall'alto sorride ai giornalisti e saluta con la mano col sorriso teso di chi dice "Ehi, mi tocca sposarmi 'sto qua. Almeno fatemi parecchie foto che così un giorno potrò raccontarlo". Poi si incamminano verso l'hotel, lui tenta di prenderle la mano ma non ci riesce  e lei nel girarsi  - pronti? - Attenzione! - Ci siete? -  GLI DA' UNA PACCA SULLA SPALLA!!!

Tipo "Pat - Pat". L'ho vista, l'ho vista chiaramente.

JOEY POTTER HA FATTO "PAT- PAT" A TOM CRUISE!!!!

E che vuole dimostrare? "Sì tesoro, sì... Dài, forza! Andiamo a casa che devi prendere le pasticchette"? Ma chi si crede di essere 'sta qua? Roba che quando il poveretto girava attaccato alla gonnella di Mimì Rogers, che lo bastonava come un cane randagio, lei andava ancora all'asilo. E Nicole allora? Che pur di dire a tutto il mondo che stava con Tom ha vissuto d'astinenza sessuale per anni.

 

Guarda questa...

Lui sorride e d esprime ancora una volta la sua gioia ai giornalisti perchè , va bè, lo sanno tutti, Tom sì è definitivamente bevuto il cervello ormai, poveretto. E lei?  Lo guarda da lontano mentre chiacchiera con una giornalista e pensa "Poveraccio. E' proprio arrivato! Come farò a sopportarlo non dico quanto Nicole, ma almeno per un annetto?" E' la faccia più triste e sconsolata che abbia mai visto ad una che sta per sposare TOM CRUISE!

 Non dico che non l'abbia mai amato. Ma di sicuro non lo ama già più. E a questo punto viene da chiedersi:

MA A NOI DI TOM CRUISE E JOEY POTTER CHE CE NE FREGA?

No, perchè, dico io, già che nemmeno è la storia d'amore del secolo, ma solo la finta del secolo, perchè devono sbomballarmi co' le nozze al castello di Bracciano? Io ci vado tutti i mesi con quel sant'uomo di Brad, guarda un po'...e non ho mai chiesto a nessuno, quando ci vado di non far passare gli aerei sulla mia testa. Mo' telefono a Brad e gliene dico quattro... che la cerimonia neanche è stata un granchè! Quando ci sposeremo noi , il primo maggio, a San Giovanni, chiederò a Walter se può spostare il palco del concerto a Santa Maria Maggiore, che mi fa ombra sulle foto.

 

Campagna per la liberazione di Katie Holmes. Aiutiamo Joey Potter. Messa nei guai dal suo stesso arrivismo.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 21:44
lunedì, novembre 06

Eppure avevo fatto la richiesta in carta bollata...

 

Non c'è niente da fare, ognuno è portato per le  cose sue (quando ti vengono, perchè quando le cose tue non ti vengono sei gonfia pe' giorni... ma questa è un'altra storia). Comunque io e la burocrazia non andiamo d'accordo evidentemente. E non stare a dirmi che nessuno va d'accordo con la burocrazia perchè ho parlato con gente che tiene in casa schedari di documenti in ordine alfabetico divisi per categorie. Sarà per questa mia mancata predisposizione alla burocrazia che avrò probabilmente sbagliato qualcosa, tanto da  far perdere le tracce del mio nome nel registro "destini da far marciare"  depositato presso l'ufficio "Assegnazione Destini".

C'era una porta con su scritto MAKTUB, un tizio m'ha fatto entrare, m'ha chiesto se avevo la marca da bollo. Gli ho detto "Eccola!". Poi ha scartabellato un po'. S'è preso la marca da bollo. M'ha detto "Nome scusi?". E io gliel'ho ripetuto tre volte, forte e chiaro, scandendo le sillabe. Poi m'ha detto s'accomodi qui fuori e attenda il suo turno.

Siccome io però  ferma non ci so stare, già che aspettavo da un po', mi sono fatta un giro.  E poi, in fondo, mi sono detta, parliamoci chiaro, 'ste pratiche a volte vanno avanti per anni e oltretutto sto pure in Italia, e tutti dicono che qui certo non brilliamo per efficienza e precisione. Fossi vissuta in Svizzera o in Germania, avrei certo nutrito una maggiore fiducia nei confronti dell'"Ufficio Destini", ma in Italia...Già me la vedo la signora che si doveva occupare di trovarmi una sistemazione che invece di mandare avanti la pratica si va a prendere il caffettino e si fuma la sigaretta. Insomma, diciamocelo, ho creduto che avrei potuto essere utile a me stessa più io di qualunque "Ufficio Destini". E mi sbagliavo.

Sono tornata dal tipo delle scartoffie e quello ha preso il librone, ha detto "Nome, prego", io gli gliel'ho ripetuto e lui..s'è incaaaaaaazzato. Ma tanto, eh? M'ha iniziato  a  dire:

"Lei signorina, cosa credeva di fare? Vai di qua, vai di là, tenta su, tenta giù. Ma non lo sa che qui è come il labirinto del Minotauro? Che vuole fare la fine del ragionier Icaro? Se proprio crede di essere tanto brava continui, continui pure, ma non creda, la storia lì della zucca che diventa una carrozza è tutto merito di questo ufficio, sa? Ora si sieda qui, e aspetti come tutti."

"Ma scusi, non ho diritto all'angelo io?Quello che ti fa succedere le cose belle tipo che ti telefonano per offrirti un lavoro che ti piace, già chè ci provi da anni?O che mentre stai a mette i dischi al Friends ti fa entrare che ne so... Riccardo Scamarcio?"

 "intanto non è che ti telefonano così, solo perchè ci provi da anni, ma dipende esclusivamente, come le dicevo prima, da quanto avanti è la sua pratica, stesso discorso vale pe' il tipo belloccio di cui sopra. E poi, l'angelo ce l'ha, sì. E' uno stagista però, un bravo ragazzo che deve fare esperienza. Le è stato assegnato questo perchè più economico, visto che lei, Signorina, la marca da bollo l'ha portata scaduta! E ora stia lì e aspetti."

Ecco, lo sapevo. Il destino decide. Ma le marche da bollo contano.

Stagista eh? Mmhh...

Well there ain't no point in moving on
Until you've got somewhere to go
And the road that i have walked upon
Well it filled my pockets
And emptied out my soul

All those insecurities
That have held me down for so long
I can't say i've found a cure for these
But at least i know them
So they're not so strong

You look for your dreams in heaven
But what the hell are you supposed to do
When they come true?

Well there's one year of my life in the songs
And some of them are about you
Now i know there's no way i can write those wrongs
Believe me
I would not lie you've hurt my pride
And i guess there's a road without you

But you once said
There's a way back for every man
So here i am
Don't people change, here i am
Is it too late to try again

(George Michael  - Waiting)

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