Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:46
sabato, gennaio 12

Fu un generale di vent'anni figlio d'un temporale...

indiano.... a convincermi del tutto.
Già mi ero lasciata affascinare dalla sicurezza con cui mia madre aveva fatto la sua scelta, e poi la musica mi piaceva tanto. Mi piacevano i led luminosi dell'impianto in camera di papà, ma soprattutto le cuffie grandi, perchè quando mi chiedeva se volevo andare ad ascoltare la musica con lui me le metteva sempre, per farmi sentire come poteva diventare piccolo il mondo fuori e grande quello nella mia testa. Lei quel giorno aveva detto : «Domani è il compleanno di papà. Che gli volete regalare? Mmhh.. che ne dite di un disco? » e poi scelse l'Indiano.  Io, che ero piuttosto rompiscatole già allora, continuavo a chiedere per quale motivo proprio quello tra tanti, ma lei aveva sorriso : « Perché lui vuole quello. Lo diceva ieri!».
Lo abbiamo ascoltato tante volte, in macchina, mentre andavamo da qualche parte tutti insieme e io, nel sedile posteriore stavo zitta, facendo finta di farmi i fatti miei, mentre papà raccontava a mamma la storia di quelle canzoni. Lui è bravo in quello, ancora adesso, cioè nello spiegare con un racconto e tante figure le parole messe in rima di una canzone, che al tempo era difficile per me che ancora non avevo tante parole tra lingua e orecchie ed era difficile per mia madre che non aveva tanto italiano tra lingua e orecchie. Era meraviglioso il modo in cui mio padre faceva il dj senza sapere che lo stava facendo e che mi stava insegnando un mestiere. Mentre guidava, parlava di Franziska e io la immaginavo col rosario in mano e un vestito rosso. Poi mi ricordo gli occhi spalancati nel racconto senza fiato della notte sul Sand Creek, come se l’avesse vissuta lui stesso solo ad ascoltare le parole di quella canzone. Mi faceva paura la faccia che disegnavo nella mia testa di quel generale di vent’anni. Immaginavo Custer arrivare a spazzare via tutto. Però. Però. Quello sguardo deciso! La possenza! E poi quella passione nel raccontare una canzone. Quella passione nella voce di chi cantava. Quella passione nostra nell’ascoltare.
Questa passione mia, oggi mi fa somigliare un po’ a Custer. Solo che sto dalla parte degli indiani e quindi ho perso molto fino ad ora.
Non avevo mai raccontato a nessuno questo mio ricordo, ma per Natale qualcuno che evidentemente mi conosce molto bene (e a cui voglio tanto bene) ha scritto sul mio biglietto d’auguri : “A te che ci fai tanto pensare ad un verso di una canzone di De Andrè, perché sei figlia di un temporale”.
Sono giorni importanti questi miei e  ho cullato molto il pensiero di questa frase. Se stanotte fossi sotto le stelle, accanto al Sand Creek, veglierei mentre gli altri dormono. Chiuderei gli occhi per tre volte e mi troverei ancora qui. Pregherei il mio Dio per la vittoria, perché la voglio forte e perché aspetto da molto. Ho il sangue rosso del guerriero nelle vene.
Attendo Custer, e sarò io il suo temporale.

 
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:05
venerdì, gennaio 04

Non è colpa mia se cado. E' la forza di gravità che ce l'ha con me.



Ma sarò onesta: mi capita troppo più spesso del normale. Quando ero piccola era come adesso. E anche quando ero adolescente. E pure da poco più che adolescente. Da donna, non è cambiato poi molto, se non il fatto, terribile, che adesso suscito reazioni diverse e imbarazzanti. Qualcuno accorre preoccupato, qualcuno un poco più dietro ride senza farsi vedere, qualcun altro, cioè il mio fidanzato,  si arrabbia con me imprecando contro la mia maldestrìa e disattenzione. Il problema è che non solo inciampo e cado, ma che spesso cado contro qualcosa o qualcuno. Cocci in frantumi, monetine sparse, spostamenti dell'asse terrestre e alberi dissotterrati. Io non lo faccio apposta, succede sempre qualcosa di strano all'improvviso. Oggi ho dato una botta in terra nel tentativo di sedermi su uno sgabello. Mi stavo sistemando il cappotto e quello, maledetto è sgusciato via. Aveva le rotelle, mica è strano che mi sia cammiato via da sotto il sedere! C'erano tre persone nell'ufficio con me e sono rimaste lì a guardarmi per venti minuti mentre io, dopo essermi slogata un polso, continuavo a lavorare come se niente fosse. Insomma, io mi sono abituata ma non è facile far capire a chi mi è accanto che ho imparato a sopravvivere in questo campo gravitazionale, tutto mio,  avverso alle condizioni umane e dispettoso . Per questo da qualche tempo porto sempre le scarpe con i tacchi, per avere una buona scusa.
Questa era una premessa. Ora passiamo al post di oggi:
«Ciò di cui si ha davvero bisogno nella vita è una buona scusa per giustificare quello che proprio non si può evitare».

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 12:32
venerdì, novembre 30

'You talkin' to me?



Sono un po' nervosa ultimamente. Il fatto è che ho freddo, sto invecchiando, ho preso un paio di bastonate buone e m'è finito il Nescafè proprio nel giorno di chiusura del supermercato. E poi ho Giove in opposizione e Saturno in quadratura ostile. Questo significa che vorrei comprenderti ma non posso. E soprattutto che tu vorresti comprendermi ma non puoi. Parlo una lingua strana che non so da dove arriva e la frase sulle labbra è spesso soltanto l'ultima di un discorso nella testa che non posso condividere perchè non so da dove cominciare. Ho tenuto alto un aquilone per anni, anche durante la tempesta ma proprio quando ho iniziato a chiedermi dove mi stesse portando il filo s'è spezzato e lui è scomparso lontano. Ci sono cose che non ho risolto, questo è tutto. Ieri notte ho sognato un serpente pesante. Ce l'avevo addosso e mi schiacciava ma non mordeva. E' lui, il passato. Qualcosa che sta ancora lì e che non ho finito, qualcosa che ho dimenticato in un angolo perchè faceva male, o perchè  guardare avanti in quel momento era la soluzione  migliore. Un serpente giallo s'è mangiato tutto quello che avrei dovuto risolvere e adesso io devo liberarmi di lui. Ma la domanda è: si può sempre portare a termine qualcosa lasciato a metà , o esiste un momento in cui è ormai troppo tardi? E soprattutto: mi conviene iniziare subito o il fatto che ieri abbiano accesso l'albero al RockFeller Center significa che devo aspettare la fine di queste feste inutili e fastidiose?
Io inizio. A voi Buon Natale.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 01:15
venerdì, novembre 16

Ladies and Gentlemen! Mesdames et Messieurs!
Bienvenue au Cabaret...



Barzellettina del giorno

Ci sono un italiano, un francese, un tedesco, uno svedese e un africano. L'italiano va all'agenzia delle entrate perchè gli serve un certificato e dice alla signorina allo sportello:
«Salve, avrei bisogno di una copia del foglio su cui c'è scritto il mio numero di Partita Iva. No, no, io la Partita Iva ce l'ho già, l'ho fatta ieri. Solo che ho lasciato il foglio che ne certifica l'attribuzione dal commercialista che sta in un'altra città... ma guardi è semplice. Quel foglio lì, una copia va bene... »
E la signoria molto infastidita gli fa:
«Ah ma se lei ne vuole una copia c'è da pagare»
E l'italiano:
«Ma se quando me l'hanno attribuita la Partita Iva non ho dovuto pagare niente. E m'hanno dato gratis quel certificato lì. Ecco ora me ne serve una copia e lo devo pagare?   Va be', capisco..se tutti ne chiedessero una copia, sai la carta che sprecheremmo. Mi dica, che ho fretta..quanto costa?»
La signorina che ben conosce il suo lavoro si cala un pochino gli occhiali sul naso, lo guarda e dice:
«Guardi che questa copia non ha un costo. Casomai ha una tassa. Anzi due: sono 19, 57 euro per la richiesta e 14, 95 euro per il ritiro.»
«Mi dica se ho capito bene: per il rilascio del numero non si paga, ma se voglio una copia diel foglio su cui c'è scritto il numero devo pagare 35 euro. Ci pensi bene prima di rispondere, perchè le ricordo che 35 euro sono circa 70mila della vecchie care lire.»
«Ehm...sì. Ma non è colpa mia. Però se  lei chiude la Partita Iva che ha non le costa nulla e non le costa nulla neanche aprirne una nuova. In questo caso il certificato della nuova non lo paga.»

Il francese, il tedesco, lo svedese e l'africano fanno il pubblico che ride.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:07
mercoledì, agosto 22

Le vie del Signore sono infinite...

calippo
Meno male, perchè le mie so' finite. Dunque, visto che pure stavolta il Calippo è toccato a me (e non dirò dove perchè sono una signora), ferma davanti al muro della strada senza uscita, attendo che compaia la scritta Game Over.

Perchè qualche volta capita che si sia stanchi. E non di una stanchezza che prende alle gambe, come quella del corridore dopo la maratona, ma di quella che s'attacca come una cozza ai pensieri. Tanto che non puoi più distinguere quelli che ti piacciono da quelli che vorresti piacessero agli altri. Capita. E allora stai su una sedia, con le gambe e le braccia che se ne scendono giù, sconfitte dalla forza di gravità, al centro di una stanza in disordine, per quel poco che c'è... 'chè quello che non c'è,  l'hai già di nuovo impacchettato per poter mettere un altro punto. E capita che si sia stanchi proprio mentre si incartava il settimo bicchiere. Tanto a cosa può servire un set di dodici bicchieri se non saranno mai più di quattro le persone che inviterai a cena? E poi capita pure che si sia stanchi di invitare la gente a cena. O di mangiare. O di parlare... di pensare, di tentare, di sorridere, di credere, di inventare ,di immaginare, di desiderare, di camminare, di respirare, di fare yoga, di lavorare, di non lavorare, di cantare, di ballare, di piangere, di sentire, di imprecare, di ascoltare, di ster sempre a sentire quelli che sanno tutto di te  e  quelli che di te non sanno niente, di farsi i cazzi degli altri, di far sì che gli altri si facciano i tuoi, di esporsi e di doversi rintanare, di spiegare, di primeggiare, di essere gli ultimi, di scalare la vetta, di essere i primi, di non poter andare in vacanza, di giocare al lotto per tentarci, di non essere rispettati, di porgere l'altra guancia, di incazzarsi.
Di incazzarsi da soli, su una sedia maledetta, con la forza di gravità che pesa sulle braccia, davanti ad una scatola e un tappeto verde, in una casa di passaggio, dopo aver fallito per la centesima volta.
Capita.
Capita che ci sia rotti il cazzo.
No, solo così, per dire.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 21:21
venerdì, agosto 17

Un po' di giardinaggio:

my garden
                     A separarsi dalle esistenze inutili, come le erbacce, c'è tutto da guadagnare, anche se bisogna essere determinati a farlo senza temere presenze nascoste, quali le serpi velenose. Strappar via le erbacce è importante se vuoi scoprire quanto è bello il tuo giardino.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 03:11
martedì, luglio 24

AUTOCRITICA
 LA VERITA'

La situazione è al collasso. Lavoro, case, soldi, possibilità di vita, valori. Non lo direi se non fosse arrivato il momento di guardare in faccia la realtà, diventando seri e mettendo da parte persino l'ironia che non possiamo più permetterci. Abbiamo poco più o poco meno trent'anni ragazzi, e qui le cose non si mettono per niente bene perchè chi è nella condizione di farlo, fa come gli pare. Non temono la rivolta visto che noi, trentenni del terzo millennio, non abbiamo tempo per ribellarci, perchè siamo troppo impegnati a tentare di diventare famosi lavorando GRATIS nelle radio e nelle tv, per soddisfare un'ego faticosamente costruita pur di dimostare ai nostri genitori che se loro erano  settantoni intelligenti,finti poveri soprattutto quando erano ricchi,  noi saremmo diventati artisti talentuosi, finti ricchi pure se siamo poveri in canna. Urlare a gran voce che non rinunceremo ai sogni di gloria ci rende ancora più idioti se, nel nome dei sogni di gloria, qualcun altro nel frattempo, si inzuppa il pane nei nostri diritti. Tanto a noi che ce frega? C'è Maria de Filippi che ci fa diventare ballerini di successo! A gratis. C'è Costanzo che ci chiama a fare il pubblico parlante in settanta programmi. A Gratis. C'è il grande fratello, che se fai il percorso di guerra in giardino meglio di altri, poi ti danno la copertina su Visto. C'è Radio Rock a Roma che fa credere a tutti che per fare il dj in radio basta suonare al campanello. E trasmettere. A Gratis naturalmente (pure se lo sai fare davvero e non per finta, sia chiaro).  C'è l'editore che ti dice "Chiedi i soldini a mamma che ti pubblico, così diventi famoso come Moccia". A pagamento (tuo!). C'è splinder che ti dice che online ci sono 1653 utenti che potrebbero leggere te, in questo momento. A Gratis, grazie a Dio (che se ci toccasse pagà pure pe i blog probabilmente pagheremmo). Ci sono i locali da prendere in gestione, che è più gratificante fare qualcosa da soli, così poi magari a bere da te ci vengono pure i Vip scannati, che fanno taaaaanto trendy.
Mi metto in testa alla classifica dei coglioni che si stanno facendo fregare, sia chiaro. Tanto che ci frega di reclamare un minimo di dignità per il nostro lavoro di ogni giorno ? Come è che diciamo? "Si sa, questo lo faccio solo fino a che non sfondo". Ho lavorato gratis  a Radio Rock per un anno. E come me tante altre persone. Ho detto cazzate gratis in TV su Italia uno, in una trsmissione della cricca di Maria De Filippi. Non ho visto mai una lira di contributi, contratti in regola o roba simile. Per non perdere il lavoro, d'estate, quando il lavoro calava,  mi sono licenziata formalmente dall'unico incarico con un minimo di dicitura scritta, pur continuando a lavorare in nero in quel posto. Ho lavorato in nero per dieci anni, cambiando dodici lavori. Sono da biasimare perchè ho accettato queste condizioni, perchè il dire di sì da parte nostra a qualunque angheria, ha infettato il mercato. Se nessuno lavorasse gratis, nessuno lo proporrebbe mai.
Sapete dove sta la fregatura, ragazzi? Che c'hanno creato un diversivo per distrarci dalla merda. Ecco cosa. E noi stiamo ancora qui a parlare di chi va in onda a quale ora e di chi è che c'ha soffiato il posto in consolle o il palco in quel locale. Stiamo ancora qui a spettegolare su chi trasmette da dove e perchè. A farci i Myspace fighetti e a rosicare perchè "a quella j'a commentato pure Daaaave Ghaaaan hai visto?"
C'hanno creato un diversivo perchè se spettegoliamo  è meglio, così evitiamo di ricordarci che abbiamo un cervello, una dignità d'essere umani e , cazzo, pure un po' di cultura. E magari da Maria De Filippi la cultura sere pure se vuoi vincere le sfide dove giudica il publico, anche perchè è meglio che uno di cultura cada dentro quella trappola lì, togliendosi di mezzo, che sennò può essere pericoloso.

Ecco come stanno le cose. Ogni giorno. Per tutti. Tutti.
Solo tre esempi. Se volete potete aggiungerne voi.

1- Giggetta lavora come insegnante, dopo la laurea s'intende, in una scuola privata gestita dalla Chiesa. La Chiesa predica il valore della famiglia, Giggetta, vuole un bambino. Le suore dicono <<Che bellooooooooo... be' finche non ci sei tu, prendiamo una sostituta, poi tu torni tra nove mesi tranquilla>> Dopo nove mesi le suore dicono << Beeeeellla la tua bimba, adorabile. Eh, veramente sì, il tuo posto, ma sai... e io che faccio se poi tu la devi allattare? No no, non serve che mi prometti che non mancherai mai, vedi le insegnanti mamme sono un po' meno affidabili. Che ci vuoi fare? Ciao>> Giggetta aveva un contratto a nove mesi, scaduto quello, sei mamma? Ciao, mi piglio una che non lo è. Ora Giggetta ha una persona in più in famiglia e un lavoro in meno.  E ce fanno pure il family day.

2- Una certa compagnia telefonica, non sa come fare a limitare i danni che s'è fatta da sola, regalando la possibilità a chi voleva di autoricaricarsi il cellulare, attraverso una tariffa speciale,  in cambio di promozione. Oggi, che la cosa evidentemente non gli conviene più, da un giorno all'altro cambia i piani telefonici di chi aveva quella tariffa, arbitrariamente. Siccome la cosa non gli basta, per togliersi di mezzo quelli che avevano parecchio credito sulla SIM, ha disattivato in u giorno 5000 sim da un minuto all'altro, senza avviso,liberandosi dei clienti "scomodi" che hanno perso il numero, naturalmente il credito e sono  addirittura scomparsi dai registri della compagina, come non vi fossero mai stati.

3- Pago 850 euro d'affitto per un appartamento di 50 metri quadri in periferia. Vado via, dopo contratto regolare (che io ho pagato per depositare ma senza aver mai visto una ricevuta dal proprietario ogni volta ch egli ho pagato l'affitto) e  dopo la cauzione (non depositata a notaio ma beatamente instacata e restituita solo alla fine) e mi devo sentir dire : "Eh, ma mi dovresti pagare pure il mese prossimo anche se non ci sati perchè io ora, durante agosto non trovo nessuno per affittarla e perdo un mese. Va bè, allora pagami Luglio e basta. Ah, dici che Luglio è pagato con la cauzione..mhhh..no, la cauzione me la tengo per le bollette della luce. Dovrebbee ssere di una trrentina di euro, ma mi tengo la cauzione DI OTTOCENTO EURO  finchè non lo so, quindi pagami Luglio. E manon ti lamentare sai.. CHE TANTO  I PREZZI E LE CONDIZIONE SONO TUTTE COSI' (ed è tristemente vero)."
Lo so: bastava anche solo la frase "Pago 850 euro per 50 metri quadri in periferia"

Mi pare che il problema del surriscaldamento terrestre per quanto grave, sia meno urgente, perchè se non cambiamo le cose, tra ottanta anni, le inondazioni ci coglieranno mentre saremo sotto i ponti già da decenni. Ecco.



E mo' hai voglia al prossimo post di tentare di parlare di Lady Oscar e Candy

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 02:07
giovedì, giugno 21

Cara Barbara
esami

lo sapevi anche tu che t'avrei scritto prima o poi. Continuo a guardarti da qui, dal tuo futuro, e stasera ti vedo bene bene, in quella tua notte di giugno del '93. Qui da me c'è odore di terra bagnata e un chiacchiericcio fitto fitto di cicale. Chissà cosa si raccontano le cicale in questa notte d'estate del 2007. Magari si scambiano consigli su come vivere al meglio i mesi estivi senza pensare all'inverno. Sono sagge le cicale, continuo a sostenerlo. Qualcuno, lì nel '93 continua a dirti che è meglio goderti la tua estate, che non è il caso di starsene lì sveglia nel timore domani di non saper tradurre la versione di greco. Mi fai sorridere perchè stai pensando che in fondo dopo cinque anni di liti continue con il Rocci, il greco ancora non lo sai e che quindi se prenderai quattro alla maturità, non avrai tradito il tuo odio per quella materia. Anzi stai pensando che forse restare fedeli a se stessi pure negli errori e segno di una forte personalità. Va be', mi fai tenerezza... te lo dirò: ci crederesti mai che il tuo cinque meno alla versione di maturità sarà uno dei voti più alti della tua scuola? Non ci avrebbe creduto neanche la prof che sarebbe uscito il giuramento d'Ippocrate. Difficile e oltretutto...con la traccia sbagliata! Ahaha... diventerà un caso di cronaca la traccia di quella versione. Vorrei dirti di non pensarci, che è una cosa inutile, che non conterà nulla nella tua vita, ma sarei bugiarda. Questa notte qui, prima degli esami, è proprio come la dicono i cantanti: importante come poche cose al mondo. E quel rumore di cicale che senti anche tu mentre fumi davanti al portico di casa tua, adesso, mentre sei assalita dai dubbi e dalle paure, questa notte in cui pensi che la tua vita inizierà solo dopo aver letto il voto sui quadri affissi davanti al banchetto della bidella, questa notte qui, io un po' adesso te la invidio. Non è nostalgia la mia, quella la lascio a chi ne sa scrivere e cantare. Te la invidio perchè quel buco che hai nello stomaco è solo il primo di tanti altri uguali a quello e per questo non ti spaventa ma ti incuriosisce. Io invece sono un po' stanca degli esami, sai? Tutto quello che c'è da imparare davvero nella vita lo impari in un giorno di scuola. Le cose sono camuffate, travestite, hanno un altro odore forse, ma la sostanza resta la stessa. Ecco il  mio regalo per te nella tua notte prima degli esami: il vademecum per la vita. Lo conosci già, credimi, ti basta sfogliare un po' i libri su cui hai chinato il capo, e leggere non quello che c'è scritto dentro, ma attraverso.

1-  Molte volte nella vita diranno che non devi dimostrare niente a nessuno: è una menzogna. Se fosse così non te ne fregherebbe niente di prenedre un buon voto. Ti basterebbe aver imparato. Se così fosse quest'esame tu non dovresti neanche farlo. Passerai la vita, come fanno tutti, a dimostrare qualcosa agli altri. E non solo tu. Ah, ai fallimenti il callo non ce lo farai mei.

2- Chi non deve dimostrare niente a nessuno ha un sacco di gente che deve dimostrare a lui. Poi però passa la notte a pensare come dimostrare a sè stesso.

3- Se passi la versione a Luciana domani, e lo farai, assicurati che non sia sbagliata (e lo sarà). Questo perchè, per quanto tu possa lottare contro te stessa,  la tua indole ingenua ti porta a dare senza chiederti quanto sia realmente utile quello che dai. Questo non cambierà mai. Non sforzarti dunque.

4-  Essere prolissa  è un tuo difetto  insormontabile.  Grazie alle tante parole prenderai otto  al tema.  Sei contenta?  Fai male.  Il fatto che il presidente di commissione sia come te amante delle parole incastrate non ti faccia supporre la reale utilità della cosa. Ricorda: vale l'esatto contrario nella vita. Conta più quanto sei brava con i silenzi che con le parole.

5- La fantasia usata per evadere le interrogazioni di francese il lunedì, quella sì che è un gran dono!

6- Hai presente la paura che hai ora di sbagliare? Ecco, quella non serve che te la ricordi, perchè tanto la proverai ancora cento volte e non passerà.

7- Il ragazzo a cui stai pensando ora, quello di cui aspetti il ritorno da un anno, dopo che ti ha tradita, derisa e lasciata fa sì che per un po' tu non pensi all'esame e questo ti conforta. Brava. L'unico modo per attenuare la tensione di un pensiero nella vita è pensare all'amore che non si può avere. E' a questo che servono gli amori impossibili. ma tu lo saprai bene perchè ne collezionerai molti. Ah, a proposito, lui, il tizio fedifrago tornerà da te a ottobre, con la coda tra le gambe.

8- Se non sbaglio quest'anno eri rappresentante di classe. Quella sensazione di fare le cose per il bene comune, conservala. Non servirà a molto, soprattutto se deciderai di entrare in politica ( e non ci entrerai), ma ti farà stare bene quando deciderai che i politici non meritano più la tua attenzione perchè loro quella sensazione non ce l'hanno.

9 - Agli orali succederà una cosa imprevista: dieci minuti prima di sederti davanti alla commissione ti telefonerà quel ragazzo che dicevamo prima e tu sarai così presa da lui che non penserai più a come impostare il discorso e quindi sarai solo te stessa. Ecco, speriamo che nella vita ti succeda sempre un imprevisto che ti costringa a essere te stessa.

10- Qualche amico andrà, ma qualcuno no. Non serve che tu stia lì a cercare di capire quali resteranno per sempre. Goditeli e basta. Sono la cosa migliore che avrai. Tutti. Anche quelli che incontrerai a novanta anni. Ah... Marilena, Alessia e Manu, che stanotte preparano l'esame con te, saranno ancora tra le tue migliori amiche nel 2007. E parlerete di com'era buffo prepararsi per la maturità.

Un'ultima cosa: la mania di mettere su un disco per ogni situazione, per ogni pensiero, non la perdere, che tra qualche tempo, magari in una notte di giugno nel 2007, ancora ti salverà la vita. Non il portafogli, ma la vita sì.


Barbara.

P.S. Stasera tu suoni un disco di Venditti, perchè è un clichè a cui non si può rinunciare, ma io ti dedico Van Morrison che canta così:

These are the days that will last forever
Youve got to hold them in your heart.

(questi sono i giorni che durano per sempre
tienili nel tuo cuore)

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 17:16
mercoledì, marzo 28

Lo so, sono un po' sparita dalla circolazione nelle ultime settimane. E' solo che ci sono momenti nella vita, in cui è meglio stare da soli perchè l'unica espressione che riesci ad assumere nei confronti del futuro è questa:

pepplesso

So' pepplessa.  All changes... come diceva il caro vecchio Gabriel nell'immaginare l'Apocalisse. Mi sa che cambio vita. Mi sa che mi cambia la vita. All changes and all over again. C'è chi vede la vita come un unico grande racconto, dove non ci sono epilli, piuttosto capitoli da far scorrere l'uno dietro l'altro, al fine di evolversi, di maturare, di diventare grande. Io invece vedo la mia come le tante vite di una Barbara sempre diversa. Ho quindi nel cuore, mentre compio la trasformazione, un misto tra speranza, gioia, senso di sfida, trsitezza per l'abbandono di altre cose, voglia di farcela, paura dell'ignoto e paura che poi alla fine non succeda più. Se parli con i vecchi, che la vita l'hanno negli occhi tutta quanta ti dicono, per loro esperienza che  quando le cose capitano, capitano tutte insieme. Non trasgrendo alla regola,  a me sono capitate  insieme proprio tutte, a  partire dall'anello che porto al dito. E tutte nello stesso identico giorno. Da allora a oggi ho passato le giornate senza riuscire a pensare ad altro se non appunto a queste tre , quattro cose piuttosto fondamentali. Era un pomeriggio di fine gennaio. E ve lo racconterò a fine aprile. Non prima.  Ora, molto probabilmente a nessuno frega niente di sapere, e in fondo questo non è neanche un post, volevo solo chiedere scusa pubblicamente a chi ho mancato di rispetto per il troppo nervosismo e ansia, a chi mi ha cercato non trovandomi mai, a chi aveva bisogno di me e magari nemmeno lo sapevo, a chi si è preoccupato. E naturalmente a chi legge ora e dice: "Ma che vuole questa? Ma chi te pensa...." Ok, mo' domani lo scrivo un post interessante che oggi dovevo scrive questo. Però una canzone in sottofondo la lascio lo stesso. Una canzone che dice così:

<<Ehi, cos'altro ci rimane da fare
Se non tirare giù il finestrino
E lasciare che il vento spinga
Indietro i tuoi capelli>>

(Thunder Road)

E mi piace pensare che stasera lascerò i pensieri scivolare via mentre il vento mi carezza un po'. E forse riuscirò a non chiedermi da che direzione soffia, me lo godrò e basta.


 

 

 

 

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 17:56
domenica, marzo 25

"Quando soffri, devi soffrire scomposto."

(Michela Lorenna)

Vedi Ciccio, mia cugina Michela è un genio. Questa frase riassume in un unico consiglio tutte le cose di cui andavamo blaterando ieri pomeriggio. Se qualcuno ti fa del male non è detto che debba esserci una spiegazione razionale a quello che fa.  Te lo dico perchè di notti insonni come questa tua ne ho passate a centinaia, persa in domande che mi spiegassero per esempio cosa avevo sbagliato io, se all'altro era successo qualcosa di cui non poteva parlarmi, se  magari era un agente della CIA in segreto, se gli alieni avevano sostituito il suo cervello con un microchip telecomandato a distanza, se non ero stata abbastanza sexy, sensuale, dolce, intelligente. La risposta è una sola: alcune persone sono semplicemente stronze. E' un assioma. E' come la fede, non c'è niente da capire. Ma c'è da reagire. E dunque per reagire è importante che tu soffra scomposto. In questo modo potrai allenarti per quando quella persona  ti ricapiterà a tiro, in modo da distruggerla completamente. Ma attenzione, non è allenamento ZEN che ti propongo, io parlo di menare, distruggere, urlare, trasformarsi in Hulk.  E' vero, risolverai il problema solo quando proverai davvero indifferenza completa, ma credimi, l'odio è un sentimento molto sottovalutato. Appunto per questo, se sono ormai noti ai più i benefici dello Yoga, permettimi di illustrarti quanto più proficuo per il nostro benessere, sia la pratica del ControYoga.

La parola "yoga" significa Unione. Più precisamente : unione del corpo, della mente e dell'anima.

Il ControYoga è digregazione allo stato pure.Non solo di te, ma degli oggetti intorno a te. Corpo e mente disgregati anch'essi, funzionano in modo che mentre tu ti operi con tutte le tue forze nella distruzione di qualche cosa la tua mente sia invece rivolta al pensiero di cosa potrai distruggere subito dopo. L'anima, per oggi, la lasciamo a quelli bravi.

Praticare il ControYoga richiede una grande capacità di concentrazione e spesso, purtroppo, risorse economiche in quantità. Per questo si consiglia, di tenere sempre, ben custodito in un armadio, tutto il materiale necessario allo svolgimento di almeno una o due sedute di ControYoga, in modo da averlo a disposizione nel momento del bisogno. Nei periodi di serenità, anche apparente, di tanto in tanto compra un piatto, un vaso,un servizio di bicchieri e metti i soldi da parte per l'attrezzatura base: scarpe da ginnastica, casco, guantoni da boxe, una spranga in metallo, una bambola gonfiabile,un disco di musica classica, uno dei Placebo,  una chitarra finta, il numero di telefono di un'impresa di pulizie fidata e i soldi per pagarli. Eccoti alcune semplici posizioni che potrai fare a casa tua.

SALUTO AL SOLE
Buongiorno! E' stata una notte di merda eh? Benissimo. Alzati dal letto in tre secondi e goditi il freddo gelido sulla pelle che faccia crescere in te il desiderio di urlare e il nervosismo. Inizia a concentrarti sulle parole che ti sono state dette dalla persona che devi dimenticare. Concentrati sui suoi lineamenti, sulle sue smorfie di indifferenza nei confronti del tuo dolore. Immaginala mentre ride di te. Sono sicura che non dovrai sforzarti tanto. Bene, ora pensa intensamente a quanto amore avevi riversato su di lei. Assapora appieno il senso di schifo nei confronti del suo comportamento. Quando sentirai la forza arrivare nelle mani inizia a battere con violenza i piedi per terra, corri sotto la doccia fredda, trattieni l'urlo che non è ancora il momento, esci dalla doccia gocciolando sul pavimento, butta giù dal mobiletto vicino al lavandino il portaspazzolino di coccio, il portasapone Richard-Ginori e schiaccia proprio al centro il tubetto di dentifricio facenzo schizzare via il tappo. Corri a tutta velocità lungo il corridoio (se scivoli è anche meglio, questo aumenterà la tua rabbia - se vuoi puoi mettere il casco prima) apri la porta del balcone esci fuori ignudo al freddo e grida con tutta la voce che hai "VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO".
Resta un po' lì a goderti il freddo e le rimostranze dei vicini. (In qualche caso il casco può essere utile più in questa seconda fase, quella delle rimostranze dei vicini)

POSIZIONE DEL CORRIDORE
La spiegazione dettagliata di questa posizione la si trova in modo preciso nel film "Forrest Gump". Munirsi di scarpe da ginnastica a i piedi, sedersi in giardino, guardare verso il vuoto e concentrarsi sulla rabbia ancora presente dopo il saluto al sole. Se il livello di rabbia è sceso eccessivamente, ripetere la fase di concentrazione per farlo risalire. Alzarsi di scatto e correre. Correre. Correre. Correre.

POSIZIONE DEL COMMESSO DI BENETTON
Dopo la corsa che può essere durata anche qualche giorno, tornare verso casa, andare dritti verso l'armadio e, senza curarsi della precisione del metodo, gettare tutti i vestiti con violenza sul pavimento. Aprire i cassetti e tirare fuori tutto, lasciandoli aperti e distribuendo il contenuto di tutto ciò che prima era lì ben riposto, tra il pavimento, il letto, il lampadario, la scrivania. Una volta ultimato il lavoro, lasciare tutto così per diversi giorni.

POSIZIONE DELL'ALBERO.
Nello Yoga la posizione con lo stesso aiuta a trovare l'equilibrio di tutto il corpo. nel controYoga invece l'albero in questione, non sei tu ma uno molto molto molto grande e resistente. Non è bello prendersela con le piante, ma se hai individuato la presenza nei dintorni della vostra casa di un robustissimo tronco di quercia, sapendo che non potrai mai essere più forte di lui, usalo per il tuo allenamento, assicurandoti che questo non gli causi danni. Mettiti il casco e i guantoni da boxe. Il resto da farsi è più che evidente. Il casco serve per dare le testate. Se hai acquistato la bambola gonfiabile puoi tranquillamente utilizzarla legandola la tronco. Falle indossare una maglietta con su scritto il nome di chi vuoi tu.

POSIZIONE DELLO SCASSINATORE.
E' arrivato il momento di utlizzare la tua spranga di metallo. Per questa posizione avrai bisogno di una pista di pattinaggio in cemento. Se non ne hai una tutta tua a dispozione, non temere, appena inizierai l'allenamento, la pista da te scelta si svuoterà immediatamente lasciandoti solo con la tua spranga. Appena vuoi ritorna alla concetrazione e inizia a ripetere a voce alta "Ti distruggerò, ti distriggero, ti distruggero". A questo punto inizia a battere con forza la spranga contro il cemento e continua così per tutto il tempo che vuoi.

POSIZIONE DI BRIAN MOLKO
Metti su The Bitter End, fai finta di suonare al chitarra e appena finita la canzone spacca con forza la chitarra contro qualcosa di molto resistente come può essere un cubo di metallo, alto più o meno novanta centimetri. Se non hai un cubo di metallo dentro casa inizia a meditare l'acquisto di questo splendido oggetto d'arredamento

POSIZIONE RILASSANTE
Ecco la posizione che preferisco. Metti su il tuo disco di musica classica. Io ho scelto le quattro stagioni di Vivaldi. Apri con calma il rispostiglio in cui avrai stipato con cura tutti i servizi di piatti e bicchieri acquistati nel tempo, esclusivemente per questo scopo e piano piano, senza fretta, uno alla volta, spacca ogni singolo pezzo. Contro il muro, sul pavimento, con doppio lancio carpiato, a rimbalzo. Mentre fai questo non dimenticare di ridere fragorosamente con fare satanico.

POSIZIONE DI CHIUSURA
Alza il telefono, chiama l'impresa di pulizie. Attendi il loro arrivo e consegna le chiavi di casa per qualche ora. Esci a cena fuori con gli amici e divertiti. Al tuo ritorno la tua casa sarà come prima, ma la tua vita ti sembrerà migliore.

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