Un caffè con bellatrix74 alle ore 20:31
domenica, settembre 07

Nessuno cambia mai.



Per meglio argomentare l'opinione, già espressa nel precedente post,  riguardo le possibilità che  una persona cambi davvero, andrò a scomodare un caro vecchio amico.
Signori e Signore, vi presento (di nuovo)...
Tah-Dah!... Gigetto!

Sì, lo so, non è certo migliorato nel tempo. D'altra parte però Gigetto è un rospo, e questo è un fatto. Essere rospo fa parte della sua essenza, e sarete certo d'accordo con me nel dire che questa cosa non può cambiare. Detto ciò invece passiamo a ciò che, secondo alcuni, può nel tempo cambiare.

Gigetto fino a ieri sognava di fare la rockstar, non concepiva la fedeltà coniugale e pensava che una sbronza con gli amici potesse rappresentare la migliore serata al mondo. In poche parole Giggetto lasciava trasparire un certo tipo di "atteggiamento" nei confronti della vita, del suo futuro e della sua stabilità coniugale. Quello che Gigetto fa è  risultato di ciò che Gigetto vuole, di ciò che Gigetto può,  di cosa ha imparato nei primi anni di vita,   di una certa  componente casuale (per esempio non è nato in Nepal ) e di ciò che Gigetto è , cioè la sua personalità  ( le attitudini, l'aspetto fisico,  il carattere, etc...  ).  Facciamo conto che, vuoi per sfiga vuoi perchè il tempo è tiranno, qualcuno di questi fattori cambi, sfuggendo completamente al suo controllo. Gigetto invecchia, i suoi amici invecchiano, il fegato non gli regge più sei rum a sera, l'inflazione lo costringe a cercare entrate sicure e  per fare la rockstar non ha i capelli abbastanza lunghi. A questo punto, dopo un primo tentativo di suicidio, inizierebbe a cercare soluzioni e il suo comportamento potrebbe cambiare. Per l'istinto di conservazione  potrebbe iniziare a "volere" cose che prima  detestava  perchè al momento più convenienti,dicendo a sè stesso che erano quelle che aveva sempre voluto.   Per esempio inizierebbe a guardare Gigetta con occhi diversi. Ah, già, Gigetta è lei...



Carina eh? Be’, per quanto sia carina non è mai stata al centro del mondo di Gigetto, non perchè non l’amasse ma perchè Giggetto, da sempre ama molto più sè stesso (e le sue ambizioni)  che gli altri. Non è una cosa spregevole, è solo un modo di vedere la vita. E questa forse è la sua principale caratteristica di personalità. Gli altri lo hanno sempre additato per questo, e ora è stanco di dover sempre andare controccorrente, così si sposa, mette su famiglia e ...tutti vissero felici e contenti, prima di tutti lui che si dice finalmente felice.
Facciamo due calcoli: è cambiato l'ambiente, sono cambiate le possibilità, gli amici, è cambiato il comportamento e ciò che dice di sè. Gigetto si è finalmente evoluto, è cresciuto, ha imparato le cose importanti della vita, è più cauto, conosce il valore di una famiglia e se ne va pure in giro a fare prediche su quanto sia stupido lasciare tutto per cercare fortuna, che ne so, a Londra. E ora altri facciamo altri due conti: lui cambia comportamento perchè le cose intorno a lui cambiano, ma se
avesse anche solo per un secondo la percezione che  la situazione potesse tornare favorevole al suo modo  di essere da sempre, cosa succederebbe?  Bada bene: anche solo la tentazione rivela la menzogna. Se uno cambia davvero non è neanche tentato. Vuoi farmi credere che avrebbe un involuzione immediata e  temporanea dopo tutto il culo che s'è fatto per diventare un rospo nuovo?  Bell'affare. Una vita di  tentativi per omologarsi e basta un niente per tornare quello di prima. O forse  che la sua personalità, quel quid, quella cosa che è indipendente dal contesto, dalle possibilità, il  desiderio di assecondare la propria natura, non è cambiato mai davvero?  Io non credo a chi si  dice rospo nuovo. Preferisco sempre il rospo autentico e credo che ognuno debba assumersi le responsabilità di ciò che davvero è.
Ma anche questo è solo un altro modo di vedere la vita.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 21:59
mercoledì, maggio 21

«E comunque il dubbio resta...»
«Cerca su Google no? Lì trovi di sicuro la risposta alla tua domanda»
«Ottima idea…vediamo che dice… "Cosa è..."»

tchubaruba
Io me lo sono immaginato così uno dei tanti che  hanno contribuito a far sì che questa domanda sia in testa alla  classifica delle frasi più digitate su Google. Talmente distrutto dal suo mal d'amore da voler a tutti i costi, come di solito si fa in questi casi, capire e spiegare l'origine della sua sindrome, nella speranza di trovarne l'antidoto. Anche io lo faccio spesso. Per esempio ieri ho digitato la domanda "Cosa sono queste bolle che mi sono venute in fronte? Sarà mica la torta al cioccolato di ieri sera?". Evidentemente la mia domanda  non ha  significativamente influito sulla Zietgeist 2008 di Google. Dicesi Zietgeist la classifica delle frasi che più spesso sono state scritte nella casellina del motore di ricerca. E quindi ci sono due possibilità: o c'è uno sventurato, distrutto dalla solitudine,  che dall'inizio dell'anno sta lì a chiedere al suo computer Cosaèl'AmoreCosaèl'AmoreCosaèl'Amore...etc etc.. oppure, tutti noi pur essendo sopravvissuti ai cataclismi, alle crociate, all'inquisizione e alla televisione spazzatura, non riusciamo ad uscire da un empasse di millenni, facendoci  ciascuno la stessa domanda in un autismo ormai cronico, almeno una volta al giorno.
Cosa è l'amore?
Confessa, l'hai scritta pure tu nella casellina di Google. Confessa. Io forse. Non mi ricordo. Di sicuro ho digitato la frase "Come evadere il fisco e diventare presidenti", e la frase "Dimostrare che Paul McCartney non è che un sosia". Ok, ok,forse sì...E per tutta risposta ho avuto: il testo di un paio di canzoni, un video su YouTube postato da un papà orgoglioso della sua bimba appena nata, le vignette degli innamoratini "Love Is", un centinaio di blog, poesie, l'invito ad un convegno per il Movimento del Libero Pensiero (???), la foto di Osho, un link ad un'asta su E-bay (il che chiarisce il dilemma sulla monetizzazione dell'amore), la nuova collezione di Miss Sixty, una foto di Emilio Fede che pettina il Cavaliere,  i dettagli del mutuo ContoArancio e un link di download porno. Posso dirmi soddisfatta, è molto più di quello che avevo sempre creduto io. Per una volta posso dire di essere stata superficiale e limitata. Ho sempre creduto che l’amore fosse una cosa sola. Una sola.
Tchubaruba.
L’amore è questa Tchubaruba qui che senti in sottofondo. Poteva andar bene anche Dubididu o Spiripicciù. Anche Lallalallè, ma solo fino ad una certa età. Poi cresci e allora diventa Tacchititacchiti. E solo quando ti senti davvero parte del mondo, tanto da non aver bisogno di possederlo,  capisci fino il fondo quel Tumbatumbatù. E magari ti svegli una mattina, come me oggi, e non hai tanta voglia di andare al lavoro,  sei demoralizzato da quello che vedi in giro e non riesci a scrivere da dieci giorni perchè senti che l’ingiustizia e l’immoralità hanno sporcato la speranza, ma poi ti fermi, respiri e ti dici che anche se nascosto, anche se s’è infilato tra le fughe dei san pietrini di Via della Croce, quel Tchubaruba lì, ancora semplicemente c’è.
Perciò rassegnati e sorridi.
 E spegni quel computer che stai diventando un'ameba.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:54
giovedì, gennaio 17

CAOS AGITATO
con la punteggiatura ridotta al minimo



Giù dalle scale le palle degli italiani, in nome del futurismo che denuncia  l'assenza di futuro, rubato dalle dominazioni secolari, che ora sfociano nella non indulgenza verso la Chiesa, che invece troppe indulgenze concesse,  senza essere mai indulgente con la  scienza che oggi chiude le porte dell'Università al Papa, il quale fa l'offeso pur di passare dalla parte della ragione e dice "non gioco più me ne vado", ma manda qualcuno a dire come la pensa come se non l'avesse mai detto fino ad ora, sperando che ascoltino anche i ragazzi stanchi delle ingiustizie, perchè giustizia non c'è se il ministro di questa viene giudicato ingiusto e giustamente difende sua moglie, già in manette,  lasciando il presidente in mutande a difendere una cosa che non c'è più secondo un altro presidente, che non presiede poi molto, ma che scende a patti con il nuovo partito a lui opposto per fare una legge che consenta a tutti quelli seduti sulle poltrone di scambiarsi di posto ma di restare pur sempre seduti, mentre tutti gli altri stanno in piedi in mezzo alle strade che puzzano d'immondizia, ormai troppa, sebbene i consumatori non consumino più,  perchè una zucchina costa più dello smaltimento dei rifiuti stessi, che tra poco finiranno in mare, dove non c'è nessun aereo scomparso del quale si sa soltanto che non ci è dato sapere cosa ne è stato, sebbene cerchiamo notizie guardando la tv  nei lunghi momenti di pausa tra un lavoro precario e l'altro, sognando di entrare nella casa del grande fratello pur di non pagare l'affitto per qualche mese, risparmiando così i soldi per  aprire il mutuo per una casa, senza fratelli però perchè non cì entrerebbero in 40 metri quadri, che prima o poi finirà nelle mani della banca, tanto vivere da bohemienne è più trendy, e fa anche tanto artista,  come chi artisticamente colora di rosso una fontana che evidentemente non era abbastanza artistica, rompendo a qualcuno le palline, da vendere su e-bay per comprare il nuovo computer Apple che fa molte meno cose degli altri ma costa molto di più, mentre in tutto questo macrocaos vivo un mio personale  e umile microcaos mentale nel vedermi triste finalista al provino per R101, con un casco in testa per rendere radiofonica la situazione televisiva da Amici su Canale Cinque, dove mai, nella mia vita avrei pensato di vedere la mia faccia. Figuriamoci con un casco in testa e senza la maglietta rossa con su scritto "Sfida".
Eppure in questo caos agitato sono stranamente calma. Sarà, la dieta.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:05
venerdì, gennaio 04

Non è colpa mia se cado. E' la forza di gravità che ce l'ha con me.



Ma sarò onesta: mi capita troppo più spesso del normale. Quando ero piccola era come adesso. E anche quando ero adolescente. E pure da poco più che adolescente. Da donna, non è cambiato poi molto, se non il fatto, terribile, che adesso suscito reazioni diverse e imbarazzanti. Qualcuno accorre preoccupato, qualcuno un poco più dietro ride senza farsi vedere, qualcun altro, cioè il mio fidanzato,  si arrabbia con me imprecando contro la mia maldestrìa e disattenzione. Il problema è che non solo inciampo e cado, ma che spesso cado contro qualcosa o qualcuno. Cocci in frantumi, monetine sparse, spostamenti dell'asse terrestre e alberi dissotterrati. Io non lo faccio apposta, succede sempre qualcosa di strano all'improvviso. Oggi ho dato una botta in terra nel tentativo di sedermi su uno sgabello. Mi stavo sistemando il cappotto e quello, maledetto è sgusciato via. Aveva le rotelle, mica è strano che mi sia cammiato via da sotto il sedere! C'erano tre persone nell'ufficio con me e sono rimaste lì a guardarmi per venti minuti mentre io, dopo essermi slogata un polso, continuavo a lavorare come se niente fosse. Insomma, io mi sono abituata ma non è facile far capire a chi mi è accanto che ho imparato a sopravvivere in questo campo gravitazionale, tutto mio,  avverso alle condizioni umane e dispettoso . Per questo da qualche tempo porto sempre le scarpe con i tacchi, per avere una buona scusa.
Questa era una premessa. Ora passiamo al post di oggi:
«Ciò di cui si ha davvero bisogno nella vita è una buona scusa per giustificare quello che proprio non si può evitare».

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:13
venerdì, dicembre 28

Branko dice che il 2008 sarà l'anno del gatto...




The year of the Cat insomma, come in quella canzone in cui un uomo resta folgorato da una donna, comparsa dal nulla,  che profuma di incenso e patchouli. Molto romantico. L'anno della libertà, della magia, dell'improvvisazione. Un anno in cui è meglio non fare progetti, perchè il progetto migliore sarà imparare  l'emozione dell'imprevisto. Ce ne staremo tutti come i gatti: senza una casa, senza un lavoro e con la speranza che il nostro pelo liscio di vanità accalappi qualche signora annoiata e ricca che ci elargirà pasti e carezze. Ci vorrebbe, visto che il 2007 è stato un anno da cani. Peccato che l'oroscopo cinese smentisca Branko dicendo che quello che arriva sarà l'anno del topo. L'idea mi sembra poco conciliante con l'atmosfera romantica, la donna gatto, l'incenso e pure il patchouli. Ci difenderemo con le unghie come i gatti, ma faremo la fine del sorcio? E soprattutto, il povero topino che uccisi nella mia casetta di Pesaro, sarebbe sopravvissuto se solo l'avessi risparmiato ancora per un paio di mesi? L'anno del topo non mi piace tanto, preferivo quello del gatto. Mi torna in mente una cartomante russa che mi fece l'oroscopo qualche tempo fa dicendomi :"Tu segno tigro. Uomo che tu ama segno topo. Tigro mangia topo e lui paura di te. Quindi tu vince". E' una cosa di molto tempo fa ma ricordo benissimo che non vinsi. Forse era un topo troppo grosso, tipo pantecana. Quindi, se deve essere l'anno del topo per forza, almeno speriamo che non sia un topo grosso, 'chè contro quelli neanche tigro si salva. Per fortuna stasera in tv , Paolo Fox legge l'oroscopo del 2008, e anche se segni e ascendenti sono o quelli classici, forse mi dirà che fine farano i gatti come me. Avrei preferito un incontro face to face con Jodorowsky, il regista di "El Topo", ma mi accontenterò. Non me lo perdo neanche se anticipano l'Apocalisse di qualche anno.
Ah, Buon topo a tutti.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:44
mercoledì, dicembre 05

L'uranio-238 decade in circa 4,5 miliardi d'anni.



Beato lui.
La decadenza naturale della donna purtroppo è un processo molto più rapido e soprattutto mal distribuito nel tempo. Di solito inizia a preoccuparti già dall'adolescenza, ma è un timore appena accenato. Stai lì a pranzo con le altre durante la giornata dello shopping e  mentre addenti le crocchette di pollo con la salsa barbecue e organizzi una serata a casa tua, a base di dischi cioccolata e rum, ti sfiora il pensiero che forse un giorno tutto questo potrebbe diventare dannoso per le tue molecole. Intendo la crocchetta, il rum, la cioccolata, lo shopping compulsivo, le ore di sonno perse e persino l'invidia. Eppure non credi che succederà mai veramente. Come l'invasione degli alieni o il ritorno della dittatura. Poi un giorno ti svegli, a trentadue anni e capisci che sta succedendo. All'inizio è solo un sospetto così fai qualche prova a cena. Un piatto di patatine fritte. Giù. Con le salse e il sale a grani sopra. Buonanotte. La mattina dopo la triste verità. La patatina fritta, intera è passata dalla bocca alla tua coscia sinistra senza subire le consuete trasformazioni chimiche, anzi, forse è pure più grossa. Nel passaggio dalla bocca alla coscia però ha lasciato segni su tutto il resto: capelli, viso, braccia, pancia, prontezza dei riflessi e soprattutto fegato. Inoltre la forza di gravità è misteriosamente aumentata nottetempo, tanto che tutto quello che prima era in sospensione precaria s’arrende miseramente verso il basso. E’ la fine, pensi. Ed è vero. Ma chi rinuncia a lottare ha già perso e così per reagire oggi ho fatto le intolleranze alimentari. Mi hanno rilasciato una lista di alimenti che devo evitare e ad una prima lettura rapida ho capito che semplicemente io sono intollerante al cibo. Ad una seconda lettura me ne sono convita del tutto. L’alcol invece è una cosa che non mi riguarda più. Pare che la quantità disponibile nell’intero arco di una vita io l’abbia già consumata tutta. Neanche, che ne so.. un Campari piccolo piccolo. Dico Campari perché  non è democratico quello che è successo a Salma Hayek, classe 1966 – no dico: 1966! – che va in giro a dire “Bevi Campari di qua bevi Campari di là che diventi come me”. Macchè Campari, lo sanno tutti come ha fatto Salma a conservare così bene le sue molecole. A chi le ha chiesto come ha fatto ad avere quelle bocce per esempio, lei ha risposto « Ogni giorno sono andata in Chiesa e ho pregato il Signore. E a quasi quaranta’anni, di colpo,  una mattina mi sono risvegliata così ». La fisica soccombe al peso della fede, evviva.
Sempre sia lodato.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 01:15
venerdì, novembre 16

Ladies and Gentlemen! Mesdames et Messieurs!
Bienvenue au Cabaret...



Barzellettina del giorno

Ci sono un italiano, un francese, un tedesco, uno svedese e un africano. L'italiano va all'agenzia delle entrate perchè gli serve un certificato e dice alla signorina allo sportello:
«Salve, avrei bisogno di una copia del foglio su cui c'è scritto il mio numero di Partita Iva. No, no, io la Partita Iva ce l'ho già, l'ho fatta ieri. Solo che ho lasciato il foglio che ne certifica l'attribuzione dal commercialista che sta in un'altra città... ma guardi è semplice. Quel foglio lì, una copia va bene... »
E la signoria molto infastidita gli fa:
«Ah ma se lei ne vuole una copia c'è da pagare»
E l'italiano:
«Ma se quando me l'hanno attribuita la Partita Iva non ho dovuto pagare niente. E m'hanno dato gratis quel certificato lì. Ecco ora me ne serve una copia e lo devo pagare?   Va be', capisco..se tutti ne chiedessero una copia, sai la carta che sprecheremmo. Mi dica, che ho fretta..quanto costa?»
La signorina che ben conosce il suo lavoro si cala un pochino gli occhiali sul naso, lo guarda e dice:
«Guardi che questa copia non ha un costo. Casomai ha una tassa. Anzi due: sono 19, 57 euro per la richiesta e 14, 95 euro per il ritiro.»
«Mi dica se ho capito bene: per il rilascio del numero non si paga, ma se voglio una copia diel foglio su cui c'è scritto il numero devo pagare 35 euro. Ci pensi bene prima di rispondere, perchè le ricordo che 35 euro sono circa 70mila della vecchie care lire.»
«Ehm...sì. Ma non è colpa mia. Però se  lei chiude la Partita Iva che ha non le costa nulla e non le costa nulla neanche aprirne una nuova. In questo caso il certificato della nuova non lo paga.»

Il francese, il tedesco, lo svedese e l'africano fanno il pubblico che ride.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 05:19
mercoledì, novembre 14

Lo scorso anno, per far fronte alle difficoltà sempre maggiori, gli Italiani avevano assecondato la severa linea di tagli, imposta dalla nuova finanziaria. Proprio per questo motivo , un'anonima casa di produzione aderì al progetto "Il Portadoni", reality show virtuale, in cui si potesse risparmiare sul numero di figure preposte a consegnare i doni la notte di Natale, facendo vincere, per volontà popolare,  ad uno di loro, tra Babbo Natale, La Befana e i Re Magi, l'incarico di Portadoni ufficiale, con un contratto a progetto della durata di tre giorni. Il pubblico votò e, nonostante le polemiche sollevate inutilmente da Babbo Natale, la Befana vinse il titolo. Nessuno però poteva sospettare quanto fossero in alto le amicizie di Babbo Natale. Prima il decreto che ripristinava le vecchie festività restituendo a lui l’incarico del 25 dicembre, e infine la commissione d’inchiesta nei confronti della Befana che la destituiva anche dal classico impiego del 6 gennaio, appigliandosi al mancato versamento Enpals di secoli.
A Babbo Natale, è stato infine conferito li titolo di direttore artistico delle festività Natalizie e in collaborazione con  la  Tremendemol è lieto di dare inizio al nuovo reality Show attraverso il quale voi tutti potrete eleggere una giovane aiutante che, senza compenso alcuno, avrà la possibilità di accompagnarlo a consegnare i doni la Notte di Natale e soprattutto di cavalcare la scopa il sei gennaio, garantendo un’immagine tutta nuova  alla figura della befana. In tutto questo i Re magi sono stati definitivamente esiliati in Romania. Lo spettacolo è il futuro, e i nostri ragazzi lo sanno bene. La soluzione alla precarietà è nell’inseguimento di un sogno. Una sola ce la farà, le altre saranno costrette a continuare gli studi nella speranza di diventare professioniste nei vari settori della disoccupazione e del precariato. Aiuta anche tu una giovane ragazza a realizzare il suo sogno tra le aspiranti ad:

amichedibabbo

Ecco a voi le attendenti al titolo di “Amica preferita di Babbo Natale”, scrupolosamente selezionate tra mille  da Babbo Natale stesso.
Clikka sulle foto per leggere i loro profili.


 


 


 


Vota chi vuoi eliminare nella scheda presente in alto sulla colonna di  destra.
Ci saranno aggiornamenti e news su cosa accade nella scuola e ci sarà ogni mercoledì un'eliminazione.
(e sarà ogni volta un'esecuzione diversa e sorprendente!)


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Un caffè con bellatrix74 alle ore 01:33
martedì, novembre 06

A. qualche anno fa cenò con Freddy Krueger.



Non un qualunque Freddy da casa dell'orrore al Luneur, intendiamoci, ma quello vero.  Con la faccia di Freddy, la voce di Freddy e gli occhi di Freddy. Non aveva la maglietta a righe, che portò tanta sforuna a Kurt,  e  neanche le piaghe sul viso, il cappellaccio e altre cose poco rassicuranti come le siringhe al posto delle dita, ma era Freddy. Lei era tornata proprio quella sera dal suo viaggio di nozze e suo marito era subito dovuto ripartire per uno studio di registrazione fuori Roma per il missaggio del suo nuovo disco. Suo marito è un cantautore ma non  si offenderà se dico che è un filosofo che usa anche la musica. Anche perchè quel giorno  era andato a missare, tra le altre canzoni, L'evoluzione naturale dei pesci. Così, proprio mentre lei, un suo amico e Freddy cenavano tranquillamente in un'enoteca a Trastevere, suo marito si occupava del parallelismo filosofico tra l'urgenza di superare una separazione e l'evolzione naturale della specie. Freddy le parlava con fare gentile a proposito del tempo, della bellezza di città come Roma e di quanto fosse gradevole il vino, quando accanto a loro tavolo passò Heather Parisi che, fermandosi atterrita di fronte alla scena esclamò «Oh my God!». Non sicura di ciò che aveva visto, seguì A. al bagno per chiederle: «Sorry, schiusami, but that..quello è Freddy Krueger?». Quindi  A., attrice di teatro,  dopo essere stata in viaggio di nozze con un filosofo che canta dell'evoluzione naturale dei pesci,  aver parlato del tempo con l'incubo di una generazione,  chiacchierava  nel bagno di un'enoteca a Trastevere con il sogno di quella stessa generazione.
Il matrimonio, il teatro, la musica, l' incubo, il sogno e la filosofia, tutti nella stessa storia. A sentirla raccontare sono impallidita di fronte alla metafora della legge del caos,  decidendo quindi che non avrei aggiunto nulla di più nel riproporla.
Solo una cosa: ma voi, ad averci Freddy Krueger seduto al vostro tavolo, che gli avreste chiesto?
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:57
mercoledì, ottobre 10

Attendendo l'arrivo degli ospiti in Villa. Con lo chignon, il panciotto, il papillon e la schiena dritta, accanto a Nino, in livrea. La stessa livrea in trent'anni d'onorata carriera, scucita appena appena su un fianco alla maniera di "Ma tanto non si vede".



«Che ci fai di nuovo qui, Barbare'?»
«Eh Nino, che ci faccio? Non mi viene un’idea. Sono giorni che ci rimurgino sopra e ancora niente di davvero geniale. Così mentre penso a cosa fare mi tengo occupata.»
« Ci vai a mettere i dischi?»
«Anche…sì. Tra un provino e l’altro e Intanto penso. Ma alla prossima vita non mi faccio fregare. Mi metto a fare il…il… mah? Che potrei fare per non farmi fregare? La principessa? L’ingegniere?»
« Be’, io alla prossima vita voglio fare il cameriere.»
« Eeeh? Ancora?»
« Certo, così quando rinasco non mi devo sforzare neanche un giorno perché mi metto subito a fare una cosa che ormai mi viene in automatico. Barbare’ io, a fare il cameriere, mi sono allenato per le prossime sei vite. Sai che vuol dire? Che mentre le mani lavorano e i piedi si muovono il mio cervello può pensare ad altro. E alla prossima vita, mentre faccio il cameriere, sai i romanzi che mi scrivo in testa! Così poi li pubblico e ci divento ricco. »
« Non fa una grinza. E una volta ricco?»
« Mi compro una Villa di ricevimenti come questa, così poi ci faccio il cameriere dentro, e ho lavoro assicurato pure per le prossime, di vite.»
« Arrivano. Chi c’è stasera a cena?»
« Stasera ospiti internazionali. Viene pure il primo ministro russo.»
« Davvero? Ecco, non sarebbe meglio fare il politico nella prossima vita?»
« Ma che sei matta? A essere politico si rischia di essere servo di qualcuno. Servitore sì, servo mai.»
«Questa l'ho già sentita.»
«Sì, ma io il servitore lo faccio davvero, mica per l'Oscar. Andiamo va', che stasera m'alleno un altro po'.»



Un bell’inchino a cotanta nobiltà e giù il sipario in onore alla miseria.
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