Un caffè con bellatrix74 alle ore 05:59
mercoledì, giugno 11

Per la prima volta in vita mia, ho dei problemi con la gente.



Sono nuova a questa sensazione e probabilmente il mio disagio si avverte anche al solo a guardarmi.
 Me ne sto con un paio di stivali lilla da folletto, al centro di un curioso girotondo, e mentre tutti girano e girano e girano, io mi inzacchero di fango fino alle caviglie e anche più su. Stamattina ho preso il treno per andare al lavoro perchè volevo far entrare un po' di bellezza nella mia giornata. Mi manca molto la bellezza, da quando lavoro al chiuso per così tante ore, ogni giorno. Dal finestrino di questo treno si vedono cose sorprendenti, come un piccolo ciliegio cinese dai fiori rossi, messo proprio al centro di un vigneto pettinato in file simmetriche. E poi una scuola elementare gialla ancora vuota, mentre più in là, una signora e due bambini piccoli ci camminano verso. Da spettatore sono a mio agio completamente e sempre. Faccio muovere gli occhi e il respiro e non sbaglio mai. Non sempre ho un'opinione, semplicemente  me ne sto con i piedi comodi in questi stivaletti a godermi il regalo del mondo. Ho il talento dello spettatore: non faccio guerre, non prendo parti, non interferisco con il naturale corso di tutte le cose. Le guardo incantata  e mi sorprendo di come non si riesca a imitare tanta semplicità nel gestire le pubbliche relazioni. Anche quelle private, per carità... anche quelle non mi vengono più tanto bene. Faccio fatica.
Non è facile rispondere come si conviene quando non si capiscono più le domande. In quel chiacchiericcio di richieste, doveri, debiti, fragilità reali o simulate mi muovo goffa.  E’ forse una mia impressione o sono tutti un po’ più nervosi e spaventati? Soli e permalosi. Insoddisfatti e annoiati. E’ un continuo lamentìo contro chi neanche conoscono e un parlare alle spalle di tutti e per ogni cosa. In questo balletto succede una strana cosa. Le persone che davvero amo, a cui vorrei poter dare di più, pagano le spese di questo mio malessere che mi porta a stare lontano da loro perchè sono stanca,  mentre mi piego ai capricci e ai formalismi di chi non conosco, pur di non dover giustificare le spalle o l’assenza o il rifiuto.  E nonostante questo,  commetto errori su errori, tanto  che mi sento sempre come quel giorno, in Brasile,  a quel pranzo in villa dal mio capo quando al buffet  sbagliai il piatto dell’isalata e per due ore la padrona di casa continuò a fissarlo con fare ansioso, come se le avessi ucciso il gatto.
Penso sempre ad una cosa che m’ha detto una volta la Sister: quando siamo io e te, la mia parola finalmente torna a casa. A casa. Dove posso dire anche di no, dove posso stare zitta, dove posso arrabbiarmi come quando ero adolescente. Tutti dovrebbero stare a casa , cioè essere se stessi e fare solo quello che davvero vogliono.
E magari  farsi un giro in treno per guardare come è semplice il mondo fuori.  Ecco.
Sono in stazione e ho bisogno di un caffè.  Ciao.
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categoria : dubbi, problemi di comunicazione


Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:44
mercoledì, dicembre 05

L'uranio-238 decade in circa 4,5 miliardi d'anni.



Beato lui.
La decadenza naturale della donna purtroppo è un processo molto più rapido e soprattutto mal distribuito nel tempo. Di solito inizia a preoccuparti già dall'adolescenza, ma è un timore appena accenato. Stai lì a pranzo con le altre durante la giornata dello shopping e  mentre addenti le crocchette di pollo con la salsa barbecue e organizzi una serata a casa tua, a base di dischi cioccolata e rum, ti sfiora il pensiero che forse un giorno tutto questo potrebbe diventare dannoso per le tue molecole. Intendo la crocchetta, il rum, la cioccolata, lo shopping compulsivo, le ore di sonno perse e persino l'invidia. Eppure non credi che succederà mai veramente. Come l'invasione degli alieni o il ritorno della dittatura. Poi un giorno ti svegli, a trentadue anni e capisci che sta succedendo. All'inizio è solo un sospetto così fai qualche prova a cena. Un piatto di patatine fritte. Giù. Con le salse e il sale a grani sopra. Buonanotte. La mattina dopo la triste verità. La patatina fritta, intera è passata dalla bocca alla tua coscia sinistra senza subire le consuete trasformazioni chimiche, anzi, forse è pure più grossa. Nel passaggio dalla bocca alla coscia però ha lasciato segni su tutto il resto: capelli, viso, braccia, pancia, prontezza dei riflessi e soprattutto fegato. Inoltre la forza di gravità è misteriosamente aumentata nottetempo, tanto che tutto quello che prima era in sospensione precaria s’arrende miseramente verso il basso. E’ la fine, pensi. Ed è vero. Ma chi rinuncia a lottare ha già perso e così per reagire oggi ho fatto le intolleranze alimentari. Mi hanno rilasciato una lista di alimenti che devo evitare e ad una prima lettura rapida ho capito che semplicemente io sono intollerante al cibo. Ad una seconda lettura me ne sono convita del tutto. L’alcol invece è una cosa che non mi riguarda più. Pare che la quantità disponibile nell’intero arco di una vita io l’abbia già consumata tutta. Neanche, che ne so.. un Campari piccolo piccolo. Dico Campari perché  non è democratico quello che è successo a Salma Hayek, classe 1966 – no dico: 1966! – che va in giro a dire “Bevi Campari di qua bevi Campari di là che diventi come me”. Macchè Campari, lo sanno tutti come ha fatto Salma a conservare così bene le sue molecole. A chi le ha chiesto come ha fatto ad avere quelle bocce per esempio, lei ha risposto « Ogni giorno sono andata in Chiesa e ho pregato il Signore. E a quasi quaranta’anni, di colpo,  una mattina mi sono risvegliata così ». La fisica soccombe al peso della fede, evviva.
Sempre sia lodato.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 12:32
venerdì, novembre 30

'You talkin' to me?



Sono un po' nervosa ultimamente. Il fatto è che ho freddo, sto invecchiando, ho preso un paio di bastonate buone e m'è finito il Nescafè proprio nel giorno di chiusura del supermercato. E poi ho Giove in opposizione e Saturno in quadratura ostile. Questo significa che vorrei comprenderti ma non posso. E soprattutto che tu vorresti comprendermi ma non puoi. Parlo una lingua strana che non so da dove arriva e la frase sulle labbra è spesso soltanto l'ultima di un discorso nella testa che non posso condividere perchè non so da dove cominciare. Ho tenuto alto un aquilone per anni, anche durante la tempesta ma proprio quando ho iniziato a chiedermi dove mi stesse portando il filo s'è spezzato e lui è scomparso lontano. Ci sono cose che non ho risolto, questo è tutto. Ieri notte ho sognato un serpente pesante. Ce l'avevo addosso e mi schiacciava ma non mordeva. E' lui, il passato. Qualcosa che sta ancora lì e che non ho finito, qualcosa che ho dimenticato in un angolo perchè faceva male, o perchè  guardare avanti in quel momento era la soluzione  migliore. Un serpente giallo s'è mangiato tutto quello che avrei dovuto risolvere e adesso io devo liberarmi di lui. Ma la domanda è: si può sempre portare a termine qualcosa lasciato a metà , o esiste un momento in cui è ormai troppo tardi? E soprattutto: mi conviene iniziare subito o il fatto che ieri abbiano accesso l'albero al RockFeller Center significa che devo aspettare la fine di queste feste inutili e fastidiose?
Io inizio. A voi Buon Natale.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:21
martedì, agosto 28

E' stata una notte lunga e tormentata.



Ne avevo il sospetto già da ieri sera, stendendomi sul letto a contare i nodi legnosi nelle travi sul soffitto.  Il resto era inevitabile. Quando il nodo più grande ha assunto la forma di un punto interrogativo enorme è diventato difficile ignorarlo e girarmi dall'altra parte per prendere sonno.
Tra un mese sarò nuovamente disoccupata.
Essere disoccupati a Roma (e non in un'altra città grazie a Dio)  ha certo dei vantaggi, ma in quel momento me ne sfuggivano la maggior parte.
Tra una trave e l'altra stavano appollaiate a mo' di grillo parlante le figure di alcune persone più assennate di me: Il mio fidanzato, mia madre e un paio d'amici. Ripetevano tra un cri-cri e l'altro, che l'unica cosa da fare al momento è smettere di pensare, smettere di cercare e affannarmi. Prendermi una pausa.
Una pausa? E da cosa? Dalla vita? Mah! Valli a capire certi consigli saggi.
Continuavo a ripetere una sola frase: <<qui ci vuole un'idea>>.
Andrebbe bene anche un po' di droga, mi sono detta, ma siccome le droghe ordinarie mi fanno tristezza mi sono alzata e sono andata a prendere tutti i miei film sulla mensola in cucina. Sì, io mi drogo così, e allora? C'è chi è assuefatto da caffè, chi da alcool, chi da coca io mi faccio di "Illusioni di celluloide".
Ho iniziato con una cosa facile: Una donna in carriera.
Non funzionava. Mi manca una laurea. Non ce l'ho per un soffio ma non ce l'ho. Potrei comprarla, ma torniamo al solito vecchio problema della pecunia.
Ho visto la scena in cui Harrison Ford dice "Chi io? Naaaaaa" perchè non potevo evitarlo e poi ho cambiato film.
Ho saltato a piedi pari Pretty Woman, conservando la speranza di trovare soluzioni meno estreme.
Ho visto Love Actually per la cinquantesima volta e ho pensato che potrebbe andar bene fare il primo ministro inglese, ma anche fare lo scrittore e innamorarmi di una portoghese che fa le pulizie non era male. La storia di scrivere un libro però l'ho già tentata e nonostante questo non ho conosciuto nessuna portoghese. Potrei fare la donna delle pulizie portoghese certo, ma non parlo la lingua.
L'ho visto tutto perchè la scena finale mi fa sempre piangere e mi serviva. Poi ho intravisto sotto altri titoli, la copertina di Harry ti presento Sally, l’ho afferrato e l’ho tirato contro una parete, ricordandomi che quella è una strada già tentata. Non la strada del giornalista certo, quella dell’amica del cuore come professione. Sono passata a Il grande Lebowski e mi sono sentita subito meglio. Potrei fare il nullafacente, mi sono detta, ma avrei un sacco di tempo libero e quando ho un sacco di tempo libero io di solito mi caccio nei guai, quindi meglio non tentare.
L’ho visto fino a quando Drugo prende la botta in testa e lì, immedesimandomi m’è venuto sonno e ho chiuso gli occhi un attimo. Ho sognato che m’entrava un poker d’assi. Con questa immagine ancora negli occhi, mi sono svegliata all’improvviso. Eureka! Robert! Redford, lui, sì, lui sì che è un grande. La Stangata. Perfetto. C’è solo una cosa che non torna:  la mia faccia. No, certo, la speranza non è quella di somigliare a Robert o a Paul Newman, piuttosto la speranza di non mutare espressione quando alzo le mie carte. Me le puoi leggere negli occhi una per una. Dunque niente da fare, non è il gioco la mia strada. Sono tornata ai classici e mi sono ulteriormente convinta della migliore idea mai avuti in tutti questi anni: avere un bar a Casablanca. Anche non a Casablanca, certo, ma lì sarebbe meglio. Ma dove li trovo i soldi per un bar, uno smoking bianco,  e soprattutto per un pianista di colore? Pure solo i soldi per un bar andrebbero bene, e qui ritorniamo al problema di partenza. Sì, lo so, l’ideale sarebbe trovare un’altra radio o anche vincere al Lotto. Tra le due possibilità credo sceglierò la seconda, per evitare delusioni troppo cocenti, soprattutto dal punto di vista umano. Quindi sono passata dal Dvd ai programmi tv per cercare sul televideo i numeri ritardatari sulla ruota di Cagliari ( ma perché i numeri ritardatari che fanno storia sono sempre quelli della ruota di Cagliari? Mah!) e mi sono imbattuta nel notiziario della notte su Canale Cinque.  E lì ho scoperto che proprio ieri in Sudafrica hanno rinvenuto il diamante più grosso nella storia dei diamanti. 6.200 carati. Wow.  Quello sì che andrebbe bene. Pure più piccolo basterebbe, ma già che ci sono tanto vale fare le cose in grande. Devo scoprire dove l’hanno messo. Poi mettere su una squadra di undici ladri, trovare un contorsionista cinese e chiamare George.



Sì, George giacchè pare che Frank abbia passato a lui il testimone del Rat Pack. Lo posso fare. Ora gli telefono.
Non era lui che aveva raccontato la storia lì di un milione di posti di lavoro? Sì, mi pare fosse lui… O Brad, forse. Sì, Brad... L'ho sempre saputo che saresti stato tu la soluzione di ogni cosa.

"Ho sbagliato tante volte ormai che lo so giààààààààà...."

Sono Salva.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:22
giovedì, marzo 08

K9 a Base3. K9 a Base3..shhgr shrgrrrr....K9 in ritorno da viaggio su pianeta Terra chiede atterraggio...shgrshgr... Rispondete Base3. Atterraggio in corso.

gnnnnnnnnnn..sturutrump..sparatruck (rumore apertura portellone di uranio della kripta di sinistra del K9)

aliens

<<Ohhhh... Tho! guarda chi si rivede! Come stai Franchino?>>
<<Tutto bene Giusè... Certo che sei mesi sul pianeta Terra ammazzerebbero anche un iperspaziomammuth. Sono così stanco, confuso e depresso che mi mangerei un kilo di plasticplacenta di gnu marziano che neanche Tom  ce la farebbe>>
<<Tom chi? Quello di Myspace?>>
<<No, quello ha venduto a un certo Murd-non-mi-ricordo-come, ed è tornato sul suo pianeta m'hanno detto, dalle parti di Giove, che a stare in mezzo ai matti non ce la faceva più. E sti umani che si vantano pure di essere intelligenti, non lo sanno che le idee geniali arrivano tutte da alieni che si mischiano a loro! Dico Tom Cruise, uno di cui so' dovuto andà al matrimonio per prendere informazioni sulla stupidità umana.>>
<<Sei andato a un matrimonio? Bravo! Racconta racconta..>>
<< E quante ne vuoi sapere! Non posso mica iniziare a raccontarti da lì. Devo partire dall'inizio.  Ti ricordi della spedizione di qualche anno fa quando abbiamo mandato Carletto a capire cosa era l'amore? Ti ricordi che quel poveretto non c'aveva capito una mazza? Non era colpa sua, e questi umani sono parecchio complicati. E pensa che per quanto ne so, da qualche anno a questa parte, le cose sono diventate persino più difficili. Insomma, proprio come diceva Carletto, l'amore  serva ad attirare le persone le une alle altre. Se sono un uomo  e una donna ad attrarsi allora è piuttosto facile pure fare quella cosa lì del matrimonio, se invece sono due uomini o due donne no, perchè pare che a quel punto debbano  chiedere il permesso a tutti gli altri>>.
<<E agli altri che gliene frega?>>
<<Non sono riuscito ad avere le risposte a tutte le domande che li riguarda, quindi tu non chiedere e ascolta.>>
<<Ok Franchi', ma sii chiaro che qua siamo tutti curiosi. E dicci pure quella cosa lì del sesso, che pare che il povero Carletto, dopo averla scoperta, si sia dovuto andare a disintossicare alla clinica venusiana>>
<<L'unico modo che avevo per capire era mischiarmi a loro e così ho fatto. Ho iniziato a "frequentare le ragazze">>
<<E che vuol dire?>>
<<Funziona così: ti sistemi un po' caruccio ed esci co' gli amici, per esempio vai a bere una cosa in un locale. Quando sei al banco degli aperitivi e ne vedi una che ti piace ti avvicini e dici due o tre stronzate che le facciano capire che a te di lei non te ne fregherebbe niente, che sei pieno di altre donne, ma che il destino ti ha condotto fino a lì perchè potessi imparare a riconoscere le cose davvero importanti. Lei ti risponde che ha un sogno da coronare, cioè diventare presentatrice di Top of the Pop e per questo ha smesso di cercare un compagno di vita che sia un freno alle sue aspirazioni e che la illuda che l'amore esiste davvero, per poi lasciarla in un mare di lacrime. A quel punto la cosa è più o meno fatta. La tiri innanzi con altre due o tre cavolate e finisce che ci esci la sera dopo. Ci esci ancora qualche volta fino a che non arrivi a quella cosa lì del sesso, che te la racconto un'altra volta, perchè credimi ancora la devo elaborare. A quel punto si dice che tu e lei "uscite insieme">>
<<E poi arriva il matrimonio?>>
<<Amico mio, non ci sei vicino neanche un po'. Prima di tutto mo' si sono messi in testa che è meglio essere singles. Io e Carmelina ci siamo conosciuti il lunedì. Abbiamo trombato il giovedì. Dopo due mesi ancora non avevo capito che ci dovevo fare con lei. E gli amici non me lo sapevano nemmeno spiegare. Così quando è venuta a dormire a casa mia una, due, tre volte e m'ha lasciato lo spazzolino da denti, io mi sono sentito in diritto di chiederle cosa significava. Lei m'ha risposto che semplicemente l'aveva dimenticato lì in bagno. Poi però la seconda volta che se l'è dimenticato le ho detto che faceva meglio a ricordarselo e lei s'è messa a piangere dicendomi che non capivo niente ed ero un insensibile. Alla fine,insomma,  vivevamo insieme ma nessuno dei due lo ammetteva, perchè essere singles è molto più trendy>>.
<<Ma che facevi dalla mattina alla sera?>>
<<Lavoravo>>
<<E che lavoro facevi?>>
<<Cercavo lavoro. Guarda che cercare lavoro è il lavoro più faticoso che si possa fare, sai? Certo poi per guadagnare qualche soldo mi toccava fare il barista, o il camerire o il giardiniere, ma quelle loro le chiamano "situazioni provvisorie">>
<<E poi?>>
<<Poi ho trovato lavoro. M'hanno fatto un contratto provvisorio>>.
<<Pure quello?>>
<<No, quello è provvisorio stabile. Vuol dire che  sai che un po' dura almeno fino a quando non finisce. Le altre situazioni sono invece stabilmente provvisorie, cioè sai che potrebbero durare per sempre mentre continui a cercare lavori sempre stabili>>.
<<Ahh...è chiaro>>
<<Be', diciamocelo, la cosa ha bisogno di un po' di rodaggio ma dopo che t'abitui le giornate scorrono serene. Anche perchè intorno a te pare che stiano tutti nella stessa barca e la cosa ti dà coraggio>>
<<Cioè sono tutti poveri?>>
<<No, i poveri poveri se li tengono ben nascosti e non ne parlano più di tanto, perchè sennò sì che avrebbero  un problema grosso da risolvere. Loro, i poveri che però continuano a vivere normalmente, s'affaticano per far girare le cose. Pure quelli che comandano per esempio, continuano  a ripetere che bisogna fare tutti un sacco di sacrifici perchè i soldi non ce li ha più nessuno. Io mi sono chiesto soltanto perchè poi loro, quelli che comandano non si tolgono loro stessi dieci-quindicimila euro al mese a testa, giacchè ne guadagnano il doppio di così,  e perchè le cose a posto non le rimettono di tasca loro, giacchè lo possono fare. Ma mi hanno risposto che io non capisco certi equilibri economici e che i problemi del mondo non si risolvono con questi ragionamenti semplicistici e qualunquisti.>>

<<Be', certo. So che è importante lì sulla terra che ognuno abbia il suo ruolo, no?>>
<<Sì, sì..infatti. Io me ne sono stato al posto mio. mentre lavoravo al call center mi sono pure iscritto all'Università. Studiavo scienze politiche, ma non sono riuscito a dare il primo esame perchè si usa che le date d'appello vengono affisse un giorno prima per poi essere cambiate all'ultimo momento e, nella maggior parte dei casi rimandate ad una data del quale non sarai informato il che ti costringerà ad aspettare la prossima sessione>>
<<E perchè?>>
<<Perchè in fondo da studenti ci si diverte, è una specie di adventure game a labirinto dove vince chi sa gestirsi meglio le relazioni con la segreteria studenti. E poi puoi vantarti di essere una persona di cultura se  da dieci anni stai sullo stesso libro. Io mi sono arreso e ho iniziato a a sperare in un futuro stabile offerto da Carmelina, che era entrata al ministero degli interni, visto che c'aveva il collega di un fratello del cugino dello zio di suo padre che l'aveva raccomandata. Poi però sono iniziati i problemi tra di noi perchè io mi sentivo la pressione psicologica di essere un uomo  e di esserle inferiore in termini di successo professionale. Così per riparare ho deciso di diventare un artista e ho iniziato a studiare recitazione col metodo Stransberg iscrivendomi a un workshop di 120 ore, senza mai dormire, in cui ho imparato tutto quello che c'era da sapere sul teatro. Sono diventato un attore di talento  e m'hanno chiamato a fare i provini per Un Posto al Sole. Per fortuna non m'hanno preso perchè altrimenti non avrei saputo con che faccia ripresentarmi ai miei amici freakkettoni che capiscono l'importanza dell'arte e non inseguono il successo per il vile denaro, preferendo restare underground piuttosto che piegarsi alle esigenze di mercato. Io e Carmelina ci siamo lasciati perchè lei era frustrata da una vita frenetica e normale e aveva iniziato a spendere tutti i soldi per la cocaina, mentre io meditavo di girare il mondo sulla nave di Greenpeace. A quel punto ho capito che avevo sbagliato tutto e ho fatto il concorso da vigile urbano, vincendolo. Una notte mentre facevo le multe alle macchine che non avevavo pagato il parcheggio a Testaccio, un quartiere di Roma dove per lasciare la macchina dietro una striscia blu devi pagare fino alle tre di notte, ho incontrato Carmelina e lei m'ha raccontato che l'avevano finalmente presa a presentare Top of The Pop, grazie ad un amico in Parlamento. A quel punto non ho retto più la botta e mi sono sparaflashato di nuovo sull'astronave. Prima però a quel poveretto che aveva pagato il parcheggio fino alle due e venti gli ho tolto la multa>>.
<<Wow. E che dici insomma? E' il caso di distruggerlo o no, sto pianeta Terra?>>
<<Io ho avuto un'idea migliore: chiediamo a quelli della NASA di restituirci il favore che gli abbiamo fatto concedendogli i diritti cinematografici per l'Area51, facendoci impiantare telecamere satellitari in tutto il mondo. Poi apriamo una catena di Cinemas Reality in cui ogni marziano potrà divertirsi assistendo in diretta a "Le folli avventure degli Umani">>
<<Interessante. Ah, ma Enzino come sta?>>
<<Adesso si fa chiamare Brad. Pare che lì c'abbia successo. E pensare che quando stava qui a casa sua su Marte, le marziane dicevano che era un cesso. Mah! valli a capire sti esseri umani. Andiamo va...che la plasticplacenta m'aspetta>>.


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categoria : fun fun fun, dubbi, recessione economica, problemi di comunicazione


Un caffè con bellatrix74 alle ore 04:13
domenica, gennaio 28

Venerdì notte tornavo a casa alle due, dopo il lavoro, pensando <<Forse è ora di smetterla>>. Una voce perentoria e matura  mi si piantava nelle orecchie dicendomi <<Bene, adesso basta! E non c'è "se" e non c'è "ma". Signorina Venditti lei è grande ed è ora che impari che le cose facili sono facili. Quelle difficili sono difficili. Quindi se per quelle difficili si sta allenando da tempo, per quelle facili non c'è altra soluzione che accettarle così come sono. Tanto sono facili>>. E siccome la voce in questione era piuttosto sicura di quello che andava blaterando mi sono detta che forse aveva ragione. Per questo prima di girare la chiave nella serratura mi sono fermata un minuto a pensarci. Il mio pensiero è stato distratto da un rumore che arrivava dal pezzetto di giardino davanti alla porta, dietro alle violette che sono spuntate tre giorni fa, proprio vicino alle rose che non voglio cogliere perchè stanno bene lì.

violets

Tra le violette di febbraio c'era un gatto con il raffreddore. Etciù... Etciù... Un gatto che starnutisce tra le viole alle due di notte è di sicuro una cosa che può attirare la mia attenzione. C'è chi ama i gatti, chi i cani. A me piacciono i conigli. Ma questa è un altra storia. I gatti mi stanno simpatici in realtà, ma sebbene in tanti nel mio giardino, li ignoro. Perchè a un gatto non gli puoi volere bene. Non lo sai mica se domani sarà ancora lì. Ha bisogno di te solo se proprio è pigro, sennò, lui, il gatto, la vita se la gioca a dadi, oppure se la gode. E anche quando arranca, il gatto non vuole nessuno che gli regga la zampa. Quel gatto lì tra le viole però, col raffreddore poverino, si strusciava a un altro gatto.  Non so chi era la gatta dei due, proprio perchè ho passato la mia vita a ignorarli, però non contava mica. I gatti sono tutti uguali, maschi o femmine.Due gatti possono stare pure l'uno senza l'altro. E se hanno il raffreddore, pazienza, domani passerà. Due gatti camminano ciascuno su una via. E se proprio siedono insieme sullo stesso tetto è solo perchè la luna la si guarda meglio in due. Due gatti crescono ognuno con le proprie convinzioni e le loro storie se le raccontano, ma non le mischiano.

E allora perchè quei due lì, tra le viole, se ne andavano a dormire vicini, strusciandosi un po' il pelo di colore di diverso, pure se uno dei due aveva il raffreddore ( e si sa che quando uno c'ha il raffereddore deve stare per i fatti suoi!)?

E quindi, mentre entravo in casa e i gatti se ne stavano un po' vicini, capivo che quella su cui andavo rimurginando era una cosa facile.

Pure per i gatti come me.

The song today: The Lovecats from The Cure

We move like cagey tigers
We couldn't get closer than this
The way we walk
The way we talk
The way we stalk
The way we kiss
We slip through the streets
While everyone sleeps
Getting bigger and sleeker
And wider and brighter
We bite and scratch and scream all night
Let's go and
Throw all the songs we know

Into the sea
You and me
All these years and no one heard
I'll show you in spring
It's a treacherous thing
We missed you hissed the lovecats

We're so wonderfully wonderfully wonderfully
Wonderfully pretty
Oh you know that I'd do anything for you
We should have each other to tea huh?
We should have each other with cream
Then curl up by the fire
And sleep for awhile
It's the grooviest thing
It's the perfect dream

Hand in hand
Is the only way to land
And always the right way round
Not broken in pieces
Like hated little meeces
How could we miss
Someone as dumb as this

I love you ... let's go
Oh ... solid gone ...
How could we miss someone as dumb
As this?

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:10
martedì, gennaio 16

Angels and Sailors...

Confusion

No connection
Will you die for me?
Eat me
this way
Peace on earth.
The end.

(James Douglas Morrison)

APOCALYPTO

blood

Supper's Ready

We've got everything, we're growing everything,
We've got some in
We've got some out
We've got some wild things floating about
Everyone, we're changing everyone,
you name them all,
We've had them here,
And the real stars are still to appear.

ALL CHANGE!

Feel your body melt;
Mum to mud to mad to dad
Dad diddley office, Dad diddley office,
You're all full of ball.

Dad to dam to dum to mum
Mum diddley washing, Mum diddley washing,
You're all full of ball.
Let me hear you lies
We're living this up to the eyes.

Abbiamo tutto, stiamo diventando ogni cosa,
Abbiamo qualcosa dentro
Abbiamo qualcosa fuori
Abbiamo qualcosa di incontrollato di cui corre voce
Tutti, stiamo cambiando tutti,
chiamali tutti,
li abbiamo avuti qui,
E le vere stelle devono ancora apparire!

TUTTO CAMBIA!

Senti il tuo corpo sciogliersi;
Da mamma a fango a pazzo a papà
Papà va in ufficio, papà va in ufficio, (
*)
Sei tutto pieno di balle.

Da papà ad argine
a muto  a mamma
Mamma fa il bucato, mamma fa il bucato

Sei tutto pieno di balle.
Lasciami ascoltare le tue bugie
Stiamo vivendo tutto questo fino agli occhi.

(Peter Gabriel)

A-po-ca-lis-se.

Tutta qui, dentro una testa sola.

Non mi sento tanto bene.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 20:27
sabato, dicembre 09

LONDON AND NOTTINGHAM TALES
Conversazioni sparse, immagini e perplessità

 

ONE

 Io e Sua Maestà

<<Good morning Her Majesty! How is Her Majesty today? Sì, sì… sì sua maestà… sì, vi avevo promesso che sarei venuta a bere a cup of Earl Grey tea con voi e io mantengo sempre le promesse. No, vi prego il latte nel tè no… che ‘sta zozzeria del latte nel tè ve la potevate inventà solo voi inglesi. Oh well, Her Majesty, just wanted to ask you a question: don’t you have one or two prince left? Don’t you? Non è che v’è rimasto uno o due principi in saldo? No evve’? No , thank you, you can keep Charles with you. I’m afraid of Camilla… Non si sa mai. Finisse che espongono al piano di mezzo della Coin di San Giovanni ,la tazza con cui ho bevuto l’ultimo  tè!>>

 

 

 

TWO

 Un pusher di Camden Town e un acquirente

 <<Dho! (no more brain inside)>>

<<Dho! (no more brain inside)>>

 

 

 

THREE

Io e il mio tasso di colesterolo

 <<Ehi tu! Ma che ti credi che c’hai tredici anni? Se continui così per altri tre giorni torni a casa con il culo di un ippopotamo>>.

<<Ma mica è colpa mia! Qui mangiano così>>

<<Cioè? Per esempio cosa è quella roba che ti stai mangiando ora?>>

<<Un muffin “skinny”. Cioè senza grassi. Tie’!>>

<<E che c’è dentro?>>

<<Burro burroso, con tripla cioccolata burrosa, accompagnato da fish and chips fritto nell’olio fritto. Però stamattina ho fatto una colazione leggera: uova e pancetta, ma senza salsiccia di maiale!>>

<<Ah… bene. Ma qui non pensano alla salute?>>

<<Certo che ci pensano! Le sigarette costano 6 pound! Non vorranno mica che ci ammaliamo di tumore! Ah, scusa arriva il pusher, fammi andare che questo sennò mi regala qualcosa da farmi provare per forza!>>

 

FOUR

 Sul treno per Nottingham, Yasmine e i suoi occhi (le parole sono dei suoi occhi)

 <<Perché la vita è così bella e se hai paura non te ne accorgi neanche. Io non ne ho più. E non ho paura di desiderare le cose, perché le cose devi volerle perché succedano. Io ci credo ai miei sogni. Avevo un sogno e ci ho fatto l’unica cosa che potevo farci: l’ho sognato. E così s’è realizzato. Ora ne ho altri e li farò avverare. Guarda, guarda qui! Questi che porto tatuati sul corpo sono tutti i nomi dei miei sogni. No, la vita non è una buffa cosa, in realtà è normale che sia così. E’ normale che sul treno per andare a vedere i Placebo ci si incontri per caso, noi due, che veniamo entrambe da Roma, e che non ci conoscevamo. Anche se io vivo a Londra da molto tempo. E che io sia un’amica di Luca. Le coincidenze non esistono mica. Magari ha un senso. Hai una bacchetta magica e non sai come usarla da mesi? No, tranquilla…non è rotta. Funzionerà.>> (Per Yasmine. Un bacio)

 

 

FIVE

Io e il mio cervello

<<Ok, è piuttosto comodo guardare un concerto in prima fila, non m’era mai capitato di avere solo le transenne tra me e il palco. Certo era freddo lì fuori, ma ora che i Placebo stanno per uscire mi rendo conto che ce li avrò a un metro di distanza…ehm... spengono le luci... ehm…Stephen... ehm… OH MIO DIOOOOOOOOOO! BRIAANNNN!

Cazzo, ma che mi prende? L’ultima volta che ho urlato così avevo quindici anni e gridavo verso John Taylor. Questo pare pure una femmina, però…peròòòòòòò… OhSsignoreeeeee! C’ho i livelli di ossitocina a mille! Hai trentadue anni signorina, ti pare questo  il modo di comportarsi? Ma che s’avvicina? Aaaaahhhhhhhhhh…..>>

 

SIX

 Brian Molko alla folla

<<Good evening ladies and gentleman of Nottingham. We’re the ladies and gentleman of Placebo>> Ladies? Of Placebo? Dove stanno le ladies nei Placebo?

 

SEVEN

 Brian Molko all’uscita del backstage

Indossa un cappottino di pied-de-poule- doppiopetto, con manichina tre quarti e martingala alla maniera di Doris Day, uno zuccotto di angora bianco e tiene la mano sotto il colletto a mo’ di signorina Rottermayer. Sbatte gli occhini blu e fa vento con le ciglia, dicendo:

<<Bye girls, see you in London tomooooorrow >>

Ecco dove stavano le ladies! Ma quanto è carino. Ci farei una miniatura di porcellana e la metterei nel presepe che stiamo preparando io e la sis.

 

EIGHT

Io la statua di Robin Hood

 <<Good morning Robin. What  e beautiful Castle! Come sta Marian? Salutami Little John. Il concerto è stato grandioso, quei tizi sanno suonare davvero. Ho anche incontrato Brian… Sì, era vestito come Audrey Hepburn, però pure te co’ quella calzamaglia non è che sembri proprio Rambo!  Senti, i have a question for you: ma la storia lì del rubare ai ricchi per dare ai poveri, secondo te è giusta davvero? Cioè, io ora, su questa panchina all’alba davanti al castello di Nottingham, proprio dietro la foresta di Sherwood, con in mano un caffè e “The Times” mi chiedo: ma se riuscissi davvero a trovare la mia strada e magari, che ne so, diventassi ricca, sarebbe giusto che tu venissi da me a fregarti tutto, con il mazzo che mi sono fatta? I shoot you Robin if you try…te sparo Robin! Stay in bell my friend (sta in campana amico). Il rischio non c’è al momento, ma non si sa mai nella vita. Che ne sai se la regina si ritrova un principe o un duca spaiato? I told her: call me if you need a princess. E io mi fido della Regina, mi pare una tipa in gamba.

 

 

NINE

Io e un assistente di terra all’aereoporto di Stansead:

 <<Ehhhhhhhh??? Do i have to take off my shoes? Are you kidding? ??? C’avete fatto imbarcare tutti I bagagli, la signora prima c’ha spogliato per perquisirci… m’ha infilato pure le mani nelle mutande! E  ora ci fate togliere le scarpe a tutti? Ma voi lo sapete che io questi anfibi li porto da ieri sera? Ok, as you want sir. I take them off. Ma non dite che non v’avevo avvertito!><

 

TEN

Io e un assistente di volo sull’aereo prima del decollo.

 <<The passenger Barbara Venditti is gently required…>>

E ora che vogliono? Un’impresa  salire su quest’aereo e ora che di corsa sono entrata all’imbarco mi chiamano?

<<Excuse me miss… You are on the wrong aircraft!>>

<<Sto sull’aereo sbagliato????? Cioè, voi qui controllate ogni minimo particolare e poi al gate non fate caso se sulla carta d’imbarco c’è scritta la destinazione giusta?>>

 

God Save the Queen

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