Un caffè con bellatrix74 alle ore 12:17
sabato, luglio 26

Tempo.



Un tempo il tempo era mio. Erano i tempi senza tempo di avere sempre tempo. Non trovavo tempo per fare sempre in tempo certo ma avevo i miei temi per gestire il tempo. Ora è tempo di non perder tempo per stare nei tempi di chi decide del mio tempo. Sento il cuore batter forte a tempo, per ricordarmi di concedergli del tempo ma: tempo al tempo - gli dico - perchè ora non ho tempo. Di questi tempi è difficile per i cuori andare a tempo. Ci sono troppe canzone stonate a suonare tutte assieme ognuna col suo tempo. E io non trovo più la mia. Sshh...shhh... ascolta. Ascolta.

E miracolosamente non ho smesso di sognare

A mamma e papà

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:10
martedì, ottobre 30

«Ho camminato per ore. E lei lo immagina , questa strada buia non è il posto migliore del mondo per passeggiare di notte...



...non che non conosca le strade di Harlem, anzi. Ma sono stanca, e stanotte vorrei dormire sapendo che domani sera  avrò un lavoro che non mi faccia finire in prigione e che non mi costringa a passare ore su un marciapiede. Dunque, mi faccia provare la prego.»

«Ma non sei un po’ giovane per  fare la ballerina in un bar, ragazza? »

«Giovane? Ma se ho quasi sedici anni, io! Forse lo ero quando avevo sei anni, eppure allora non si lamentavano della mia età gli inquilini del palazzo di cui lavavo le scale. Mattina e sera. E qualche volta persino di notte. Ma sa, di notte lo facevo per piacer mio, non per soldi. A spazzolare bene i pianerottoli di certi bordelli di New York, la notte, si ascolta musica gratis, e quei dischi di Louis Armstrong mi facevano stare bene. Poi certo, ho dovuto cambiar mestiere. E’ il 1929, e la vita costa. Soprattutto sei sei una donna, sei sola al mondo e il colore della tua pelle non è certo quello delle signore di gran moda in questi tempi. Insomma, non mi piaceva di sicuro la strada, ma se possibile, la prigione è persino peggio, per questo ho deciso di entrare qui stasera. Mi creda, so ballare io. Guardi qua… prego signor pianista, mi dia il tempo… and one, and two, and one two, three! go…»

«Ferma ferma! Non te la prendere bambina, ma secondo me la danza non è il tuo forte. Mi spiace, io vorrei aiutarti ma in questo locale ci viene gente importante, musicisti pretenziosi, lo capisci, no? Uomini che di musica ne masticano... insomma, se ti vedono ballare così…»

«Ah, già, dimenticavo. Gli uomini. Il mio problema di sempre. Be’, grazie lo stesso, eh. Buonanotte»

«Aspetta un attimo, aspetta. Senti, ma sai cantare? »

«Cosa? Cantare? Io? Ahahaha! Be’, diciamo che ogni tanto quando ero bambina qualche nota mi usciva mentre strofinavo le scale e anche dopo, nei giorni in cui ero serena. Sì, qualche giorno sereno devo averlo avuto. Forse con mia madre. Ma le canzoni le conosco, ci può scommettere. »

«E quale canteresti per me? »

«Io, io..ecco sì. Ehi signor pianista, la conosce Travelin’ All Alone ? Ecco, suoni quella. Quella lì.
…I'm so weary and all alone
Feel tired like heavy stone
Trav'lin', trav'lin' all alone
Who will see and who will care
Bout this load that I must bear
Trav'lin', trav'lin' all alone
Prayers are said to heaven above
'Bout my burdens,woes and love
Head bowed down with misery
Nothing now appeals to me
Trav'lin', trav'lin' all alone

Give me just another day
There's one thing I want to say
Friends are well when all is gold
Leave you always when you're old
Trav'lin', trav'lin' all alone

Ecco. Mi scusi, non sono una cantante.
Be’? Mi dica qualcosa, almeno. Allora? »

«Aspetta un attimo, aspetta un attimo. Vuoi dire che tu non avevi mai cantato prima? Ahahah… Ehi Lester! Vieni qua, voglio presentarti una ragazza, vedrai quando la sentirà Benny. E’ in gamba eccome. Piuttosto, ragazza,  come ti chiami?»

«Eleonor, signore. »

«Be’ Eleonor, lui è Lester, Lester Young. »

«Sì, salve, ma vede…mio padre quando eravamo a Baltimora diceva sempre che somigliavo a un maschiaccio e così da allora mi piace farmi chiamare come un maschio, ma anche come la mia attrice preferita. Billie, mi chiami così. »

«D’accordo, Billie  di Baltimora. Dovrai chiedere le mance ai tavoli, lo sai questo?»

«Ma io sono timida. Non possono portarmeli qui loro, i soldi? In fondo sono io quella su un palco. »

«Ehi, ragazzina. Ma che dici? Chi ti credi di essere? Guarda tu che modi da signora! »

Silenzio.

«Già,  - disse Lester Young, nella sera in cui incontrò Billie Holiday- una signora. Lo si vede subito. E allora sarai la nostra signora. La nostra Lady. Mi piace, Lady… Lady Day! Buonanotte Lady Day, dormi bene che domani si inizia. »




Magari una di queste notti capita di aprire una porta per caso, in questa strada buia, che fino ad ora non ha avuto rispetto di te. E magari è una buona porta.

P.S. Certo, come la tua vita può andare dopo, è un altro discorso.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 01:37
martedì, giugno 12

When you're in the dark side of the moon...

dark side...nessuno sa.
Quando sei nella parte oscura della luna nessuno ti vede. I pensieri si attorcigliano gli uni agli altri compiaciuti della loro segretezza. Il tempo è fermo. Credi di poter sbirciare in controluce, tu che da laggiù sogghigni facendo tac tac col gomito sulla spalla del passante, con la faccia di chi la sa lunga, vero? Cosa credi di sapere dei pensieri nascosti alla vista? Hai toccato con mano i pensieri che volevano farsi accarezzare, ma questi non li avrai. Quando siedo da questa parte della luna ho i pugni serrati e la bocca cucita. Leggi il sorriso sul quale si riflette il sole e non capisci da dove arriva quella ruga tra le sopracciglia che stona con il resto dell'espressione. I'm in te dark side of the moon. La luce attraversa l'acqua e la rende trasparente.  Mi piace nuotare nei ruscelli in primavera accanto a te, ma quando me ne sto di qua, ti lascio solo l'illusione. E se continuo a nuotare, è solo per non dover rispondere della mia dipartita. Ci son cose che sono solo tue. Come cristalli fragili potrebbero rompersi al primo soffio di vento. Solo il slenzio le conserva intatte. Non potrai mai conoscere nessuno veramente. Tornano a casa, a volte, i miei pensieri.  A casa nel buio, in quella stanza oscura che è chiusa per tutti. E io li cullo al suono di una melodia. Amerò chi non busserà. E tu mi amerai perchè io non busserò. Avrò cura della tua porta chiusa. Di quella porta che non ha serratura, e che si chiude solo da dentro.  Non vale mai la pena di arrampicarsi sulla luna cercando appoggio sulla parte illuminata, perchè, se ci pensi bene, la luna non ha mai luce. 
Neanche in quello spicchio che, per illusione, ti sembra brillare.
La metà che non vedì è onesta...l'altra serve solo per tranquillizzare i passanti.



Pink Floyd by me, seen from this dark side of my  moon.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:26
sabato, giugno 02

Ciao Maiki, come è andata oggi a scuola? No, sono venuta a piedi che è una bella giornata oggi... e poi cosa c'è? Ti dispiace camminare un po' ? Ehehe... lo sapevo che ti andava di fare una passeggiata! Dài a me lo zainetto, va’, che il computer pesa. Pensa che quando andavo a scuola io dovevamo portarci dietro i libri! Ahaha…ti fa ridere eh? No, no, i colori li avevamo già. Cosa?
Un disegno a pastelli?

Aspetta, aspetta che lo voglio vedere subito….
Ma, ma…è bellissimo! Che bella idea che ha avuto la maestra a chiedervi di disegnare la banda del Sergente Pepe, e tu sei stato proprio bravo a metterci tutti questi colori, perché è proprio così che succedeva quando questa banda passava per la città. Sì, coi fiori e con quello strano tipo coi baffi vestito d’azzurro e tutta la gente che sta lì  a farsi fotografare. (Ehm...che faccio glielo dico che forse era morto e che c'avevano messo un sosia? Mmh, forse no..) E guarda! Qui ci hai messo pure Lucia, in mezzo ai diamanti! Adesso che andiamo a casa, ti faccio sentire una cosa che mi piaceva tanto e piaceva tanto pure a tua nonna e a tua zia Mena. La musica della banda del Sergente Pepe. Come non ci credi? Guarda che quelli suonano ancora eh? Suonano tutte le volte che vuoi tu. Per tua nonna suonavano da un disco di plastica, per me da un nastrino dentro una cassetta, poi da un disco un po’ più piccolo luccicante e per te adesso suonano… dal computer!
Eh?
Come come, scusa, la sai già?
E cantamene un pezzetto dài. Sì sì pure a me piace questa… Nanana …..with a little help from my friend. Ce la fai con me? Do you need anybody, oh i need somebody to love.

 


Pensa che dieci anni fa, quando questa banda compiva quarant’anni (Bè diciamo sessanta) la mamma stava , da sola,  di sera dentro una casetta piccola, in una città nuova, guardava fuori dalla finestra dopo essere stata dentro la radio durante il pomeriggio e pensava proprio a questa canzone qui. Pensava che qualche  volta, pure quando ti senti da solo, non devi essere triste perché la gente a cui vuoi bene sta sempre con te. Ora ti dico il segreto della Banda dei Cuori Solitari, sei pronto?
Bene, il segreto è creare.
Tu chiudi gli occhi, pensi a tutti i colori del mondo, poi ci metti un po’ di fatica e crei una cosa tutta tua. Come hai fatto tu oggi col tuo disegno, certo. Perché sai una cosa? Se quello che crei c’ha dentro il tuo cuore, allora dura per sempre. Sì, proprio come le canzoni della Banda, che oggi, il primo giugno del 2017, compiono 50 anni. E Miracolo! Lucia nel cielo coi diamanti è ancora una bimbetta come te.
Andiamo, che per pranzo t’ho cucinato una sorpresa, e poi su… che pure per quest’anno, la scuola e quasi finita e ce ne staremo tutto il giorno sotto il sole a giocare a pallone. No, non ti insegno a suonare la chitarra, non me lo chiedere, lo sai che non sono mai riuscita a imparare, uffa!

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 02:19
sabato, gennaio 13

<<Avvicinatevi siori e siore!!!>>

<<Donne d'ogni terra e cultura, nulla potrà stupirvi di più. Nulla potrà essere altrettanto miracoloso. Nulla più potrà togliervi ciò che per volere di  magia è stato reso . Unguenti, filtri, litanie e talismani. Ogni cosa è al suo posto perchè il miracolo d'amore sia compiuto. Ognuna scelga, dunque, o donne, la sua via per la felicità e prenda per sè chi desidera. L'incantesimo per cui pagate renderà giustizia al vostro sforzo economico con la vittoria in amore tanto agognata. L'uomo tradisce, l'uomo si nega, l'uomo fugge via. Ma basterà affidarsi al potente maco e ogni sofferenza per amore verrà cancellata di colpo, quando l'amato non potrà più negarsi a voi>>

<<Ma che andate blaterando? E quanto costerebbe sto filtro d'amore?>>

<<Per lei signorina solo... zinque millalireee>>

<<Ahahaha... corna di bue e code di topo? Se le tenga pure grazie che io c'ho il rimedio di Giovanna. Quella sì che la sapeva lunga sui sortilegi d'amore. Se vuole gliela do' pure la dritta, ma guardi che, sebbene sia un rimedio davvero infallibile costa molto più di "zinque milla lire">>

<<E che ingredienti usava sta Giovanna?>>

<<Due ingredienti piuttosto dispendiosi: la pazienza e la tigna. Poi era anche un po' rompiballe di suo ma quello era solo un incentivo. Ora le racconto...

Giovanna era bella davvero. Una di quelle che gli uomini si giocano a dadi e ci fanno le scommesse per vedere chi è così bravo da poterla poi sfoggiare a mo' di trofeo. Serafino disse all'amico: "Scommetti che sarà mia?"  e l'amico accettò la scommessa, credendo di poterci ricavare qualche soldo facile. Nella sera pattuita si mise ben nascosto dietro l'armadio della stanza da letto dove avrebbe potuto testimoniare o meno l'avvenuta copula. Giovanna fu vinta e Serafino vinse la scommessa. La stessa Giovanna che il giorno seguente valeva solo come tacca sulla stecca da mostrare agli amici. Lei non disse niente quando lui la cacciò e capì che lui non l'avrebbe voluta per sè mai più. Non disse nulla ma  compì la magica trasformazione: divenne l'ombra silenziosa di Serafino. Lui giocava carte in osteria e  lei entrava, prendeva una sedia e si sedeva lì accanto. Lui camminava al mercato e lei, tenendo il suo passo a fatica, gli si poneva proprio al fianco. Lui andava al cinema e lei, composta, sedeva alla poltrona dietro la sua. Ai giorni nostri l'unico paragone possibile è la faccia di un tale Rambo che dice a un alto in grado "Murdoch sono il tuo incubo peggiore  e sto venendo a prenderti!". Giovanna era l'incubo di Serafino. Non parlava, non piangeva. Rompeva le balle serenamente. Lei solo c'era. Dopo qualche mese Serafino, ossessionato dalla sua ombra,  fu ricoverato al manicomio, perchè a quei tempi ancora si usava così. Accanto al letto dove giaceva lui con la camicia di forza, in preda alle convulsioni,  c'era Giovanna, seduta, con un ghigno malefico ad attendere  la resa del nemico. Serafino fu dimesso di lì a poco. Il giorno dopo la sposò>>.

Donne siate voi la giusta punizione per l'uomo fedifrago.

-  Campagna per la donna dignitosamente rompiballe -

Ah, questa è una storia vera.

L'amour, l'amour, l'amour, l'amour
L'amour est enfant de boheme
Il n'a jamais jamais connu de lois
Si tu ne m'aimes pas je t'aime
Si je t'aime prend garde a toi
Si tu ne m'aimes pas
Si tu ne m'aimes pas je t'aime
Mais si je t'aime, si je t'aime
Prends garde a toi
Questa bella versione della Carmen è realizzata da NessunDorma. www.nessundorma.net

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 17:53
giovedì, settembre 28

Ho spolverato la libreria, e ho avuto fortuna. I libri, anche quelli che hai in casa, ti chiamano a volte dallo scaffale dove li avevi sistemati. E tu li avevi messi lì , una volta letti, sapendo che prima o poi sarebbero stati loro a venire da te di nuovo. Per questo spolvero la libreria: per vedere se c'è qualche libro che mi deve dire qualcosa.  La mia fortuna di oggi è stata quella di imbattermi in un libro di poesie. Non serve riprenderlo daccapo, ricordarsi la trama. Il libro di poesie sta lì perchè anche se lo apri solo una volta avrà comunque compiuto la sua missione. E mi sono ricordata del giorno in cui ho consciuto questa giovane poetessa. La sapevo attrice, Serena, e solo dopo diversi incontri ho scoperto che sapeva usare le parole e le sillabe per conoscere i cuori, anche attraverso la poesia e non solo come aveva fatto con me con la conversazione. Mi sorprendo nel leggere ora i suoi ersi esattamente come la prima volta che m'imbattei nel suo ragazzo di vetro...

ragazzo di vetro 001

SERENA MAFFIA

Il ragazzo di vetro

MARIA PACINI FAZI EDITORE

ragazzo di vetro 003

 

 

Non c'è parola senza suono. Il suono dell'immagine mi riempiva la testa, non solo nel sibilo delle consonanti, ma nel ritornello di una canzone. E così ecco anche un disco....

 

 

 

 

 

 

GIANNI MAROCCOLO

A.C.A.U. LA NOSTRA MERAVIGLIA

 

Lo cerco tra i miei di quel tempo e ancora una volta mi chiedo quale sia il segreto che Maroccolo non volle spiegare. Neanche a microfoni chiusi ce lo disse, a noi, che eravamo tutte lì a farci raccontare della sua storia. Una storia di musica, certo, ma anche d'altro. D'amicizia, di amore e persino di qualche delusione. Ci rivelò di una soffitta, che dava sul mare, in cui aveva composto le canzoni che poi ha chiesto di cantare ai tanti che compaiono in questo lavoro. Lo ascolto ora e immagino di guardare quel mare lì, con la luna seminascosta e un pesce volante che grida alla meraviglia. Un acronimo misterioso A.C.A.U., seguito però da una frase che ne rivela il contenuto: "La nostra Meraviglia".

L'ho ascoltato  più volte, ma mai da sola...

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 21:01
sabato, settembre 02

Oggi chiudo stagione. Domani i saluti, le foto e i ringraziamenti. Prima però di gettarmi di nuovo nella disperazione di ogni anno tipica di questi giorni in cui mi chiedo cosa farò della mia vita, mi pare giusto postare qualche copertina di disco. Me ne avete chiesti a centinaia e sarebbe difficile elencarli tutti. Ma ne metto qui trenta a rappresentanza di cose buone da ascoltare - ops! anche un po' meno buone, ma magari inevitabili da annoverare * vedi Julieta Venegas - cercando di scegliere dischi di generi diversi. Perchè quello che ho tentato di fare e stato di suonarli per voi, oltre che per me.

Prima però una cosa la devo dire, e mi perdoni qualche direttore artistico di una qualche radio che legga per sbaglio questo post.

La mia radio era piccola piccola. A volte qualcuno veniva in consol a chiedermi la frequenza perchè voleva continuare ad ascoltarmi in macchina tornando verso casa. Ma non c'ero da nessuna parte io e nemmeno i miei dischi e nemmeno tutte le voci della gente che la facevano quella radio lì. Però era una radio. La radio è la vita che scorre. Quella vera, per capirci. Quella che è come è, non come dovrebbe essere perchè più radiofonica, nè quella postprodotta mezz'ora fa che, pur se impeccabile e senza sbavature, non ti riguarda. Non ti riguarda, a te che ascolti. E non ti riguarda a te che la fai. L'hai mai vista una vita senza sbavature tu? Io no. Quindi se sto qui dietro al microfono è solo perchè nel frattempo succedono le cose. E se te le racconto io è solo perchè faccio questo e non il muratore. Ma bada bene, senza di te, che mi fai sentire che ci sei, io che ci sto a fare qui?  Quindi io le dico a te e tu le dici a me. E allora ci vogliono pure i dischi, perchè dove poi le parole non arrivano, la musica, quella sì che può farlo. Certo, se lo vuoi sapere non è che mi vada sempre di mandar su dischi, ma lo faccio volentieri, perchè già che mi pagano, non penso sia carino stare dietro a un vetro a limarmi le unghie mentre dico stronzate e non ho la più pallida idea di quale pezzo manderà su quello dall'altra parte del vetro. Già che mi pagano, lavoro. Quindi i dischi mi servono e io servo a loro. Poi, certo, mentre tu pitturi una parete o mentre fai l'amore ti parlo di cavolate, del tempo, di quello che si fa nel mondo, ma metti che ti piace quella canzone lì, bè..devo pur saperne qualcosa, no? Certo, metto i dischi, un minimo di informazioni da darti ce le avrò, no? Se facevo il consulente finanziario ti spiegavo che cos'è un'obbligazione. Dici di no? Eh già...l'hai mai visto un chirurgo che chiede all'infermiera dove sta la milza? Ma a parte questo. Chi fa la radio è la gente. E la gente vive la vita mentre la vita scorre. La postproduzione piace tanto ai tecnici di montaggio, ai geni del computer e a chi da piccolo voleva fare l'ingegnere autostradale. Io con SoundForge, se proprio te lo devo dire, me la cavo pure bene. Ma dammi i piatti, il mixer e il microfono, se vuoi che ti parli. Che sennò faccio prima a dirti di accendere la tv. Sì, lo so che la mia voce deve accompagnarti e mai dare fastidio, quindi deve essere bella e lo so che preferisci un italiano corretto a un dialetto sbiascicato.Ma sai qual è il punto? Che queste cose si imparano, a fare la radio non s'impara. O ce l'hai o non ce l'hai.

E se nessuna radio mi ha chiamato vuol dire che io, non ce l'ho. La radio che dicono loro no, proprio non ce l'ho.

 

Radio Mecs Village  2006 Played for you

 

In the morning

Belle and Sebastian - Dear catastrophe waitress
Daniele Silvestri - Il meglio di
Giuliano Palma and the Bluebeaters - Long playing
Keane- Hopes and fears
Suede - Coming Up
Eels - I want to protect you
Julieta Venegas - Limon y sal
Tre allegri ragazzi morti - Il sogno del gorilla bianco
The beach boys - Pet sounds
Jack Jhonson - Curious George

 

 

in the afternoon:

Bebe- Pafuera taleranos
Placebo - once more with love
Pearl Jam - Dissident#2 (live in Atlanta - introvabile, ma superlativo)
Depeche Mode - Playing the angel
Subsonica - Terrestre
Sud Sound System - Live 2006 cd+dvd
Ben harper - Live from Mars
Red Hot Chili Peppers- californication
Bjork - Post
Negrita - Hei Negrita!(greatest hits)

 

 

At sunset:

Cafè del mar n° 9  (Sta qui quella con il sax che mi chiedete sempre!jomanji-beyond the sunset)
Ursula Rucker - Silver or lead
Mercati dell'alba - E' la compilation dell'omonimo locale romano dalle parti di ostia antica. E' magnifica
Gotan project - inspiration espiration
Chambao - Endorfinas en la mente
R.E.G. Project - Nu Oriental kisses from Beiruth
Pink Floyd - The dark side of the moon (scusa, lo dovevo fà!)
Jim Morrison- An american prayer (eh..vabbè..)
Genesis - Selling England By the Pound (Ma che vuoi, aho? secondo te Firth of Fifth al tramonto com'è?)
Orchestra di Pzz Vittorio - Sona (Ciao Omar, che onore far musica con te)

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 22:15
mercoledì, agosto 16

 Ecco..allora? Che ti guardi con quella solita aria di rimprovero? Eri bravo te... E poi sono anni ormai che le cose vanno così. No. Gngngn..prendi in giro sai! Non la faccio la fine da coglione che hai fatto tu. La droga è una cosa che mi fa tristezza..è per quelli che non ce la fanno. Quelli tipo te. Vabbè, scusa, dài. Sì, prima erano le sei, poi le sette e mezza..poi le otto ogni due giorni...Da dieci giorni di fila finisco di suonare alle dieci di sera. Dalle undici del mattino, sì... Durerà ancora così fino a domenica almeno. Ma lo sai che non so dire mai di no, e lo sai che ho sviluppato la resistenza fisica di un rinoceronte. Mbè? Rinoceronte, e  allora? Meglio di una lucertola è di sicuro... Ti ricordi di quello che è successo ad Aprile? Quando ho dovuto lasciare tutto perchè avevo avuto il crollo? Bè, caro mio..stavolta è pure parecchio peggio. Sto qui a parlare con te che mi guardi dalla parete della consol invece che a parlare con uno in carne ed ossa e magari pure caruccio. Dici che so' arrivata eh? Ma che me ne frega di sfiorare la follia...Non sai quanto è pazzesco davvero passare le giornate a mischiare voci, musica, pensieri propri e tutti i pensieri della gente. E ognuno ti dice una cosa, e ognuno vuole una cosa, e ognuno ti dà qualcosa e nel frattempo il disco gira e tu ne devi avere in testa un altro e poi trovarlo e poi mandarlo su, inventare un paio di stronzate da dire in mezzo e poi smontare tutto e rimontare tutto l'impianto di là..che arrivano i  musicisti e se non arrivano inventare una scaletta diversa ogni sera. Fallo un po' te, va'. Ah, già...scusa. l'hai fatto. E lo so, lo so..alla fine il tuo disco migliore, quello che avresti voluto fare da sempre non te l'hanno fatto registrare da vivo. Alla fine quello che volevi fare davvero l'hanno fatto gli altri per te. Stasera ho mandato su pezzi da An American Prayer mischiati con cose strane..tipo arabe, indiane..bho..la chiamano chill out..a me la musica buona mi sta bene sulla pelle, poi quello che è è. Quella stava bene sulla mia pelle mischiata alle parole che conosco da tanti anni. Quando mando su la tua voce mi chiedono sempre tutti "che roba è?". Io dico "uno che scriveva un sacco di cose". Poi guardano i dischi e dicono "Fiko.  allora metti The End!"  Sai, mi dovrò decidere prima o poi a farlo un post serio su di te, tipo con i brani da The Lord and New...o da Deserto..Tempesta Elettrica..che poi i titoli in italiano fanno ridere. Ma stasera no, dài...sai che vorrei stasera? Non sentirmi così male. E lo sai perchè parlo a te? Perchè almeno non mi puoi rispondere, che sono troppo stanca per sentire risposte. Che scema...mi rispondi eccome. Mannaggia a me. Il problema c'è.Ok, ok, è vero, ma mica è facile dire bene quello che so fare io cosa è. Perchè  se poi dico dj mica è  vero. O speaker peggio ancora. E "pazza visionaria" che dici s'avvicina? Mi pare che a te t'aveva preso la fissa che dovevi fà il regista no?E alla fine hai fatto..la Rockstar!

Ahahaha..ma ti rendi conto? A coglioneeeeeeeeeeeee! Dovevi pure campà no?  Chissene dello stress..te piaceva fà la rockstar eh?  Ecco, a me me pure me piacerebbe. Però stasera so' stanca. E triste. E già che ci sto ci fo' un mix con i pezzi da An American, che mi fa bene e poi quando sono triste c'ho la creatività a mille. Vediamo che esce... e lo mando su a ripetizione. Finche no m'addormento, come  facevo a sedici anni. Ah, senti, se vedi Enrico non è che gli dici che sta a esagerà e che tra due giorni cado per terra tramortita proprio nel bel mezzo del dj set per l'aperitivo? Grazie 

Ah..questa è una recensione. A modo mio come sempre. Ma significa che questo è un bel disco. Ok, ok...è il mio disco preferito. Ora, potrei dire davvero un sacco di cose su quello che 'sto scemo ha lasciato tra canzoni, poesie, registrazioni sparse, taccuini e foglietti ritrovati in strani posti dopo la sua morte. Ma non aggiungero' altro. Leggi Jim Morrison. Se poi lo vuoi ascoltare comprati 'sto disco. (O cerca i nastri di Parigi...si trovano, si trovano)

 

 I'll tell you this ...
No eternal reward will forgive us now
For wasting the dawn

Back in those days everything was simpler and more
Confused
One summer night, going to the pier
I ran into two young girls
The blonde one was called Freedom
The dark one, Enterprise
We talked and they told me this story
Now listen to this ...

 Traduz.

Ti dico questo ...
Nessuna ricompensa eterna ci perdonerà adesso
Per sprecare l'alba

In quei giorni era tutto più semplice e più
Confuso
Una notte d'estate, mentre andavo al molo
Mi sono imbattuto in due ragazzine
La bionda si chiamava Libertà
La mora , Iniziativa
Parlammo e mi raccontarono questa storia
Stà a sentire ...

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:01
venerdì, agosto 04

Ladies and Gentlemen, let's talk about sex

tangotl

Marcela e Manolo ,  domenica, 31 luglio 2006

Tango per l'aperitivo al Mecs Village

 Foto by Marco Cigolini

Scrutavo i loro passi. Il loro gioco. Come una bambina, da dietro la consol, nel mandar su quel  Tango, che nulla sarebbe stato senza quella possibilità di spiare. Ho rivolto gli occhi ai volti e poi ai piedi..ed è stato lì che sono arrossita. Non nello scoprire l'abilità a seguire il ritmo, nè nel sorprendermi della leggerezza di lei, ma nel comprendere quel gioco sensuale. E noi tutti lì, a sbirciare, voyeurs incoscienti (ma forse no) una cosa di cui i bravi bambini non parlano.

Ho un'idea piuttosto complicata del sesso, io. Come di molte altre cose, è vero è vero.

O meglio, per me è una cosa piuttosto semplice da farsi..la cosa difficile è trovare uno che ha la mia stessa idea. Almeno lo è stato fino ad ora. (Ehm..vabbè..un paio d'eccezioni ce le ho...una..sì, vabbè)...

Il fatto è che non è solo una questione di tempi. Anche se la lentezza che dico io farebbe perdere la pazienza a chiunque. E neanche solo di irruenza. Sebbene in pochi sopportino di girare con i graffi e i lividi per giorni. Non è solo di cibo che parlo, nè solo di vino. E neanche solo di occhi. O soltanto di complicità. Che poi la parola complicità, così, da sola non vuol dire mica niente. Complici davvero ci si nasce, non ci si diventa. Quindi se ti trovi ti trovi e basta, non è che con la pratica ti trovi un po' di più..ma a parte questo.Non è neanche soltanto una questione di musica. Mmhh.. Ecco, sì, forse è una questione di musica. Forse è quello il punto.

Ma mi sa di no.

Però secondo me, il tango gli somiglia parecchio all'idea che ho. Forse è ora che mi iscriva a un corso.

Vado a farmi una doccia fredda, va'.

Listen to : Gotan Project - La Revencha del Tango

 

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 18:28
lunedì, giugno 19

B000CR7RDE.01Facciamo finta che oggi sia il giorno più felice della mia vita. Se lo fosse vorrei questo disco in sottofondo mentre me la godo e me la rido.

Facciamo finta che sia un giorno triste, invece. Se lo fosse vorrei questo disco in sottofondo, mentre con gli occhi rivolti all'orizzonte immagino il giorno in cui le cose andranno meglio. E scosto con la mano i capelli che il vento mi soffia leggero sul viso.

Facciamo finta che sia un giorno qualunque.  Oggi, in un giorno qualunque mi fermo un minuto lungo il cammino. Stendo un po' le gambe, fumo una cicca e bevo un succo di frutta. E penso alle persone che amo. Così mentre lo faccio decido che devo regalare questo disco ad ognuna di loro.

Però siccome sono troppe, ecco la soluzione. Copierò questo disco a tre di loro, e spero che loro facciano altrettanto con altre tre persone che amano. E vai a vedere se sto' disco, tra qualche tempo non mi torna in mano.

Quindi ci saraà una copia per la mia Valeria, perchè è il disco della sua gioia di questi giorni. Uno per la mia a  Ale, perchè è il disco della sua speranza di questi giorni e una per Marcolino, perchè di musica ci capisce e quindi gli piacerà.

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