Teoria del Vuoto Quantomeccanico, in due parole spiegata come la direbbe Alice (chiedendo perdono a chi mastica di fisica) :
Gli atomi che compongono la materia sono fatti di particelle. Immagina che le particelle diverse siano arance rosse e arance bionde, divise in due gruppi nella stessa cesta. Tra i due gruppi si è supposto che ci fosse un' altra particella, una particella creatrice, da cui le altre e dunque la materia avessero origine e invece c’è… UN BUCO! Il vuoto. Un "luogo" infinito. Quel vuoto è l’Universo, dove le leggi della fisica valide nel nostro mondo non hanno più senso. Dove non c’è spazio e la velocità è zero. Quell’Universo è la fonte dell’involucro stesso ed è il luogo dei nostri sogni. Questo significa che la materia di cui siamo fatti e che è intorno a noi, altro non è se non un contenitore di un Universo, infinito, che è permea ogni cosa e che è una specie di tessuto connettivo in cui la materia è immersa. Quel connettore è il vero “mondo”. Questo che a noi appare è solo un rivestimento, per altro già segnato. Non è possibile estrarre dunque la “particella” sconosciuta sinora ai fisici, che essi ritengono essere la particella creatrice, perché quella “particella” è un VUOTO. L’infinito non è fuori da noi, ma dunque è dentro di noi, sopra, intorno. Se si riuscisse a entrare in uno di quegli spazi vuoti tra le particelle di un atomo (ipotesi plausibile secondo il fisico che ha elaborato la teoria) si viaggerebbe dunque in questa dimensione, che è la dimensione che qualcuno, tempo fa, avrebbe chiamato Paradiso. Questa teoria, che Alice direbbe così, è basata sull’effettiva dimostrazione, da parte del Professor Massimo Corbucci, dell’esistenza di questi vuoti tra le particelle che compongono la materia.
Detto ciò passiamo al post di oggi:
Mi dica Professore, ma lei come fa ad essere ancora leggero?

MI capisce no? La leggerezza. La stessa che ti fa scegliere i primi regali di Natale appena arriva un po' di freddo, che ti fa chiacchierare con un'amica a proposito di quella storia d'amore che pare non sia finita, che ti fa accendere la televisione giusto in tempo per guardare "Un Posto al Sole". La leggerezza che ti fa camminare la mattina tra le bancarelle del mercato, salutando la fioraia e raccomandandosi al pescivendolo che le triglie siano fresche.
«Buongiorno signori', avete visto che bella giornata? Arriva il freddo che ci volete fare. Le spigole so' fresche fresche, me le so' andate a prende di persona stamattina a Fiumicino. Queste parlano pe' quanto so' fresche. Non ci credete? Chiedetelo a mi' moje che pur de parlà ce se fa certe chiacchere! »
Ecco vede Professore, per la leggerezza serve di viverla la vita, non di stare sempre a chiedersi di cosa è fatta. Ma a me è capitata all'improvviso questa voglia di conoscenza e adesso sono pesante di pensieri e congetture sulla natura delle cose. Come fa la gente a vivere senza conoscere la teoria del Vuoto Quantomeccanico? Ma soprattutto come è andata che mi ci sono ritrovata io a leggere e scrivere di queste cose? Io volevo solo rispondere a una domanda facile: quale è la verità sulla ragione dell'esistenza dell'Universo?
Niente da fare, Professo'... qui dicono che mi sono bevuta il cervello.
L'unica certezza a cui sono giunta sinora è che la conoscenza non rende l'uomo libero. La libertà è ignoranza.
Se non conosci il tuo film, credi di poterlo cambiare.
Il libero arbitrio c'è solo nell'ignoranza.
P.s. E' una specie di trilogia, sorry. Dopo aver parlato di Twin Peaks e Inland Empire mi mancava Mulholland Drive. La coincidenza ha voluto che rivedessi il film in un periodo in cui mi sto appassionando ad alcune teorie di fisica e che scoprissi che Lynch ( e molti insieme a lui) facciano riferimento proprio a quelle teorie.
Tana pe' David. Comunque, le teorie sono anzichenò interessanti, anche fosse solo fantascienza, vale la pena di leggerne. Se non altro spiegano Lynch e questo non è poco.