
<<Aspetti, signorina,
le diro con due parole
chi son, chi son, e che faccio,come vivo. Vuole?>>

Eravamo seduti al tavolo consueto della cena, noi tre, lì, a scoprire ancora di più l'uno dell'altro mentre l'estate avanzava e ci teneva stretti un po' per lavoro un po' per scelta. Un gioco: <<A chi darai il tuo cuore quando sarà il momento?>> Magic disse che il suo cuore l'avrebbe ragalato ad una donna onesta e di sani valori. Una che lo sorprendesse per morigeratezza. Valerio disse che sarebbe stato della prima che gli avesse bussato alla porta, mostrandogli due biglietti per un posto lontano e caldo e dicendogli solo : <<Andiamo!>>. Io pensai a Nicholas Cage. Cioè non proprio a lui, più a un film con Nicholas Cage. E dissi <<Al primo che mi regalerà due biglietti per la Bohème pur senza sapere nulla di me>> Cioè, a una come me, di solito non glieli regali due biglietti per la Bohème, a meno che tu non abbia capito davvero tutto. Se indovini una cosa così, o sei un genio o sai leggere, quindi io ti voglio sposare.
Ora, questo per dire, Luca e Sister, che voi la sapevate la cosa lì della Boheme, quindi non conta che mi ci abbiate portato. Anche se poi 'sto matrimonio a tre sarebbe pure una cosa conveniente. Ci si capisce, si ride e si risolvono un sacco di cose insieme.
Insieme
Ebbene, neanche e a volerlo, l'appuntamento con la mia prima Bohème è stato fonte della riflessione sulla parola "insieme". Una situazione perfetta da spettatrice di numerosi modi di stare insieme, tuttì lì davanti a me: sul palco, nelle poltrone accanto, nella fila davanti.
Prima l'allegrezza degli amici che si consolano in povertà, con la loro ricchezza d'arte e passione, poi Rodolfo e Mimì, (prova concreta tra l'altro della mia teoria della tegola!!!) che in 45 secondi passano dal "Orsù come vi chiamate?" a "T'amoooooooo", poi il genio di Marcello che spiega all'amico la differenza tra lo stare insieme tedioso e l'amor lieve, che è quello che nel tempo dura. Alla fine del secondo atto, sui due poveretti nelle neve che si guardano dopo aver deciso di lasciarsi (ma perchè non è chiaro), aspettando però che passi l'inverno prima, per non soffrire il freddo della solitudine, si accendono le luci e io mi concentro sul vero spettacolo innanzi a me. Fila G da destra:
Coppia che sta insieme da un paio di mesi: lei lo guarda, lui la guarda. Così lei lo riguarda di nuovo e lui pure. Poi s'avvicinano e pensano che forse c'è troppa gente per potersi baciare così s'allontanano un po', però si toccano i capelli a vicenda. Lei parla ma potrebbe pure dire "la vispa Teresa avea tra l'erbetta" perchè a lui proprio non gliene frega niente di quello che dice, della Bohème, di quella che sta per morire di tisi sul palco e nemmeno della Sister e Luca che alle loro spalle li prendono per il culo. E neanche a lei. Una mandria di ormoni impazziti li avvolge, li consuma... quelli stanno morendo. Il loro stare insieme è finalizzato, in questo periodo storico della loro unione, alla procreazione. Anche solo al tentativo di procreazione. Durerà ancora un mesetto, non di più. Pertanto la domanda è : ma chi ve lo fa fare di venire a soffrire alla Bohème? Avrete taaaanto tempo di tedio davanti a voi da riempire. "Insieme da due mesi" vuol dire consumare tutti gli ormoni prima che si trasformino in qualche bestia strana. Amen.
Coppia che ancora non sta insieme ma quasi ( l'ultima volta che sono usciti insieme si sono baciati. Poi hanno evitato di affrontare l'argomento): lei è Man-Lo. Hai presente la nipponica del Grande Fratello dello scorso anno? Ecco, lei. Lui la guarda come fosse un ninnolo di porcellana. Di tanto in tanto pare quasi commuoversi e l'unica cosa che riesce a fare è toccarle la molletta di strass nei capelli quasi sospirando "Posso? Posso anche solo osare di sfiorarti o dolce fiore di loto comparso selle colline in primavera?" Lei dice cose idiote. Ma non perchè è idiota. Perchè in quel momento preciso in cui stai evitando l'argomento, ma sai che prima o poi ti tocca, diventi idiota. E' una cosa ad appannaggio delle donna, sia chiaro. Oltretutto quella parla giustamente come Man-Lo. Il risultato è : "Eccooo. Io mallione di angola bianco che tila fuoli peli! se tu avvicinale tloppo liempilti tutto di peli bianchiiiii! hihihi>> O anche <<Visto che tliste? Allola anche noi dovele dile noi lascialci quando nascono fioli di plimavelaaaaaa>>. Sono tenerissimi. Riso isterico, distanza di sicurezza, e una speranza: che quei primi cinque, sei giorni passino in fretta, perchè l'ansia dell'inizio somatizza in gastriti, dismenorrea e spesso acne. Ecco, sarebbe bello passare subito alla fase delle coppietta di sopra. Però che ridere che fanno! Luca commenta la fortuna di lui nell'elencare con poco garbo le leggende sui motivi ginecologici che spingono un uomo a preferire un'orientale. Io guardo le mani di lui e mi dispiaccio per lei, nella certezza (tutte le donne lo sanno, tutte) che avrà una sorpresa ... ehm... non degna delle spettative, ecco.
Coppia che sta insieme da quattro anni, sposati da tre: Lo spettro del bambino che dorme a casa vegliato da chissàchi è tra di loro. Fortunatamente lui trova che il maglione rosso di sua moglie la renda sensuale, e questo aiuta lo sguardo che le rivolge quando lei controlla sul cellulare se ci sono chiamate. L'abbigliamento rivela che la passione per l'opera è supportata da conoscenze letterarie: sì, lui è tipo un professore, un ricercatore o comunque uno che volendo potrebbe sciorinare con calma le vicende legate al momento storico in cui Puccini compose la Bohème. Lei lo ama anche per questo. Certo non per i suoi capelli che ahimè, non rispondono alla regola ferrea del "Meglio niente che pochi e solo intorno alle orecchie".Mmmhh... guardarli è rilassante, persino confortante. Certo, la mandria di ormoni impazziti mi aveva colpito di più, ma questi due, nella strada verso casa si terrano per mano e forse dopo aver controllato che il bambino dorma, qualche ormone se lo concederanno. Dopo che lei si sarà spazzolata i capelli e si sarà messa un po' di crema da notte per il viso Oil of Olaz, naturalmente.
Coppia che sta insieme da una decina di anni: L'insofferenza. Escono ad ogni chiusura di sipario e fanno alzare tutta la fila per questo, non sanno dove mettere il cappotto e continuanno a spostarlo da uno schienale all'altro, lei si infastidisce per le continue esclamazioni idiote della nipponica (ma l'idiozia della nippa, l'ho già detto è una sindrome che passerà, quindi va perdonata). Lui ha una specie di bastone infilato su per la schiena, ma la sua rigidità purtroppo, a giudicare dal nervosismo della moglie, non si estenderà ad altre parti del corpo una volta tornati tristemente a casa. Ecco fatto: il mio incubo peggiore. Aiuto, mi sento male. Mi manca l'aria. Fatemi vedere di nuovo Rodolfo che sfiora la mano di Mimì per cancellare l'immagine dello stare "insieme per triste necessità dia ssolvere ad un giuramento". Va bene pure se la nippa dice una cosa idiota. Dilla! Dilla...
Coppia di anziani signori: Ahpperò! Lui sa il fatto suo, eh! Dialoga con gli amici nelle poltrone dietro esprimendo giudizi sulle doti canore dell'interprete di Musetta. Lei lo gurda e sorride. In quel sorriso io ci vedo una "vita insieme". Lui non la guarda sorridere, non ne ha bisogno. Lo conosce bene quel viso e quell'espressione. Lei con un gesto veloce gli sistema la tasca del gilet che s'era un po' storta nel movimento di girarsi alle spalle per chiacchierare, senza rinunciare a tenerle ancora a la mano. Mi sento molto meglio. Molto, molto meglio.
Le tre comari: Bellissime! Eccole. Eccoci. Ci somigliano. Luca, mi dispiace..te tocca fa la comare. Tutte e tre con la pelliccia: una di visone, una di..bho? lupo della steppa? e una di ..molfetta? Macchè ne so! Le signore anziane hanno le pellicce di animali che non esistono (eh..magari! Purtroppo esistono eccome!). Chiacchierano prima, durante e dopo la rappresentazione. Fitto fitto, con sorrisini sbiechi, un po' di invidia tra loro, ma non troppa chè alla fine non è che ci sia chissà cosa da invidiare e osservano tutti e tutto. Probabilmente, proprio come me stanno facendo l'elenco delle copule che avverrano stanotte dopo che ognuno sarà tornato al proprio nido. E proprio come me, la loro grande soddisfazione, al contrario di altri lì presenti, sarà una tisana alla ciliegia e un sospiro pensando a come è bello stare insieme agli amici che condividono le tue stesse passioni. E comunque è molto meglio di quello che penserà la moglie del signore col bastone su per la schiena. Forse pure di quello che penserà Man-lo, a giudicare dalle mani del suo bello. Ahahah!
Piango un po', pensando a quanto insieme c'è da stare per me che ormai sono così abituata a stare da sola. Il pensiero mi commuove persino più della morte di Mimì. Poi però nel silenzio più totale un'escalmazione : <<Oh nooo, poveletta! E' molta>>.
Grazie Man-Lo. Mi mancava scoprire cosa si prova a ridere come una pazza mentre tutti intorno piangono. Povela me.
GRAZIE A TE. GRAZIE RAGAZZI. GRAZIE

Piove da due giorni senza sosta. Mi dicono che la notte scorsa s'è scatenata una tempesta su Roma. Io non lo so, non ero qui. Forse c'era tempesta anche a Bologna, in quelle stesse ore, ma noi non ci abbiamo fatto caso. Eravamo troppo impegnati a difenderci dalla tempesta al chiuso che s'abbatteva su di noi mentre cinque ragazzi di quarant'anni ci facevano ballare cantare e pensare. Ed il ciclone che ci ha travolto si portava dietro la musica, le parole, i ricordi, le speranze, la rabbia e pure un po' d'angoscia. Nella totale semplicità di come un evento importante dovrebbe essere. Senza fronzoli, senza effetti speciali. 'Chè nella vita di effetti speciali non ce ne sono. In macchina, nel pomeriggio, ne avevamo parlato di nuovo. Del Grunge. Di quegli anni. Di quello che è rimasto. Sono rimasti parecchi dischi, e qualche camicia stropicciata da metter su in un giorno di pioggia come questo. E' rimasta la voglia di capire e anche di cambiare un po' le cose. Quella che intravedi negli occhi dei ragazzi un po' cresciuti della mia generazione e che ti fa anche sorridere, se non la puoi capire. Se non puoi capire che la resa del grunge è la resa di quella parte di noi che s'era svegliata allora. E poi c'è la voce di Eddie, che riempie tutto lo stadio e tutte le teste. Così, nella testa di quel tizio lì che ha 33 anni e di quello là in fondo che ne ha 38 e del suo amico che ne ha 40 c'è l'immagine di sè stesso ventenne, che gli dice, con la voce di Eddie, di guardare avanti, che in fondo c'è posto. In fondo, laggiù, dove non avevi guardato perchè non ci credevi più. Eddie dice "Noi siamo ancora qui. Da quindici anni siamo qui". Ho aperto gli occhi per allontanarmi da quella visione e ne ho avuta un'altra. Un palco con su dei ragazzi che suonano, le luci accese, senza fari puntati nè su di loro nè sulla folla. Come se si stesse facendo una cosa normale, una di quelle che ti capitano in un sabato pomeriggio uggioso come questo, se sei fortunato. Un paio di chitarre e una voce abbastanza potente da farsi sentire senza microfono. Percussioni semplici a dare il tempo, come le mani sanno essere.
Le stesse mani a salutare i Pearl Jam in un grande applauso e loro lì, ad abbracciarsi davanti a noi in un inchino ai figli del grunge e a chi ancora sa distinguere la musica da quello che musica non è.

Bologna, 14 settembre 2006 - Pearl Jam European Tour
setlist:
Elderly Woman
Do The Evolution
Animal
Severed Hand
Given To Fly
World Wide Suicide Save You
Even Flow
I Am Mine
Marker In The Sand
Green Disease
Daughter / (It's OK)
Alone, Whipping
Present Tense
Comatose
Porch
bis 1: Black, Better Man, Life Wasted, Alive
bis 2: Bu$hleaguer, Why Go, Baba O'Riley, Indifference
OCEANS
Hold on to the thread
The currents will shift
Glide me towards...
You know something's left
And we're all allowed
To dream of the next
Oh, ohh the next, time we touch...
Oooh... You don't have to stray
The oceans away
Waves roll in my thoughts
Hold tight the ring...
The sea will rise...
Please stand by the shore...
Oh, oh, oh, I will be...
I will be there once more...
Oooh... Uh huh, oh yeah...
Aggrappato al filo
Le correnti mi trascineranno
Mi condurranno verso...
Tu sai che qualcosa è rimasto
E che a tutti noi è permesso
Sognare la prossima
Oh sì, la prossima volta che ci toccheremo
Ooh... ooh... ooh... ooh...
Non devi allontanare
Gli oceani altrove
Le onde dondolano nei miei pensieri
Stringo forte il bordo...
Il mare si alzerà...
Per favore attendi sulla spiaggia...
Io ci sarò
Io ci sarò ancora una volta...
Il rito delle sei e mezza era una di quelle cose a cui nessuno dei due avrebbe mai rinunciato. Neanche se da lì a dieci minuti fosse sceso giù il cielo dalle nuvole nere di temporale d'estate. L'estate c'era nei gesti di ogni giorno. I piedi nudi sulla sabbia di chi ha chiuso una valigia piena di dischi e i piedi nudi sulla stessa di chi passa uno straccio umido sul banco del bar. Lui tirava via, con un colpo, tutte le gocce di sorrisi che s'erano versate su quel banco, nel servire sotto il sole sorsi d'allegria. Io tiravo via, chiudendo quella valigia, tutte le frasi che ancora stavano lì nell'aria cantate da chiunque avesse un po' di voce per seguirne il tempo. Ed era allora che camminando verso di lui, che era stato a pochi metri da me per tutto il giorno eppure molto più vicino di così, mi preèaravo per lo scambio. Una scambio tacito, di cui mai nessuno aveva pattuito le condizioni. Entravo sotto il tetto di paglia e iniziavo a mischiare le fragole al lime e al ghiaccio e allo zucchero, da mettere nei due bicchieri che avrebbero accompagnato la canzone che lui aveva mandato su, sempre la stessa, chiedendo permesso prima di aprire di nuovo la valigia che io avevo chiuso.
Poi tornava giù. E vicini, in silenzio brindavamo alle stelle che avremmo avuto nei nostri cieli.
I know someday you'll have a beautiful life
i know you'll be a star in somebody else's sky
E lo guardavo alzare i pugni e seguire un pensiero
but why why why
can't it be
e la sua voce che seguiva quel grido
miiiiine.
BLACK
Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did
All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed has taken a turn
Ooh, and all I taught her was everything
Ooh, I know she gave me all that she wore
And now my bitter hands chafe beneath the clouds
Of what was everything
Oh, the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
I take a walk outside
I'm surrounded by some kids at play
I can feel their laughter, so why do I sear
Oh, and twisted thoughts that spin round my head
I'm spinning, oh, I'm spinning
How quick the sun can, drop away
And now my bitter hands cradle broken glass
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything...
All the love gone bad turned my world to black
Tattooed all I see, all that I am, all that I'll be...yeah...
I know someday you'll have a beautiful life, I know you'll be a star
In somebody else's sky, but why
Why, why can't it be, why can't it be mine
Trad.
Hey...oooh
Vuote lenzuola di seta, intoccate lenzuola d'argilla
Sono state sparse davanti a me come una volta fece lei
Tutti i cinque orizzonti ruotavano intorno alla sua anima
Come fa la terra con il sole
Adesso l'aria che ho assaporato e respirato ha svoltato l'angolo
Già, e quello che le ho insegnato era tutto
Già, so che quello che mi ha dato è tutto ciò che aveva...
Ed ora le mie mani amare si sfregano sotto le nuvole
Di ciò che era tutto
Oh, le immagini sono state tutte tinte di nero, hanno tatuato tutto...
Esco a fare una camminata
Sono attorniato da alcuni bambini che giocano
Sento le loro risate, ma allora perché mi inaridisco?
Pensieri contorti mi girano per la testa
Sto roteando, sto roteando
Quanto velocemente può tramontare il sole?
Ed ora le mie mani amare cullano i vetri rotti
Di ciò che era ogni cosa
Le immagini sono state tutte tinte di nero, hanno tatuato tutto...
Tutto l'amore diventato malvagio ha tramutato il mio mondo in nero
Ha tatuato tutto ciò che vedo, tutto ciò che sono, tutto ciò che sarò... già...
So che un giorno avrai una vita meravigliosa, so che sarai una stella
Nel cielo di qualcun altro, ma perché?
Perché, perché non può essere, perché non può essere il mio?
I KNOW THAT I'M BORN AND I KNOW THAT I'LL DIE.
IN BETWEEN THER'S MINE
I AM MINE
Stringerò la candela
Finché non mi brucerà il braccio.
Oh, continuerò a prendere pugni,
Finché non si stancheranno.
Oh, fisserò il sole da giù
Finché non mi accecherà
Ehi, non cambierò direzione,
E non cambierò idea.
Che differenza fa?
Che differenza fa?
Inghiottirò veleno
Finché non ne sarò immune
Urlerò a pieni polmoni
Finché non riempirò questa stanza.
(indifference - Pjam)
Franco Battiato e l'Orchestra Toscana - Roma Rock Festival 19 luglio 2006

La canzone è una farfalla
Grazie Franco per questo bel concerto fatto di canzoni. E non tutti sanno farne di concerti così. Ho visto luci, suoni, piroette e domatori far ballare e far gridare. Madonne crocifisse e camminatori sulla luna. Nulla di cio' mi ha sfiorato la pelle come solo una canzone può fare. Come sfiora tutti. E la sua grandezza è proprio nella semplicità e nella possibilità di arrivare ovunque. Da secoli. Da prima venisse coniato il termine "trendy", così amato da tanti che parlano dietro ai microfoni.
Arrivo a tutti. Tutti meritano una canzone.
Quelli a cui non vuoi arrivare, tu, musicante o dj da strapazzo (ma trendy), balleranno lo stesso. E a te continueranno a fare paura. E tu a far loro un po' di tristezza.
Ricorda, tu che metti il disco, non sono le tue mani che lo toccano, ma le mani delle persone per cui lo metti.
Che sia per la loro gioia o per le lacrime del passato. O solo per un momento che resterà lì, fermo come un immagine scattata all'improvviso da un occhio più attento degli altri. Mentre la canzone, leggera vola via.

<<Guarda che bella la sposa!!>>
<<Mamma..mammmaaa... quando andiamo al ristorante?>>
<<Signori vi prego..Ora tutti i fratelli..ne scatto una solo con i fratelli degli sposi>>
<<Meno male che ha smesso di piovere>>
<<Chi viene in macchina con noi?>>
<<Come è cresciuto Massimiliano...ma quanto ha adesso?>>
<<..E io arrivo all'aereoporto e dall'aereo insieme a Filomena scendono mamma e papà e pure i fratelli miei. Ti rendi conto? Non ci potevo credere. Sono la sposa più felice del mondo..>>
<<Signori, ma queste foto finiamo di scattarle o no??..>>
<<Antonellaaaaaaa...canta 'na canzone...vieni qua...balliamooooooooooooo..Evviva gli sposi!!!>>
<<Papàààààààààà....sei sempre il solito.Ahahahaha>>
Vorrei essere stata la canzone nella testa di mio nonno Michele, in quel momento, al matrimonio dei miei genitori.
18 luglio 2006 - Per quarta volta -
"L'uomo sogna di Volare" Tour
L'ultima volta t'ho visto il 7 dicembre al Tendastrisce.

L'altra sera tornando a casa ho scritto un post per questo concerto. L'ho riletto ieri mattina. E poi stamattina. E ho deciso che non lo pubblicherò.
Ci metto la foto di Pau, quassù. Solo questa.
Per fortuna ieri sera c'era Battiato, così almeno se proprio devo recensire un concerto, posso farlo senza alludere ad altro. Ora non ho tempo..cavolo...
Ok , prossimo post Battiato.
O forse mi viene il coraggio di pubblicare quello che avrebbe dovuto essere qui....