Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:01
domenica, maggio 11

Lost in the supermarket.


Era inevitabile credo. L'obiettivo in realtà era piuttosto presuntuoso: riuscire al primo colpo a fare la spesa perfetta nel nuovo "solito supermercato".
Il nuovo "solito supermercato" è sempre in dotazione con una nuova casa, così come sono in dotazione anche la nuova "solita tabaccheria" e il nuovo "solito bar". Ma il supermercato è di più. E' fondamentale, importante è la prima immagine che ti tornerà in mente di quella casa se un giorno la lascerai.
Cambiare "solito supermercato" è persino più impegnativo che cambiare casa e servono molte settimane di assidua frequentazione prima di riuscire a fare la spesa perfetta, cioè  quella che fai, senza lista, senza dimenticare nulla, seguendo il percorso giusto e soprattutto, come nei labirinti della settimana enigmistica, passando una sola volta nella stessa corsia, prima di scegliere la cassiera più veloce e di tirare fuori persino il portamonetine con dentro i due e i cinque centesimi.  Stamattina di buon'ora ho deciso di tentare una soluzione preventiva e dunque, senza uno straccio di lista, sono andata in missione esplorativa in quello che tra due settimane sarà il mio nuovo "solito supermercato". Così eccomi qui, alle soglie del mio ottavo trasloco, decisa a non dichiararmi del tutto sconfitta fino a quando non avrò trovato il sale grosso senza chiedere aiuto a qualche indigeno. E mentre vago tra gli scaffali mi lascio prendere dalla nostalgia per i miei sette vecchi "soliti supermercati". Il primo è  quello della spesa con la mamma, quello che non si scorda mai e ha l'odore del cioccolato kinder e dei profumini alla vaniglia che metti nel carrello quando lei non guarda. Ci torno almeno una volta a settimana a contrallare che non abbiano spostato nulla. Poi c'è quello in cui non ho mai più messo piede, quello al centro storico di un paesino in cui ho vissuto: è stato fondamentale per la mia crescita imparare a convivere con le vecchiette che ti speronano il carrello pur di capire da dove sei sbucata tu, che non sei figlia di nessuna persona di loro conoscenza. Andai via dopo un anno, poco prima di  Natale e la mia più grande soddisfazione fu quella di prendere l'ultimo pandoro in offerta, sottraendolo alla moglie del sindaco. Fu come guadagnarsi la cittadinanza onoraria. Dopo di quello ricordo il discount della prima convivenza. Ogni giorno nel camminare lenta dallo scatolame sottomarca ai biscotti imitazione del Mulino Bianco, mi chiedevo cosa ci stessi facendo lì. Non nel supermercato ma in quella vita. Da single felice frequentavo un supermercato per singles tristi. Uno di quelli che chiudono alle undici di sera, in cui tutto è venduto a monoporzione e con le cassiere che ti imbustano la spesa. La più alta concentrazione di persone che cercano di mascherare l'infelicità con la scusa di essere liberi. Era una grande occasione per studiare i trentenni del terzo millennio, ma soprattutto il direttore era un figo. Single troppo convinto però.  Finito l'esilio del cuore mi trovai a fare i conti con l'ipermercato nel centro commerciale più grande d'Europa. Dopo sei mesi finalmente trovai il tonno. Non ho mai capito perchè all'ingresso non distribuissero le mappe.   Invece mi abituai subito all'ipermercato di Pesaro. Facevo la spesa prima di tornare a Roma ogni venerdì. Era il momento più bello della settimana. Mi manca molto l'odore delle pesche che compravo per il viaggio. L'ultimo è stato il peggiore in assoluto. Ma non è colpa del supermercato è che le zucchine non possono costare due euro al kilo, cazzo.
Non so come sarà  questo nuovo "solito supermercato". L'unica certezza è che come sempre non farò la tessera, anche sele cassiere si stancheranno di chiedermi perchè. Dirò: no, non ce l'ho la tessera, non la voglio fare e non mi interessa il completo letto dei puffi.
La tessera del supermercato è il massimo esempio di appartenenza.
Ho cambiato otto case in nove anni: non appartengo neanche a me stessa io. Sono un gatto, ecco cosa.
Miao.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 03:11
martedì, luglio 24

AUTOCRITICA
 LA VERITA'

La situazione è al collasso. Lavoro, case, soldi, possibilità di vita, valori. Non lo direi se non fosse arrivato il momento di guardare in faccia la realtà, diventando seri e mettendo da parte persino l'ironia che non possiamo più permetterci. Abbiamo poco più o poco meno trent'anni ragazzi, e qui le cose non si mettono per niente bene perchè chi è nella condizione di farlo, fa come gli pare. Non temono la rivolta visto che noi, trentenni del terzo millennio, non abbiamo tempo per ribellarci, perchè siamo troppo impegnati a tentare di diventare famosi lavorando GRATIS nelle radio e nelle tv, per soddisfare un'ego faticosamente costruita pur di dimostare ai nostri genitori che se loro erano  settantoni intelligenti,finti poveri soprattutto quando erano ricchi,  noi saremmo diventati artisti talentuosi, finti ricchi pure se siamo poveri in canna. Urlare a gran voce che non rinunceremo ai sogni di gloria ci rende ancora più idioti se, nel nome dei sogni di gloria, qualcun altro nel frattempo, si inzuppa il pane nei nostri diritti. Tanto a noi che ce frega? C'è Maria de Filippi che ci fa diventare ballerini di successo! A gratis. C'è Costanzo che ci chiama a fare il pubblico parlante in settanta programmi. A Gratis. C'è il grande fratello, che se fai il percorso di guerra in giardino meglio di altri, poi ti danno la copertina su Visto. C'è Radio Rock a Roma che fa credere a tutti che per fare il dj in radio basta suonare al campanello. E trasmettere. A Gratis naturalmente (pure se lo sai fare davvero e non per finta, sia chiaro).  C'è l'editore che ti dice "Chiedi i soldini a mamma che ti pubblico, così diventi famoso come Moccia". A pagamento (tuo!). C'è splinder che ti dice che online ci sono 1653 utenti che potrebbero leggere te, in questo momento. A Gratis, grazie a Dio (che se ci toccasse pagà pure pe i blog probabilmente pagheremmo). Ci sono i locali da prendere in gestione, che è più gratificante fare qualcosa da soli, così poi magari a bere da te ci vengono pure i Vip scannati, che fanno taaaaanto trendy.
Mi metto in testa alla classifica dei coglioni che si stanno facendo fregare, sia chiaro. Tanto che ci frega di reclamare un minimo di dignità per il nostro lavoro di ogni giorno ? Come è che diciamo? "Si sa, questo lo faccio solo fino a che non sfondo". Ho lavorato gratis  a Radio Rock per un anno. E come me tante altre persone. Ho detto cazzate gratis in TV su Italia uno, in una trsmissione della cricca di Maria De Filippi. Non ho visto mai una lira di contributi, contratti in regola o roba simile. Per non perdere il lavoro, d'estate, quando il lavoro calava,  mi sono licenziata formalmente dall'unico incarico con un minimo di dicitura scritta, pur continuando a lavorare in nero in quel posto. Ho lavorato in nero per dieci anni, cambiando dodici lavori. Sono da biasimare perchè ho accettato queste condizioni, perchè il dire di sì da parte nostra a qualunque angheria, ha infettato il mercato. Se nessuno lavorasse gratis, nessuno lo proporrebbe mai.
Sapete dove sta la fregatura, ragazzi? Che c'hanno creato un diversivo per distrarci dalla merda. Ecco cosa. E noi stiamo ancora qui a parlare di chi va in onda a quale ora e di chi è che c'ha soffiato il posto in consolle o il palco in quel locale. Stiamo ancora qui a spettegolare su chi trasmette da dove e perchè. A farci i Myspace fighetti e a rosicare perchè "a quella j'a commentato pure Daaaave Ghaaaan hai visto?"
C'hanno creato un diversivo perchè se spettegoliamo  è meglio, così evitiamo di ricordarci che abbiamo un cervello, una dignità d'essere umani e , cazzo, pure un po' di cultura. E magari da Maria De Filippi la cultura sere pure se vuoi vincere le sfide dove giudica il publico, anche perchè è meglio che uno di cultura cada dentro quella trappola lì, togliendosi di mezzo, che sennò può essere pericoloso.

Ecco come stanno le cose. Ogni giorno. Per tutti. Tutti.
Solo tre esempi. Se volete potete aggiungerne voi.

1- Giggetta lavora come insegnante, dopo la laurea s'intende, in una scuola privata gestita dalla Chiesa. La Chiesa predica il valore della famiglia, Giggetta, vuole un bambino. Le suore dicono <<Che bellooooooooo... be' finche non ci sei tu, prendiamo una sostituta, poi tu torni tra nove mesi tranquilla>> Dopo nove mesi le suore dicono << Beeeeellla la tua bimba, adorabile. Eh, veramente sì, il tuo posto, ma sai... e io che faccio se poi tu la devi allattare? No no, non serve che mi prometti che non mancherai mai, vedi le insegnanti mamme sono un po' meno affidabili. Che ci vuoi fare? Ciao>> Giggetta aveva un contratto a nove mesi, scaduto quello, sei mamma? Ciao, mi piglio una che non lo è. Ora Giggetta ha una persona in più in famiglia e un lavoro in meno.  E ce fanno pure il family day.

2- Una certa compagnia telefonica, non sa come fare a limitare i danni che s'è fatta da sola, regalando la possibilità a chi voleva di autoricaricarsi il cellulare, attraverso una tariffa speciale,  in cambio di promozione. Oggi, che la cosa evidentemente non gli conviene più, da un giorno all'altro cambia i piani telefonici di chi aveva quella tariffa, arbitrariamente. Siccome la cosa non gli basta, per togliersi di mezzo quelli che avevano parecchio credito sulla SIM, ha disattivato in u giorno 5000 sim da un minuto all'altro, senza avviso,liberandosi dei clienti "scomodi" che hanno perso il numero, naturalmente il credito e sono  addirittura scomparsi dai registri della compagina, come non vi fossero mai stati.

3- Pago 850 euro d'affitto per un appartamento di 50 metri quadri in periferia. Vado via, dopo contratto regolare (che io ho pagato per depositare ma senza aver mai visto una ricevuta dal proprietario ogni volta ch egli ho pagato l'affitto) e  dopo la cauzione (non depositata a notaio ma beatamente instacata e restituita solo alla fine) e mi devo sentir dire : "Eh, ma mi dovresti pagare pure il mese prossimo anche se non ci sati perchè io ora, durante agosto non trovo nessuno per affittarla e perdo un mese. Va bè, allora pagami Luglio e basta. Ah, dici che Luglio è pagato con la cauzione..mhhh..no, la cauzione me la tengo per le bollette della luce. Dovrebbee ssere di una trrentina di euro, ma mi tengo la cauzione DI OTTOCENTO EURO  finchè non lo so, quindi pagami Luglio. E manon ti lamentare sai.. CHE TANTO  I PREZZI E LE CONDIZIONE SONO TUTTE COSI' (ed è tristemente vero)."
Lo so: bastava anche solo la frase "Pago 850 euro per 50 metri quadri in periferia"

Mi pare che il problema del surriscaldamento terrestre per quanto grave, sia meno urgente, perchè se non cambiamo le cose, tra ottanta anni, le inondazioni ci coglieranno mentre saremo sotto i ponti già da decenni. Ecco.



E mo' hai voglia al prossimo post di tentare di parlare di Lady Oscar e Candy

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categoria : furore, autocritica, rispetto, certezze, terzo millennio, domatori di rinoceronti


Un caffè con bellatrix74 alle ore 06:27
giovedì, marzo 15

Tanto se avessi avuto un milione di dollari l'avrei già spesso tutto.

E probabilmente non mi sarebbero rimaste neanche tutte le cose inutili che avrei comprato. Anche perchè la metà di loro sarebbero state ingerite da me e dai miei tanti amici. Cosa avrei ora? I piedi stanchi per le strade che avrei percorso, il passaporto con parecchi timbri, centinaia di dischi graffiati dalla sabbia e qualche convinzione. Dunque avrei esattamente ciò che mi ritrovo adesso. Convinzioni comprese. Anzi soprattutto quelle. Eccoti la frase banale di oggi: "Col tempo si hanno sempre più dubbi  e meno certezze". Bene dottore, ora che me l'ha detta, posso dirle che mi dispiace molto per lei. Glielo dico, sa, perchè alla sua età deve essere triste non essere più tanto sicuro di alcune cose e di accorgersi così che è saggio, maturo e senza speranza alcuna. Per avere speranza, dottore mio serve un filo di certezze su cui camminare. Non dico una strada, visto che, lei lo sa meglio di me,  si finisce sempre col perdere un sacco di tempo agli incroci. Però un filo, bello teso, diritto, che non ti illuda e che non menta, quello, dottore, non è che da domani inizia a sembrarti la coda di un elefante. Quindi mi scusi, eh, ma io, invecchio insieme alle mie certezze. E ora gliene dico un paio.

1- Rossella O'Hara ama Ashley per tutta la vita. Non c'ho mai creduto alla storia che quando Rett se ne va e le dice "francamente me ne infischio" lei si accorge di non aver mai amato Ashley. Potrebbe pure non amarlo più, ma di sicuro lo ha amato. E parecchio. Il vero motivo per cui si convince, tra la nebbia, di amare Rett è che Rossella vuole sempre la cosa che non ha, e in quel momento non ha Rett.

2- Il vero amore è quello che non hai mai. Ma non ho detto che il vero amore è una cosa bella.

3- C'è un unico modo per far durare qualcosa che è identificabile con la parola "unione": non manomettere gli elementi primari delle due unità per arrivare ad un composto irreversibile.  "Due" funziona solo se è "uno più uno". E quando dico "uno", dico "uno tutto intero", non "uno con qualche rinuncia". Quindi una coppia è un uomo intero e una donna intera. Oppure due donne intere. Oppure due uomini interi.

4- Lo scopo della mia vita è lottare per la mia interezza. Solo così potrò assecondare lo scopo della vita dell'umanità, in senso macroscopico, e cioè l'unione duratura tra gli esseri viventi.

5-Io non riuscirò mai a mettere i dischi perfettamente a tempo, perchè nella mia testa il tempo cambia di continuo.

6-Io sarò sempre un po' stronza, ma non è che lo faccio apposta. Quindi poi mi pento e ne pago le conseguenze.

7- Imparare l' equilibrio zen per sedare gli scatti impulsivi d'ira, è stata la cavolata più grande che potessi fare. A me piaceva arrabbiarmi in quel modo. E credo che la distruzione di oggetti sia un atto estremamente creativo. Per questo sono convinta del fatto che prima o poi ricomincerò a trsformarmi in Hulk. Sebbene il verde non mi doni.

8-L'amicizia tra uomo e donna non esiste, ma chi può dire quale è il vero significato della parola uomo e della parola donna, considerando che l'appartenenza a un genere non è più riconducibile ad un apparato genitale piuttosto che a un altro?

9- La birra fa ingrassare eccome. E chi ti racconta che c'ha meno calorie del succo d'ananas, mente perchè vuole farsi un altro giro e non gli va di bere da solo.

10- Il rum fa ingrassare molto più della birra. Ma è giusto così, perchè il grado di danno arrecato da un elemento è direttamente proporzionale alla quantità di libidine che suscita.Significa che se sei uno fiko sei pure dannoso. E quindi per la proprietà transitiva per essere uno fiko devi fare paura, o comunque devi far sì che si dicano cose molto molto brutte su di te.

11- Il sesso è una cosa sensazionale. Ma se diventa la cosa migliore della tua vita, allora la tua vita fa cagare.

12- La teoria lì di Candy, Terence, Oscar e Albert mi frutterà qualche soldo. Non dico una pensione, che quella ormai ti spetta solo sei hai mai messo il culo su una seggiola a Montecitorio.

13- Mettiamo che io abbia due settimane di vacanza. Ebbene, al quarto giorno mi sarò già rotta le scatole e avrò iniziato a cercare lavoro come barista. O come proiezionista. O come voce solista in un coro gospel.

14- Non entrerò mai in un coro gospel. Non entrerò mai in nessun coro. Però quando faremo come sempre le grigliate di carne e Giangio suonarà la chitarra io sarò, al solito,  l'unica che oltre ai ritornelli delle canzoni canterà pure le strofe. E di qualcuna pure il bridge.

15- Conoscere le strofe delle canzoni non serve poi a molto nella vita.

16- Le mie gambe somiglieranno sempre un po' a quelle di un calciatore e nessun chirurgo estetico potrà impedire mai ai miei cugini di chiamarmi Sebino.

17- La felicità esiste eccome. Solo che molti dicono che non esiste perchè è troppo impegnativa come speranza.

18- Se chiedessi a Gesù un'opinione sul mio matrimonio, mi chiederebbe, di essere rispettosa della mia fede e dunque, in quanto credente di non sposarmi in Chiesa.

19- Il tradimento è una scelta.

20- L'amore no. Una scelta, voglio dire.

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categoria : teorie, certezze


Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:49
mercoledì, febbraio 21

No longer available

Io sono una che tende a preoccuparsi. E in questo sono democratica, cioè mi preoccupo un po' per ogni cosa. Non ho bisogno di ascoltare le previsioni catastrofiste sul futuro del nostro pianeta per disperarmi, così come non temevo i commenti dei colleghi d'università sulla difficoltà enorme dell'esame che stavo per sostenere. Tanto mi sarei preoccupata comunque.

Per esempio stanotte ho fatto un brutto sogno, una cosa tipo fine del mondo, disgelo dei ghiacciai e impatto fragoroso di un'asteroide grande come la luna sul suolo terrestre. Ero quindi già abbastanza preoccupata di per me prima di accendere la tv e assistere al triste reality show che ogni giorno, oggi nel momento clou, ci offrono dal Parlamento. Mi sa che cade il governo, cosa che  a dirla così pare una di quelle filastrocche che ci insegnavano a scuola. E dunque, per l'ennesima volta trova conferma la mia teoria: una situazione stabile, la presenza di qualcosa,la possibilità che qualcosa sia in un certo modo,  trova ragione di sè solo nella precarietà. Destino amaro. Proprio per questo, a fronte della crisi d'ansia per la  rinnovata scoperta dell'inutilità dell'esistenza, dove nulla è per sempre, m'è venuta una grandissima voglia di Big Babol. Quasi ricercassi la prova che non è vero, che non tutto a un certo punto smette di esistere. E lì è arrivata la mazzata. le Big Babol ora esistono solo in tre miseri e inutili gusti, però se vuoi, le trovi anche nel pacchetto cartonato con tanto di xilitolo aggiunto.

Questo il  mio "j'accuse" in due punti.

Punto 1. Le Big Babol non pssono essere allo Xilitolo, perchè non può esistere nulla che faccia bene dentro una Big Babol. La Big Babol deve fare male ai denti, alla pancia e alla cellulite.
Punto2. Capisco togliere i gusti tipo limone , che tanto non piaceva a nessuno, ma non mi puoi eliminare per sempre quelle storiche, alla pesca, col pacchetto verde! Se poi hai deciso di togliere quelle all'uva allora è perchè non hai capito che erano quelle che piacevano di più in assoluto.

Consapevole del fatto che nessuno avrebbe mai ascoltato questo mio accorato appello, ho concetrato l'attenzione su altro e afferrato la busta di Pan di Stelle. Mi sono sentita subito meglio, pensando che mai nessuno al mondo penserà che i Pan di Stelle non debbano esistere più, anche se oggi li fanno "con ancora più stelle" e questo cambiamento non m'ha sconfinferato.

Pe reagire sono andata su e-bay e mi sono iscritta ad un'asta per comprare un mangiadischi Penny. Eccolo:

Speriamo che vinco. Costa 40 euro, perchè è una cosa che non si trova più. Forse le cose smettono di esistere perchè così poi le paghi tre volte tanto.

La situazione è precipitata quando ho avuto l'idea brillante di aprire il giornale  e leggere un'intervista a David Lynch, in cui lo stesso, afferma una volta per tutte che "Twin Peaks" è morto. Dimenticatelo, fate finta che non sia mai esitito. Non ci metterà mai più le mani. Mai scopriremo il senso dell'uomo col braccio solo, della signora col ciocco...mai. Mi ha tolto persino la speranza. Io Twin Peaks l'avrei fatto durare per sempre. Avrei messo sempre più segreti, poi risposte, poi segreti poi risposte.  Pecchè?Pecchèè no? Pecchèèèèè...

Io lo so che l'eternità è un concetto che non ci appartiene, mica sono scema, dico solo che alcune cose non dovrebbero smettere di esistere prima che non sia stata completamente assorbita la loro necessità di essere. Per decisione democratica, certo, ma liberandoci da quelli che si astengono perchè so' furbi, politically correct e non c'hanno manco le palle per dire se una cosa deve durare o no. Però poi si pemettono di gioire se gli altri si sono esposti pure per loro. Io se si votasse per le Big Babol mi sentirei in dovere di far sapere che quelle alla pesca col pacchetto verde erano un'istituzione.

E delle istituzioni bisogna avere rispetto.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 14:48
martedì, febbraio 13

Apri gli occhi Ba'

Non che adesso sia difficile capire, visto che la realtà percepita prima dello schianto è una cosa, la conta delle ossa rotte dopo l'impatto è un'altra. Cioè, meno utile, ma certamente non interpretabile. Per anni abbiamo lavorato. Non solo io, ma tanti come me. Tutti quelli che stavano dall'altra parte della linea che divide chi chiede lavoro da chi lo da. Vicini, parenti, amici, tutti macinati da un sistema di cui io testardamente, da sempre non ammettevo l'esistenza.Parlerò per me, però so che questo post è per tanti. Davvero tanti. Quando ero ragazzina mio papà mi insegnava cose era la lotta di classe e io gli ridevo in faccia dicendogli che per noi, la generazione della parificazione dei diritti e dei doveri, sarebbe stato diverso. Quando ero ragazza i miei diversi e sempre saltuari (mai in regola) datori di lavoro mi sorridevano e mi allargavano le "braccia del loro cuore", facendomi entrare, quasi sempre all'interno di grandi "famiglie di lavoro", dove ognuno dei dipendenti (Macchè dipendenti! Non si usa quella parola! Piuttosto amici! No?) ricopriva un ruolo importante, mai indispensabile, ma importante. Dove fosse importante la serenità durante lo svolgimento delle mansioni più diverse. Per molti anni. Da donna, dopo le "mansioni più diverse", vorrei dire:

<<Ehi, grazie per avermi data la possibilità di imparare  tutte queste cose. Grazie, grazie, grazie. Ehmm... sono trentamila euro. Sì, c'è lo sconto perchè eravamo tutti una grande famiglia di lavoro.Grazie.>>

Ma dei soldi che m'importa? Di tutti quelli che ho fatto guadagnare e che nelle mie tasche non ci sono mai stati? Mi chiedo solo da tempo se tutti quelli che mi avevano "allargato le braccia del loro cuore", se lo sono mai chiesti che fine avevo fatto io. Se lo sanno che da casa mia me ne sono dovuta andare perchè alla fine ho dovuto scegliere tra pagare l'affitto e inseguire i miei sogni. E i soldi per quei sogni lì non ce li avevo più. Neanche quelli che avrei dovuto avere. Neanche la metà di quelli. Gli stessi sogni, di cui per tutti questi anni, tutti i miei datori di lavoro hanno beneficiato. La passione è merce buona, soprattutto se rendo il triplo di quello che vien pagata. Alla fine, in fondo, quei soldi non sono importanti.. mah! li avrei spesi e non li avrei comunque più. Avrei invece tanto voluto tenermi la stima, 'chè quella non si compra al mercato. La stima nei confronti di molte persone che oggi, a volte, mi fungono da esempio e da specchio. E mi fanno chiedere: ma io nella loro condizione di "responsabili del proprio patrimonio e del prorpio investimento" mi sarei comportata allo stesso modo? Io dico di no, ma le prove non ce le ho.

A seguito di queste riflessioni, la mia preghiera a Santa Barbara diventa:

<<Quando e se potrò mai farlo,aiutami ad aiutare  chi ha talento. Ma senza sfruttarne i sogni. Fa che mai perdano la stima di me. Che se siano amici restino tali. Che io sia giusta. Perchè solo giustezza  merita giustezza. E se non sarà così che io possa pentirmene >>.

Comunque, alla fine di tutto, mio padre c'aveva ragione.

Libero spazio, naturalmente,  alle repliche di chi sta dall'altra parte: imprenditori, direttori, dirigenti, "padroni" e quant'altro.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 03:54
mercoledì, febbraio 07

Premessa al post di oggi

Henri Rousseau - Il sogno

Di norma sono molto più intelligente di quanto  lo sia stanotte, ma, abbiate pazienza, ho avuto un paio di giorni difficili, e per questo ora mi concederò di essere meno "signora" e un po' più cretina del solito. Quindi stavolta non volerò alto, come faccio d'abitudine e (haimè!) darò soddisfazione a chi non aspettava altro. Cito testualmente dai commenti al mio ultimo:

"qualche anno fa ero cliente del Rosen quando ancora ci lavoravi tu...ti ho rivista qualche volta e non ho cambiato opinione...basta sognare basta far credere alla gente che tu sei l'amica degli uomini quando in realtà desideri solo cose e persone che non potrai mai avere...forse non ti sei resa conto che nel mondo di oggi bisogna anche accontentarsi di ciò che si ha...non ti inventar chimere non inseguire sogni inutili...torna coi piedi per terra."MISTER REAL
 
Preceduto da una domanda che immagino arrivasse dallo stesso autore del suddetto, in cui mi si chiedeva se avessi mai raggiunto qualche risultato.
 Bene prima di tutto la risposta, poi una precisazione. Eccoti la risposta:

Sì molti. Grazie per l'interessamento

Questa invece la precisazione: non avrei mai risposto al tuo commento, che comunque fa anche tenerezza, visto che sottolinea persino un'ammirazione nei confronti di una natura votata al coraggio e alla ricerca,  non avrei risposto se non avessi passato gli ultimi giorni con il morale un po' a terra dicendo a me stessa (e credimi capita spesso) le stesse cose che hai scritto tu. Dopo giorni in cui mi chiedo per quale motivo non m'arrendo, arriva il tuo commento e io, finalmente torno a sorridere, perchè a volte serve di sentirsi dire le cose dall'esterno per capire che sono sbagliate. La resa non mi avrà perchè testardamente continuo a credere in una cosa, che spetta solo a chi ne ha la stoffa: la felicità. Non biasimo la "serenità" altrui, nè il "possibilismo" di cui molti blaterano, neanche la mediocrità dell'accontento. Non biasimo nessuno io. Ma biasimerei me stessa se accanto alle parole "la mia vita" ci fosse qualunque altro aggettivo che non sia "FELICE". E se sogno "cose e persone impossibili" (sei una donna, evve'? E' per questo che ho molti amici maschi io.) forse è solo perchè magari non sono tanto impossibili, visto che le posso sognare.
Un saluto affettuoso da chi magari t'ha strappato un sorriso mentre lavorava.

E ora il post di oggi

E' nata Elena!


Cara Elena,
intanto lascia che ti dica che ho compreso benissimo il tuo disappunto per la poca sensibilità dimostrata da tutti nello sbandierare  ai quattro venti il tuo peso, dicendo, oltretutto che è piuttosto elevato. D'altra parte forse era giusto che tu sapessi subito che co' sta storia del peso bisogna farci i conti un po' tutta la vita. La prima volta che ho visto la tua mamma era piccola come te ma non me la ricordo, perchè ero piccola pure io, però posso dirti che oggi, nonostante lei sia bella da trent'anni, era la donna più bella del mondo. Non ti offendere sai... che tu eri la seconda. E il tuo papà con te in braccio, che ti guardava in quel modo, mi ha fatto emozionare come niente ha potuto mai. Mi sono emozionata anche più di quella volta che... ehm, va be' magari te lo dico tra qualche anno. Comunque, è bene che tu sappia subito che io sono la zia da non frequentare dopo i quindici anni. Almeno diranno così. Ma hanno ragione perchè quando farai sega  a scuola io non lo dirò a nessuno. E per questo ti do' adesso qualche consiglio da brava zia, che quelli da zia scapestrata te li darò per tutta la vita:

1- Non chiedere mai a me opinioni sul tuo futuro professionale. Anche perchè quando dovrai scegliere la tua strada io starò ancora "facendo il whiskey distillando fiori" ( citazione musicale ,attenta!)

2- Non chiedere mai a me opinioni sui tuoi fidanzati. Anche perchè quando sarà l'ora per te di un fidanzato io avrò bisogno dei tuoi consigli per il mio.

3- Non chiedere mai a me che disco mandare su in una certa situazione. O almeno non farlo davanti a tutti, che sennò poi scoprono che è tutta colpa mia.

Detto questo passiamo a due tre cose basilari, che mi aiutano sempre quando mi chiedo se la vita mi piace. Arrivo sempre alla conclusione che la vita mi piace un sacco e so che pure tu l'amerai. Ma se capiterà qualche giorno in cui ti sembrerà un po' meno bella puoi utilizzare i miei trucchetti:
1- Fischietta una canzoncina divertente tipo la colonna sonora di Robin Hood di Disney
2- Cerca su You Tube la pubblicità del Cornetto Algida che fa "se quello che cerchi è un cuore d'amare, un piccolo cuore per farti sognare..."
3- Chiedi a tua mamma se ancora ha la videocassetta di "Un ragazzo e una ragazza" con Jerry Calà e Marina Suma. E guardalo.
4-  Chiedi al tuo papà come faceva quando cantava "Eva ballava sul fuocooooo" coi pantaloni stretti e i capelli lunghi. (Però chiamami che vengo pure io a vedere lo show!!!)
5- Vieni a casa mia che ci facciamo un tè ai mirtilli e pure una fetta di torta (dietetica) al limone.
6- Dì una cosa incomprensibile a tuo zio Marco e quando lui ti risponde "Ehhhh?" tu digli... (cz) ... e va be', aho, scusa. Poi ridi e piglialo in giro.
7- Cerca sto blog,  se ancora esisterà e poi vieni a prendere in giro me.

Ah una cosa importante... Se tra vent'anni stiamo a fare l'aperitivo insieme al Friends e passa il figlio di Riccardo Scamarcio, cerca di attaccare subito bottone, che non si sa mai entrasse poi pure il padre!!!

A Cinzia, Marco e Elena
             

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