
Ecco .ecco...lo pesco..arrghh...sta qui sotto..Preso!
Et Voilà! Medames et Messieurs ..une solution aux mysteres dell'humanitè! Parblè..Macchè..jamais...
Acc..Il mio francese è arrugginito parecchio!Vabbè, grazie!..co' tutta 'sta pioggia la ruggine è il minimo. Non altrettanto lo è il mio cappello a cilindro dal quale stavolta pesco una cosa che sapevo prima o poi mi sarebbe tornata utile..Tutte le ore (taaante taante) passate a giocare davanti al pc a quella specie di storie interattive chiamate adventures game. No, no..fermati..non sono di quelli che si corre si spara si muore e altre Laracroftate del genere... Qui si vive! il mio era un club di giocatori 24 h al giorno, intenti a risolvere enigmi per passare alla situazione successiva..e raggiungere un obiettivo. Logica, rischio e fortuna..come la vita. Poi ho smesso di giocare e ho iniziato a vivere.
Ma ieri, eccolo lì, il pensiero rivelatore: ho capito!
E' come giocare a Discworld. Quello era il più difficile di tutti. Alcuni di noi barattarono dischi in vinile e gonne vintage alla Madonna con le soluzioni del gioco..Uomini di falso coraggio. Io chiusi il gioco da sola. L' adventure più difficile e quindi il mio preferito. Ecco, dunque..che mi lamento se 'mo sta vita è complicata? Non mi piaceva forse il più difficile di tutti i giochi? E che vado cercando le soluzioni già stampate se al tempo mi presi gioco di chi non riusciva a cavarsela da solo?
Ho detto: "Buon Compleanno". E la risposta era qualcosa tipo " Ciao, sono il vicino di casa..che bei gerani!" E faceva male. Ma tutto quello che ha fatto male lo ha fatto soltanto perchè ancora non avevo pensato a questo: è come giocare a Discworld. Quello che conta è arrivare al punto, attraversare le mille avventure essendo fieri di aver risolto una situazione con la curiosità della prossima. Impantanarsi in un quadro capitava spesso. Una volta sono rimasta alla piazza del mercato tra venditori per mesi. Ogni giorno parlavo con gli stessi personaggi, usavo gli stessi oggetti e facevo muovere il maghetto nelle stesse direzioni. E nulla succedeva. Ma poi mi sono accorta di una cosa piccolissima a cui non avevo mai fatto caso e da lì sono andata avanti . Era così bello giocare che quando superavo un quadro a volte avevo nostralgia di quello prima e quasi volevo tornarci. Ma il gioco era divertente solo se potevo avanzare. Ecco. Stare ferma non serve. E le risposte non possono far male se intorno vedi gli altri come personaggi del gioco. Le risposte sono indizi. Gli oggetti lo sono..i luoghi.
Devo giocarci di nuovo..devo assoluatmente ricordarmi qual era il meccanismo secondo cui riuscivo a risolvere tutti gli enigmi.Del mio gruppo ero la più brava..czz..non posso arenarmi proprio ora che sto giocando l'adventure più appassionante del secolo...