Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:07
domenica, ottobre 28

E allora io dichiaro: è stato il professor Plum nella biblioteca, con il candelabro.



Che ci vuole in fondo? E' sempre il professor Plum, nella biblioteca, con il candelabro. Sempre. Come dire che giochi a tombola e vince Emanuela. O che devi indovinare chi viene a cena stasera e alla fine capisci che è molto meno importante di indovinare chi cucina stasera (cioè tu. E neanche t'avevano avvertito). Alcuni misteri non sono che banali passatempo, risposte già note, ovvietà.
E' per questo che non conviene mai mettersi ad indagare sulla vita segreta di chi ti vive accanto. Perchè non può in nessun modo essere segreta la vita di chi ogni giorno è sotto i tuoi occhi. Credi di no?  Nessuna donna tradita non sospetta di esserlo. Nessun uomo che sta per essere scaricato non immaginava che potesse succedere. Non c'è mai niente da scoprire per una moglie, un marito, un fidanzato, un amante.  Il gioco sta  nel far finta di non aver capito, solo in quello. Nel far intervenire gli altri, che si divertiranno a giocare a Cluedo, con inseguimenti, consigli, e ricarca di prove, che incastrino un colpevole, che già si conosceva come tale perchè il solo sospetto già è la prova. O viceversa, un innocente che però ha fatto passare una giornata divertente a un paio di comari che sono costrette a vivere la vita degli altri perchè una loro non ce l'hanno e che godranno nel sussurrare tra loro «Poveretta. Hai visto? Addirittura con la fornaia, chi l'avrebbe mai detto?». Insomma, la sorpresa di una menzogna, c'è solo per chi della storia non è il protagonista. Detto questo, posa quel cellulare, che se non è il tuo davvero non ha niente da farti sapere.
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categoria : love love love, rispetto, adventure games, hollywood in my mind, problemi di comunicazione


Un caffè con bellatrix74 alle ore 14:11
martedì, maggio 09

Ecco .ecco...lo pesco..arrghh...sta qui sotto..Preso!

Et Voilà! Medames et Messieurs ..une solution aux mysteres dell'humanitè! Parblè..Macchè..jamais...

Acc..Il mio francese è arrugginito parecchio!Vabbè, grazie!..co' tutta 'sta pioggia la ruggine è il minimo. Non altrettanto lo è il mio cappello a cilindro dal quale stavolta pesco una cosa che sapevo prima o poi mi sarebbe tornata utile..Tutte le ore (taaante taante) passate a giocare  davanti al pc a quella specie di storie interattive chiamate adventures game. No, no..fermati..non sono di quelli che si corre si spara si muore e altre Laracroftate del genere... Qui si vive! il mio era un club di giocatori 24 h al giorno, intenti a risolvere enigmi per passare alla situazione successiva..e raggiungere un obiettivo. Logica, rischio e fortuna..come la vita. Poi ho smesso di giocare e ho iniziato a vivere.

Ma ieri, eccolo lì, il pensiero rivelatore: ho capito!

E' come giocare a Discworld. Quello era il più difficile di tutti. Alcuni di noi barattarono dischi in vinile e gonne vintage alla Madonna con le soluzioni del gioco..Uomini di falso coraggio. Io chiusi il gioco da sola. L' adventure più difficile e quindi il mio preferito. Ecco, dunque..che mi lamento se 'mo sta vita è complicata? Non mi piaceva forse il più difficile di tutti i giochi? E che vado cercando le soluzioni già stampate se al tempo mi presi gioco di chi non riusciva a cavarsela da solo?

Ho detto: "Buon Compleanno". E la risposta era qualcosa tipo " Ciao, sono il vicino di casa..che bei gerani!" E faceva male. Ma tutto quello che ha fatto male lo ha fatto soltanto perchè ancora non avevo pensato a questo: è come giocare a Discworld. Quello che conta è arrivare al punto, attraversare le mille avventure essendo fieri di aver risolto una situazione con la curiosità della prossima. Impantanarsi in un quadro capitava spesso. Una volta sono rimasta alla piazza del mercato tra venditori per mesi. Ogni giorno parlavo con gli stessi personaggi, usavo gli stessi oggetti e facevo muovere il maghetto nelle stesse direzioni. E nulla succedeva. Ma poi mi sono  accorta di una cosa piccolissima a cui non avevo mai fatto caso e da lì sono andata  avanti . Era così bello giocare che quando superavo un quadro a volte avevo nostralgia di quello prima e quasi volevo tornarci. Ma il gioco era divertente solo se potevo avanzare. Ecco. Stare ferma non serve. E le risposte non possono far male se intorno vedi gli altri come personaggi del gioco. Le risposte sono indizi. Gli oggetti lo sono..i luoghi.

Devo giocarci di nuovo..devo assoluatmente ricordarmi qual era il meccanismo secondo cui riuscivo a risolvere tutti gli enigmi.Del mio gruppo ero la più brava..czz..non posso arenarmi proprio ora che sto giocando l'adventure più appassionante del secolo... 

 

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categoria : adventure games