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Io sono una che tende a preoccuparsi. E in questo sono democratica, cioè mi preoccupo un po' per ogni cosa. Non ho bisogno di ascoltare le previsioni catastrofiste sul futuro del nostro pianeta per disperarmi, così come non temevo i commenti dei colleghi d'università sulla difficoltà enorme dell'esame che stavo per sostenere. Tanto mi sarei preoccupata comunque.
Per esempio stanotte ho fatto un brutto sogno, una cosa tipo fine del mondo, disgelo dei ghiacciai e impatto fragoroso di un'asteroide grande come la luna sul suolo terrestre. Ero quindi già abbastanza preoccupata di per me prima di accendere la tv e assistere al triste reality show che ogni giorno, oggi nel momento clou, ci offrono dal Parlamento. Mi sa che cade il governo, cosa che a dirla così pare una di quelle filastrocche che ci insegnavano a scuola. E dunque, per l'ennesima volta trova conferma la mia teoria: una situazione stabile, la presenza di qualcosa,la possibilità che qualcosa sia in un certo modo, trova ragione di sè solo nella precarietà. Destino amaro. Proprio per questo, a fronte della crisi d'ansia per la rinnovata scoperta dell'inutilità dell'esistenza, dove nulla è per sempre, m'è venuta una grandissima voglia di Big Babol. Quasi ricercassi la prova che non è vero, che non tutto a un certo punto smette di esistere. E lì è arrivata la mazzata. le Big Babol ora esistono solo in tre miseri e inutili gusti, però se vuoi, le trovi anche nel pacchetto cartonato con tanto di xilitolo aggiunto.
Questo il mio "j'accuse" in due punti.
Punto 1. Le Big Babol non pssono essere allo Xilitolo, perchè non può esistere nulla che faccia bene dentro una Big Babol. La Big Babol deve fare male ai denti, alla pancia e alla cellulite.
Punto2. Capisco togliere i gusti tipo limone , che tanto non piaceva a nessuno, ma non mi puoi eliminare per sempre quelle storiche, alla pesca, col pacchetto verde! Se poi hai deciso di togliere quelle all'uva allora è perchè non hai capito che erano quelle che piacevano di più in assoluto.
Consapevole del fatto che nessuno avrebbe mai ascoltato questo mio accorato appello, ho concetrato l'attenzione su altro e afferrato la busta di Pan di Stelle. Mi sono sentita subito meglio, pensando che mai nessuno al mondo penserà che i Pan di Stelle non debbano esistere più, anche se oggi li fanno "con ancora più stelle" e questo cambiamento non m'ha sconfinferato.
Pe reagire sono andata su e-bay e mi sono iscritta ad un'asta per comprare un mangiadischi Penny. Eccolo:
Speriamo che vinco. Costa 40 euro, perchè è una cosa che non si trova più. Forse le cose smettono di esistere perchè così poi le paghi tre volte tanto.
La situazione è precipitata quando ho avuto l'idea brillante di aprire il giornale e leggere un'intervista a David Lynch, in cui lo stesso, afferma una volta per tutte che "Twin Peaks" è morto. Dimenticatelo, fate finta che non sia mai esitito. Non ci metterà mai più le mani. Mai scopriremo il senso dell'uomo col braccio solo, della signora col ciocco...mai. Mi ha tolto persino la speranza. Io Twin Peaks l'avrei fatto durare per sempre. Avrei messo sempre più segreti, poi risposte, poi segreti poi risposte. Pecchè?Pecchèè no? Pecchèèèèè...
Io lo so che l'eternità è un concetto che non ci appartiene, mica sono scema, dico solo che alcune cose non dovrebbero smettere di esistere prima che non sia stata completamente assorbita la loro necessità di essere. Per decisione democratica, certo, ma liberandoci da quelli che si astengono perchè so' furbi, politically correct e non c'hanno manco le palle per dire se una cosa deve durare o no. Però poi si pemettono di gioire se gli altri si sono esposti pure per loro. Io se si votasse per le Big Babol mi sentirei in dovere di far sapere che quelle alla pesca col pacchetto verde erano un'istituzione.
E delle istituzioni bisogna avere rispetto.
E' sufficiente una parola inesatta, all'interno di una frase perchè si costruisca un pensiero che non ha nulla a che vedere con la frase in questione. Pensiero? Non restare chiuso qui, pensierooooooo. Appunto.
Ebbene. E' una fredda notte prenatalizia. Usciamo dall'enoteca a Piazza Pasquino e ci fermiamo, per dovere di civiltà, e anche di curiosità a leggere i cartelli apposti in questi giorni davanti alla statua di Pasquino. Facciamo conto che tu che mi leggi ora pensi che tale statua rappresenti un'eroe manga... Eccotela:

Bruttina eh? Va be', un cesso di statua, diciamocelo. Tuttavia interessante perchè da sempre qui davanti, sotto il busto di Menelao che sorregge Patroclo (lo so che non ci vedi nè Menelao nè Patroclo, ma la guida "Conosci la città di Roma?" dice così) il popolo suole apporre le "pasquinate", dette anche "satire pubbliche". Insomma, da sempre qui sotto ci scrivono cosa non va a genio al popolo.
Un cartello stanotte reca una frase scritta tutta in maiuscolo:
LA VITA NON E' COME DICONO I POOH
<<Ehhhhh????- dice la Sister - E che c'entrano i Pooh?>>
<<Macchè... - dice Luca - S'è cancellata la "I" finale e la "C" sembra una "O", quindi la frase è "La vita non è come dicono i pochi!>>
<<Ahh - dice la sister - Allora sì. Però pure i Pooh...>>
Però... E infatti camminando verso Fontana di Trevi ci pensavo e ripensavo. Ora, a parte i pochi, la vita non è neanche mica come dicono i Pooh. Cioè, ma io quanti anni avevo quando sentivo tutte le domeniche "Notte a sorpresa?" Sei, sette anni. Me lo ricordo bene perchè era la sigla di "Domenica In" nel 1980. Come lo so? Lo so, perchè era subito dopo Discoring. Ed è da Discoring che hanno origine tutti i miei mali, ma questa è un'altra storia. Insomma io c'avevo ben sei anni, e a sei anni sapevo a memoria, tra le tante, le canzoni dei Pooh. E magari sono cresciuta pensando che la vita fosse come dicevano i Pooh.
Come dicevano i Pooh...
Subito lì al momento, presa dalla frenesia di dover ricordare un po' di testi al volo, pur di capire, m'è venuta in mente la storia di lui che se ne va al mattino presto, scappando dal letto dell'amante perchè ha capito che la vita coniugale è la cosa migliore che si possa avere, che sua moglie lo aspetta e che è lei che ama. Ecco fatto. Primo danno ( Anche se io ho sempre fatto il tifo per Patty, che la Valentino non me la contava giusta). La vita non è come dicono i Pooh. Poi ho pensato a tutte le volte in cui avrei dovuto chiudere la bocca invece di far uscire il mio pensiero... Non restare chiuso quiiiiii, pensieeeeeeeeero... no, no... decisamente la vita non va come dicono i Pooh. E poi la valanga di testi mi ha sommerso.
<<Adesso, adesso lui sta sognando di te
e quando si sveglierà, si accorgerà di
volerti rivedere presto, molto presto>> (PIccola Katy)
<<Ma è vero che sta tremando il tuo respiro
ma sì che è proprio vero.
Come mai i tuoi occhi ora stanno piangendo
dimmi che era un sogno e ci stiamo svegliando>> (Dammi solo un minuto)
<<Noi due nel mondo e nell'anima
la veritá siamo noi
basta cosi e guardami
chi sono io tu lo sai.
Noi due nel mondo e nell'anima
e io dovrei comprendere
la verità siamo noi... >> (Noi due nel mondo e nell'anima)
La vita non va come dicono i Pooh. Decisamente. Ma sono stata ferma, e le ho scacciate tutte queste canzonette dal momento che non mi fanno statistica, perchè si sa, di canzoni così, sull'amore che nasce muore e, come è giusto che sia nelle canzoni, ritorna, ne hanno scritte tutti. Poi però... "Chi fermerà la musicaaaaaaaaa.." E qui sta il punto. Chi fermerà la musica? Boh, magari il mio direttore di banca, che mi dice <<Bella la musica, bella la dj, bella la radio aggratiss, bello bello tutto bello..ma chi copre sto conto in rosso???>>
E quindi è tutta colpa di quello coi capelli lunghi rossi, co' la chitarra che urlava più degli altri 'sta frase, mentre io, piccola, implume, dopo essermi bevuta a sorsi Cecchetto e la Pettinelli che presentavano le Tom Tom Club sul palco a quadrotti luminosi di Discoring, mi sentivo dire che la vita era come dicevano quei tizi. Fatta di musica, di pensieri liberi e di notti a sorpresa, in cui respirare tutta l'aria che c'è...
..Qua è là malinconia, poesia e fantasia.
C'è solo un punto in cui teoria vacilla. La terza cosa che mi cibavo erano le Sorelle Bandiera che cantavano "Fatti più in là"... Certo, da loro avrei dovuto capire moooolte più cose. Ma quando sei anni ce li avevo io i bambini ancora non usavano sapere tutto sulle leggi entropiche dell'universo. Quando ce li avevo io.