Attendo con fiducia la danza delle sinapsi del mondo.

Le idee sono sospese nell'aria e attendono anch'esse. Galleggiano invisibili e non si lasciano sfiorare. Protette dall'indifferenza collettiva non temono più di essere abbattute dall'odio, perchè dove dimora sovrana l'ignoranza non c'è possibilità di confronto alcuno. L'arte è al sicuro, protetta da una superficie oleosa e impenetrabile che chiamano "mercato" in cui fanno vetrina emozioni programmate, vendute singole o a pacchetto, ciascuna con un nome e una codifica. Con le mani sugli occhi un angelo resiste immobili alla perdita progressiva di ogni forma d'amore. Le cose, le case, l'urgenza del superfluo, il sudicio, la droga dell'anima perchè sopisca, la mistificazione, la corruzione, il suicidio del corpo annichilito da sostanze sintetiche, l'accettazione passiva dei mezzi di controllo imposti e spacciati come mezzi di comunicazione. Perduti, affranti e depredati del divino, perpetuiamo la visione del giorno in cui l'epilessia dell'universo libererà l'energia da troppo tempo repressa. Allora sarà danza e suono. Vibrazione pura e bellezza di forme e parole. L'arte non più invidiosa della verità. Batter d'ali di farfalle e conoscenza. Fino ad allora ritaglio per me momenti di solitudine e meditazione, in cui meravigliarmi della forma musicale delle parole, tentando sempre meno spesso la condivisione per paura di una risposta che mi inviti alla semplificazione commercializzabile.
Per molto tempo ho cercato spiragli di luce. Nei giorni buoni, quelli in cui non ho acceso la tv nè il computer e sono stata con la mia famiglia, ho sentito meno forte la pressione malsana di questa Babele. Erano quei giorni a tenermi lontana da questo luogo di intima confidenza, nel timore di banalizzare una cosa che era diventata importante per me. E così non ho più scritto. Ma qualche giorno fa ho ascoltato la voce di Antony, dopo molto tempo che non mettevo su quel disco e ho sentito nella vibrazione della sua voce il perenne vibrare del mondo. Questo mi ha rassicurato e mi ha spinto finalmente a respirare.
E le parole intorno a me hanno ricominciato a danzare.
Ringraziare desidero il divino,
per questa musica,
misteriosa forma del tempo.
J. Luis Borges