C'è chi ama gli inizi e chi i finali.

Io amo gli inizi. Inizio un romanzo ogni quarto d'ora. Salgo le scale che vanno dal supermercato a casa e non ho neanche un po' d'affanno. Evvai. L'allenamento ha funzionato e adesso posso iscrivermi in palestra. Indugio con lo sguardo sul ramo abbassato dal temporale dei giorni scorsi. Le foglie gialle e bagnate mi ricordano di quando abitavo in quella casa nel bosco. Una delle tante case. Potrebbe essere un buon finale e invece, con questre tre cose, ci inizio un racconto. Con le foglie gialle, le scale, il supermercato aperto di domenica e il ricordo vago di una casa nel bosco, misto alle immagini di altre case. Inizio perfetto. Tutto può accadere ma c'è ancora qualcosa che non è passato. Vuoi mettere l'euforia di un nuovo inizio con la nostalgia della carrellata di immagini tipica di una conclusione? Non conosco finali non banali. Hai lavorato tanto, portato avanti il progetto, pianto e sudato e quando poi finisci dovresti sentirti almeno un po' soddisfatto. Be' a me quella soddisfazione dura giusto il tempo tra il brindisi e il biacchiere vuoto poggiato sul tavolo. Cin Cin! Bravo' (con accento finto francese)! E' fatta. Finito.
E adesso?
C'è spazio per i saluti? Vorrei farlo bene, come si deve. Salutare, intendo. Come se fosse un progetto nuovo di zecca. Partire dalla fine, dai titoli di coda. Dall'inizio del romanzo di questi cinque minuti: sulle scale bagnate, accanto ad un ramo buttato giù dal temporale, con le buste della spesa, di domenica, pensando al pomeriggio in cui iniziai quell'altro romanzo lì. Quello che si chiamava Caffè nero in tazza grande e del quale non immagino altro che nuovi inizi. Così questa non è la sua conclusione, ma il punto di partenza per chi vorrà leggere e scoprire cosa successe prima di questa scena sulle scale bagnate, tornando di domanica da un supermercato aperto. Pensando a tante case. Non è un refuso: ca-se. Mai cose furono, ma case... e tante canzoni. La casa migliore è stata quasto blog.
Cin Cin! Bravo' (con accento finto francese)! E' fatta. Finito.
Cercatemi altrove, chè qui ci sono già stata.
Cari saluti e... iniziate da qui.
p.s
L'ultimo post vuole la risposta alla domanda. Dov'è il segreto del film? Quello che ti appare chiaro solo dopo averci pensato a lungo? Eccolo: Hubble la ama di più. Katy fa credere a tutti quelli che guardano il film dall'inizio alla fine che sia lei l'innamorata, quella che ha i valori sani, quella che non tradirà mai, che sarà devota al suo uomo e al suo credo allo stesso modo. E' un inganno. Il giovane ragazzo ariano la ama tanto quanto lei non saprà mai, perchè sarà troppo impegnata a guardare se stessa e a bearsi di quanto la sceneggiatura da lei scritta e interpretata sia perfetta e bellissima. C'è solo una frase in cui è davvero onesta. E sarà la mia ultima quassù. Dopo di questa... ciao.
«Però, è stato bello. Sì, è stato bello.»