27 novembre 2008
Cappottino avvitato, dolcevita nero, chignon e scarpe a punta.
Curo per benino l'ombra di una donna fragile ma non più indifesa.

Non mi dispiace l'immagine restituita dallo specchio del cuore: ci sto bene con quest'espressione seria. Mi tira gli occhi, persino. Poi scendo le scale, non più due a due, ma sempre guardandomi intorno per colpa della consueta improvvisa perdita di orientamento (del tipo: "Chi sono, dove sto e soprattutto: ma dove cazzo vado vestita così a qest'ora del mattino?") fino a che dalla libreria accanto all'uscita non mi chiama una copertina blu. L'afferro e apro a caso tra le pagine scritte con la grafia cruda e prepotente dell'inconscio. Di quella vita, scritta male su un diario, non ho ricordi. Ho ricordi di quando ero bambina, della scuola, degli anni del "muretto. Di quella vita, invece, ho i segni addosso. E' come se continuasse ad andare avanti senza farsi vivere, come se mi spiasse di lato, facendomi bu-hu! e ridendo della mia reazione di spavento. Io la guardo e sorrido, perchè le voglio un gran bene. Non la rimpiango mai perchè non si può rimpiangere qualcosa che ancora c'è addosso e dentro. Chissà se dopo che sei cresciuto a un certo punto ti fermi e non cresci più. Nel cuore dico. Forse, dopo una certa età, conquisti solo un paio di battiti al minuti se t'alleni ogni giorno. Le opinioni sono le stesse di quando, alle sette del mattino, ubriaca e fumata, ancora ridendo , salivo stanca le scale di quella soffitta. Gettavo i dischi a terra e scrivevo la prima cosa che mi facesse piangere, così il dolore sarebbe andato via.
27 novembre 2005
La magia è nella conoscenza senza prove. Sapere è un assioma. La matematica una truffa necessaria e responsabile. Ma se respiro a occhi chiusi leggo nel cuore una risposta che altrove non c'è. Prova.
Esperimento.
Ora.
Respiro.
Ecco.
Un inchino agli altri gatti randagi che hanno trovato casa. Ciao.

(ps. Le Winston Blu non le fumo più. Non fumo più proprio, chè dicono che fa male alla salute.)