Un caffè con bellatrix74 alle ore 08:36
giovedì, novembre 27

27 novembre 2008
Cappottino avvitato, dolcevita nero, chignon e scarpe a punta.
Curo per benino l'ombra di una donna fragile ma non più indifesa.


Non mi dispiace l'immagine restituita dallo specchio del cuore: ci sto bene con quest'espressione seria. Mi tira gli occhi, persino. Poi scendo le scale, non più due a due, ma sempre guardandomi intorno per colpa della  consueta improvvisa perdita di orientamento (del tipo: "Chi sono, dove sto e soprattutto: ma dove cazzo vado vestita così a qest'ora del mattino?") fino a che dalla libreria accanto all'uscita non mi chiama una copertina blu. L'afferro e apro a caso tra le pagine scritte con la grafia cruda e prepotente dell'inconscio. Di quella vita, scritta male su un diario, non ho ricordi. Ho ricordi di quando ero bambina, della scuola, degli anni del "muretto. Di quella vita, invece,  ho i segni addosso. E' come se continuasse ad andare avanti senza farsi vivere, come se mi spiasse di lato, facendomi bu-hu! e ridendo della mia reazione di spavento. Io la guardo e sorrido, perchè le voglio un gran bene. Non la rimpiango mai perchè non si può rimpiangere qualcosa che ancora c'è addosso e dentro. Chissà se dopo che sei cresciuto a un certo punto ti fermi e non cresci più. Nel cuore dico. Forse, dopo una certa età,  conquisti solo un paio di battiti al minuti se t'alleni ogni giorno. Le opinioni sono le stesse di  quando, alle sette del mattino, ubriaca e fumata, ancora ridendo , salivo stanca le scale di quella soffitta. Gettavo i dischi a terra e scrivevo la prima cosa che mi facesse piangere, così il dolore sarebbe andato via.

27  novembre 2005
La magia è nella conoscenza senza prove. Sapere è un assioma. La matematica una truffa necessaria e responsabile. Ma se respiro a occhi chiusi leggo nel cuore una risposta che altrove non c'è. Prova.
Esperimento.
Ora.
Respiro.
Ecco.

Un inchino agli altri gatti randagi che hanno trovato casa. Ciao.



(ps. Le Winston Blu non le fumo più. Non fumo più proprio, chè dicono che fa male alla salute.)
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 12:43
domenica, novembre 23

Pe pe re peeee... Evviva Evviva! Buon Natale a tutti!



Ma non siete emozionati? Che magia! Che entusiasmo!
Di solito il cospicuo dispendio energetico e pecuniario ci attanaglia da un mesetto prima dell'arrivo del bambinello. Quest'anno però abbiamo iniziato a comprare i panettoni a fine estate, dunque secondo i miei calcoli oggi è Natale. Che gioia, che gaudio! Sono finiti i tempi cupi, adesso Natale arriva prima e più spesso. Gli appaltoni per i festeggiamenti nelle varie città sono stati assegnati con largo anticipo rispetto al vetusto calendario gregoriano, in previsione dell'Apocalisse fissata per il 21 dicembre 2012. Prima di quella data ne sarebbero infatti rimasti solo quattro, troppo pochi per la redenzione collettiva e per il superamento della crisi. Per questo il governo, tenendo fede alle sue promesse d'elargizione, con un maxi decreto legge, ha istituito due Natali l'anno. Il primo, iniziato a fine settembre, finirà ai primi di febbraio. Il secondo inizierà a fine Marzo e durerà fino ai primi di giugno. La Pasqua sarà spostata a Luglio e ferragosto durerà due settimane. In questo modo, oltre alla gioia e al gaudio, si è risolto una volta per tutte il problema del fantomatico milione di posti di lavoro. Sorridi! Sii lieto, acquista e scegli con cura lucine e vottovaglie, e dopo vai a lavorare. C'è un intero esercito di commessi stagionali, magazzinieri stagionali, camerieri stagionali, montatori di alberi-natalizi-di-gomma stagionali, un esercito di persone che potrà finalmente dirsi lavoratore precario e non più stagionale! Immagino che all'inizio ci sia stata un po' di confusione...
«Ehi tu ragazzo, no... non così! Le palle di Natale vanno al posto delle basi per gli ombrelloni. No..che fai? I dischi con i canti degli zampognari suonali subito...togli la compilation rossa Festivalbar, che non è più in tema! Ma il garzone del fornaio li ha portati i Panettoni? Come sarebbe a dire che è troppo impegnato a infornare le Colombe? Ah già..sennò poi è in ritardo per la Pasqua... Ma Babbo Natale è riuscito poi ad assumere altri sei settecento elfi? Eh no eh..perchè sennò noi non ce la facciamo mica a smaltire questi sedici carichi di I-phone...(Che poi la gente che ce dovrà fa' co' l'I-Phone se  non c'ha i soldi pe' compra' le zucchine..mah!)»
Insomma, c'è fermento, c'è lavoro, c'è voglia di spendere e di mangiare. Ci sono le renne e i pupazzi di neve finti. In tv si guardano vecchi cartoni animati per ritornre bambini. Il focolare scoppietta e la brace è pronta per le castagne. il vino è novello e i canditi dolci e morbidi. Non percepite anche voi questa calda atmosfera di felicità? Non siete anche voi felici e buoni, buoni e felici?

Sono stanca.


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Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:10
domenica, novembre 16

Non sparate sul pianista! Ma se proprio dovete...



...prendelo bene e liberatelo dall'incombenza di dover continuare a cantare mentre la nave affonda. Poveretto. Ma lo sa tutta questa gente che parla male di lui, quanto è difficile riprendersi dopo anni passati a bordo di una nave? Lo dico per esperienza diretta, perchè a distanza di una settimana da quella terribile crociera, affrontando mare forza sette, ancora oggi sono un po' intontita. In quei  giorni di prigionia tra la noia e il mal di mare, distrutta lo guardavo canticchiare pigiando sui tasti mentre il suo bicchiere con due dita di Bourbon ondeggiava da un lato all'altro del pianoforte: da destra a sinistra, da sinistra a destra, seguendo l'onda. MI chiedevo come potesse continuare con quella vita, tra la frustrazione di essere snobbato dai passeggeri annoiati e stanchi e il rischio di restare per sempre offeso nelle funzioni psicofisiche. Chi fa il pianobar su una nave per anni è un eroe, io non ci tornerei neanche per cinque minuti lassù. Non a tutti certo, ma magari a qualcuno capita di non riprendersi più e di continuare a sentire l'eco del mare nella testa per tutta la vita. E se un giorno per i favori del  destino (o meglio delle banche) avrà la possibilità di ricoprire cariche prestigiose e rappresentative, rischierà di essere deriso dal mondo solo perchè, con negli occhi ancora l'oblo' appannato, non avrà ben chiara la differenza tra uno show serale di basso livello e le pubbliche relazioni internazionali. Così, tacco punta-punta tacco, siori e siore,  un bell'applauso e tante risate. Fra lo sbigottimento generale lui sorriderà e ignorerà i commenti maligni di chi accenna ad un evidente perdita di senno.
O forse...
...magari non è così.
Forse sarà solo stato molto molto bravo ad intrattenere i passeggeri mentre ne combinava una più grossa. Chissà...
Comunque,  se c'è qualcuno che vuole abbandonare la nave alzi la mano che sto  organizzando l'espatriata collettiva. All together now! E un-due-tre-quattr: «Solo un pianista di piano bar e canterà finchè vorrai sentirlo e non ti deluderà...»
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:30
mercoledì, novembre 05

Pare sia giunto dunque il tempo dei cambiamenti.



Peccato aver perso l'attimo. Ci deve pur essere stato quel momento preciso in cui tutto cambiava. C'è sempre in fondo, solo che lo si ricorda soltanto dopo qualche tempo, ripensando all'odore del primo tramonto dopo il passaggio dall'ora legale a quella solare. Io sto ancora dormendo ma sono già fuori da tutti  quegli strani sogni di una notte durata diverse settimane. C'era da qualche parte qualcuno che m'inseguiva e io correvo saltando un ostacolo dopo l'altro e schivando meteoriti con abili scatti testa-spalla. Insieme a me si muovevano anche le strade e i palazzi, mentre sui vetri specchiati di una metropoli inventata si riversavano, tutte insieme, le immagini dei mondi passati. La spiaggia, gli amici, le notti, speranze, lacrime, risate, occhi di sconosciuti, le case e i passaggi, bellezza e vanità. Ora sono ferma e sto per tornare. Aprirò gli occhi e mi diranno «Buh! Indovina chi è? Sono il futuro e sono diverso da ieri. Non mi hai visto arrivare ma qui tutto è diverso». Io farò come faccio sempre: mi preparerò un caffè e aprirò le finestre. «Ma guarda - dirò - davvero le cose sembrano diverse». E poi riderò a crepapelle, come rido tutte le volte che dico a me stessa qualcosa di buffo. Ricapitolando infatti scriverò la sequenza degli eventi e mi accorgerò che come in un gioco nulla è cambiato. Lui, Mr President, è tutto nuovo. Incartato come un pacco il giorno di Natale, sorride sotto il fiocco tra gli applausi e i gridolini,  ma è abbastanza intelligente da capire che  il mondo è troppo stanco per farsi forza solo con uno slogan. Per questo non c'è cambiamento che vinca il confronto con un responsabile proseguimento d'intenti. Che siano i nuovi intenti a portarci avanti sulla solita strada, la nostra,  non il guizzo di novità a farci forti. Così per il mondo come per me. Non c'era cambiamento nel mio passo, al fianco di mio padre, verso il mio novello sposo, ma intento di proseguire nel modo migliore su quella stessa strada che è come tutte le strade: qualche volta è una buona strada, qualche volta una strada cattiva. Un matrimonio, uno qualunque, anche tra un uomo e il paese che rappresenta, è quel che è stato, stretto all'idea di quel che potrebbe essere se la volontà sarà forte, la strada sarà buona e il cielo clemente. E quando anche non lo fosse, sarà comunque tempo. E non un tempo nuovo ma un nuovo tempo, come lo è quello di ogni giorno che arriva. Non mi sono ancora abituata alla fede lucida intrecciata alla mia mano. Questo solo è davvero nuovo. Ma...ancora un attimo. Prima di tornare, mi godo ancora  la bellezza di quel momento, circondata d'amore,  sulle note dei Beatles, che avevo scelto per andare sposa. Across the Universe. Tutto intorno all'universo, ci sono un infinità di momenti in cui niente cambia davvero, ma tutto, prima di proseguire, si ferma un poco per contemplarsi nel sorriso.
Ah, dimenticavo: nel tornare, finalmente potrò ricominciare ad occuparmi di questo blog. Evviva.
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