Un caffè con bellatrix74 alle ore 14:15
venerdì, settembre 26

TEA TIME IN ROME

teatime

IO: «Insomma, ti dicevo, ho fatto questo  sogno terrificante in cui Roma era sotto assedio militare, non ricordo bene perchè e per come. Però c'erano questi caccia che sfrecciavano bassi e la polizia ovunque... latte o zucchero? »
LEI: «Zucchero grazie. Un po' come stamattina, quindi. Ma che sta succedendo? Roma è forse circondata? Ci sono sirene blu ovunque...»
IO: « E che ne so? la cosa bella di lavorare in centro è che puoi scendere a bere il tè tra i vicoli facendo finta che vada tutto bene.»
LEI: «Piuttosto, parliamo di cose serie. Che hai deciso per i capelli: sciolti o raccolti?
IO: «No, no, sciolti. Sei anni fa ho deciso di non tagliarli più giurando a me stessa che non mi sarei sposata prima che fossero diventati lunghi così. E' per questo che mi sposo: sono abbastanza lunghi adesso. »
LEI: «C'è Justin Timberlake»
IO: «Al mio matrimonio?»
LEI: «No, dietro di te»
IO: «Oddio mio è lui! Ma è matto che va a passeggio a Via delle Carrozze come fosse la sora Marisa?»
LEI: «Non sembra la sora Marisa. E non lo sembra neanche la tizia accanto a lui. Pare più Jessica Biel»
IO: «Ho un'idea! dammi il telefono»

justine a via del corso
IO:  «Ecco fatto. E ora posso provare a venderla a Cioè. Ma esiste ancora Cioè?»
LEI: «Mi sa di no. »
IO: «E allora proverò a ricattarlo. Che dici può funzionare?»
LEI: «Se la tipa accanto a lui è Jessica Biel purtroppo no, perchè lo sanno già tutti.»
IO: «Magari però è la sora Marisa. Guarda un po'...»
LEI: «No, no. Questa è Jessica Biel»
IO: «Che sfiga. Ma dico io! Sei Justin Timberlake, vieni a Roma e ti porti la fidanzata. Potevi pure farti ricattare, no? uffa..Pazienza. Ma secondo te tutta sta polizia è per lui?»
LEI: «Credo proprio di no»
IO: «E allora speriamo che non ci abbiano sentito. Per la storia del ricatto,dico,  sennò ci levano la patente.»
LEI: «E che c'entra la patente?»
IO: «E che ne so io? Pare che non si possa fare più niente che subito ti levano la patente. Senti, ma secondo te è famoso tanto tanto 'sto Justin?»
LEI: «Be' mi sa di sì. Ha fatto pure un disco con Madonna, quindi...»
IO: «Ma non è lui che ha avuto una storia con Michael Jackson?»
LEI: «Impossibile. Non è abbastanza giovane»
IO: «Gia, comunque... dicevamo... i capelli... Ah, sì. Sciolti. Sciolti.»

 

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 16:22
mercoledì, settembre 17

Pant... Pant.. uff... Sempre di corsa...

Tanto ormai ci sono abituata. Peggio per me che non mi godo mai il paesaggio. Peggio per me che ho davanti sempre l'obiettivo e mai il percorso. Peggio per me che non riesco più  a trovarmi le dita dei piedi perchè sempre infilati nelle scarpe. Ogni tanto mi fermo e gioco al Sudoku. Ieri, in metro, un signore si è permesso di darmi un aiutino.
Ha detto così: «L'accetta un aiutino?.»
Io, che un tempo,  avrei risposto «Perchè no, grazie!»,  affossata nello spirito leggiadro dalle ansie di parenti e amici, ho iniziato a temere di aver incontrato un serial killer. Magari uno di quelli che selezionano le vittime in base ad un complicato sistema logico. Che ne so, per le iniziali del nome non ripetute in uno schema alfanumerico da 1 a 9. Mi sono vista cadavere, nuda, con un taglio sulla gola, esangue e sdraiata su un pavimento a scacchi a rappresentare la lettera B e dunque il 2. Per fortuna,  l'ansia degli altri dura poco su chi ama comunicare e così ho scoperto che il presunto serial killer, voleva solo dirmi dove andava messo il cinque.
 «Mi scusi sa, ma sono un appassionato di Sudoku. Non riesco a resistere.»
Prima di tornare  a prendere in considerazione l'ipotesi del serial killer ho pensato di concedere possibilità di redenzione al millennio dell'incomunicabilità e ho sorriso.
«Si figuri, la capisco. A volte resto incastrata per ore nel decidere tra due alternative e scelgo di rischiare anche se non sono certa di quel che scrivo. »
«Be', signorina, è un metodo diffuso, ma poco efficace. Il Sudoku è come la vita: la soluzione c'è sempre anche se l'occhio non la vede. Ed è sempre accompagnata da certezza, mai da probabilità. Bisogna darsi tempo e fare congetture. Tanto quando sarà il momento apparirà sotto gli occhi come per magia. E' la mia fermata. Buona giornata e buona fortuna per il suo Sudoku.»

Tengo tra le mani un Sudoku  complesso. Confuso e pieno di cancellature, perchè troppe volte ho sbagliato. C'è un pezzetto di pagina tenuto insieme al resto col nastro adesivo. I numeri stampati sono stati distribuiti dal caso, come in ogni Sudoku, ma sembrano stati scelti in modo da somigliarmi: c'è un otto, rotondo e sorridente, qualche sei, che è un numero facile per pasare agli stadi successivi, un solo quattro, che detesto perchè noiso e ripetitivo. Ci sono un cinque e un nove messi al centro, che attestano che il Sudoku è il mio, ma non ho ancora capito bene cosa mi vogliono dire. Per il resto faccio una gran fatica con il due. E sono alla spasmodica di ricerca di quell'uno che non riesco ad incastrare bene. La situazione è di stallo da settimane e il rompicapo pare davvero irrisolvibile. Mi ripeto che se avessi più tempo avrei più possibilità di risolverlo, ma credo che non funzioni così. Forse davvero... all'improvviso... come per magia, puff! compare. 

Abracadabra. 

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 18:41
mercoledì, settembre 10

Cento! Cento! Cento!



«Caspita Signorina! Sono centomila!»
«Dio, che emozione! E adesso?»
«Che fa? ...Concilia?»
«Senta, abbia pazienza, io centomila proprio non ce li ho. Non posso proprio pagare»
«Se preferisce può convertirli in punti Vodafone...»
«"Cioè" me li danno col raddoppio delle ricariche?»
«No, "cioè" deve telefonare a tutti e 100.000 i suoi visitatori per ringraziarli di aver letto il suo blog.»
«Guardi, io sono passata a Wind la settimana scorsa ed è come non averlo più il telefono, vista la copertura rete.»
«E allora andrà a piedi, casa per casa a rendere omaggio ad ognuno di loro.»
«Senta, io avrei un'idea. Potrei scrivere un libro, dedicato alle mamme e alle zie e spedirlo per posta a tutti e centomila. Che ne pensa?»
«Si può fare. Ma  è un libro con una qualche utlità sociale oppure è  becero  intrattenimento?»
«No, non si preoccupi, è becero intrattenimento. Non voglio mica perdere  voti! E' una storia vera... Inizia così....



Marzo 2006

« Pronto? Ciao Bibby, che fai?»
«Sto in giardino al freddo e aspetto una stella cadente.»
« Ma le stelle non cadono ad Agosto?»
«Appunto. Se ne casca una a Marzo di sicuro vale più punti. Anzi io spero che ne cada una bella grossa, come quella in alto a destra. Dovrebbe essere Bellatrix. Ecco, se cade Bellatrix a Marzo e io la vedo, ci esprimo sopra il desiderio che mi risolve tutti i problemi. E tu che fai, Sister?»
«Apro un blog.»
«Interessante. A che serve?»
« A un sacco di cose. Porta a spasso il cane, aumenta la creatività, risolve i problemi di ritenzione idrica e fa pure il caffè. Ma  soprattutto gratifica l’ego e diminuisce il senso di frustrazione per l’impossibilità ad accedere a un qualunque altro mezzo di comunicazione senza fare un provino da soubrette.»
« Tutto qua?»
«No, se ne apri uno anche tu possiamo mandarci messaggi in tempo reale senza arricchire le compagnie telefoniche. Ah, dimenticavo, ci puoi scrivere sopra quello che vuoi.»
« Bene. M’hai convinto. Che devo fare?»
« Prima di tutto scegli un nome. Cose, città, animali, fiori… qualcosa che ti rappresenti.»
« Mmhh… Che rappresenti me? Be’, sceglierò  qualcosa che sia in equilibrio precario, qualcosa che potrebbe cadere da un momento all’altro.»
«Tipo?»
«Bellatrix!»




100.000 visite dopo: grazie a tutti.



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Un caffè con bellatrix74 alle ore 20:31
domenica, settembre 07

Nessuno cambia mai.



Per meglio argomentare l'opinione, già espressa nel precedente post,  riguardo le possibilità che  una persona cambi davvero, andrò a scomodare un caro vecchio amico.
Signori e Signore, vi presento (di nuovo)...
Tah-Dah!... Gigetto!

Sì, lo so, non è certo migliorato nel tempo. D'altra parte però Gigetto è un rospo, e questo è un fatto. Essere rospo fa parte della sua essenza, e sarete certo d'accordo con me nel dire che questa cosa non può cambiare. Detto ciò invece passiamo a ciò che, secondo alcuni, può nel tempo cambiare.

Gigetto fino a ieri sognava di fare la rockstar, non concepiva la fedeltà coniugale e pensava che una sbronza con gli amici potesse rappresentare la migliore serata al mondo. In poche parole Giggetto lasciava trasparire un certo tipo di "atteggiamento" nei confronti della vita, del suo futuro e della sua stabilità coniugale. Quello che Gigetto fa è  risultato di ciò che Gigetto vuole, di ciò che Gigetto può,  di cosa ha imparato nei primi anni di vita,   di una certa  componente casuale (per esempio non è nato in Nepal ) e di ciò che Gigetto è , cioè la sua personalità  ( le attitudini, l'aspetto fisico,  il carattere, etc...  ).  Facciamo conto che, vuoi per sfiga vuoi perchè il tempo è tiranno, qualcuno di questi fattori cambi, sfuggendo completamente al suo controllo. Gigetto invecchia, i suoi amici invecchiano, il fegato non gli regge più sei rum a sera, l'inflazione lo costringe a cercare entrate sicure e  per fare la rockstar non ha i capelli abbastanza lunghi. A questo punto, dopo un primo tentativo di suicidio, inizierebbe a cercare soluzioni e il suo comportamento potrebbe cambiare. Per l'istinto di conservazione  potrebbe iniziare a "volere" cose che prima  detestava  perchè al momento più convenienti,dicendo a sè stesso che erano quelle che aveva sempre voluto.   Per esempio inizierebbe a guardare Gigetta con occhi diversi. Ah, già, Gigetta è lei...



Carina eh? Be’, per quanto sia carina non è mai stata al centro del mondo di Gigetto, non perchè non l’amasse ma perchè Giggetto, da sempre ama molto più sè stesso (e le sue ambizioni)  che gli altri. Non è una cosa spregevole, è solo un modo di vedere la vita. E questa forse è la sua principale caratteristica di personalità. Gli altri lo hanno sempre additato per questo, e ora è stanco di dover sempre andare controccorrente, così si sposa, mette su famiglia e ...tutti vissero felici e contenti, prima di tutti lui che si dice finalmente felice.
Facciamo due calcoli: è cambiato l'ambiente, sono cambiate le possibilità, gli amici, è cambiato il comportamento e ciò che dice di sè. Gigetto si è finalmente evoluto, è cresciuto, ha imparato le cose importanti della vita, è più cauto, conosce il valore di una famiglia e se ne va pure in giro a fare prediche su quanto sia stupido lasciare tutto per cercare fortuna, che ne so, a Londra. E ora altri facciamo altri due conti: lui cambia comportamento perchè le cose intorno a lui cambiano, ma se
avesse anche solo per un secondo la percezione che  la situazione potesse tornare favorevole al suo modo  di essere da sempre, cosa succederebbe?  Bada bene: anche solo la tentazione rivela la menzogna. Se uno cambia davvero non è neanche tentato. Vuoi farmi credere che avrebbe un involuzione immediata e  temporanea dopo tutto il culo che s'è fatto per diventare un rospo nuovo?  Bell'affare. Una vita di  tentativi per omologarsi e basta un niente per tornare quello di prima. O forse  che la sua personalità, quel quid, quella cosa che è indipendente dal contesto, dalle possibilità, il  desiderio di assecondare la propria natura, non è cambiato mai davvero?  Io non credo a chi si  dice rospo nuovo. Preferisco sempre il rospo autentico e credo che ognuno debba assumersi le responsabilità di ciò che davvero è.
Ma anche questo è solo un altro modo di vedere la vita.
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categoria : teorie, fun fun fun