Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:38
sabato, agosto 30

Hey! Aspetta un attimo, aspetta un attimo!

Surprised
Ma quello ci stava... provando! Con me! Ti rendi conto? No, perchè io me ne sono resa conto solo adesso che sta fuori , immobile davanti alle porte della metro ancora aperte, e mi guarda col sorriso malizioso di chi aspetta di essere raggiunto . Ma siamo matti? Non sarà mica colpa mia? Non avrà mica creduto che... Io lo stavo fissando solo perchè mi sembrava somigliasse a Gianmarco, che non vedo da un po'. Quasi andavo a salutarlo. Certo, lo confesso, da quasi undici fermate  continuo a chiedermi che fine avessero fatto tutti quelli come lui quando ero single. Ero giunta alla conclusione che ci fosse stato un qualche sconvolgimento naturale di cui non ero stata informata, in seguito al quale si fossero trasformati tutti  o in gay o in cessi. I pochi esclusi da questa classificazione mi avevano già detto no, o me l'avrebbero detto di sicuro. E invece...! Un superstite signore mie, un superstite. E che pezzo di superstite! Presa dal gaudio per la buona notizia sulla ripresa dello stato di salute dell'universo devo essermi soffermata un po' troppo su di lui. Non lo faccio mica apposta, mi capita sempre in metro. Dopo un rapido casting tra i presenti  scelgo i protagonisti di un film da guardare nella mia testa. La trama di questo qui prevedeva che due rapinatori, entrati di corsa nella metro col capo coperto,  prendessero tutti in ostaggio facendo fermare il treno sotto la galleria tra Re di Roma e San Giovanni in cambio di un riscatto da due milioni di euro, un elicottero per fuggire e l’indulto a Berlusconi in caso di caduta del governo.  Lui, il belloccio, avrebbe salvato tutti convincendo i due rapinatori che lì  non avrebbero potuto chiedere nessun riscatto telefonico perchè sotto la metro il telefono non prende e che sarebbero dovuti entrare in azione a Lepanto, quando la metro passa sopra il Tevere. Appena il treno fosse ripartito avrebbe poi tirato il freno di colpo facendo cadere i due che non si stavano reggendo da nessuna parte perchè avevano le mani occupate con le pistole. Io avrei preso le pistole e insieme avremmo riportato il treno a Battistini dove ci avrebbe atteso la Polizia e una tazza di caffè fumante sulla quale parlare di come salvare il mondo dalle grinfie dei malintenzionati. E adesso è lì, che mi aspetta ammiccando con quel sorriso scemo. Io lo guardo fisso negli occhi. Le porte si chiudono. La metro riparte. Per un istante ho pensato che la chiusura delle porte fosse stata la mia salvezza, ma poi ho capito che la salvezza di quelli come me ( e dei fidanzati di quelli come me) sta proprio nel non voler niente di più che essere liberi di fantasticare sul “Come sarebbe andata se”. Scrivo questo post adesso, di corsa tra Vittorio Emanuele e Spagna, per cogliere al volo l’istante di euforia che mi prende ogni volta che accade qualcosa su cui ricamare. Lo scrivo  per riportarlo nel blog a mo’ di dichiarazione d’indipendenza: non c’è nulla che non sia me, su queste pagine virtuali, nulla di celato o taciuto. E’ il mio posto, non di chi legge. C’è la mia natura e quella non cambierà.  Non credo ai finti maritini o alle brave mammine che un tempo erano diversi ma poi sono “cresciuti e diventati maturi”. Nessuno cambia mai, ma qualcuno è molto molto bravo a fartelo credere, anzi a farlo credere a sè stesso. Io no.
 Ecco tutto.
 E ora vado a ritirare le partecipazioni di nozze.
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categoria : progetti, promesse, hollywood in my mind, le api e li fiori


Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:02
mercoledì, agosto 27

Ciao. Sono io, sono il tuo O(r)MONE CATTIVO!



Attendevo con pazienza nei giorni tranquilli. Ero calmo e non mi infastidiva vederti sorridere nella tua gonnina leggera. Sapevo che appena la vita avrebbe iniziato a chiederti sempre di più e di più e di più tu non avresti potuto dire di no. Che gioia che siete voi fanciulline sempre così accondiscendenti verso tutti, perchè v'hanno insegnato così! Questo non si fa, quello non si dice, questo non lo poi rifiutare. E io cresco, cresco, cresco. La maschera del tuo finto sorriso che cela rabbia nelle viscere mi fa diventare forte. Avresti dovuto dormire. Avresti dovuto pensare a te. Avresti dovuto fuggire. E ora eccomi. Padrone. Sto dappertutto. Nello stomaco, tra i capelli spenti, sotto gli occhi, sui tuoi fianchi, nelle gambe che non entrano più nei jeans. E' già divertente farvi stare male una volta al al mese, facendo credere agli uomini che voi donne siete matte, figuriamoci per un mese intero! Oggi mentre piangevi  col caffè in mano, per la strada credevano tutti che fossi matta. Poverina, chissà cosa le è successo! Eheheh... Sono solo io.
E ti sto mangiando.


CAMPAGNA A FAVORE DEL SANO EGOISMO DI PENSARE SOLO AI CAZZI PROPRI PER RESTARE GIOVANI IN SALUTE E NON CADERE PREDA DELL'ORMONE DELLO STRESS, ANCHE SE NON SI DECIDE DI ESPATRIARE. MERDA.

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categoria : rispetto, invecchiando


Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:05
mercoledì, agosto 20

Ecco due cose che ricordo di quando ero bambina, una piacevole una no.

Prima quella che detestavo: il gioco dell'anello. A scuola, qualche volta, la maestra ci faceva sedere in circolo, sceglieva uno di noi e gli consegnava tra le mani giunte il suo anello d'argento. Quello faceva il giro passando le mani tra le mani di ciascuno di noi  e sceglieva, senza farsene accorgere, a chi lasciare l'anello. Un altro, che non sedeva in cerchio doveva poi indovinare a chi era stato consegnato. Io vivevo quello scambio come un segno dell'ineluttabilità del destino. Mi faceva star male l'idea di non potermi ribellare alla consegna, se l'anello fosse toccato a me. Avrei dovuto restare lì, ferma, in silenzio e far finta di niente con quello che che spiava le nostre espressioni sperando che una smorfia avrebbe tradito il segreto! Terribile. Preferivo palla avvelenata, perchè lì si potevano schivare i colpi, correre via e fare le smorfie a chi ti tentava di tirarti addosso la palla.
Adesso il ricordo bello. Nei pomeriggi d'estate, prima del tramonto, mamma e zia annaffiavano il giardino  e strappavano le erbacce, lasciando sempre l'acqua del tubo un po' aperta, così si formava un fiumiciattolo in discesa al bordo del viale fino al cancello. Era luccicante per il sole e caldo per il contatto con i mattoni in porfido. Mi piaceva togliermi le scarpe e metterci i piedi dentro, attaccandoli uno dietro l'altro, camminando in equilibrio verso la fine le viale. Col sole appoggiato sulle spalle e l'aria che odorava di bagnato come quando piove in estate. Mi sentivo al riparo e in armonia con tutto quello che c'era intorno.
Non so bene perchè ti ho raccontato queste due cose, in questi giorni in cui per noi tutto è mischiato: il dolore del lutto, l'attesa per le nostre nozze, le notizie di nuovi nati, qualcuno che parte e qualcuno che torna. In questa vita le cose diverse possono stare tutte nella stessa storia. E' difficile adesso mettere insieme i pezzi del cuore. Poi, quando sarà ricomposto avrà di nuovo spazio per ogni cosa. Poi.

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categoria : memories, zen , tempesta, skateboard


Un caffè con bellatrix74 alle ore 14:42
domenica, agosto 10

Ho capito, sì, gatto mammone... Non ce sta niente  da fa'.

dal-pincio

E inutile affannasse a cercà 'n 'idea, quanno questi so' giorni che i pensieri pure loro, se ne vanno in vacanza. E si tu , come me, resti qui a Roma, ce lo sai quanta fatica fanno quelli che continuano la vita de sempre mentre intorno tutti se ne partono. Roma a feragosto è 'na regina stanca , che nun vole esse disturbata. Bisogna fa' piano, perchè je piace, mentre dorme,  sentì tutti li  affanni de la gente che cerca un po' d'ombra. Da 'na finestrella ar quarto piano se sente la tv de 'na signora che se guarda 'n film vecchio. Ce sta Celentano che fa' finta de esse Rugantino,  e da pure 'n po' fastidio quel modo de parlà, che nun j'appartiene.  Poi cambia  e se guarda le prove del Gran Premio , ma nun je piace e allora mette 'na televendita, che quelli che passano sotto quasi ce pensano a comprasse er materasso novo. Fai bene tu,  a nun pijate pena pe' sti giorni buttati. Io me sento il tempo addosso, come 'na mano grossa che me dice "Stattene tranquilla qua seduta, 'ndo vai, co' sti pensieri? Sempre a trafficà, a inventà... Fa' come sto gatto: ciondola co' la testa sotto a 'na fontanella e poi mettite a dormi'. E nun sognà, che pe' i sogni ce vo' impegno, e oggi nun è cosa".
Ma io nun ce riesco: penso a ieri e a domani.
Me so' comprata 'n velo e me lo metto tra du' mesi. Volevo fà la gatta pe' la vita e guardà ' da fori 'r monno che girava co'  le storie sue. Le volevo  scrive tutte, e stacce drentro solo de' passaggio, come è libero chi sempre, se vòle, se ne va. Oggi qua, domani là. Sempre de corsa tra 'n posto e 'nantro, pe' poi fermamme sotto le gambe de chi me cantasse 'na canzone. E invece 'sta gatta s'è fatta 'ncastrà. Sognavo 'r principe, ma solo pe' sognà. E mo' sotto sto' sole d'agosto me pija 'n po' de nostalgia pe' quel sogno diventato realtà, perchè 'sta vita  bella, pe' quarche maledizione de l'artisti, è sempre più bella quanno è quella de ieri o quella de mai.  L'amore mio ce lo sa che 'sta malinconia è solo 'na bucia, perchè esse spose fa paura, esse gatta no. E allora me lassa  sola ogni tanto, come oggi, a cantà ' 'sta serenata pe' Roma, che pure quanno è stanca e vo' dormi, tiene n'occhio aperto e ascolta n'antra storia.


La canzone "Dal Pincio" è dei Verso Est. Così come l'immagine pubblicata in questo post. Sulla loro pagina Myspace all'indirizzo http://www.myspace.com/versoest, potete avere informazioni su come scaricare e acquistare questa e altre loro canzoni. Tutte belle.
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categoria : roma, telling stories