Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:27
giovedì, giugno 26

Caro Dio,
non sarebbe stata una cattiva idea buttare lì, tra il lusco e il brusco, una settimana di primavera. Non dico una stagione intera, per carità. Dieci giorni, tie', giusto il tempo di godersi un po' la vita prima della marcia su Roma.
E' imminente ormai, lo sappiamo tutti. Ci chiediamo solo se rispetto al passato, attueranno piccole differenze coreografiche, nel tentativo di spiazzarci. Fino ad ora il programma è stato rispettato: il controllo del potere giudiziario invocando la volontà popolare è un clichè antico, ma che funziona sempre. Siamo un piccolo paese Zi', non se ne accorgerà nessuno; il mondo sarà troppo impegnato ad evitare l'ascesa dell'uomo nero americano. A parte questo, il caldo intendo, qui stiamo tutti bene. Andiamo a letto presto la sera, scortati dall'esercito; mangiamo tanta frutta e verdura cresciuta nei rigogliosi territori  concimati a detriti tossici; lavoriamo tanto perchè gli straordinari vanno di moda e ci compriamo i SUV e l'I-Phone (non le zucchine, quelle costano troppo.)
E tu come stai? Che ti hanno detto gli avvocati a proposito di quella storia sull'appropriazione indebita del titolo di Onnipotente? Intenterai causa oppure sorvolerai per non impelagarti in noiose faccende giudiziarie? Pensa a quanti Sabati mattina butteresti via in lunghe riunioni con i tuoi legali. Lascia stare, dai retta. Riposati o vai a fare visita a chi ne ha bisogno. Il fine settimana è sacro, lo sai bene tu. Io, il mio, lo passerò guardando vecchi film di Elvis. Oggi è l'anniversario del suo ultimo concerto e io penso spesso alle sue lacrime cantando per Priscilla "Always on my mind", proprio mentre le luci stavano per spegnarsi. Mi fa venire in mente che dobbiamo sempre accorgerci di quello che davvero conta per noi, e tenercelo ben stretto. La nostra famiglia, gli amici... il nostro paese. O meglio: la dignità del nostro paese. Non servirà a molto cantare You were always on my mind, quando non ci sarà più niente da fare, come diceva Bobby Solo (non c'è più niente da fare, è stato bello sognare...). Ma sarà estremamente romantico e quindi lo faremo, in Tv da Maria de Filippi, tutti insieme in mondovisione. All together now: You were always on my miiiind, you were always on my miiiiiind.
Ciao Dio, stammi bene.

 Ti abbraccio e ti bacio.
Barbara

Elvis

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categoria : elvis, terzo millennio


Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:03
venerdì, giugno 20

Amore, ho un piano!

felipe_mafaldaNon temere so quello che faccio. Nella vita quello che conta è avere un piano. Direziono i passi e le energie, mentre elaboro calcoli di probabilità complessi, che, alla fine, si riducono a due alternative:
A. Il piano riesce
B. il piano fallisce
Non sempre ho avuto un piano nella vita. Qualche volta mi sono fidata del vento, altre il vento non soffiava proprio e così ho dovuto studiarne uno. La prima volta iniziai dal Piano B, saltando a pie' pari il Piano A, che solitamente non riesce mai. Non fu difficile ripiegare poi sul Piano C, sebbene fosse rischioso. Infatti anche quello fallì. I cocci erano miei così me li tenni e presi un po' di pausa. Inevitabilmente, dopo qualche settimana, mi tornò la voglia di studiare un nuovo piano. Per recuperare il tempo perso, ricominciai con la G. Il Piano G, come è noto,   è complesso, troppo intimo e nessuno sa bene dove si trova. Ho quindi ripiegato, prima che potesse fallire, sul Piano L. Elle. Mi sembrava la soluzione più giusta, è infatti insistetti per due anni. Quando anche questo fallì, mi lasciò un gran vuoto e ancora adesso a volte ne sento la nostalgia. Sono stata così triste che per mesi non ho elaborato piani, lasciando che gli avvenimenti si sommassero caotici nella mia vita, portandomi al punto di partenza ma a diversa latitudine, come nello schema a spirale che segue:

percorso

Ad una prima occhiata la direzione potrebbe sembrare giusta, ma l'obiettivo non è arrivare al centro della spirale, seguendo il percorso contrassegnato, quanto piuttosto uscirne.
Per questo ieri, finalmente ho architettato con cura... Ta daah! Il Piano Z!
Z, come l'ultima lettera e quindi ottimisticamente come il definitivo, ma soprattutto Z come zucchina. Il piano Zucchina te lo giochi quando hai all'improvviso gente a cena e non hai fatto la spesa. C'è sempre una zucchina vecchia in frigo. Forse la danno persino in dotazione con i frigoriferi Rex di nuova generazione. Con quella ci inventi : primo ( capellini saltati nella Wok con zucchine, pachino e basilico),  secondo (omelette di zucchine e ginepro), contorno (tempura di zucchine). La zucchina è la soluzione estrema, per questo adesso costa così tanto! La zucchina è l'idea che ci voleva. Fidati, posso farcela stavolta.

Se anche questo piano fallisce, posso pur sempre ricominciare da capo e ripartire dal Piano A.
A.
Come Ajo e ojo. Spaghetti please.
Sob!

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categoria : progetti, teorie


Un caffè con bellatrix74 alle ore 12:30
lunedì, giugno 16

Che fine avrà fatto Alessia Rossi?

Seduta all'alba guardando nella mia tazza di caffè, ogni giorno ripeto questa domanda e mi concentro sulla risposta, da articolare alternando la logica alla fantasia. Naturalmente cambio sempre soggetto perchè non ho un specie di strana ossessione per Alessia, compagna delle elementari, piuttosto la mia è una, comunque strana, ossessione per tutte quelle persone che, non ho mai più visto o sentito. Per abitudine ormai, ne scelgo una diversa ad ogni colazione, e lì immagino tutte le vite che non ho visto cambiare. Ci sono amici, parenti, fidanzati, persino compagni di avventure durate un minuto. Qualche volta per rispondermi digito il loro nome su Google.  Ieri ci pensavo: il modo migliore per restare per sempre nella vita di una persona forse è sparire completamente. Ridefinisco il campione di ricerca: il modo migliore per restare nella mia vita è sparire completamente. Dopo la domanda solitamente mi concentro sull'immagine e mi accorgo che in nessun modo può corrispondere all'attuale. Questo mi innervosisce alquanto perchè è troppo difficile per me parlare (anche solo a me stessa) di qualcuno che non posso immaginare. Così inizio a fare l'elenco di tutti gli errori che il ricordo conserva. Per Alessia l'errore scovato è addirittura grossolano: mi veniva in mente lei, bimba con la coda di cavallo nera corvino, ogni volta che pensavo agli sventurati in cima all'appello, che, come tutti sanno vengono beccati sempre per primi alle interrogazioni a sorpresa. Non avevo mai realizzato il fatto che alle elementari la maestra faceva l'appello per nome, da qui il ricordo, ma che per il resto della sua carriera accademica, Alessia, grazie al suo cognome, ha goduto dell'invidiabile posizione di tre quarti, nel registro di classe, il che rivoluziona completamente l'idea che ho sempre avuto di lei e della sua vita. Rimando ad un giorno di pioggia la teoria sulla correlazione tra la  posizione nel registro di classe e il modo di affrontare la vita . Fatto è che quel ricordo sbagliato m'ha condizionato per anni. Per la proprietà transitiva, anche tutti gli altri su cui continuo a farmi domande potrebbero aver avuto sorte diversa da come ho sempre pensato ,magari proprio perchè c'era un errore di fondo. E magari anche chi ha avuto un ruolo fondamentale nella mia storia ha lasciato un'impronta sbagliata, controvertendo le sorti di entrambi,  per colpa di un piccolo insignificante dettaglio che al tempo non colsi. Questa è un'ipotesi agghiacciante per me: va bene non sapere più nulla della vita di alcune persone e sottostare alla propria insana mania di doverla per forza immaginare, ma  capire che forse si segue una pista sbagliata in partenza non è emotivamente sostenibile. E se anche io sono rimasta nei pensieri di qualcuno in maniera distorta? Bisognerebbe sempre poter riparare a questo. Ecco perchè la playlist dei miei film preferiti comprende solo film dove i protagonisti si incontrano nuovamente dopo anni e anni. Dovrebbe essere sempre come in Casablanca: dopo l'incontro la vita di ciascuno riprende sui suoi binari, ma vuoi mettere che goduria per Ric, dopo anni passati a chiedersi cosa stesse facendo Ilsa, capire che in futuro, così come in passato, lei non sarà mai più felice come se avesse scelto di vivere con lui a Casablanca, bevendo Champagne insieme a Sam? Propongo un calendario di incontri collettivi, in cui giustizia sia fatta, le curiosità siano assecondate, e ciascuno abbia modo di dare di sè altri indizi su cui la mia mente insana potrà poi lavorare in tante altre colazioni. E che Dio c'assista.

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categoria : memories, movies, casablanca


Un caffè con bellatrix74 alle ore 05:59
mercoledì, giugno 11

Per la prima volta in vita mia, ho dei problemi con la gente.



Sono nuova a questa sensazione e probabilmente il mio disagio si avverte anche al solo a guardarmi.
 Me ne sto con un paio di stivali lilla da folletto, al centro di un curioso girotondo, e mentre tutti girano e girano e girano, io mi inzacchero di fango fino alle caviglie e anche più su. Stamattina ho preso il treno per andare al lavoro perchè volevo far entrare un po' di bellezza nella mia giornata. Mi manca molto la bellezza, da quando lavoro al chiuso per così tante ore, ogni giorno. Dal finestrino di questo treno si vedono cose sorprendenti, come un piccolo ciliegio cinese dai fiori rossi, messo proprio al centro di un vigneto pettinato in file simmetriche. E poi una scuola elementare gialla ancora vuota, mentre più in là, una signora e due bambini piccoli ci camminano verso. Da spettatore sono a mio agio completamente e sempre. Faccio muovere gli occhi e il respiro e non sbaglio mai. Non sempre ho un'opinione, semplicemente  me ne sto con i piedi comodi in questi stivaletti a godermi il regalo del mondo. Ho il talento dello spettatore: non faccio guerre, non prendo parti, non interferisco con il naturale corso di tutte le cose. Le guardo incantata  e mi sorprendo di come non si riesca a imitare tanta semplicità nel gestire le pubbliche relazioni. Anche quelle private, per carità... anche quelle non mi vengono più tanto bene. Faccio fatica.
Non è facile rispondere come si conviene quando non si capiscono più le domande. In quel chiacchiericcio di richieste, doveri, debiti, fragilità reali o simulate mi muovo goffa.  E’ forse una mia impressione o sono tutti un po’ più nervosi e spaventati? Soli e permalosi. Insoddisfatti e annoiati. E’ un continuo lamentìo contro chi neanche conoscono e un parlare alle spalle di tutti e per ogni cosa. In questo balletto succede una strana cosa. Le persone che davvero amo, a cui vorrei poter dare di più, pagano le spese di questo mio malessere che mi porta a stare lontano da loro perchè sono stanca,  mentre mi piego ai capricci e ai formalismi di chi non conosco, pur di non dover giustificare le spalle o l’assenza o il rifiuto.  E nonostante questo,  commetto errori su errori, tanto  che mi sento sempre come quel giorno, in Brasile,  a quel pranzo in villa dal mio capo quando al buffet  sbagliai il piatto dell’isalata e per due ore la padrona di casa continuò a fissarlo con fare ansioso, come se le avessi ucciso il gatto.
Penso sempre ad una cosa che m’ha detto una volta la Sister: quando siamo io e te, la mia parola finalmente torna a casa. A casa. Dove posso dire anche di no, dove posso stare zitta, dove posso arrabbiarmi come quando ero adolescente. Tutti dovrebbero stare a casa , cioè essere se stessi e fare solo quello che davvero vogliono.
E magari  farsi un giro in treno per guardare come è semplice il mondo fuori.  Ecco.
Sono in stazione e ho bisogno di un caffè.  Ciao.
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categoria : dubbi, problemi di comunicazione