Un caffè con bellatrix74 alle ore 21:33
martedì, febbraio 19

Il futuro è la donna Wasabi!

wasabi
Come il passato, del resto. La donna Wasabi funziona. Tradizionale e attuale, questo è il segreto. All'apparenza innocua, ma devastante. Di donna Wasabi ne basta poca, anche se poi sfiderà il tuo coraggio  e ti convincerà ad averne un po' di più. Non ingombra e sta in bilico sulle bacchette, anche se sa di non essere equilibrata. Qualcuno dice di lei che è amara, ma che averla accanto è l'unico modo per mandare giù le cose  più crude della vita. La donna Wasabi pizzica, scotta, scalda quando fa freddo, ma è abbastanza umile da sapere che da sola non serve a niente. La donna Wasabi è intelligente e sa stare in disparte sul piatto, ma il mondo la rispetta perchè non cede ai compromessi, anche se chi non la conosce ride di lei. Chiunque può vivere senza Wasabi, ma con lei è meglio. I frequentatori di aperitivi trendy la considerano di gran moda, eppure, nonstante fingano di amarla,  a loro non piace davvero, perchè non la conosceranno mai. La Wasabi è vintage. Anzi, è antica, cioè vera. Disprezza la sua imitazione imperfetta, a base di volgare rafano, perchè solo l'originale stimola il metabolismo e la digestione... della vita. E' per pochi, ma con quei pochi arriva sempre ad uno scambio. La Wasabi è piccola, è al servizio della gente, è libertà e condivisione, per questo  Wasabi è anche un po' anni '70, sì.
La donna Wasabi  ascolta Radio Wasabi. Se ancora non esiste, la inventa.
L'uomo Wasabi anche.


What's up Bi?  Wasabi Radio coming soon on the web.






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Un caffè con bellatrix74 alle ore 18:36
sabato, febbraio 16

In uno strano periodo della mia vita, diventavo  albero una volta a settimana.

bigtree
Mi avevano consigliato la teatroterapia per risolvere i problemi con me stessa, così, io e me stessa,  ne abbiamo parlato un po' e poi abbiamo iniziato a seguire un corso in cui imparavamo a rotolare, a saltare, a camminare a respirare e infine a raccogliere le forze per diventare  albero. Io sceglievo sempre un albero strano, tanto che l'insegnante mi chiedeva perchè  non riuscissi a mai a decidere che forma dare ai miei rami. Le rispondevo che era colpa di me stessa, che lo voleva bello e affascinante, eccentrico e ammirato, con la chioma tonda e ricca, un albero che andasse in tv. Questo ci faceva perdere un sacco di tempo e andava a finire che mentre gli altri del corso si godevano l'aria fresca della sera tra i germogli dei loro rami, noi, in bilico e senza radici, non riuscissimo neanche a capire se fosse inverno o primavera, se avessimo bisogno d'acqua, se fosse di qualche utilità la nostra presenza nell'ecosistema. Il corso è finito prima che io e me stessa potessimo scendere a patti. Il tempo è passato e io ho guardato il panorama da tente stanze, studiando gli alberi intorno alle colline e quelli dei giardinetti di periferia, imitandone le forme nel tentativo di cercarne una mia, sempre convinta che sarei stata un buon albero solo quando i passanti mi avrebbero notato. Mi sono arrabbiata e ho scavato presuntuosa la terra, facendomi sanguinare le unghie, urlando che non era giusto che non ci fosse posto per me.
Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo albero qui, in un parco che sembrava lontano dal mondo.  L'ho toccato. Tutti lo toccavano. Tutti scattavano foto. L'albero firmava autografi. Io ho chiesto a me stessa se davvero quello lì fosse migliore di altri, se fosse più felice, più sano, se avesse radici forti. Le ho chiesto se riuscisse a distinguerlo dagli altri che la mano paziente dello stesso giardiniere aveva scolpito tutti uguali e se davvero l'intenzione di quell'albero lì era di essere così.
Me stessa è stata finalmente zitta e io, ho ripensato alla fatica dei miei rami che in questi anni, senza che io potessi accorgermene, hanno preso la forma che volevano, che già c'era forse.
Non posso dire di me stessa che fosse stupida.
Posso dire solo che fosse giovane.
Ma è stato divertente capire cosa non andava, è stato divertente capire cosa voglio veramente, cosa davvero conta per essere felice.
E stato divertente diventare grande.

p.s. Non perdere di vista l'obiettivo, amica mia. Non è il successo, ma il sorriso. Le radici, la virtù, e i fiori a primavera per i passanti.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:11
venerdì, febbraio 15

Il cioccolato è un'invenzione del demonio. La Nutella ne è l'evoluzione.



Questa la conclusione di  una donna ubriaca, appassionata, golosa e soddisfatta. Dopo due mesi a gallette di mais e pesce lesso, stasera sono tornata a casa con una dichiarazione di guerra infilata nelle buste della spesa. Alle sei di oggi pomeriggio, proprio mentre mi trovavo a metà strada tra lo scaffale della pasta senza senza glutine e quello dei succhi di frutta senza zucchero, ho pensato che sarebbe stato giusto, in onore di un Santo più romantico di altri, concedermi un peccato di gola lungo una cena intera. Io, il mio fidanzato, le candele, e 3000 calorie a testa. Cucinare è l'arte di assaporare prima ancora di aver mischiato. E' un profumo persistente nel naso al solo pensiero di quello che mescolerai  sul fuoco. Cucinare è sporcarsi le mani per poi leccarne via ciò che resta. Muovere i fianchi su un disco  blues mentre si gira e gira e gira...
 Odio la dieta. La odio.
 Mi piace il vino; il rum;  la carne al sangue alta cinque centimetri; il pesce affumicato;  il pane cotto a legna con sopra la pancetta calda;  la pasta fresca strascicata in padella con i pomodorini siciliani; il pescespada ai capperi e le patate al rosmarino. Mi piace la zuppa di pesce; la marmellata di more, quella di lamponi, di pesche, di albicocche; la pizza calda del fornaio sulla salita di San Martino ad Albano, rossa o bianca; la pizza con i funghi e lo speck; la pizza bianca col sale grosso; la pizza; la pizza; la pizza!!!! Mi piace la birra rossa doppio malto; il mojito con l'erba buena; il rum e cola col pesto di lime; il pesto alla genovese con i pinoli; la polenta alla griglia con la salsa di radicchio e noci; la crema catalana con il caramello che fa crack sotto al cucchiaio; i maritozzi con la panna de "Il Maritozzaro" a Trastevere, che pesano sei etti l'uno e che l'ultima volta che gliel'ho portati ai miei li ho fatti commuovere. Mi piacciono persino i biscotti del Mulino Bianco, tutti. Solo chi è  dieta da mesi può capire quanta gioia c'è nello scoprire, dopo mesi di pane azzimo,  che è vero, nelle Macine c'è la panna! E nei Pan di Stelle il cacao e le nocciole.  Mi piace la tarte tatin con le mele renette, la zuppa inglese e la crostata di mandorle e visciole. Gli sfogliavelo di Giovanni Rana, quelli ai carciofi, da fare col soffritto aglio olio e peperoncino.
Mi piace la Nutella sul pane fatto in casa da me, quando lo tiro fuori dal forno e per tagliarlo lo faccio saltellare da una mano all'altra perchè scotta. E quando ne rompo la crosta resto ferma a respirare il paradiso. Mi piace il pollo al cioccolato che fanno in messico, con gli anacardi e le tortillas di mais a parte; il guacamole e i burritos; il maragrita!!! L'astice con riduzione al mango e il risotto all'ortica; il vino rosso di Montefalco, il vino rosso di Torgiano; il vino rosso; il vino rosso; il vino rosso! Anche il bianco va bene, meglio se del Collio e accompagnato da spiedini di gamberi e cernia. Mi piace il cioccolato di ogni tipo: fondente, al latte, gianduia, con le nociole, alla frutta,  tutto tagliato in pezzetti e cosparso di peperoncino, portato su un tagliere insieme a un bicchiere di rum Zacapa invecchiato sedici anni.
E alla fine tozzetti col Vin Santo, che santificano e portano fortuna.
Domani ricomincio la dieta e torno ad essere "Miss-ho-tutto-sotto-controllo". Stasera sono preda degli istinti e mi sporco le labbra di piacere, in attesa di scoprire se davvero esiste qualcosa di meglio che mangiare e bere cose buone in buona compagnia. Se lo trovate, avvertite. Io intanto lavo i piatti.

p.s il remix di Ignition è per i vecchi compagni di bevute,  al sapore di cubalibre e... frollis.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:46
martedì, febbraio 12

E' così banale dire quanto è bello un film davvero bello.
Sono banale: questo film stordisce.




E' tutto.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:21
sabato, febbraio 09

E' notte alta e sono sveglia,
sei sempre tu il mio chiodo fisso...




... ma io non mi arrenderò. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento, eppure cocciuta più di un mulo, al tempo  non resistetti alla tentazione di piantarlo bene in fino in fondo, per assecondare un esigenza di stabilità. Me l'aveva detto lui: « Non ci piantare i chiodi alla parete, 'che poi quando dovremo dipingere sarà faticoso tirarli tutti  via e preparare i muri ». Per fortuna domani mi libererò di questo colore spento, grigiolino macchiato di muffa. Blu. Una stanza blu dove mischiarci i sogni, ecco cosa ci serve. Sempre che questo maledetto venga via.... umpf !
Piantare i chiodi significa scegliere. E io, al ritorno da Pesaro, dopo l'ennesimo trasloco da e verso posti in bilico, volevo liberarmi della provvisorietà delle puntine da disegno. Togliere quelle non fa quasi effetto, a  togliere un chiodo invece si pensa un sacco. Pensi a quando e perchè l'hai messo lì, a quanto devi averlo voluto davvero, se l'hai piantato con così tanta forza. Lo guardo e mi convinco che forse lo lascerò qui. Diventerà blu anche lui e reggerà un orologio. Una specie di promozione: reggere il tempo è il grado più in alto in carica che un chiodo possa desiderare. Ma sì. Lo lascio qui, mentre lui sistema le coperte  in soggiorno. Perchè non c'è una notte più bella di quella passata a dormire sul pavimento, quando hai accatastato tutti i mobili della camera da letto in attesa del pittore domani mattina presto. Sembra di stare in campeggio in attesa di un posto nuovo. Un nuovo posto blu, con un vecchio chiodo che, tenace e coraggioso, non viene via.
Ci vuole tenacia e coraggio per essere in due. Lo so.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:21
lunedì, febbraio 04

C'è una specie di perverso filo conduttore nelle cose che faccio. Da anni. Firmo un contratto per un lavoro, qualunque esso sia e alla fine mi ritrovo a editare tabelle per metter su un archvio musicale. Indipendentemente da quale sia il mio ruolo, il mio obiettivo finale, mi ritrovo incastrata nell'alienazione del digitatore di titoli di canzoni. Ma c'è un ritegno o sono io che devo incazzarmi una volta per tutte e specificare che non mi chiamo Ariel? «Se segno', fatto archivio segno', messo canzoni ordine segno' così poi quando te lascio tutto segno' tu scrivi parola e compare disco segno'. Fatto io segno', così poi lo usano altri segno'.»

ariel

Cri dice che è colpa mia, ma è più forte di me, se vedo disorganizzazione non resisto e mi faccio incastrare, perchè so che ormai sono un asso a incasellare titoli. L'archivio organizzato è la soluzione a qualunque problema. Con quello il dj o il direttore artistico lo può fare chiunque.  Pensa che bello se si potesse mettere in un database tutte le cose del mondo, in modo da poterle gestire in fretta. Per esempio se tutti i politici al momento del loro inserimento nella categoria fossero catalogati secondo le loro inclinazioni, virtù e produttività, con estrema velocità si avrebbe la lista di quelli da eliminare, semplicemente richiamando l'elenco. E si farebbe pulizia in un baleno. Immagina quanto sarebbe utile  avere un archivio in cui compaiono tutti gli affitti divisi per città e categorie, in modo da evidenziare subito i nomi dei truffatori che succhiano il sangue più di altri. Casa a Milano, periferia, 42 mq, 700 euro? Bene, sei un ladro e quindi, via! Fuori dall'archivio e fuori dalle palle. Oppure mettere in archivio, con data e ora, tutte le affermazioni successive nel tempo dei vari politicanti e opinionisti, in modo da evidenziare in un lampo le incongruenze. Per esempio vai alla lettera "B".

POLITICO AFFERMAZIONE INCONGRUENZA
Berlusconi la legge elettorale fa schifo, la facciamo così X
Berlusconi La legge elettorale la vogliamo così come l'abbiamo fatta X
Berlusconi la legge elettorale fa cagare anche se l'abbiamo fatta noi. Cambiamola subito. X
Berlusconi La legge elettorale va benissimo così com'è. Votiamo domani X

Si potrebbe studiare l'algoritmo necessario a far comparire sullo schermo di volta in volta gli avvisi di errore. In questo caso per esempio, alla decima crocetta compare l'avviso seguente:

Error Message
L'archivio è democratico e onesto. L'archivio semplifica la vita. L'archivio ci restituisce dignità e tempo libero. Facciamolo, per il bene dell'Umanità. Io mi offro volontaria, tanto ormai ci sono abituata.

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