Un caffè con bellatrix74 alle ore 22:38
giovedì, gennaio 31

Poi il Signore disse: «Non è bene che l'uomo sia solo. Gli voglio creare un aiuto che gli sia simile» Gli tolse una costola e creò la donna. Dopo tre giorni di convivenza dei due,  si accorse che forse non era stata una buona idea. Così per farsi perdonare da entrambi creò il cane.



Prendi per esempio Rudy. Tornando a casa lo trovi lì che t'aspetta sapendo che anche oggi vorrai fargli quello stupido scherzo. Lo guardi sospettoso, alzi la voce e gli dici : « Dimmi la verità, cosa nascondi? Sei pulito? mmhh... non ci credo. Forza, mettiti al muro e fatti perquisire!» E lui allora si gira, alza le zampe, le mette contro il muro tirando su la testa per farsi vedere bene e attende paziente che tu gli passi le mani a mo' di ispettore della Digos per vedere se nasconde armi o droga. Solo quando gli dici «Bene, sei pulito!» ritorna con le zampe a terra e ti guarda con soddisfazione. Gli altri cani danno la zampa, Rudy dà il cinque.
Guarda:



Poi c'è Birillo, che aspetta la domenica tutta la settimana. Di domenica si alza un'ora più tardi e non fa colazione perchè sa che a pranzo ci saranno le fettuccine. Ma soprattutto la domenica è giorno di gelato. Così dopo le fettuccine tu gli apri la porta di casa e lui va da solo la bar dietro l'angolo, fa la fila alla cassa coi soldi nel borsellino sotto il collo, il gelataio gli dà il resto e una coppa fragola, limone e banana. Guai a cambiargli i gusti. Tornando a casa si ferma all'edicola e ti prende il giornale. Solo di domenica. Il mio preferito è Ciro, che vive a Roma ormai da anni ma non riesce a dimenticare la sua Napoli. La sua saudade è così profonda che se gli metti il disco di Torna a Surriento si mette  a piangere a dirotto con certi lacrimoni che neanche io guardando il finale di Harry ti presento Sally. Certo a volte si litiga. Come quella volta che si giocava a Baseball con Biro. Lui faceva il catcher e sbagliò la presa dandoti una zampata in testa così forte da farti uscire il sangue. Poi tu non gli rivolgesti parola per tre giorni e lui se ne stette  a digiuno e in un angolo senza farsi vedere da te fino a quando tu non gli dicesti «Va be', facciamo pace». E lui si commosse saltandoti addosso.
Io ti guardo mentre parli di far diventare questa nostra piccola famiglia più numerosa di un elemento, e non mi dispiacerebbe se non fosse per un fatto: io non lo voglio un cane che si chiama Gianni. Charlie mi va bene, ti concedo pure Alfred, ma Gianni no, ti prego. E anche se immagino che  tu sia capace di farlo, non  se ne parla neanche di insegnargli a suonare la batteria.  Affare fatto?

p.s. A parte il cane, sai che ti dico? Forse ha ragione Marley: Don't worry about a thing every little thing is gonna be alright.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:53
venerdì, gennaio 25

«Ginooooo! Domani vo'  in Spagna...»

«Olè!»

spagna


Baci da Madrid



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Un caffè con bellatrix74 alle ore 01:30
mercoledì, gennaio 23

Ok, tagliamo corto 'che tanto la settimana di finali l'abbiamo registrata giorni fa e tra l'altro tutta in un'ora. Sono stata eliminata. Cazzo, di nuovo. Va be', pazienza. Stranamente... me ne infischio.
Sob.
Clikka play.


Ma sì, sto meglio a Tara - disse la volpe guardando l'uva - , ovunque sia. E poi arrivare quinti su qualche migliaio è comunque una bella soddisfazione - disse Napoleone a Waterloo - , anche se « quinto su mille non ce la fa »,  disse Mogol a Toto Cutugno nel 1983 nell'unica volta in cui non arrivò secondo, ma quinto appunto .  Comunque è andata meglio a me che a Prodi. E domani, purtroppo per lui, è un altro giorno. Io spero solo che a Tara ci sia il sole che sennò non mi si asciugano i panni.

P.S Con quel quinto posto Toto Cutugno c'ha mangiato una vita. Lasciatemi cantare con la chitarra in manoooooo....
 -
disse Mino Reitano da Magalli -
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:54
giovedì, gennaio 17

CAOS AGITATO
con la punteggiatura ridotta al minimo



Giù dalle scale le palle degli italiani, in nome del futurismo che denuncia  l'assenza di futuro, rubato dalle dominazioni secolari, che ora sfociano nella non indulgenza verso la Chiesa, che invece troppe indulgenze concesse,  senza essere mai indulgente con la  scienza che oggi chiude le porte dell'Università al Papa, il quale fa l'offeso pur di passare dalla parte della ragione e dice "non gioco più me ne vado", ma manda qualcuno a dire come la pensa come se non l'avesse mai detto fino ad ora, sperando che ascoltino anche i ragazzi stanchi delle ingiustizie, perchè giustizia non c'è se il ministro di questa viene giudicato ingiusto e giustamente difende sua moglie, già in manette,  lasciando il presidente in mutande a difendere una cosa che non c'è più secondo un altro presidente, che non presiede poi molto, ma che scende a patti con il nuovo partito a lui opposto per fare una legge che consenta a tutti quelli seduti sulle poltrone di scambiarsi di posto ma di restare pur sempre seduti, mentre tutti gli altri stanno in piedi in mezzo alle strade che puzzano d'immondizia, ormai troppa, sebbene i consumatori non consumino più,  perchè una zucchina costa più dello smaltimento dei rifiuti stessi, che tra poco finiranno in mare, dove non c'è nessun aereo scomparso del quale si sa soltanto che non ci è dato sapere cosa ne è stato, sebbene cerchiamo notizie guardando la tv  nei lunghi momenti di pausa tra un lavoro precario e l'altro, sognando di entrare nella casa del grande fratello pur di non pagare l'affitto per qualche mese, risparmiando così i soldi per  aprire il mutuo per una casa, senza fratelli però perchè non cì entrerebbero in 40 metri quadri, che prima o poi finirà nelle mani della banca, tanto vivere da bohemienne è più trendy, e fa anche tanto artista,  come chi artisticamente colora di rosso una fontana che evidentemente non era abbastanza artistica, rompendo a qualcuno le palline, da vendere su e-bay per comprare il nuovo computer Apple che fa molte meno cose degli altri ma costa molto di più, mentre in tutto questo macrocaos vivo un mio personale  e umile microcaos mentale nel vedermi triste finalista al provino per R101, con un casco in testa per rendere radiofonica la situazione televisiva da Amici su Canale Cinque, dove mai, nella mia vita avrei pensato di vedere la mia faccia. Figuriamoci con un casco in testa e senza la maglietta rossa con su scritto "Sfida".
Eppure in questo caos agitato sono stranamente calma. Sarà, la dieta.
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categoria : autocritica, fun fun fun, tempesta, terzo millennio, maktub


Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:46
sabato, gennaio 12

Fu un generale di vent'anni figlio d'un temporale...

indiano.... a convincermi del tutto.
Già mi ero lasciata affascinare dalla sicurezza con cui mia madre aveva fatto la sua scelta, e poi la musica mi piaceva tanto. Mi piacevano i led luminosi dell'impianto in camera di papà, ma soprattutto le cuffie grandi, perchè quando mi chiedeva se volevo andare ad ascoltare la musica con lui me le metteva sempre, per farmi sentire come poteva diventare piccolo il mondo fuori e grande quello nella mia testa. Lei quel giorno aveva detto : «Domani è il compleanno di papà. Che gli volete regalare? Mmhh.. che ne dite di un disco? » e poi scelse l'Indiano.  Io, che ero piuttosto rompiscatole già allora, continuavo a chiedere per quale motivo proprio quello tra tanti, ma lei aveva sorriso : « Perché lui vuole quello. Lo diceva ieri!».
Lo abbiamo ascoltato tante volte, in macchina, mentre andavamo da qualche parte tutti insieme e io, nel sedile posteriore stavo zitta, facendo finta di farmi i fatti miei, mentre papà raccontava a mamma la storia di quelle canzoni. Lui è bravo in quello, ancora adesso, cioè nello spiegare con un racconto e tante figure le parole messe in rima di una canzone, che al tempo era difficile per me che ancora non avevo tante parole tra lingua e orecchie ed era difficile per mia madre che non aveva tanto italiano tra lingua e orecchie. Era meraviglioso il modo in cui mio padre faceva il dj senza sapere che lo stava facendo e che mi stava insegnando un mestiere. Mentre guidava, parlava di Franziska e io la immaginavo col rosario in mano e un vestito rosso. Poi mi ricordo gli occhi spalancati nel racconto senza fiato della notte sul Sand Creek, come se l’avesse vissuta lui stesso solo ad ascoltare le parole di quella canzone. Mi faceva paura la faccia che disegnavo nella mia testa di quel generale di vent’anni. Immaginavo Custer arrivare a spazzare via tutto. Però. Però. Quello sguardo deciso! La possenza! E poi quella passione nel raccontare una canzone. Quella passione nella voce di chi cantava. Quella passione nostra nell’ascoltare.
Questa passione mia, oggi mi fa somigliare un po’ a Custer. Solo che sto dalla parte degli indiani e quindi ho perso molto fino ad ora.
Non avevo mai raccontato a nessuno questo mio ricordo, ma per Natale qualcuno che evidentemente mi conosce molto bene (e a cui voglio tanto bene) ha scritto sul mio biglietto d’auguri : “A te che ci fai tanto pensare ad un verso di una canzone di De Andrè, perché sei figlia di un temporale”.
Sono giorni importanti questi miei e  ho cullato molto il pensiero di questa frase. Se stanotte fossi sotto le stelle, accanto al Sand Creek, veglierei mentre gli altri dormono. Chiuderei gli occhi per tre volte e mi troverei ancora qui. Pregherei il mio Dio per la vittoria, perché la voglio forte e perché aspetto da molto. Ho il sangue rosso del guerriero nelle vene.
Attendo Custer, e sarò io il suo temporale.

 
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categoria : memories, radio, my family, furore, maktub


Un caffè con bellatrix74 alle ore 22:15
martedì, gennaio 08

Oppebbacco! So' maco. Preveggo il futuro al contrario. Cetto, pecchè io so' maco!



In realtà non sapevo di essere questo "potente maco" quale in realtà sono, e me ne sono accorta soltanto attraverso il semplice esperimento che ora vi proporrò. Chiunque è in grado di conoscere con esattezza il proprio futuro, attraverso questo piccolo esercizio che io stessa ho testato sul campo. Non vi servono capacità paranormali, nè palle di cristallo e, per favore... lasciate perdere le cartomanti! Tutto quello di cui avete bisogno è un foglio e una penna, ma va bene anche un posto qualunque su Internet, o se preferite un bel muro bianco. Ci siete? Avete un posto dove scrivere? Bene, ora concentratevi e, piano piano, una a una elencate  le cinque cose che sicuramente non farete mai. Vi consiglio di condire ogni affermazione con quante più motivazioni possibile a disprezzare quel comportamento o quella situazione con la quale siete sicuri di non dover fare i conti mai nella vita. Fatto? Ok, ok prendete ancora un po' di tempo.



Fatto?
Bene, ora leggete l'elenco ad alta voce, con aria di sfida, come se stesse parlando al destino a muso duro.
Avete appena elencato, in ordine sparso cinque eventi fondamentali del vostro futuro.
La vita non è buffa. Siamo noi che siamo buffi e la vita ci prende  per il culo.

p.s. Per Vale: scusa per Michael Bublè.

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categoria : teorie, oroscopo


Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:05
venerdì, gennaio 04

Non è colpa mia se cado. E' la forza di gravità che ce l'ha con me.



Ma sarò onesta: mi capita troppo più spesso del normale. Quando ero piccola era come adesso. E anche quando ero adolescente. E pure da poco più che adolescente. Da donna, non è cambiato poi molto, se non il fatto, terribile, che adesso suscito reazioni diverse e imbarazzanti. Qualcuno accorre preoccupato, qualcuno un poco più dietro ride senza farsi vedere, qualcun altro, cioè il mio fidanzato,  si arrabbia con me imprecando contro la mia maldestrìa e disattenzione. Il problema è che non solo inciampo e cado, ma che spesso cado contro qualcosa o qualcuno. Cocci in frantumi, monetine sparse, spostamenti dell'asse terrestre e alberi dissotterrati. Io non lo faccio apposta, succede sempre qualcosa di strano all'improvviso. Oggi ho dato una botta in terra nel tentativo di sedermi su uno sgabello. Mi stavo sistemando il cappotto e quello, maledetto è sgusciato via. Aveva le rotelle, mica è strano che mi sia cammiato via da sotto il sedere! C'erano tre persone nell'ufficio con me e sono rimaste lì a guardarmi per venti minuti mentre io, dopo essermi slogata un polso, continuavo a lavorare come se niente fosse. Insomma, io mi sono abituata ma non è facile far capire a chi mi è accanto che ho imparato a sopravvivere in questo campo gravitazionale, tutto mio,  avverso alle condizioni umane e dispettoso . Per questo da qualche tempo porto sempre le scarpe con i tacchi, per avere una buona scusa.
Questa era una premessa. Ora passiamo al post di oggi:
«Ciò di cui si ha davvero bisogno nella vita è una buona scusa per giustificare quello che proprio non si può evitare».

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categoria : furore, fun fun fun, donne du du du