Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:13
venerdì, dicembre 28

Branko dice che il 2008 sarà l'anno del gatto...




The year of the Cat insomma, come in quella canzone in cui un uomo resta folgorato da una donna, comparsa dal nulla,  che profuma di incenso e patchouli. Molto romantico. L'anno della libertà, della magia, dell'improvvisazione. Un anno in cui è meglio non fare progetti, perchè il progetto migliore sarà imparare  l'emozione dell'imprevisto. Ce ne staremo tutti come i gatti: senza una casa, senza un lavoro e con la speranza che il nostro pelo liscio di vanità accalappi qualche signora annoiata e ricca che ci elargirà pasti e carezze. Ci vorrebbe, visto che il 2007 è stato un anno da cani. Peccato che l'oroscopo cinese smentisca Branko dicendo che quello che arriva sarà l'anno del topo. L'idea mi sembra poco conciliante con l'atmosfera romantica, la donna gatto, l'incenso e pure il patchouli. Ci difenderemo con le unghie come i gatti, ma faremo la fine del sorcio? E soprattutto, il povero topino che uccisi nella mia casetta di Pesaro, sarebbe sopravvissuto se solo l'avessi risparmiato ancora per un paio di mesi? L'anno del topo non mi piace tanto, preferivo quello del gatto. Mi torna in mente una cartomante russa che mi fece l'oroscopo qualche tempo fa dicendomi :"Tu segno tigro. Uomo che tu ama segno topo. Tigro mangia topo e lui paura di te. Quindi tu vince". E' una cosa di molto tempo fa ma ricordo benissimo che non vinsi. Forse era un topo troppo grosso, tipo pantecana. Quindi, se deve essere l'anno del topo per forza, almeno speriamo che non sia un topo grosso, 'chè contro quelli neanche tigro si salva. Per fortuna stasera in tv , Paolo Fox legge l'oroscopo del 2008, e anche se segni e ascendenti sono o quelli classici, forse mi dirà che fine farano i gatti come me. Avrei preferito un incontro face to face con Jodorowsky, il regista di "El Topo", ma mi accontenterò. Non me lo perdo neanche se anticipano l'Apocalisse di qualche anno.
Ah, Buon topo a tutti.
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categoria : teorie, oroscopo, fun fun fun


Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:27
lunedì, dicembre 24

Caro Gesù Bambino Piccino Picciò,
Tra qualche ora è il tuo compleanno e io sto qui con la mia nipotina Elena a domandarmi per quale motivo il compleanno è tuo e i regali te li chiedono a te. 

Elena e io
Si sa il Santo paga, ma il festeggiato riceve doni, anche se è Santo di suo. Mah! Comunque,  già che è usanza, anche quest'anno ti lascio la mia lista personale, aggiungendoci anche un Dolce Forno che Elena qui accanto ha chiesto quello. Lei ancora non parla ma lo intuisco dallo sguardo invidioso che rivolge a a suo zio Marco che fa lo Chef e per questo stasera cucina per tutti.
Ecco la lista.


1- Niente più del tanto che  già ho.
FINE


Grazie.
Buon Compleanno.
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categoria : love love love, my family, maktub


Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:58
venerdì, dicembre 21

LA FINALE
(...o la fine?)
amichedibabbo

Queste settimane d'addestramento sono state dure per tutte le ragazze e  le eliminazioni (fisiche) cruente e senza pietà. Il profilo generazionale che si delinea vincitore è duplice: da un lato il pubblico ha scelto l'arrivismo, la determinazione e la "professionalità nel settore showbiz" della presunta ereditiera Fluzua Hilton; dall'altro, indeciso tra la spensieratezza e l'allegria leggera dell'animazione turistica e la riflessività wicca delle giovanissime  che sempre più frequentemente si prodigano in rituali magici e fatture d'amore, ha scelto la prima, dunque  Ninetta, l'animatrice turistica schizzata. Scegli anche tu la nuova aiutante di Babbo Natale, nonchè nuova Befana. Fluzia, la diciottenne ereditiera, assunta a modello dalle ragazze più abbienti, o Ninetta,  l'animatrice-attrice-ballerina-sorridentissima modello di chi non può sognare un futuro professionale per genesi?
Clikka sulle immagini per leggere il loro profilo e poi vota nella scheda situata in questa pagina, sulla colonna destra


 


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categoria : amiche di babbo natale


Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:47
lunedì, dicembre 17

«Aspetti che le ho spicce...Ecco. Tenga il resto, signora. Ci voleva proprio qualcosa di caldo...»

«Eh già, con questo freddo. Ha visto signori', il cielo è sceso ed è paro paro. Magari qualche fiocco di neve lo fa pure qui. Sai che bello che sarebbe!»


snowcappuccino
E pensare che il maltempo nel paese è considerato una cattiva notizia.  La neve a Roma l'aspettano tutti invece, anche chi la teme perchè sa che la città si ferma e non si possono sbrigare le faccende ordinarie. Arriccio il naso guardando verso l'alto ma l'odore non è quello. Penso sempre alla neve come a  una sorpresa del mattino, che si scopre appena aperti gli occhi nel letto, anche senza guardare fuori dalla finestra. Le coperte diventano più pesanti, i piedi sembrano affondare nel torpore e c'è un silenzio nuovo. E provi quella sensazione inspiegabilmente rassicurante, che ti fa dire «Nevica e va tutto bene». Forse è perchè conservo vivo il ricordo di quella mattina. Forse perchè, adesso che stilo una lista a mente, mi accorgo che un ricordo bello come quello non ce l'ho. La mattina del 7 gennaio 1985. Primo giorno di scuola dopo le vacanze di Natale, quinta elementare. Potenzialmente uno dei giorni più tristi dell'anno. Quella mattina però la mia sveglia non aveva suonato. Mia madre l'aveva spenta prima che aprissi gli occhi in quella sensazione di torpore. La stanza era buia, ma avevo capito che doveva essere già mattina. Lei entrò in camera portandomi una tazza di caffèllatte e una notizia sorprendente. Aveva un'odore buono. Non so se mia madre, il caffèllatte o se invece l'odore buono ce l'aveva l'aria. Mi disse «Non è tardi tranquilla. Nessuno va a scuola oggi. Vuoi sapere perchè? » La guardavo da distesa, col naso sotto le coperte e ne intravedevo il sorriso dolce tra la luce e l'ombra delle finestre ancora chiuse. Lei tirò su la serrandina e io pensai che quello fosse il giorno più bello della mia vita. Lo fu. Restammo due minuti zitte a fare la conta ciascuna per sè di quanto fosse alto lo strato di bianco e quando dissi ad alta voce «Ma sarà quasi un metro! Non si scioglierà mai!», mi raggiunsero le voci e gli schiamazzi degli altri. Mia cugina era già imbacuccata, pronta a costruire un pupazzo di neve più grande di noi tutti messi insieme e mio fratello girava per casa come un pazzo urlando cose incomprensibili. La neve durò due settimane. Roma si fermò. Nessuno a lavoro, nessuno a scuola, si stava a chiacchierare per ore, la casa era ancora piena di tutti gli zii e i cugini venuti dal Canada e mia nonna continuava a cucinare come fosse la settimana tra la vigilia e capodanno. Mentre rosolava il pollo, diceva spesso che Roma era stata bella così solo nel '56. In quella settimana qualcuno trovò per fortuna il modo di portare mia zia e il suo pancione  all’ospedale e Marco potè godersi la sua prima nevicata appena nato.
Io pensavo, in quelle sere, che la vita era perfetta. Nonna, che del ’56 deve aver avuto nostalgia, lo pensava anche lei. Ho nostalgia del 1985, ma lo penso ancora.
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categoria : memories, my family, neve


Un caffè con bellatrix74 alle ore 22:43
martedì, dicembre 11

Una volta ho inciampato in un miracolo.



Credo che non fosse proprio destinato a me, semplicemente doveva accadere e io ero di passaggio. Non che non l'avessi chiesto, anzi. Ogni sera, per mesi, senza saltare neanche una riga avevo recitato una litania di speranza, dopo aver passato l'intera  giornata a pensare a quella cosa lì. Quella cosa che neanche me la ricordo bene. Quella cosa che è una specie di buco su una tela azzurra, che però non ti permette di vedere dall'altra parte. Solo buio.  L'amore che inventi lo dipingi a più strati, perchè hai paura che qualcuno ti ci passi il dito sopra quando il colore è ancora fresco mostrandoti quanto facilmente possa venir via. Io l’avevo dipinta di quel colore carico e intenso, invincibile azzurro. Poi lo strappo e il buco. L’assenza di un uomo, anche di uno che hai solo creduto ci fosse, può riempire tutto. Sapevo già allora che provare nostalgia per qualcuno significa ammettere che lo si è perso, così non chiedevo che tornasse, ma che tornasse presto. Come fosse andato via solo per un po’. Era un continuo tendere a lui. Non riesco a ricordare altro che quella sensazione: la pelle che tirava forte nel tentativo di contenere tutta me che sembrava voler schizzare via, da qualche parte fuori, lontano dalle ossa, verso lui. Come se lui fosse ovunque, ma fuori. Fuori. Lontano. Avevo diciotto anni. Adesso che sono grande e saggia lo so che non si dice “Amore”, quella cosa lì. E so che non poteva tornare una cosa mai avuta. Impossibile. Ma inciampai in un miracolo, l’ho detto. Quindi, se mi parli di quel male lì e t’aspetti che ti dica una cosa saggia, sappi che un miracolo anni fa mi convinse a non diventare grande.
Desidera.
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Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:44
mercoledì, dicembre 05

L'uranio-238 decade in circa 4,5 miliardi d'anni.



Beato lui.
La decadenza naturale della donna purtroppo è un processo molto più rapido e soprattutto mal distribuito nel tempo. Di solito inizia a preoccuparti già dall'adolescenza, ma è un timore appena accenato. Stai lì a pranzo con le altre durante la giornata dello shopping e  mentre addenti le crocchette di pollo con la salsa barbecue e organizzi una serata a casa tua, a base di dischi cioccolata e rum, ti sfiora il pensiero che forse un giorno tutto questo potrebbe diventare dannoso per le tue molecole. Intendo la crocchetta, il rum, la cioccolata, lo shopping compulsivo, le ore di sonno perse e persino l'invidia. Eppure non credi che succederà mai veramente. Come l'invasione degli alieni o il ritorno della dittatura. Poi un giorno ti svegli, a trentadue anni e capisci che sta succedendo. All'inizio è solo un sospetto così fai qualche prova a cena. Un piatto di patatine fritte. Giù. Con le salse e il sale a grani sopra. Buonanotte. La mattina dopo la triste verità. La patatina fritta, intera è passata dalla bocca alla tua coscia sinistra senza subire le consuete trasformazioni chimiche, anzi, forse è pure più grossa. Nel passaggio dalla bocca alla coscia però ha lasciato segni su tutto il resto: capelli, viso, braccia, pancia, prontezza dei riflessi e soprattutto fegato. Inoltre la forza di gravità è misteriosamente aumentata nottetempo, tanto che tutto quello che prima era in sospensione precaria s’arrende miseramente verso il basso. E’ la fine, pensi. Ed è vero. Ma chi rinuncia a lottare ha già perso e così per reagire oggi ho fatto le intolleranze alimentari. Mi hanno rilasciato una lista di alimenti che devo evitare e ad una prima lettura rapida ho capito che semplicemente io sono intollerante al cibo. Ad una seconda lettura me ne sono convita del tutto. L’alcol invece è una cosa che non mi riguarda più. Pare che la quantità disponibile nell’intero arco di una vita io l’abbia già consumata tutta. Neanche, che ne so.. un Campari piccolo piccolo. Dico Campari perché  non è democratico quello che è successo a Salma Hayek, classe 1966 – no dico: 1966! – che va in giro a dire “Bevi Campari di qua bevi Campari di là che diventi come me”. Macchè Campari, lo sanno tutti come ha fatto Salma a conservare così bene le sue molecole. A chi le ha chiesto come ha fatto ad avere quelle bocce per esempio, lei ha risposto « Ogni giorno sono andata in Chiesa e ho pregato il Signore. E a quasi quaranta’anni, di colpo,  una mattina mi sono risvegliata così ». La fisica soccombe al peso della fede, evviva.
Sempre sia lodato.

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categoria : teorie, fun fun fun, dubbi, donne du du du


Un caffè con bellatrix74 alle ore 18:46
domenica, dicembre 02

Jesse: «Vuoi davvero sapere per quale motivo ho scritto quello stupido libro?
Lo vuoi sapere davvero? Perchè tu potessi venire ad una presentazione e io potessi finalmente chiederti che diavolo di fine avevi fatto! »





E' più o meno il  vero e inconfessato motivo per cui  qualcuno apre un blog. Non questo blog però. Sono all'antica, il metodo del libro mi sembrava più adatto.

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