Ferragosto è passato da poco e fa freddo.
Di già.
Domani tiro fuori l'albero e il presepe e mi compro un pudding al cioccolato che mi fa tanto Natale. In tutto questo da stamattina ho un pensiero fisso sul Carnevale. L'ho sempre sottovalutato come evento, non mi è mai piaciuto quell'odore di fritto in casa per giorni per poi accorgerti che le frappe le sa fare solo il pasticcere e che anche quest'anno hai miseramente fallito. Insomma oggi riflettendoci bene, ho capito che l'indizio più grande in questo misterioso adventure game è proprio nei miei carnevali infantili.
Il destino di una persona è segnato da sempre, c'è chi lo legge nelle carte, chi nelle conchiglie, chi nelle linee della mano, ma nessuno ha mai pensato a guadagnarsi da vivere leggendo i costumi di carnevale indossati dall'infanzia all'adolescenza. La cronologia è fondamentale tuttavia e questo è l'unico particolare che la mia memoria s'è persa: mi confondo nel ricordo delle due maschere, fondamentali che , allora per la prima volta, mi fecero indossare: un vestito da Clown o e uno da Fata Turchina.
Ma era prima l'uno o l'altro?
Ricordo l'immagine precisa di me con i capelli colorati e sparati, un cappello col fiore, un fiocco enorme che caminavo tra damine imbellettate e supereroi anni '80 chiedendomi perchè dovesse toccare proprio a me di fare il pagliaccio, di avere sulla faccia il rossetto non per essere più carina ma per disegnarmi un sorriso gigante.
Risposta: <<Ma i Clown fanno ridere la gente! Danno qualcosa d'importante : l'allegria!>>
Destino segnato.
L'opposto della medaglia mi toccò un anno prima o forse uno dopo. La Fata dai Capelli Turchini. Che sogno di vestito! Me lo ricordo ancora adesso. Avevo le trecce azzurre lunghe lunghe e le stelle d'argento sul viso e sul velo del cappello a punta. Mia madre mi diceva che sotto il vestito dovevo indossare la maglia di lana ma io non sentivo ragioni: <<La Fata Turchina non se la mette di certo la maglia di lana. Non sente mica freddo lei. Guaddaaaaa... c'ho pure la bacchetta magica per non sentire freddo!>>
L'immaginazione non arriva a pensare quanto può essere triste a sei anni scoprire, mentre cammini nella parata del martedì grasso, e ti senti la fatina più bella e buona del mondo, che quella bacchetta magica lì è tragicamente finta.
<<Ma come finta? L'ha fatta Zia Mena...quetta punziona peffozzaaaa>>. A quel punto secondo me deve essersi irrimediabilmente inceppato qualcosa nelle mia testa.
Trick-track... Clown, sorriso..sorriso sì..bacchetta magica, velo azzurro co' tante stelline... il ragazzino vestito da peter pan sul carro alla parata..trick-track...clown, domatore al circo, casca e bum!... Insomma tipo RainMan che continua a ripetere <<Tutto bene johnny babbit>>. E ancora oggi non riesco a dare le dimissioni da quelle maschere che forse non lo erano poi tanto, al punto che non va via quel sorriso da giullare che ride davvero divertito per una sua stessa caduta, e non va via, allo stesso modo neanche l'illusione di quel velo azzurro di stelline. Sebbene, da Fata Turchina, mi sia sempre più chiaro quanto invece sono reali il Gatto, la Volpe e pure quel bugiardo di Pinocchio.
Solo una cosa: è un po' che non chiedo a mio fratello come procede la sua vita. Sono preoccupata. A lui mamma lo mascherava da Uomo Ragno.
p.s. Buon Natale Peter Pan!