Un caffè con bellatrix74 alle ore 10:19
mercoledì, maggio 30

Cosa è il genio?

scarpeIl tizio che ha esposto questo cartello ha un negozio di scarpe dietro Campo De' Fiori, in centro a Roma. E' importante chiarire questo, perchè se ce l'avesse avuto in una stradina di Scannagatti (ridente località abbruzzese), non mi sarei meravigliata della necessità di farsi venire un'idea per attirare l'attenzione. E invece no. Come diceva quello col lenzuolo bianco alla Tv  "c'è grossa crisi". C'è grossa crisi ovunque, non solo a Scannagatti. E c'è talmente tanta crisi che, darwinianamente parlando, sopravvive che ci mette la corteccia.

L'equazione è:
donna+cosa che luccica+superfluo+frustrazione per non poter pagare il mutuo+appagamento desiderio di acquisto+ricerca stasus symbol= donna compra scarpe.

Ora, la domanda è: ma qual è lo strano processo secondo cui più una cosa è inutile, più è oggetto di desiderio? Camminavo pensando come sempre a quello che vorrei, a quello che non ho, a quello che già ho fatto, a quello che devo fare, a come risolvere una certa situazione, a come crearne una nuova, ai problemi, ai desideri (Basta Vendi'!!!!)... Insomma, come sempre pensavo. Pensavo pure che mi dovevo comprare un paio di  scarpe. E poi, a un certo punto, tac! Illuminazione! Ti vedo questo cartello e capisco che il segreto è nelle scarpe che in realtà non mi servono. La natura ha voluto che io avessi in dono, non solo  gambe da calciatore, ma anche piedi da Sora Lella (caviglie comprese), e che per questo passi la mia vita nell'affannato tentativo di trovare, comprandole tutte,  un paio di scarpe che mi facciano sentire un po' femmina femminosa pure co' le caviglie da Sora Lella.  Per questo, se le scarpe di cui sopra, belle bellissime, so' inutili un po' per tutti, per me, rassegnata alle mie scarpe da ginnastica e ciabattine senza tacco, sono anche più che inutili.  Benissimo. Passo numero due: quante sono le cose inutili per cui mi affanno? Cioè: ma mi sto facendo fregare da un paio di lustrini? A che servono quelle scarpe lì se non servono a camminare?
Risposta: a guardarsele e a farsele guardare.
Non sono un conquista. E allora dove è la conquista?
Ecco, è questo a cui devo rispondere.
Permalink commenti (15)commenti (15)(popup)
categoria : roma, teorie, i love shopping, fun fun fun


Un caffè con bellatrix74 alle ore 14:21
domenica, maggio 27

Parole. Tante parole. Intorno nell'aria. Nella testa confuse a uscir per suonare bene. Troppe parole fuori di me, troppe parole fuori da me. Vorrei poterne vedere i segni concrete, guardarle scrivendo come davvero si fa per distinguerne l'essenza dall'inutilità. Sento l'assenza del senso concreto delle mie parole. Ma per tornare a gurdarle bisogna prima fare pulizia intorno. Lucidare a specchio dai suoni il cuore e la mente facendo silenzio. Prima solo il silenzio. Shhhh.... Solo le immagini ora. Solo le immagini.



Pulito.
 E ora ci vuole la pioggia a lavare i pensieri. Un temporale estivo. Le nubi cariche e grigie. L'odore forte della terra. E le mie mani a raccogliere le forze di nuovo.



Ok. Pronta.
Ricominciamo.
Permalink commenti (17)commenti (17)(popup)
categoria : zen , tempesta


Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:02
mercoledì, maggio 16

La differenza tra vivere e sopravvivere è tutta nel tempo che ci mette l'omino del gas per venire ad  allacciarti il contatore.

brigitteUna scatoletta di tonno piccola all’olio di oliva ha ben 160 calorie. Peso netto: 80 grammi. Due etti di bresaola meno, ma costano sei volte il tonno. La Simmenthal è la cosa più cattiva che l’uomo abbia mai inventato dopo quello sciroppo che mi davano da bimba, il Be-total, e le caramelle alla propoli. La lattuga, se la compri in cespi la devi lavare bene… e, se non t’hanno ancora allacciato il gas, con l’acqua fredda purtroppo ! Se la compri in busta invece sa di plexiglass e costa ben un euro e ottanta a bustina striminzita. No, dico: ottanta grammi di erba tagliata costano tremila lire! E manco si fuma! Scegli la pizza dunque, anche se non la puoi scaldare. Peccato che se sei intollerante ai carboidrati come me, ti riempi di bolle che neanche un adolescente in crisi ormonale. Lo so, sono altri i mali che attanagliano il mondo, ma dopo venti risvegli mattutini senza poter accendere neanche l’acqua per il mio caffè, col cuscino ancora attaccato alla faccia,  credo che domani, quando verrà l’omino del gas, dopo avrò voglia di preparare colazione di Pasqua. E ricomincerò finalmente a cucinare. Non lo faccio da tanto tempo. La sera in cui lasciai la mia mansardina per tornare a casa dei miei, impacchettai le pentole, i barattoli e i taglieri e pensai a quando avrei di nuovo scartato quel ciottolame rivestito di fogli di giornale, se mai avesse resistito all’ennesimo trasloco. Per la quinta volta nel giro di sei anni ho spacchettato tutto e ora, seduta a un nuovo tavolo, in una nuova casa, guardo la foto di Brigitte Bardot che nell’altra casa avevo attaccato con le calamite sul frigorifero. Così domani sera butto tutte le scatolette rimaste, do’ la Tinsemal al gatto della vicina e cucino per Brigitte Bardot, come facevo quando tornavo stanca dalla spiaggia lo scorso anno. Le preparo la terrina di moscardini alle olive verdi e pomodorini e i gamberi saltati sul letto di asparagi. A Brigitte, certo, ma poi me li pappo io. Evviva. Il vero single sa che per amare la sua vita deve pure amare la sua tavola apparecchiata, anche col bicchiere delle buone occasioni e il piatto colorato, e sa quanto è bello cucinare zompettando mentre si ascolta un disco. Ah, e magari mi faccio pure una doccia calda, che mi sa che è ora. Ehmm..piuttosto, sto guardando in tv certi tizi che giocano a Poker con una voce fuoricampo commenta, mi sa che è tipo un torneo. So solo che c’è uno che ha appena puntato 40.000 dollari per vedere le carte di un altro. Mah! Sai con 40.000 dollari l’insalata che ci compro…

Ah, la ricetta della terrina, che è una cosa che piace tanto a Valeria,  la trovi su "Ricette Immorali" di Manuel Vázquez Montalbán. Un libro che è bello già di per sè da leggere, ma se interpretato con la giusta ironia e "pentole alla mano" diventa un'arma micidiale di felicità. Eppoi le ricette so' pure afrodisiache..no, dico giusto così, dovesse servire.
Permalink commenti (29)commenti (29)(popup)
categoria : progetti, traslocando, terzo millennio


Un caffè con bellatrix74 alle ore 00:38
domenica, maggio 13

<<Ciurmaaaa! Cosa sono quelle facce? Commodoro: dia fondo alle scorte di grog, e tiri su il morale di questi debosciati. Il tesoro si avvicina. La mappa , parla chiaro: superato il terzo  a sinistra di quegli scogli bianchi disposti a triangolo, incontrati navigando ad est di Vittoria’s island, varare ad ovest e seguire la rotta per venticinque miglia. Lì getteremo l’ancora, caleremo le scialuppe per raggiungere la spiaggia e attraverseremo la giungla fino al centro esatto della foresta pluviale. Quella è la nostra meta. E muovete il culo!Mozzoooo!!Voglio vederlo splandere questo ponte!>>



http://garts.latech.edu/tamaram/102/PoeticLanguage2/treasure-Island.jpg



Lo so che le mappe del tesoro per loro natura non si dovrebbero rivelare a nessuno, ma se c’è una cosa che mi piace è ascoltare le storie che parlano di posti raggiunti con fatica e che sono diventati una specie di tesoro per chi li ha scovati. Non una località di vacanza precisa, ma un angolo di mondo che per sempre ricorderete. Una spiaggia, un punto panoramico, la vetta di un monte, un bar particolare, un punto di ritrovo, un ristorante carino, un’opera d’arte, qualunque cosa. Qual è il tuo posto preferito nel mondo e soprattutto come ci si va? Se lo scrivi qui, magari uno di questi pomeriggi ne senti parlare in radio. Ah già…che radio? Mmmhh…mo' te lo dico. Io ti regalo intanto una spiaggia in Calabria. Parti da Tropea e segui la statale verso Parghelia, prima di entrare in paese, proprio sulla statale, all’altezza del residence Nettuno (c’è l’insegna) accosta. Di qui si prosegue a piedi e ti servono scarpe comode. Alla fine del residence sulla sinistra c’è una stradina che lo costeggia, seguila e continua nel persorso attraverso il bosco.Nono puoi sbagliare perchè è l'unico percorso segnato. Alla fine del percorso arriverai ad una spiaggia. Non è quella la mèta. La baia davanti ai tuoi occhi e delimitata alla tua destra da una scogliera. Ce la puoi fare: scavalcala. Dall’altra parte c’è un angolo di paradiso, se non ci credi vai a vedere.

Attendo mappe del tesoro dettagliate.

I walked across an empty land
I knew the pathway like the back of my hand
I felt the earth beneath my feet
Sat by the river and it made me complete...
So, why don't we go somewhere only we know
(Keane)



Coming soon  on Veronica Hit Radio 
"Un Turista a Caso"

Permalink commenti (17)commenti (17)(popup)
categoria :


Un caffè con bellatrix74 alle ore 19:11
martedì, maggio 08



Sono una ragazza analogica, io. Per questo è difficile starmi vicino.

http://www.flashfumetto.it/files/immagini/Professionisti/Francesca%20Salucci/Diritto%20al%20pensiero-tecnica%20mista%20inedito%202004inter.jpg

Quando mi sei accanto se fai un po’ di silenzio puoi ascoltare gli ingranaggi che si incastrano. Click..clack..strump… Arrivo alla fine del processo attraversando tutte le tappe. Se non capirò la B alla Z non ci arriverò mai. Quando sarò alla Z io, tu, che ivece sei digitale, l’avrai detta già da ore, ma senza capire come ci sei arrivato. C’è una verità: l’analogico non è economico. Infatti io notoriamente sono ad alto mantenimento. C’è un’altra verità: le persone analogiche hanno dei seri problemi relazionali, perché hanno dei tempi nettamente diversi da chi analogico non è. Fammi una domanda: se mi vedi immobile, con lo sguardo perso nel vuoto, mentre intorno tutti già hanno la risposta è solo perché io, prima di darti la risposta mi sto chiedendo da ore per quale motivo m’hai fatto quella domanda.  In questo modo, quando finalmente deciderò di risponderti gli altri saranno già alla quinta. Ma, fermi sulla sesta, mi vedranno correre come una lepre davanti a loro e superarli di colpo, perché io avrò capito il segreto, pure se non avevo imparato le risposte. In un mondo digitale ci sono risposte ovunque. E’ un mondo fatto di antidoti preconfezionati, di soluzioni codificate a problemi stabiliti, di memoria a breve termine. Soffro il male dell’analogico e mi odierai quando dirò la frase centrale del discorso nella mia testa, mentre tu avresti voluto sentire solo la fine. Mi odierai quando arriverò di colpo alla fine senza informarti di qual era il punto di partenza. Mi odierai pensando che sono scema quando non mi vedrai reagire all’istante, e io te lo lascerò credere perché quando pensano che sei poco intelligente, hai più tempo per farti i tuoi conti. Sono analogica io. Di quelli che partono dalla preistoria per spiegarti una cosa, perché solo così quella cosa è chiara pure per loro.  Voglio sapere degli strumenti dei tempi in cui non c’ero, perché quando premerò il tasto immaginerò a ritroso tutto quello che succede nel momento tra il mio dito che si abbassa e il click. Le persone analogiche vanno d’accordo tra di loro sì e no. Vanno d’accordo tra di loro sì,  perché entrano ognuno nella testa dell’altro al momento in cui vogliono, come quando devi salire al volo sulla giostra che gira e lo sai fare perché hai capito che ogni tre cavali passa una carrozza. Vanno d’accordo tra di loro no, perché stanno sempre a chiedersi quale reazione ci sarà per ogni loro minima azione in un gioco di equilibrio che stresserebbe anche Machiavelli. Ieri sera mi sono trovata ad assistere ad una conversazione di ore tra persone  ben più analogiche di me. Ho un gran mal di testa, ma adesso ho quesiti a sufficienza da risolvere per passare le prossime giornate senza annoiarmi. Per esempio, parafrasando Silvio Muccino, anzi Max Tortora che imita Silvio Muccino: Giulia Giulia…Che ne sarà di noi? (Giulia rispondi peffavore peffa). Buio totale. Attendo con fiducia segnali di vita da quel pianeta digitale chiamato futuro, dove pure le povere ragazze analogiche, alla fine si arrendono alla voglia di sostituire il lento processo con le risposte chiare e un briciolo di concretezza.
E non vojo manco sapè perché.



Permalink commenti (22)commenti (22)(popup)
categoria :


Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:23
venerdì, maggio 04

Shhh....

diabolikSe mi scoprono... già, se... Ma che vuoi che mi dicano? Che sto approfittando dell'aria di qualcun altro? La vita è un adventure game, ne sono sempre più convinta. Come Lara Croft attraverso le grotte, armata di mitraglietta, munita di tuta da scassinatore come il mio eroe, Diabolik, tengo saldamente nelle mani un MacBook nuovo di pacca, e sgattaiolo furtiva accostata ai muri della città in cerca di una connessione Wireless da poter sottrarre a qualche malcapitato. Cosa accade al tizio in questione se approfitto per qualche minuto della sua connessione? UN EMERITA CEPPA! Cioè, se io navigo, a lui non cambia niente. Cosa costa alle autorità competenti cablare le città e distribuire gratuitamente l'accesso alla rete?  Non sono Beppe Grillo, dunque non entrerò nel merito di questa diatriba. Però, eccerto che c'ha ragione da vendere! Detto ciò ecco il mio post furtivo, scritto sulle scale davanti ad una banca mentre la gente mi fissa sospettando che stia tramando qualcosa. Na na na na..nana, nanana... accenno la sigletta della Pantera rosa, mi guardo attorno di soppiatto, prima a destra, poi a sinistra... Non mi avrete mai , bastardi! Poi improvvisamente un pensiero mi colpisce: da giorni la mia prima preoccupazione è trovare la maniera di collegarmi in rete. Per preparare le trasmissioni, per aprire la posta, per scivere il blog, per chiacchierare con gli amici.
Io?
Io che ho sempre creduto che l'unico progresso tecnologico a cui mi sarei piegata, a parte un mixer, sarebbe stato un forno  ventilato con la funzione "pizza"? Io che brucerei tutti i cellulari, e vorrei tornare ai tempi in cui ognuno di noi poteva scegliere liberamente di passare mezz'ora senza dover essere rintracciabile a tutti i costi? Io che se la tv fosse ancora in bianco e nero non avrei problemi perchè tanto i film che preferisco sono senza colori? Io che voglio ascoltare in radio pure una canzone che non mi piace aspettando magari di sentirne una bella, piuttosto che accedere da internet ad un freddo podcast che però mi mette su tutte le canzoni che voglio io? Ebbene, io, l'antiprogresso, non vivo più senza internet. Mi cospargo il capo di cenere, mi batto il petto furiosa con me stessa. Dov'è la voglia di vivere su una spiaggia in messico senza neanche i vestiti addosso? Sììììììì...sìììììì, lo ammetto. M'avete scoperto. Sìììì, vi amo. Amo i blog, i myspace, i siti internet sul cinema, comprare i dischi su e-bay, scaricare le canzoni da iTunes con i codici presi sotto i tappi della CocaCola, amo la grafica web, inventarmi un nuovo sfondo per il template, fare filmati e postarli su Youtube. Eheheh (risatina satanica), uso tre ftp, due browser diversi,sono utente di splinder, altervista, myspace, libero, yahoo, gmail, hotmail, messenger, youtube, ...E oggi, ho creato un profilo per Second Life.  Sìììì...web economy, eccomi. Mi rassegno, sono tua.
E adesso dunque, nel consumare di nascosto la mia dose telematica, inizio a commentare i blog a manetta. Evviva. Evviva. Evviva.
Sto male. Aiutatemi.
Permalink commenti (19)commenti (19)(popup)
categoria :