Un caffè con bellatrix74 alle ore 23:53
domenica, aprile 29

Good morning my teacher. How are you? Sì, sì io sto un pochetto storta. Si vede eh? Yes, you know what? A volte it's hard to explain..sì sì..è diffcile capire se non hai capito già, come  dice un cantante che conosco. But let me tell you what is the point, cioè qual è il punto: è tutto un problema di direzioni e incroci. Io agli incroci poi sono da sempre un disastro, si figuri che la patente me l'hanno data per pietà al quinto tentativo. Glielo spiego come faceva lei con me, alla lavagna. Guardi, facciamo conto che la sua vita, per quanto precaria, sia raffigurabile come una serie di strati allinenati, anche senza criterio, tutti in una stessa direzione. Eccola eh... orizzontaleBene, ora facciamo conto, che per una serie di circostanze lei si trovi a dover recuperare un nuovo equilibrio, ma trasformando quello che aveva in una situazione diretta in un modo completamente diverso, tipo così: verticaleOra, lei è convinta che il cambio di direzione sia graduale, don't you? Manco pe' il caiser! Infatti, la situazione precipita vorticosamente nel periodo, più o meno lungo, in cui i due assestamenti, non si trasformano l'uno nell'altro ma si sovrappongono, like this:incrocio Bello eh? Sapesse quanto è difficile dar buona prova di sè in questa situazione e perseguire comunque lo scopo, non dico della sanità mentale, ma almeno dell'instabilità emotiva sopportabile a cui sono avvezza. Mi dica, my teacher, lei se lo ricorda di quando ci avevo il Commodore128 e lei insisteva che era più importante fare i compiti piuttosto che passare i pomeriggi a giocare a PACMAN?

Se lo ricorda che io i compiti li facevo sempre tutti mentre per esempio mio cugino lo sgridavano perchè stava sempre davanti al computer? Bene, lui qualche votaccio l'avrà pure preso, ma a PACMAN era imbattibile. Ecco, io adesso vorrei aver preso qualche bel voto di meno, ma essere imbattibile nei giochi di labirinti. Per questo, Signora Maestra,  faccio l'inchino e saluto che mi vado a gettare in un nuovo gioco chiamato "raccapezzati dentro 'sto groviglio di traslochi, bollette, nuovi strumenti, prove tecniche, nuovi amici, nuova città,e di <<chissà se ce la farò>>", 'chè se esco le faccio un fischio. Non posterò per un po' forse, ma vi leggerò sempre. Bacini bacetti e tanto affetto.

 

on air: David Bowie from Labyrinth soundtrack

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categoria : memories, traslocando


Un caffè con bellatrix74 alle ore 13:45
sabato, aprile 28

Non c'è niente da fare, le coincidenze non esistono. In qualche strano modo, nella vita tutto torna.

 I conti che all'inizio non sembravano esatti, gli amori andati via da un momento all'altro, le situazioni che non erano chiare. I significati di piccoli eventi. Capita che ricordo cose chiedendomi sempre "Ma perchè questa cosa m'è rimasta così impressa? Perchè sento che è importante sebbene non ha alcun valore?" Poi passano anni e in un pomeriggio annoiato d'aprile, tac! quel particolare ti si para di nuovo davanti, stavolta rivelandoti il suo significato. Magari! Cioè, magari mi rivelasse il significato. A me continuano a tornare cose ed eventi, segnali e indizi, senza che io ancora possa spiegarne la forza. E ogni volta l'odore è sempre più carico d'importanza. Insomma, prova a guardarti "Vertigo". Tu lo sai già durante tutto il film che gli indizi ti porteranno alla soluzione, e dunque mai ti verrebbe in mente di dire che sono coincidenze. Il 1993 è stato un anno importante per me. Però non lo so bene perchè. Secondo me quando avrò 70 anni lo capirò. E magari scoprirò anche il significato di quel sogno, che pare che l'ho fatto ieri per come me lo ricordo,  in cui una signora grassa, vestita da zingara, mi mostrava una lavagna con su scritto "NOMHX" dicendomi "Ricordati sempre di Louise. E ricordati sempre queste lettere. Un giorno capirai, ma passeranno molti anni. Ora ascolta..." Io dormo da sempre con la radio accesa e svegliandomi dal sogno proprio sull'invito ad ascoltare c'era su un pezzo di Angela Baraldi. Ma chi l'ha mai più sentita quella canzone alla radio? Ma soprattutto a chi gli era venuto in mente di mandarla su? A quel tempo ero assidua frequentatrice..be'..più che assidua... del negozio di noleggio cd in piazza ad Albano. Quel posto era più che un negozio, come era giusto che fosse un posto così. Dove potevi ascoltarti tutta la musica che volevi, dove potevi parlarne con gli amici, noleggiare, portare a casa, cercare, scoprirne di nuovi. ( Ma insomma, qua si lamentano della storia lì dello scaricare la musica! Scemi! Ma non era meglio quando i cd ce li facevano noleggiare? Tanto chi compra i cd originali se li comprava pure prima! A parte sta polemica....) Insomma, Giorgio, che affittava i cd, da sei mesi stava in fissa con questa tizia, che pare fosse la vocalist di De Gregori... Non l'avevo mai voluto prendere il cd,  ma quella canzone, quella mattina, dopo quel sogno mi pareva una cosa importante. Chissà che fine ha fatto la cassettina su cui l'avevo registrato poi. Non ho mai saputo più niente di Angela Baraldi. Per anni ho cercato di nuovo quel disco, senza trovarlo mai. Persino in radio non c'era. Ogni volta che canticchiavo quella canzone mi tornava davanti la signora grassa e un odore di giardino. Poi un paio d'anni fa ti vado a vedere il nuovo di Gabriele Salvatores e te la trovo lì... con la sua voce roca e la chitarra rock! Grido al miracolo e ricomincio a cercare il disco. Niente. Eppure sapevo tutte le parole di quella canzone. Ma è possibile conoscere a memoria una canzone che si è sentita così poche volte? Mah! Qualche settimana fa rovistavo tra i vinili di Cri, nel suo studio. Ora, un dj di techno che negli anni '90 era una star da rave, secondo te, che ci fa col vinile di Angela Baraldi? Quel disco lì...proprio quello. Lo tenevo in mano come fosse il diario di Laura Palmer e Dale Cooper l'avesse appena trovato nella sua stanza di Twin Peaks. <<Perchè hai questo disco?>> e lui: <<Perchè me l'ha dato Angela, che domande!Chissà come sta...>>.

angelaSia chiaro che non ho la più pallida idea di chi sia Louise, perciò, giacchè la signora grassa diceva che era importante, se qualcuno la conosce me lo dica subito che sennò mi tocca aspettare altri quindici anni prima del prossimo indizio. Ecco.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 02:12
lunedì, aprile 23

L'avevo detto che c'era una storia. Ebbene inizia così:

Sì, con la fetta di panettone del proponimento di fine anno. Intorno al tavolo,con Luca e la Sister,  mezz'ora prima che il 2007 iniziasse a turno ciascuno di noi fece i suoi tre propositi per l'anno che iniziava. Propositi seri, non tanto per dire. Cose per cui avrebbe lottato, sudato e per cui in quel momento mangiava la sua fetta compresa di canditi uvetta e tutto il resto. Me lo ricordo come fosse ora. Dissi: 

1-non perderò mai più tempo con l'amore 

2-mi sforzerò per il raggiungimento dei miei obiettivi professionali

3-perderò cinque chili.

 La conversazione ,dopo i proponimenti, prese irrimediabilmente il taglio del tipo: <<L'amore? Cioè secondo te si può rinunciare all'amore?>> Certo che si può. Che domande. Continuavo a ripeterlo soddisfatta mentre all'una entravo al From Hell a Trastevere, per iniziare a mettere i dischi. All'una e un quarto conobbi la mia prima persona del 2007. Stesso lavoro, amici in comune, <<Portami una demo che la mando ad un amico in radio>>, <<Ma dai davvero questo disco è tuo?>> Bla bla bla. Buon anno! Hei Buon anno! <<Che buffo sei la prima persona che conosco nel 2007, chissà che non porti bene>> <<Dove suoni stasera? Ma dài sei anche tu a Trastevere? E poi vai a fare un After?>>. Lui entrava ed era l'una e un quarto.  Alle quattro eravamo a quota 52 sms. Alle sette scaricai la memoria del telefono a quota 82. Ciascuno informava l'altro sul disco che aveva appena messo. (Certo, è meglio che lo dico sennò poi s'arrabbia, io i l cd, lui i dischi veri col buco e l'etichetta circolare). Il giorno dopo, il primo giorno dell'anno in cui avrei per sempre eluso la parola "Innamoramento" dal mio vocabolario, temevo per la mia incolumità psicofisica. Credo fosse lo stesso per lui, perchè dopo due settimane di telefonate, concerti, aperitivi, messaggi, chiacchiere notturne avevamo deciso di comune accordo di fuggire l'uno dall'altro. Con serenità e una grandissima dose di maturità ci autoaffermavamo due "fifoni da esposizione", tali per cui anche solo l'odore di una plausibile relazione infondeva la voglia di emigrare in un  altro paese. Io e Cri saremmo stati ottimi amici, di quelli che si capiscono al volo, che si ubriacano parlando di una vita di sogni e che entrambi credono nella possibilità di costruire qualcosa in un mondo lontano da qui. Di quella razza quasi estinta che non ha paura di desiderare di fare grandi cose, perchè crede che tutto è possibile. Mi sono sempre chiesta cosa non avesse funzionato in questo piano architettato alla perfezione. Cosa non funzionò in quel proponimento di fine anno? Perchè? Cosa mi spinse un pomeriggio di gennaio, nel parlare con  Qwe che mi consigliava di spedire una demo ad una certa radio, a farmi sfiorare l'idea di andarci di persona pur di farmi accompagnare da Cri? Ma soprattutto come funziona che una persona che conosci da due settimane ti dice <<Ehi domani attraversi l'Italia con me che devo andare a consegnare una cosa?>> e tu accetti? Come si fa a dire sì ad una proposta del genere? Io quella demo l'avrei pure potuta spedire come ho sempre fatto, ma avevo tanta voglia di andarci con lui. Quel giorno, guardando dal finestrino ricordo che c'era la neve a Spoleto sui tetti, avevo i capelli scintillanti di brina e sentivo un odore di felicità che ho ancora nel naso. Ricordo che abbiamo mangiato a Pesaro appena arrivati, in una locanda in pietra. E che ho mangiato le fettuccine ai funghi più buone di sempre. Ricordo che non mi importava di come sarebbe andato il colloquio in radio, di fare bella figura se m'avessero provinato, addirittura forse non avrei neanche trovato il direttore. Avrei consegnato la mia demo e tanti saluti. In fondo Ba', lo sai anche tu, quella della radio era solo una scusa. E lo sapeva anche lui. In radio lui incontrò un vecchio amico. Strana coincidenza. Solo una delle tante che da quel giorno ci sono capitate insieme.

Domani parto. Sanotte metto in valigia qualche vestito, parecchi dischi, i libri che mi servono per la mia trasmissione, la foto di me e Cri di ritorno da Pesaro quel pomeriggio, quando negli occhi già c'era tutto l'amore che ci lega, la foto di me Luca e la Sister la notte di capodanno, nel proponimento per il quale la vita mi burlò a un'ora sola di distanza. La settimana prossima inizano le mie dirette quotidiane. Ritorno in radio, evviva. Ma che scherzo strano della vita separarmi oggi da te, quando il motivo che ci vedrà lontani è lo stesso che ci avvicinò tre mesi fa! La vita ride di me, ma so che se non mi lascerò spaventare mi concederà la possibilità di cambiare idea e di costruire. Costruire. Questo sì che è un buon proponimento. Ah, e comunque per quella storia lì dei cinque chili... l'anno è ancora lungo.

P.S. In questi anni di radio ne ho fatta e anche in situazioni diverse, ma l'ultima mia diretta risale a parecchio tempo fa. L'ultima canzone che mandai in quell'occasione fu questa qui di The Veils. Salutai e dissi che forse, passando di lì, qualche ascoltatore m'avrebbe ritrovato in spiaggia. E' successo. Sono stata la dj del Mecs Village per tre anni  e mai neanche per un giorno ho rimpianto di aver lasciato la Radio per quella consol piccola piccola in spiaggia. Ma questa canzone, che i Veils, diciamocelo hanno bella che bella copiato a Gardening at night dei R.E.M., non l'ho messa su mai più, perchè mi faceva male. Oggi la riascolto per la prima volta da allora.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 17:37
giovedì, aprile 19

La cosa bella di quando hai la febbre alta è che puoi vaneggiare senza che nessuno se ne meravigli più di tanto.Figuriamoci che vantaggio enorme questa febbre a quaranta, per me che vaneggio con estrema estrema lucidità già quando sono in perfetta forma. Oggi dunque, a fronte di questa esperienza a metà strada tra le visioni mistiche e gli effetti allucinogeni dell'LSD, tiro le somme di quanto accaduto. E' iniziato tutto con quella sensazione di freddo proprio mentre il colonnello Migliacci in radio annunciava un estate in largo anticipo...

fever

Mi dico subito che qualcosa non va e trovo conferma al mio timore, più tardi, nel letto, alla vista del pinguino seduto al mio capezzale che mi guarda con aria di scherno. Tento di sferrargli un colpo e capisco che le forze mi hanno abbandonato del tutto. Proprio in quel momento mi appare mia madre, vestita da cartomante che con aria di monito, brandisce in aria il quattro di bastoni, dicendomi "E' un inganno! E' un inganno! Guarda!.. E' un nano, no anzi...una nana! Sì, una donna nana>>  Soprassiedo sul vaneggiamneto circa la battuta obbligata in risposta alla frase che riguarda la "Donna nana" e inizio a delirare ad alta voce urlando "E' un trucco! E' un inganno!". A quel punto qualcuno deve avermi messo del ghiaccio sulla testa e, cosa ben peggiore, deve aver acceso la tv. Le immagini provenienti dalla scatola infernale, da me ignorata da immemore tempo, si confondono con le visioni in un turbinio di metafore, messaggi e timori apocalittici. Apro un poco gli occhi e sullo schermo c'è un cartone animato dove quattro vecchiette mangiano rane al ritmo di una vecchia canzone francese. <<Je veux pas finir ma vie a Timbuctuuuuuu...>> Timbuctù? E chi ha mai parlato di Timbuctù? Non s'era detto Playa del Carmen? Nel frattempo mia madre s'è trasformata già da tempo in mia zia e va blaterando qualcosa a proposito di un alchimia segreta per cambiare la luna in sole. Vedo la Luna pigliare fuoco e diventare sole rosso al tramonto quando mia cugina Michela si avvicina con un libro dicendomi che nel sonetto di James Joyce lì scritto c'è il segreto del mondo, grazie ad un messaggio per me dell'Arcangelo Michele. Sto ancora chiedendomi se James Joyce abbia mai scritto sonetti proprio quando riconosco in tv uno che qualche anno stava al grande fratello e che, parlando ancora come la sora Lella, si fa corteggiare da certe signorine truccate come Robbie Williams nel video di "She's Madonna". Capisco che è tutto tristemente vero e la febbre sale, sale, sale. Le immagini televisive si confondono nella mia testa con le visioni, tanto che ancora adesso, mi pare impossibile che esista davvero quel programma di cucina dove tra un ovetto fritto e un alice marinata la bionda Antonellina costringe tutto il pubblico a prodigarsi in umilianti balletti su canzoncine per bambini, che ormai schifano i bambini stessi, o peggio ancora il video di un gruppetto anni '80, stile Apache,  che si facevano chiamare "Drum Theatre" (non ho sbagliato...si chiamavano proprio così. Lo so, è terribile). La situazione diventa critica quando girandomi mi accorgo che al posto del pinguino c'è ora il coniglio di Donnie Darko, seduto sul divano della Loggia Nera accanto alla cugina di Laura Palmer e il nano di Twin Peaks, così, presa da un raptus isterico mi getto a capofitto nello zapping. Al primo colpo becco lui, l'essere che ho sempre temuto, con quell'aria finta e le manone gialle, intento nei festeggiamenti di non so che cosa : Topolino. Cresce in me il sospetto e arrivo all'elaborazione di una teoria secondo cui Topolino è il capo dell Cia, ma anche un perfezionato strumento di controllo della moralità dei cittadini del mondo, grazie ad un accurato lavaggio del cervello attraverso il quale ci insegnano che se non rispetteremo le regole che ci imporranno diventeremo sfigati, con la macchina rotta e senza una donna come Paperino. E magari pure comunisti, il che esclude qualsiasi possibilità di redenzione. Al secondo colpo becco Ridge che dice a Brooke: << Io ti amo ancora anche se hai trombato per la 546 volta con il figlio di mio padre, che non è mio fratello, che avevi lasciato annullando il tuo matrimonio dopo aver scoperto che amavi mio padre, sebbene fossi incinta di tuo cugino pur supponendo che il figlio fosse mio, sebbene tu non sapessi che la cosa era impossibile perchè io sono un transensessuale e solo fino a tre settimane fa mi chiamavo Miriam>>. Iniziano ad assalirmi domande e pensieri. Mi chiedo che ne sarà di me, se l'amore esiste davvero o se come sono arrivata a credere da qualche tempo è l'inganno di cui sopra, se ho fatto bene a lasciare tutto per gettarmi in una nuova avventura e trasferirmi in un altra città, se mai mi trasferirò finalmente, se è giusto che Christina Aguilera proprio ora che dopo giorni di ricerca avevo trovato la sigla giusta per la mia trasmissione, doveva copiarmi l'idea, se Dale Cooper riuscirà mai a liberarsi di Bob. Trovo la risposta al terzo colpo di zapping, nel volto di Vivien Leigh, sul ponte di Waterloo che saggiamente pensa: "Non voler sempre capire cosa fare e cosa succederà. Lascia che la vita faccia il suo corso".
Oggi non ho febbre. Ho perso un chilo, evviva. Non ho ancora notizie precise circa il mio trasferimento. Ho deciso che la mia sigla resterà quella perchè le Andrews Sisters me le so' ricordate molto prima io di Christina Aguilera. Non ho ancora cambiato idea sull'amore, ma ne sopporto pazientemente l'esistenza. Sono tuttavia sempre più convinta che Topolino abbia loschi affari in ballo con la Cia e più guarisco più questa ipotesi mi pare plausibile. Attenzione.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 16:59
mercoledì, aprile 11

Prima di iniziare il mio racconto vorrei ringraziare gli altri colleghi dell'associazione T.A. (Tifosi Anonimi), in particolare quelli che hanno iniziato da poco il loro percorso di disintossicazione. Tenete duro, potete farcela, e un giorno anche voi potrete dire queste mie parole.

Ciao, sono Barbara e da ben 2.645 giorni non tifo per una squadra di calcio.

All'inizio non fu difficile. Capii che il mio sitema nervoso mi stava truffando, che l'emozione era fasulla, che niente poteva giustificare le conseguenze di quella terribile droga: perdita della voce, perdita della coscienza, abrutimento, tristezza, malessere generale. La mia salute risentiva delle tristezze domenicali a tal punto che il martedì non avevo altro pensiero se non quello di recarmi ai campi d'allenamento per sbirciare dal mio posticino segreto, proprio dietro il muro di cinta, qualche segnale di ripresa che mi desse speranza per la settimana successiva. Le vittorie non mi arrecavano tanto giovamento quanto invece gravava su di me il peso di quei novanta minuti d'ansia. Come l'amore ti prende della sua strana alchimia, così la febbre del tifoso t'assale senza avvertire e soprattutto senza che nessuna scienza ne spieghi la causa. Se fosse un moto d'aggregazione a spingere tanti cuori a cantare la stessa canzone, non avrebbe senso dunque la reale pericolosità dell'andare allo stadio. (cfr il testo "Siamo tutti amici, bello il calcio, bella la partita, bello bello..tutto bello..becchete sta spranga de metallo in testa!") Eppure io ero là,  a sperare di vedere la partita del secolo, l'azione dei sogni, il cross preciso, il gol da ricordare che tiene il fiato sospeso come quando eravamo bambini e lanciavamo in aria pensando che la palla sarebbe rimasta a roteare lì in alto in attesa della rovesciata di Holliver Hutton. Lo sfottò al nemico, il lunedì, se te lo potevi permettere, era il fine ultimo. Fu lì, quando iniziai a perdere quello, che l'astinenza da tifoso si fece sentire. Ricordo un pomeriggio in curva. La Roma perdeva due a zero contro la Fiorentina. Mancavano tre minuti al fischio dell'arbitro. Tre. C'era un tizio, uno dei ragazzi con cui ero andata allo stadio quel giorno, che piangeva non di tristezza ma di nervosismo. Cacciò un urlo che lo sentì tutta la curva e disse: <<Feteme largooooo>> Facendosi spazio sulle gradinate si inginocchiò e giunse le mani: <<Signore tu lo sai che nun so' bono a pregà, però, te prego lo stesso. Me lo sento che esisti, damme un segno. M'accendo la sigaretta della speranza. In due minuti io questa me la fumo e in due minuti tu ce poi fa pareggià>> Lo guardammo in silenzio pensando che il tifo aveva mietuto un altra vitima nell'uccidere per sempre anche il suo ultimo neurone. Accese la sigaretta. Tirò,poi tirò ancora. Ci girammo a guardare un'azione di contropiede. La Roma pareggiò. Nell'esultanza generale qualcuno mi sollevò e mi scaraventò contro i vetri di fine curva. Mentre sentivo il peso della folla schiacciarmi le vertebre urlavo di gioia e non sentivo dolore. Tornai al mio posto dolorante e felice (???) e vidi che lui, il fedele tifoso in preghiera era ancora lì, senza essersi mai mosso, con le braccia la cielo diceva: <<Grazie lo sapevo che esistevi. So' contento già così, ma se sei della Roma pure tu allora facce vince>>. Diede un ultimo tiro alla sigaretta prima di ciccarla via e Totti segnò. Al novantunesimo. Quando ripenso a quel pomeriggio un po' mi maledico per aver voluto smettere. Poi però capita che la Roma perda sette a uno in coppa dei Campioni e che sulla pagina ufficiale della tifoseria ci sia scritto <<Grazie lo stesso. La più grande prova di coraggio è sopportare la sconfitta senza perdere il cuore>> e io sospirando serenamente mi reputo fortunata ad avere, oltre al mio cuore, ancora qualche neurone superstite che mi ricorda, mentre sento parlare di crisi del lavoro, di crisi dei valori sociali, di crisi dei rapporti di coppia, di crisi generale insomma, quanti zeri di differenza ci siano tra il mio stipendio e quello di capitan Totti. O capitano, mio capitano.

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categoria : febbre a 90


Un caffè con bellatrix74 alle ore 16:13
martedì, aprile 03

<<L'ottimismo è il profumo della vita!>>

<<E se te lo dico io credimi. Lo so perchè al corso da venditori, ogni giorno, per mesi ci hanno insegnato che tutto è bello, che la vita va guardata dal suo miglior punto di vista. Il bicchiere è sempre mezzo pieno dunque e io, il tuo venditore preferito, sono qui per mostrarti quanto di incredibile e sorprendente c'è tra le cose terribili che succedono al nostro mondo. E' per questo che da me comprerai: perchè io saprò farti felice. Ho capito qual è il segreto della vita una mattina, appena sveglio, accendento la tv e guardando uno stupido, semplice banale spot in cui, colui che poi sarebbe stato il mio maestro, mi incitava a comperare le bellissime case che ora anche io vendo. Lo stabile in vendita già da qualche mese si chiama "Mare domani" e sorge su una ridente collinetta in Sant'Arcangelo di Romagna a pochi chilometri da Riccione. Ebbene, tu credi di comprare una casa in collina, ma io, il tuo venditore di sogni, ti assicuro che tra quindici anni, quando l'innalzamento della temperatura del suolo terrestre causerà una serie di magnifici cataclismi, la tua casa in collina si trasformerà in una bellissima villetta sulla spiaggia. Anche io come te un tempo mi preoccupavo per i mali del nostro pianeta e per il declino della nostra società, ma oggi sono felice e ottimista. In passato abbiamo considerato eventi catastrofici cose che in realtà potevano essere fonte di meraviglie. Che dire per esempio dello spettacolo pirotecnico più luminoso di tutti i tempi, a cui poterono assistere solamente pochi fortunati nel '45 presso la ridente località di Hiroshima? E il disboscamento dell'Amazzonia non è forse un utile strumento atto a  creare maggiori aree attrezzate per allegri pic-nic nei pomeriggi d'estate? Senza contare che l'odore balsamico derivato dal taglio del legname si diffonderà in tutto il pianeta, creando ambienti profumati e coprendo del tutto la puzza di smog, di cui qualcuno purtroppo si lamenta. Prendi lo smog stesso, per esempio: tutti sanno che le polveri sottili emesse dalle auto danneggiano gravemente la nostra salute, i nostri polmoni. Ebbene, non è magnifico il fatto che i fumatori non avranno nulla più da temere dalle loro sigarette che a confronto sembreranno acqua liscia? Finalmente si potrà ricominciare a fumare nei locali al chiuso, visto che nessuno saprà notare la differenza. Inoltre  le aziende produttrici di maschere antigas saranno costrette ad accrescere i loro volumi, cosa che di certo incrementerà le assunzioni, risolvendo a molti l'annoso problema della disoccupazione. A proposito, la situazione di precarietà del lavoro, che pare proprio non vada giù a parecchi, ha aspetti che nessuno considera e che la rendono più che auspicabile per la nostra società: soddisfa il nostro senso di avventura, mette al riparo dalla monotonia e ci fa percepire la  vita come un magnifico gioco in cui, sì, è vero, potresti anche non farcela, ma, se ce la farai guadagnerai punti bonus di sopravvivenza a discapito di quelli che, darwinianamente, sono destinati alla scomparsa. Capisci quello che voglio dire? la vita è bellissima, basta prenderla al verso giusto. Guarda al futuro con gioia e immagina quando l'inverno e il freddo saranno solo un ricordo, quando gli amanti delle vacanze balneari non dovranno più recarsi in posti lontani per godersi il loro meritato riposo.

Sono contento di quello che ci sta per succedere, anzi, io ho prenotato già da ora il tour subacqueo in visita a quelle che ora sono soltanto banali città a cielo aperto. Chi non immagina la bellezza  dei capolavori di Van Gogh , visti tra le alghe, risplendere dell'azzurro della luce marina?

Mi trovo bene a lavorare per un'azienda in cui sento di poter vendere la felicità, anche se, in confidenza, oggi ho ricevuto una proposta da una società finanziaria che mi garba parecchio. Si sa, di questi tempi,  è più facile vendere mutui. Secondo il calendario Maya, la catastrofe planetaria si avventerà su di noi il 12 dicembre del 2012. Vi pare poco avere la possibilità di prendere un mutuo a vent'anni e godersi in pace la vita sapendo che tanto non si avrà modo di dover pagare fino all'ultimo centesimo?

Ora vi saluto, scusate, ho un appuntamento con uno starno tizio, un certo Babbo Natale, dice che vorrebbe far stimare la sua proprietà al Polo Nord. E' intenzionato a vendere, perchè vuole comprare anche lui una casa al mare. Poveretto... non sa che da quelle parti è già in progettazione un parco divertimenti acquatico con acquascivolo naturali. Ehehe...tra qualche anno quelle terre varranno oro! Si vede che non è portato per gli affari. D'altra parte venditori si nasce>>

(E idioti si nasce sempre più spesso)

Accendi su MTV, aspetta un po' e tra un video e una trasmissione per teenagers ti vedrai comparire il sorridente venditore del "Progetto Mare Domani", che per conto dell'agenzia Immobiliare Europa, vende villette in collina a Sant'Arcangelo di Romagna, sottolinenado che tra quindici anni saranno villette sulla spiaggia per l'innalzamento del livello del mare. Se è uno scherzo fa pure ridere, lo ammetto. Se è un nuovo metodo di sensibilizzazione per i problemi del nostro pianeta è geniale. Se è vero, come invece purtroppo temo, è tempo per me di darmi da fare e scoprire una buona volta se ci  sono possibilità di vita su Marte. Non perchè disdegno la vita sulla Terra, ma perchè non riesco più a sopportare la vita tra i terrestri.

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Un caffè con bellatrix74 alle ore 04:40
lunedì, aprile 02

Quante sono le possibilità di cambiare davvero, se sei così?

Così come questi due. Entrambi esempio lampante dell'egoismo più puro. Guardandoli, il commento è uno solo: NO FUTURE. E stanno pure lì all'aereoporto a continuare a vicenda la commedia del " Parto, no non parto, sì devi partire, no vieni via con me, attacca prima tu, no attacca tu", quando si sa benissimo che Ric sta pensando a quante casse di Whiskey deve ordinare per stasera,visto che è sabato e che in magazzino le scorte del bar stanno finendo, e lei invece sta pensando a quale abito indossare per il ricevimento dato in onore del rientro del primo ministro, suo marito.
Ric ha un bar. Lei è una first lady. Non c'è   stato, durante tutto il film, un solo momento in cui io mi sia illusa, come invece vorrebbero far credere, che abbiano entrambi mai pensato alla possibilità di rinunciare ognuno alla propria vita. Questa è la realtà, triste, di chi non conosce un altro modo di essere, perchè non gli è mai capitato di pensare a un "noi", piuttosto che a un "io".

Ma mettiamo che uno dei due non sia tale e che mostri all'altro la possibilità alternativa. Mettiamo che l'egoista sia solo Ric.

Mettiamo che io sia Ric.

Quante possibilità ci sono per me di cambiare? Quante possibilità non di correggere un difetto, non di smussare una caratteristica della mia personalità, ma di rivoluzionare completamente un modo di essere, che in effetti è completamente sbagliato? Sono cresciuta camminando sulla mia strada,aspettando in stazione il mio treno, scegliendo la mia direzione e mangiando il frutto di quello che seminavo. Ho creduto che l'amore vero lo si trovasse solo nel gioire della felicità dell'altro, pensando che non contasse camminare insieme, ma guardare, mentre si segue la propria via, l'altro che segue la sua. La verità è che io non sono capace di fare diversamente. Non so camminare insieme. Ecco, l'ho detto. Non l'ho mai fatto e per questo, nel mio egoismo becero, continuo a pensare a quell'"Io", dando per scontato che l'altro faccia lo stesso. Sono egoista anche nel dare, perchè ho scoperto il piacere che si ricava dal farlo. Dunque, quando mi dicono che sono buona, in realtà sono solo egoista una volta di più. Egoista ed egocentrica. Non è un difetto, è peggio, è un modo di essere in tutto. L'unico modo per essere davvero liberi è essere soli, e in quella solitudine mi sono crogiolata per così tanto tempo che adesso non so pensare ad altro se non a quello che devo fare io. Mi sono nascosta dietro ad amici che vedevo andar via e che mi vedevano andar via, perchè tra amici è giusto così: si fa un pezzetto insieme, ci si mischia il sangue, ma ci si augura l'un l'altro fortuna e vittorie. Mi sono nascosta perchè avere un compagno di viaggio è un altra cosa, una cosa che io non so fare.

waiting

Ad imparare, fino ad ora non ci avevo mai neanche pensato, perchè se tu  non sai nemmeno che esiste la Cina, come puoi pensare di dover imparare il cinese? Il problema ora è che un bambino di tre anni il cinese lo impara facilmente se va a vivere in Cina, ma a trentadue anni la cosa è ben più ardua. Non dico impossibile, ma,  per tornare a noi, ditemi, quante possibilità ci sono?

Datemi speranza

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categoria : movies, love love love, teorie, casablanca, terzo millennio


Un caffè con bellatrix74 alle ore 15:22
domenica, aprile 01

Guarda che  lo puoi anche posare un attimo, eh?

Poi lascia perdere che quelli bravi ce la fanno. Dipende che mondo è il loro, alla fine, perchè, ognuno si porta il suo. Ieri pomeriggio prima di venire da te sono passata a comprare i dischi. Tra gli altri avevo potuto comprare la raccolta dei primi singoli dei R.E.M. perchè finalmente il prezzo era sceso. Guardando il retro copertina mentre camminavo verso Piazza Navona mi sono tornate in mente le mie gambotte appena fuori dal letto, a diciotto anni, la mattina prima di andare a scuola quando mettevo su quelle canzoni senza capire bene di cosa parlassero. Le canzoni della tua vita restano sempre quelle. Sono una specie di messaggio in codice che arriva da non so dove e che col tempo riesci a decifrare.

Empty prayers, empty mouths combien reactions
Empty prayer, empty mouths
talk about the passion
Not anyone, can carry the weight of the world

Cantandola tra me e me, ripetevo a memoria questo verso..."preghiere vuote, bocche vuote,parlano della passione. Ma non tutti possono portare il peso del mondo". Anche io sono cresciuta rispettando l'insegnamento di chi portò sulle spalle un  mondo a forma di croce vincendo la sua passione,e ho pregato a mani giunte anche io, credendo che bisognasse imparare a sopportare le difficoltà. Però oggi ti voglio dire una cosa, con una frase molto poco rispettosa: aho, e mica per forza devi essere Gesù, e che diamine! E qua pare che se non soffri, che se non accetti che la vita è difficile sei un immaturo! Io non sono Gesù. E me ne dispiaccio molto perchè se lo fossi stata sarei stata una persona più matura senza dubbio. E non sono neanche Superman, Peccato. Perchè se poi uno è Superman deve per forza far sì che gli altri stiano tranquilli e per esempio non vengano investiti dai treni o cadano dalle scale o  vengano azzannati dalle tigri o altre cose dolorose del genere. E io non ce la farei proprio, perciò, pazienza, Superman lo farà qualcun altro. Quindi, con grande rammarico, di tanto in tanto poso un attimo il mondo che porto sulle spalle e mi fumo una cicca. Tanto è il mio mondo. Fregatene se quello degli altri è tondo e il tuo è quadrato. Portare un mondo quadrato è più difficile, ma per te, portarne uno tondo sarebbe impossibile. Pure se ti sembra che ce la facciano tutti benissimo con quello tondo. Diciamo che quando hanno distribuito i mondi, quelli tondi erano finiti, e a te t'è toccato questo qua. Meglio che a Superman che gliene è toccato uno dodecaedrico.
Il coraggio non è nel non piangere mai. Il coraggio è nel non arrendersi, nel non buttarlo via, quel mondo lì. Tu ci devi credere, prerchè io ci credo in te. E quella cosa lì che m'hai chiesto dicendo "Ma perchè allora le volte che ci ho provato non ha funzionato mai?", non me la dire più, chè mi fa piangere perchè mi fa pensare a tutti quelli che meritano giustezza e che ancora stanno lì, in fila, col mondo quadrato sulle spalle a pensare a quanta passione non riusciranno mai a vincere. E io spero che non la vincano mai.

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