E Lungo il Tevereeeee che andava lento lento... ogni volta tento di ricordarmi quali e quante canzoni o stornelli parlano del fiume di Roma. Poi mi viene in mente solo questa di Baglioni, dove ci sono i due tizi che comprano il pane caldo la mattina e si lisciano come gattini. No quelli erano i prati di un'altra canzone... va be', comunque sia. Se tutti camminano lungo il Tevere sospirando a primavera, io ci camminavo una mattina poco dopo Natale, come tante altre mattine. Passavo davanti a Ponte Sant'Angelo, buttando un'occhio all'angelo con la spada quasi a dire "Aho, me l'hai promesso eh?", e attraversavo la strada davanti a Ponte Sisto, per via Dei Giubbonari. Con l'intenzione di entrarci, stavolta. Così appena arrivata alla piazzetta dei Librai, mi sono fermata prima a chiacchierare con un venditore di fermagli per capelli, ho guardato le vetrine, resistendo alla tentazione di una frittella di Baccalà (perchè se non hai mai mangiato una di quelle che fanno lì non hai mai vissuto davvero) e sono entrata.

Santa Barbara dei Librai è il mio secondo posto preferito di Roma. E quel giorno ci entravo perchè avevo un paio di cose da discutere con Santa Barbara o chi per lei. In un posto piccolo così ti senti al sicuro. Mi sono inginocchiata, ho tirato un sospiro come sempre irrispettosamente quando prego , come per dire "Allora..che volemo fa'?" e poi mi sono girata a guardare una scena che m'ha fatto vergognare. C'erano un uomo e una donna, vicini, in ginocchio con le mani giunte, intrecciando le loro braccia. Su di loro i segni del freddo, della povertà, della vita da clochard. Eppure con la speranza di chi prega. La mia preghiera a quel punto era di sicuro troppo più idiota della loro, qualunque cosa stessero chiedendo. Così non ho chiesto niente e sono uscita. Ci sono tornata oggi, perchè mi sono ricordata che non dovevo chiedere una cosa, dovevo fare una promessa. Ho detto così a Santa Barbara:
<<Io non lo so se il talento esiste davvero. Quando hai passione come me per la vita ti sembra di mettere amore in tutto quello che fai e ti sembra che quella passione lì sia sufficiente a sentirti baciato dalla Dea dell'Arte. Io non lo so se mai arrivano i premi per la fatica. Non so se ne ho di quel talento lì. Non so se merito premi. Ma giuro che semmai dovessi farcela, l'unica cosa che vorrò fare è, in qualunque modo potrò, aiutare chi ha quel fuoco dentro. Giuro che se arriverà il mio turno di poter aiutare chi davvero merita, non avrò cose più importanti da fare se non quella. Lo giuro.>>
Ora ho anche testimoni.
Venerdì notte tornavo a casa alle due, dopo il lavoro, pensando <<Forse è ora di smetterla>>. Una voce perentoria e matura mi si piantava nelle orecchie dicendomi <<Bene, adesso basta! E non c'è "se" e non c'è "ma". Signorina Venditti lei è grande ed è ora che impari che le cose facili sono facili. Quelle difficili sono difficili. Quindi se per quelle difficili si sta allenando da tempo, per quelle facili non c'è altra soluzione che accettarle così come sono. Tanto sono facili>>. E siccome la voce in questione era piuttosto sicura di quello che andava blaterando mi sono detta che forse aveva ragione. Per questo prima di girare la chiave nella serratura mi sono fermata un minuto a pensarci. Il mio pensiero è stato distratto da un rumore che arrivava dal pezzetto di giardino davanti alla porta, dietro alle violette che sono spuntate tre giorni fa, proprio vicino alle rose che non voglio cogliere perchè stanno bene lì.
Tra le violette di febbraio c'era un gatto con il raffreddore. Etciù... Etciù... Un gatto che starnutisce tra le viole alle due di notte è di sicuro una cosa che può attirare la mia attenzione. C'è chi ama i gatti, chi i cani. A me piacciono i conigli. Ma questa è un altra storia. I gatti mi stanno simpatici in realtà, ma sebbene in tanti nel mio giardino, li ignoro. Perchè a un gatto non gli puoi volere bene. Non lo sai mica se domani sarà ancora lì. Ha bisogno di te solo se proprio è pigro, sennò, lui, il gatto, la vita se la gioca a dadi, oppure se la gode. E anche quando arranca, il gatto non vuole nessuno che gli regga la zampa. Quel gatto lì tra le viole però, col raffreddore poverino, si strusciava a un altro gatto. Non so chi era la gatta dei due, proprio perchè ho passato la mia vita a ignorarli, però non contava mica. I gatti sono tutti uguali, maschi o femmine.Due gatti possono stare pure l'uno senza l'altro. E se hanno il raffreddore, pazienza, domani passerà. Due gatti camminano ciascuno su una via. E se proprio siedono insieme sullo stesso tetto è solo perchè la luna la si guarda meglio in due. Due gatti crescono ognuno con le proprie convinzioni e le loro storie se le raccontano, ma non le mischiano.

E allora perchè quei due lì, tra le viole, se ne andavano a dormire vicini, strusciandosi un po' il pelo di colore di diverso, pure se uno dei due aveva il raffreddore ( e si sa che quando uno c'ha il raffereddore deve stare per i fatti suoi!)?
E quindi, mentre entravo in casa e i gatti se ne stavano un po' vicini, capivo che quella su cui andavo rimurginando era una cosa facile.
Pure per i gatti come me.
The song today: The Lovecats from The Cure
We move like cagey tigers
We couldn't get closer than this
The way we walk
The way we talk
The way we stalk
The way we kiss
We slip through the streets
While everyone sleeps
Getting bigger and sleeker
And wider and brighter
We bite and scratch and scream all night
Let's go and
Throw all the songs we know
Into the sea
You and me
All these years and no one heard
I'll show you in spring
It's a treacherous thing
We missed you hissed the lovecats
We're so wonderfully wonderfully wonderfully
Wonderfully pretty
Oh you know that I'd do anything for you
We should have each other to tea huh?
We should have each other with cream
Then curl up by the fire
And sleep for awhile
It's the grooviest thing
It's the perfect dream
Hand in hand
Is the only way to land
And always the right way round
Not broken in pieces
Like hated little meeces
How could we miss
Someone as dumb as this
I love you ... let's go
Oh ... solid gone ...
How could we miss someone as dumb
As this?
Cosa credi, che io non ci pensi mai?

Per qualche tempo l'ho considerata l'unica vera possibilità di essere felice. E non stare lì a guardarmi come se avessi detto una banalità colossale. Aspetta e ascolta cosa non è banale. Non è banale parlarne pensando di poterlo fare da un momento all'altro senza stupirsi di questo. Chi come me non ha ancora una strada non pensa mai che ci siano cose impossibili, soprattutto se è abituato quattro mesi l'anno a vivere su una spiaggia. A maggio tolgo i jeans e infilo il pareo. Non ho bisogno di vestiti, di macchina, di cose tipo rossetti e ciprie, di tv e di computer. Torno a dormire a casa solo per ricordare a me stessa che a settembre tornerò all'altra vita, altrimenti potrei restare a dormire lì come fanno tanti che lavorano con me. E lì se sei come me, che con la gente ci parli pure se è solo di passaggio, non sei strano neanche un po'. E non lo sei neanche se preferisci aspettare il tramonto parlando e guardando il mare piuttosto che andare a fare shopping in un centro commerciale il sabato pomeriggio. Mi chiedo a volte se qualcuno che legge quassù sa bene di cosa parlo perchè era lì con me. L'inverno per noi, inseparabili compagni d'estate è come il letargo. Non ci si vede quasi mai, ma spesso ci si chiede cosa sta facendo l'altro. Poi si fa spallucce e si dice che tutto tornerà normale appena ci sveglieremo. Pietro mi legge, lo so. Pure Roby e pure Enrico forse. E Vale. Lui ci andò in Brasile a vedere se la vita dei mesi in letargo potevamo cancellarla completamente. Io andai in Messico. E trovai questo posto. L'insegna diceva "El Paraiso" e se avessi pensato ad un altro nome non me ne sarebbe mai venuto in mente uno così. Ma non era tempo di restare. Una sera, mentre cenavo con la Sister in un ristorante di Playa del Carmen, Paola, che abita lì da un po' mi parlò della possibilità di restare lì a fare il dj su una delle spiagge vicino alla "Mamitas", dove andavo sempre a prendere il sole. Cercavano una donna, possibilimente italiana, per mettere musica all'ora dell'aperitivo, che sapesse spaziare tra i generi, dal jazz all'etnico. Praticamente cercavano me. La cosa non mi spaventò, però non era tempo di restare. Questo non significa che il tempo di partire non arriverà mai. So che una notte mi sveglierò di soprassalto, crederò di avere sete e scenderò a bere un bicchiere di tè freddo. Aprirò un libro cercando il sonno. Scenderò giù in saletta e metterò su un disco in cuffia. Poi crederò di avere fame così mi preparerò un piatto di spaghetti. Dopo mi metterò a letto pensando che sarebbe meglio riprendere sonno prima che sorga il sole. Ma il sole sorgerà e io accenderò il pc, preparerò un mix, scriverò una lettera e lo invierò a un indirizzo lontano. Solo allora mi addormenterò. E se non riceverò risposta entro qualche giorno l'aereo lo prenderò comunque, perchè tanto la barista la so fare qui, figuriamoci in Messico. O in Costa Rica. O, che ne so, in Brasile. E tutto questo mentre starò pensando ad altro. Perchè quando sarà tempo, nessun pensiero sarà abbastanza importante da fermare l'istinto di andare. Quando sarà tempo.
Aggiunta di stasera 27 gennaio, perchè ho deciso di dirvi come ci si arriva
A El Paraiso a mezzogiorno arriva Firmin, un omino che somiglia un po' a Brian Wilson dei Beach Boys. Si mette in consol e fino al tramonto manda su musica per i pochi (perchè bisogna riuscire ad arrivarci lì) che prendono il sole. Le canzoni che chiedono a Firmin a "El Paraiso" vicino a Tulum, sono le stesse che chiedono a me al "Mecs Village " a Ostia. Io ero lì sull'altalena, dopo che un marinaio azteco era andato con la barchetta, a prendere un aragosta da mettere sul fuoco per me e la sister, e parlavo con Firmin di gente, di sorrisi, di Beatles e di tramonti.
Se volete è lì, a El Paraiso. Per arrivarci andate a Tulum, alla fermata degli autobus, camminate per cinquecento metri verso gli scavi archeologici e poi fermatevi al villaggio che trovate sulla sinistra. Lì entrate a prendere un tè con Vanessa, una ragazza di Milano, che si era stancata di non-vivere a Milano e ha scelto di vivere a Tulum. Chiacchierate un po' con lei. Non andate nè agli scavi archeologici nè ala spiaggia a meno che non abbiate molti giorni di tempo e quindi vogliate fare pure una cosa inutile.
Invece, dopo Vanessa, proprio fuori dal suo villaggio, prendete un taxi chiedendo di "Playa Paraiso". Fatevi il segno della croce perchè prendere un taxi lì è come fare un safari.
Quando il taxi si ferma entrate e seguite le palme. Mettetevi gli occhiali da sole perchè la sabbia acceca.
Voi andateci, ma non lo dite troppo in giro chè quel posto è l'ultimo Baluardo di Paradiso vero.
Io lo dico a voi perchè so che lo rispetterete. Ordinate un agua de ananas e bevete alla mia. Poi andate da Firmin e ditegli "Barbara said that you were right. They really exist.She saw the wings"
E lui capirà.
Non c'è nulla che non abbia il sapore di Victoria tra le righe del diario che m'ha lasciato.

Io non ho niente da spartirci con una così. Con una che inciampa anche se cammina scalza in pianura. Con una che pensa sempre a come sarebbe il mondo se mai potesse averne uno tutto suo. Con una a cui capitano realmente cose strane, quasi il suo continuo immaginarle portasse le assurdità a diventare davvero possibili. Con una che quando parla non sai se ti sta prendendo in giro o se invece è davvero così. E quando scopri che è davvero così non riesci neanche a riderne, perchè alla fine ti fa pure un po' tenerezza. Quindi io, con tutte le sue parole mischiate sulle pagine sporche di caffè, non so bene cosa farci. Posso solo vedermela, mentre si dispera o mentre esaspera la gioia, e intanto scrive, scrive, scrive... MI chiedo se davvero pensa che tutto questo possa diventare un romanzo. il romanzo di una così, non lo comprerei neanche io, che soffro di sindrome da shopping compulsivo. Prima di tutto perchè è la storia di una donna maldestra e le sue continue disavventure, della quale è l'unica colpevole, mi irritano. E poi perchè la storia di Victoria è diseducativa. Quando hai trent'anni, che tu sia uomo o donna, la vita è quel che già hai e, se ti va bene, quello che con un po' di fatica potresti avere. Non è, come pensa lei, quello che vuoi far diventare. La vita non "diventa". Se hai anche solo un dubbio sul fatto che le cose possano non essere così, non leggere questo libro, quando e se mai uscira, perchè potresti iniziare a credere in quel che credeve lei. E allora sarà già troppo tardi.
Lola
(... a presto)
<<Aspetti, signorina,
le diro con due parole
chi son, chi son, e che faccio,come vivo. Vuole?>>

Eravamo seduti al tavolo consueto della cena, noi tre, lì, a scoprire ancora di più l'uno dell'altro mentre l'estate avanzava e ci teneva stretti un po' per lavoro un po' per scelta. Un gioco: <<A chi darai il tuo cuore quando sarà il momento?>> Magic disse che il suo cuore l'avrebbe ragalato ad una donna onesta e di sani valori. Una che lo sorprendesse per morigeratezza. Valerio disse che sarebbe stato della prima che gli avesse bussato alla porta, mostrandogli due biglietti per un posto lontano e caldo e dicendogli solo : <<Andiamo!>>. Io pensai a Nicholas Cage. Cioè non proprio a lui, più a un film con Nicholas Cage. E dissi <<Al primo che mi regalerà due biglietti per la Bohème pur senza sapere nulla di me>> Cioè, a una come me, di solito non glieli regali due biglietti per la Bohème, a meno che tu non abbia capito davvero tutto. Se indovini una cosa così, o sei un genio o sai leggere, quindi io ti voglio sposare.
Ora, questo per dire, Luca e Sister, che voi la sapevate la cosa lì della Boheme, quindi non conta che mi ci abbiate portato. Anche se poi 'sto matrimonio a tre sarebbe pure una cosa conveniente. Ci si capisce, si ride e si risolvono un sacco di cose insieme.
Insieme
Ebbene, neanche e a volerlo, l'appuntamento con la mia prima Bohème è stato fonte della riflessione sulla parola "insieme". Una situazione perfetta da spettatrice di numerosi modi di stare insieme, tuttì lì davanti a me: sul palco, nelle poltrone accanto, nella fila davanti.
Prima l'allegrezza degli amici che si consolano in povertà, con la loro ricchezza d'arte e passione, poi Rodolfo e Mimì, (prova concreta tra l'altro della mia teoria della tegola!!!) che in 45 secondi passano dal "Orsù come vi chiamate?" a "T'amoooooooo", poi il genio di Marcello che spiega all'amico la differenza tra lo stare insieme tedioso e l'amor lieve, che è quello che nel tempo dura. Alla fine del secondo atto, sui due poveretti nelle neve che si guardano dopo aver deciso di lasciarsi (ma perchè non è chiaro), aspettando però che passi l'inverno prima, per non soffrire il freddo della solitudine, si accendono le luci e io mi concentro sul vero spettacolo innanzi a me. Fila G da destra:
Coppia che sta insieme da un paio di mesi: lei lo guarda, lui la guarda. Così lei lo riguarda di nuovo e lui pure. Poi s'avvicinano e pensano che forse c'è troppa gente per potersi baciare così s'allontanano un po', però si toccano i capelli a vicenda. Lei parla ma potrebbe pure dire "la vispa Teresa avea tra l'erbetta" perchè a lui proprio non gliene frega niente di quello che dice, della Bohème, di quella che sta per morire di tisi sul palco e nemmeno della Sister e Luca che alle loro spalle li prendono per il culo. E neanche a lei. Una mandria di ormoni impazziti li avvolge, li consuma... quelli stanno morendo. Il loro stare insieme è finalizzato, in questo periodo storico della loro unione, alla procreazione. Anche solo al tentativo di procreazione. Durerà ancora un mesetto, non di più. Pertanto la domanda è : ma chi ve lo fa fare di venire a soffrire alla Bohème? Avrete taaaanto tempo di tedio davanti a voi da riempire. "Insieme da due mesi" vuol dire consumare tutti gli ormoni prima che si trasformino in qualche bestia strana. Amen.
Coppia che ancora non sta insieme ma quasi ( l'ultima volta che sono usciti insieme si sono baciati. Poi hanno evitato di affrontare l'argomento): lei è Man-Lo. Hai presente la nipponica del Grande Fratello dello scorso anno? Ecco, lei. Lui la guarda come fosse un ninnolo di porcellana. Di tanto in tanto pare quasi commuoversi e l'unica cosa che riesce a fare è toccarle la molletta di strass nei capelli quasi sospirando "Posso? Posso anche solo osare di sfiorarti o dolce fiore di loto comparso selle colline in primavera?" Lei dice cose idiote. Ma non perchè è idiota. Perchè in quel momento preciso in cui stai evitando l'argomento, ma sai che prima o poi ti tocca, diventi idiota. E' una cosa ad appannaggio delle donna, sia chiaro. Oltretutto quella parla giustamente come Man-Lo. Il risultato è : "Eccooo. Io mallione di angola bianco che tila fuoli peli! se tu avvicinale tloppo liempilti tutto di peli bianchiiiii! hihihi>> O anche <<Visto che tliste? Allola anche noi dovele dile noi lascialci quando nascono fioli di plimavelaaaaaa>>. Sono tenerissimi. Riso isterico, distanza di sicurezza, e una speranza: che quei primi cinque, sei giorni passino in fretta, perchè l'ansia dell'inizio somatizza in gastriti, dismenorrea e spesso acne. Ecco, sarebbe bello passare subito alla fase delle coppietta di sopra. Però che ridere che fanno! Luca commenta la fortuna di lui nell'elencare con poco garbo le leggende sui motivi ginecologici che spingono un uomo a preferire un'orientale. Io guardo le mani di lui e mi dispiaccio per lei, nella certezza (tutte le donne lo sanno, tutte) che avrà una sorpresa ... ehm... non degna delle spettative, ecco.
Coppia che sta insieme da quattro anni, sposati da tre: Lo spettro del bambino che dorme a casa vegliato da chissàchi è tra di loro. Fortunatamente lui trova che il maglione rosso di sua moglie la renda sensuale, e questo aiuta lo sguardo che le rivolge quando lei controlla sul cellulare se ci sono chiamate. L'abbigliamento rivela che la passione per l'opera è supportata da conoscenze letterarie: sì, lui è tipo un professore, un ricercatore o comunque uno che volendo potrebbe sciorinare con calma le vicende legate al momento storico in cui Puccini compose la Bohème. Lei lo ama anche per questo. Certo non per i suoi capelli che ahimè, non rispondono alla regola ferrea del "Meglio niente che pochi e solo intorno alle orecchie".Mmmhh... guardarli è rilassante, persino confortante. Certo, la mandria di ormoni impazziti mi aveva colpito di più, ma questi due, nella strada verso casa si terrano per mano e forse dopo aver controllato che il bambino dorma, qualche ormone se lo concederanno. Dopo che lei si sarà spazzolata i capelli e si sarà messa un po' di crema da notte per il viso Oil of Olaz, naturalmente.
Coppia che sta insieme da una decina di anni: L'insofferenza. Escono ad ogni chiusura di sipario e fanno alzare tutta la fila per questo, non sanno dove mettere il cappotto e continuanno a spostarlo da uno schienale all'altro, lei si infastidisce per le continue esclamazioni idiote della nipponica (ma l'idiozia della nippa, l'ho già detto è una sindrome che passerà, quindi va perdonata). Lui ha una specie di bastone infilato su per la schiena, ma la sua rigidità purtroppo, a giudicare dal nervosismo della moglie, non si estenderà ad altre parti del corpo una volta tornati tristemente a casa. Ecco fatto: il mio incubo peggiore. Aiuto, mi sento male. Mi manca l'aria. Fatemi vedere di nuovo Rodolfo che sfiora la mano di Mimì per cancellare l'immagine dello stare "insieme per triste necessità dia ssolvere ad un giuramento". Va bene pure se la nippa dice una cosa idiota. Dilla! Dilla...
Coppia di anziani signori: Ahpperò! Lui sa il fatto suo, eh! Dialoga con gli amici nelle poltrone dietro esprimendo giudizi sulle doti canore dell'interprete di Musetta. Lei lo gurda e sorride. In quel sorriso io ci vedo una "vita insieme". Lui non la guarda sorridere, non ne ha bisogno. Lo conosce bene quel viso e quell'espressione. Lei con un gesto veloce gli sistema la tasca del gilet che s'era un po' storta nel movimento di girarsi alle spalle per chiacchierare, senza rinunciare a tenerle ancora a la mano. Mi sento molto meglio. Molto, molto meglio.
Le tre comari: Bellissime! Eccole. Eccoci. Ci somigliano. Luca, mi dispiace..te tocca fa la comare. Tutte e tre con la pelliccia: una di visone, una di..bho? lupo della steppa? e una di ..molfetta? Macchè ne so! Le signore anziane hanno le pellicce di animali che non esistono (eh..magari! Purtroppo esistono eccome!). Chiacchierano prima, durante e dopo la rappresentazione. Fitto fitto, con sorrisini sbiechi, un po' di invidia tra loro, ma non troppa chè alla fine non è che ci sia chissà cosa da invidiare e osservano tutti e tutto. Probabilmente, proprio come me stanno facendo l'elenco delle copule che avverrano stanotte dopo che ognuno sarà tornato al proprio nido. E proprio come me, la loro grande soddisfazione, al contrario di altri lì presenti, sarà una tisana alla ciliegia e un sospiro pensando a come è bello stare insieme agli amici che condividono le tue stesse passioni. E comunque è molto meglio di quello che penserà la moglie del signore col bastone su per la schiena. Forse pure di quello che penserà Man-lo, a giudicare dalle mani del suo bello. Ahahah!
Piango un po', pensando a quanto insieme c'è da stare per me che ormai sono così abituata a stare da sola. Il pensiero mi commuove persino più della morte di Mimì. Poi però nel silenzio più totale un'escalmazione : <<Oh nooo, poveletta! E' molta>>.
Grazie Man-Lo. Mi mancava scoprire cosa si prova a ridere come una pazza mentre tutti intorno piangono. Povela me.
Ahahahaha! Fregata...

<<Sì, sì... ridi sai. Cosa credi, di essere divertente? ...'gnor Brucaliffooooooooo. Signoreeeeee... lo vede lo Stregatto? Lo vede che mi prende in giro? >>

<<Io essere mooolto annoiato da te. Quale esser tuo problema ora?>>
<<Lo Stregatto ride perchè dice che me so' fatta frega'... E sarà pure vero, perchè sennò non ci diventavo piccola così. Però le sembra giusto che quello mi prenda pure in giro?>>
<<Ahahah!Tu esserti fatta fregare? Ahahaha!!! Esser cosa moooltissimo divertente. Tutti dovere ridere di te che credevi essere così superbamente più invincibile. Ahahah!>>

<<Umpf! (sospiro!) Ve le siete segnate tutte eh? Maledetti...>>
The world leader pretend - R.E.M -
sit at my table and wage war on myself
Siedo alla mia tavola e ingaggio una battaglia con me stesso
It seems like it's all...it's all for nothing
Sembra che tutto, tutto sia per niente
I know the barricades, and
Io conosco le barricate
I know the mortar in the wall breaks
E riconosco i colpi di mortaio sui muri
I recognize the weapons, I used them well
Riconosco le armi, le ho usate anch’io
This is my mistake. Let me make it good
Questo è il mio errore. Lasciatemelo riparare
I raised the wall, and I will be the one to knock it down
Ho scalato il muro, e sarò quello che lo butterà giù
I've a rich understanding of my finest defenses
Ho una ottima conoscenza delle mie migliori difese
I proclaim that claims are left unstated,
Io dichiaro che le rivendicazioni sono rimaste lettera morta
I demand a rematch
Io esigo un nuovo scontro
I decree a stalemate
Io decreto una situazione di stallo
I divine my deeper motives
Io indovino le mie motivazioni più profonde
I recognize the weapons
Io riconosco le armi
I've practiced them well. I fitted them myself
Le ho messe tutte alla prova. Le ho messe a punto io stesso.
It's amazing what devices you can sympathize...empathize
È incredibile con quanti artifici puoi simpatizzare … entrare in empatia
This is my mistake. Let me make it good
Questo è il mio errore. Lasciatemelo riparare
I raised the walls, and I will be the one to knock it down
Io ho costruito i muri, e io sarò quello che li butterà giù
Reach out for me and hold me tight. Hold that memory
Vienimi incontro e stringimi forte. Serba questo ricordo
Let my machine talk to me. Let my machine talk to me
Lascia che la mia macchina mi parli.
This is my world
Questo è il mio mondo
And I am world leader pretend
E io sono un presunto leader mondiale
This is my life
Questa è la mia vita
And this is my time
E questo è il mio tempo
I have been given the freedom
Mi è stata data la libertà
To do as I see fit
Di fare quello che ritengo giusto
It's high time I've razed the walls
ma è il tempo di demolire I muri
That I've constructed
Che ho costruito
You fill in the mortar. You fill in the harmony
Tu sostituisci il mortaio. Tu sostituisci l’armonia
You fill in the mortar. I raised the walls
Tu sostituisci il mortaio. Io ho alzato i muri.
And I'm the only one
E io sono il solo
I will be the one to knock it down
Io sarò il solo a buttarli giù
Angels and Sailors...
Confusion
No connection
Will you die for me?
Eat me
this way
Peace on earth.
The end.
(James Douglas Morrison)
APOCALYPTO

Supper's Ready
We've got everything, we're growing everything,
We've got some in
We've got some out
We've got some wild things floating about
Everyone, we're changing everyone,
you name them all,
We've had them here,
And the real stars are still to appear.
ALL CHANGE!
Feel your body melt;
Mum to mud to mad to dad
Dad diddley office, Dad diddley office,
You're all full of ball.
Dad to dam to dum to mum
Mum diddley washing, Mum diddley washing,
You're all full of ball.
Let me hear you lies
We're living this up to the eyes.
Abbiamo tutto, stiamo diventando ogni cosa,
Abbiamo qualcosa dentro
Abbiamo qualcosa fuori
Abbiamo qualcosa di incontrollato di cui corre voce
Tutti, stiamo cambiando tutti,
chiamali tutti,
li abbiamo avuti qui,
E le vere stelle devono ancora apparire!
TUTTO CAMBIA!
Senti il tuo corpo sciogliersi;
Da mamma a fango a pazzo a papà
Papà va in ufficio, papà va in ufficio, (*)
Sei tutto pieno di balle.
Da papà ad argine a muto a mamma
Mamma fa il bucato, mamma fa il bucato
Sei tutto pieno di balle.
Lasciami ascoltare le tue bugie
Stiamo vivendo tutto questo fino agli occhi.
(Peter Gabriel)

A-po-ca-lis-se.
Tutta qui, dentro una testa sola.
Non mi sento tanto bene.
Io col telefono c'ho da sempre dei problemi.

Non mi piace. Quando squilla mi dà pure fastidio, 'chè ho messo una suoneria bruttissima. A volte sto lì ferma e lo guardo. Poi si zittisce e allora rispondo e dico: "Pronto? Ah non ci sei? Meno male che tanto non mi piace parlare con la gente al telefono... ma visto che non ci stai parlo un po' da sola che quello mi viene bene". Mica per altro, io non ho bisogno di guardarmi in faccia quando parlo da sola perchè mi riesce facile immaginarmi. Non è facile invece parlare con qualcuno che non sono io, se non posso guardarlo in faccia, non mi vengono le cose da dire. In tutta la mia vita però ho contato tre eccezioni e sono tra i ricordi più romantici che ho. Avevo un amico che mi chiamava alle quattro e mezza di notte. Tutte le notti sempre alla stessa ora. Non era importante cosa mi diceva, anche perchè ogni notte si inventava una domanda diversa, tipo "Ma secondo te in Italia ci sono più ulivi o più pioppi?" oppure "Shhh..senti senti...hai sentito? Che verso è questo? Che animale strano è? Secondo me è una civetta, tu che dici?". Le conversazioni migliori della mia vita, le uniche in cui io facevo la parte di quella sana di mente. Fabrizio invece mi chiamava tutte le mattine alle sei e un quarto,dalla caserma, subito dopo l'adunata nel piazzale per l'alzabandiera. Diceva che non era giusto che soffrisse solo lui e che visto che stavamo insieme l'anno di leva me lo dovevo cibare pure io. Devo dire che mi è anche piaciuto fare il militare, si conosce un sacco di gente simpatica e si impara la disciplina. L'unica noia era farsi la barba tutte le mattine con l'acqua gelata. Poi ho conosciuto un tizio che m'ha fatto scoprire una cosa: quando due hanno una relazione o anche una cosa più moderna, (tipo che lui ti prende in giro facendoti credere che state insieme ma non è così) è uso che ti telefoni la mattina quando arriva al lavoro pure se s'è alzato dal tuo letto mezz'ora prima. Non la capivo davvero questa cosa così ho chiesto a un'amica e lei m'ha risposto che era normale. Però secondo me avevo ragione io nel dire che era una cosa che non aveva senso. E' stato difficile abituarmi all'assenza di quella cosa senza senso. Ora, tutto questo per dire che io sono una testona e che in realtà ho dei grossi problemi di comunicazione. Ma giuro che mi piacerebbe un sacco ascoltare per telefono una storia che parla di cocodrilli rosa e di fenicotteri, con dentro pure un puffo, un albero, un castello e un fungo. Ecco. Chi me la scrive mi fa felice. E va bene pure se me la racconta per telefono. 'Sto post l'hanno capito in tre, ma è ok così. La storia invece mi serve davvero che ci voglio fare un concept disc (la distribuzione del quale sarà naturalmente affidata a qwe! poveretto...).
<<Avvicinatevi siori e siore!!!>>

<<Donne d'ogni terra e cultura, nulla potrà stupirvi di più. Nulla potrà essere altrettanto miracoloso. Nulla più potrà togliervi ciò che per volere di magia è stato reso . Unguenti, filtri, litanie e talismani. Ogni cosa è al suo posto perchè il miracolo d'amore sia compiuto. Ognuna scelga, dunque, o donne, la sua via per la felicità e prenda per sè chi desidera. L'incantesimo per cui pagate renderà giustizia al vostro sforzo economico con la vittoria in amore tanto agognata. L'uomo tradisce, l'uomo si nega, l'uomo fugge via. Ma basterà affidarsi al potente maco e ogni sofferenza per amore verrà cancellata di colpo, quando l'amato non potrà più negarsi a voi>>
<<Ma che andate blaterando? E quanto costerebbe sto filtro d'amore?>>
<<Per lei signorina solo... zinque millalireee>>
<<Ahahaha... corna di bue e code di topo? Se le tenga pure grazie che io c'ho il rimedio di Giovanna. Quella sì che la sapeva lunga sui sortilegi d'amore. Se vuole gliela do' pure la dritta, ma guardi che, sebbene sia un rimedio davvero infallibile costa molto più di "zinque milla lire">>
<<E che ingredienti usava sta Giovanna?>>
<<Due ingredienti piuttosto dispendiosi: la pazienza e la tigna. Poi era anche un po' rompiballe di suo ma quello era solo un incentivo. Ora le racconto...
Giovanna era bella davvero. Una di quelle che gli uomini si giocano a dadi e ci fanno le scommesse per vedere chi è così bravo da poterla poi sfoggiare a mo' di trofeo. Serafino disse all'amico: "Scommetti che sarà mia?" e l'amico accettò la scommessa, credendo di poterci ricavare qualche soldo facile. Nella sera pattuita si mise ben nascosto dietro l'armadio della stanza da letto dove avrebbe potuto testimoniare o meno l'avvenuta copula. Giovanna fu vinta e Serafino vinse la scommessa. La stessa Giovanna che il giorno seguente valeva solo come tacca sulla stecca da mostrare agli amici. Lei non disse niente quando lui la cacciò e capì che lui non l'avrebbe voluta per sè mai più. Non disse nulla ma compì la magica trasformazione: divenne l'ombra silenziosa di Serafino. Lui giocava carte in osteria e lei entrava, prendeva una sedia e si sedeva lì accanto. Lui camminava al mercato e lei, tenendo il suo passo a fatica, gli si poneva proprio al fianco. Lui andava al cinema e lei, composta, sedeva alla poltrona dietro la sua. Ai giorni nostri l'unico paragone possibile è la faccia di un tale Rambo che dice a un alto in grado "Murdoch sono il tuo incubo peggiore e sto venendo a prenderti!". Giovanna era l'incubo di Serafino. Non parlava, non piangeva. Rompeva le balle serenamente. Lei solo c'era. Dopo qualche mese Serafino, ossessionato dalla sua ombra, fu ricoverato al manicomio, perchè a quei tempi ancora si usava così. Accanto al letto dove giaceva lui con la camicia di forza, in preda alle convulsioni, c'era Giovanna, seduta, con un ghigno malefico ad attendere la resa del nemico. Serafino fu dimesso di lì a poco. Il giorno dopo la sposò>>.
Donne siate voi la giusta punizione per l'uomo fedifrago.
- Campagna per la donna dignitosamente rompiballe -
Ah, questa è una storia vera.
L'amour, l'amour, l'amour, l'amour
L'amour est enfant de boheme
Il n'a jamais jamais connu de lois
Si tu ne m'aimes pas je t'aime
Si je t'aime prend garde a toi
Si tu ne m'aimes pas
Si tu ne m'aimes pas je t'aime
Mais si je t'aime, si je t'aime
Prends garde a toi
Questa bella versione della Carmen è realizzata da NessunDorma. www.nessundorma.net
Abbandònati. Abbandonarti. Abbandonata.

Non m'abbandonerai. Tutte le forze m'abbandonano. Abbandonerai il tuo tempo prezioso. Abbandonando le speranze. Abbandonarsi alle speranze. Abbandonata a i ricordi. I ricordi non m'abbandonano. Il ricordo dell'abbandono. M'abbandona il pensiero. L'abbandono dei sensi. Abbandonarsi tra le tue braccia. Abbandona quell'idea! Abbandònati! Abbandonarmi, io? Non m'abbandonare. O Dio, perchè m'hai abbandonato? Abbandonate ogni speranza voi che entrate. L'abbandono al piacere. Abbandonata in un letto di rose. M'abbandonasti nel letto da rose sepolta. Non temere d'abbandonarti. Temo che tu m'abbandoni.Chi abbandona cani. Chi s'abbandona al perdono. Abbandoniamo le vecchie idee. Un gatto non s'abbandona a niente. Chi abbandona l'idea del perdono. Chi perdona prima o poi abbandona. Abbandonare il campo. Un campo abbandonato. Una strada abbandonata. Chi abbandona quella strada per una nuova. Un nuovo abbandono. Mi prese di lui amor sì forte che come vedi ancor non m'abbandona. Di nuovo l'abbandono. Abbandonarsi al nuovo. Abbandonarsi al volo. Una casa abbandonata. Le ferite per l'abbandono. La ferita non m'abbandona. E non m'abbandonerò mai più. Mai più.
P.S. per Vale: Il post su Nino D'angelo lo scrivo domani che oggi non volevo fa' ride.