
Shhhh... Non diffondete la notizia. Ma l'ho trovato finalmente.
Impossibile da avere purtroppo. Bisognerebbe mettersi in lista e attendere pazientemente due o trecento anni prima di essere ammessi alla consultazione. Si tratta di un manoscritto antichissimo, in sanscrito, custodito in un luogo mai rivelato. E' un testo di predizione, prababilmente redatto da Nostradamus. I pochi che ne hanno avuto accesso, sono stati poi sparaflashati da un raggio laser che ha cancellato dalla loro memoria il percorso per arrivarvi e, sigh!, la maggior parte delle informazioni raccolte nella lettura. Ci restano brevissime testimonianze, tramandate di bocca in bocca, che nessuno però ha mai avuto il coraggio di trascrivere e raccogliere in un opera unica, per paura di ritorsioni da parte di autorità supreme.
Correrò il rischio e metterò su carta virtuale le poche informazioni che ho potuto raccogliere, tratte da:
VADEMECUM PER LA COMUNICAZIONE TRA GIOVANI UOMINI E GIOVANI DONNE NEGLI ANNI 2000
Frequentarsi
Atto dell'incontrarsi di tanto in tanto, facendo finta spesso che la cosa sia casuale, e non rivelando mai all'altro la vera natura dell'incontro, condividendo tuttavia, almeno in apparenza - attenzione - , lo scopo ludico dell'incontro. L'atto del frequentarsi si basa su semplici regole diverse tuttavia a seconda del sesso di appartenenza.
Regole per giovane uomo:
1- Non parlare mai durante gli incontri della propria vita sentimentale
2 - Restare nel letto a fine incontro almeno il tempo di non far credere che la casa stia andando a fuoco
3- Di tanto in tanto dire cose decontestualizzate e completamente prive di senso, tuttavia necessarie a far durare più di qualche volta gli incontri, del tipo <<E se ti trasferissi a casa mia?>> o anche << Che facciamo domani sera?>> (l'utilizzo del tempo nella prima persona plurale, il "noi", non dovrebbe essere concepito all'interno del tipo di relazione "frequentarsi", tuttavia il giovane uomo conosce il potere di tale strumento e lo utilizza se ritiene la cosa necessaria).
Regole per giovane donna
1- Non includere il giovane uomo che si frequenta all'interno delle conversazione con amiche, amici o parenti. L'uomo "che si frequenta" è un surplus, un optional, non annoverabile tra le attività quotidiane rilevanti.
2- Parlare molto spesso con lui della propria vita sentimentale, per non dare l'impressione di nutrire qualche interesse nei suoi confronti che superi la linea di confine tra il frequentarsi e il matrimonio. ( Gli stadi che separano queste due fasi sono stati aboliti in conformità alla legge nr 599 del settembre 1985)
3- Fingere di credere alle frasi decontestualizzate di cui sopra e ripetere a sè stesse, più volte durante il giorno, la frase <<Sono cose che si dicono, e tu non sei una scema.>> (Per la definizione di "Cose che si dicono" vi rimandiamo al capitolo "Cosa rispondere a una giovane donna che chiede spiegazioni per la dipartita", paragrafo "Non sono uno stronzo")
Decrittografia dell'SMS
Se il giovane uomo e la giovane donna rispettano le regole fondamentali non ci sono malintesi, almeno in teoria, e quindi l'sms può essere decifrato allo stesso modo indipendentementemente dal fatto che il mittente sia un giovane uomo o una giovane donna
Ciao bello\a come te la passi? = E' un po' che non ci sentiamo e se neanche tu non hai niente da fare come me trombiamo
Sono giorni che ti penso e mi chiedevo cosa stavi facendo= ok trombiamo
Non sai che giornataccia al lavoro = Non scassare la minchia
:-) = Mi hai rotto le palle ma una porta aperta me la tengo
:-* = Si..ciao, eh
;-) = Non credo che ci vedremo mai più
Se invece la situazione sfugge di mano e le regole non vengono rispettate, l'SMS può trasformarsi in fonte di fraintendimenti, strumento di tortura o, nel peggiore dei casi arma impropria.
ESEMPIO 1
Lei:
Ciao bello\a come te la passi? = e non lo so io, sono giorni che non ti fai vedere e l'ultima volta te ne sei andato dicendomi come sempre "ci vediamo, eh?", senza mai chiarire dove, perchè, quando e come dovremmo vederci e io proprio non me lo immagino più cosa hai in testa. Cosa vuoi da me? Cosa siamo io e te? E allora perchè m'hai detto "E se ti trasferissi a casa mia?"
Lui
Tutto ok e tu?= Ecco fatto, m'hai tanato! In fondo quella storia di "se ti trasferissi a casa mia?" sono cose che si dicono, no? Va bè..trombiamo?
ESEMPIO 2
Lei:
nessun SMS. Muore sul divano con la tuta , i calzerotti e una tristissima tazza di latte, guardando LOST.

Lui:
nessun SMS

ESEMPIO 3
Lei
ciao che fai? io guardavo LOST in tv = Mi manchi cazzo.
Lui
ma dài..lo guardavo anche io = ma dài...lo guardavo anche io
ESEMPIO 4
Lei:
Ti comunico che ho appena superato brillantemente un esame all'università. Bisogna festeggiare= Dedicami un'altra sera, una soltanto e ti farò pentire di non avermi chiesto in moglie. (Attenzione: a volte funziona! Per previsione plausibile dei risultati effettuare l'analisi della varianza tra i fattori "fortuna", "percezione da parte del giovane uomo del tempo che passa e lo lascia sempre più solo" e "abilità nei rapporti orali")
Lui 1° possibilità
Evviva! Ok ti porto a cena stasera= tanto non avevo nulla da fare
Lui 2° possibilità
Evviva! Una di queste sere ti porto a cena fuori allora = ho un'altra
ESEMPI SPARSI
:-) = Aiutami. Non so come fare per rivederti
;-)= non so come fare per liberarmi di te
:-*= sniff..sniff..buaaaaaaa....so' disperata
:-*= Aiuto. Me fai paura.
Ho riportato solo parte dei primi due capitoli perchè questo è tutto quello che sono riuscita ad elaborare dalle poche conversazioni avute con chi aveva avuto fonti dirette di consultazione del manoscritto. Ma ne scoprirò di più. Se qualcuno fosse in possesso di altri elementi utili alla ricerca, ricordi che si tratta di un'opera di pubblica utilità. Faccio dunque appello al suo senso civico perchè ne favorisca la divulgazione, in questo sito. Assicuro la massima segretezza in merito alla fonte. Grazie.
<<Alice ma si puo' sapere cosa hai oggi? Sei piu' assente del solito>>
<<Eh no, signora maestra, so' presente, è questo che me fa riflette...>>

<<Ancora pensi a quella storia di ieri? Su, su Alice! E' inutile starci a rimurginare. Vedrai che tutto si sistemerà.>>
<<Vede signora Maestra, io adesso sto in mezzo ai guai davvero. Guai di quelli concreti, di quelli di cui parla sempre lei. Le faccio vedere prima d tutto dove sta la mia macchina ora, eh? ..aspetti...

<<Ecco. Guai concreti, appunto. Tipo che c'ho quattro lavori diversi e giro da una parte all'altra con la tigna di un guerriero perchè sto tentando di trovare il posto giusto per me e adesso non c'ho più nè una macchina nè un soldo bucato e quindi non so come farò, ma non è questo il punto.>>
<<E qual è il punto Alice? Non sei contenta di non esserti fatta niente?>>
<<Dovrei? Sa, credo di sì... Però... Ecco, è questo il punto Signora Maestra. Che quel momento preciso, quello di quando ho aperto gli occhi e c'era il bianco dell'airbag e tutto fumo intono e il suono del clacson fisso che non si spegneva e la portiera che s'apriva a stento... quel momento lì ce l'ho stampato davanti da ore e non passa. E sa perchè? Secondo lei quanti pensieri ci possono stare in una testa sola, pure se è complicata come la mia, in un solo secondo? Quanti possono essere i pensieri contemporanei secondo lei?>>
<<Oddio Alice... sei sempre la solita! Invece di stare a pensare che ti sei salvata la vita per miracolo e che adesso bisogna risolvere una situazione, stai lì a farti masturbazioni mentali>>
<<No, no..stavolta è pure peggio. Sono quasi le masturbazioni mentali che si fanno me. La sera prima ero con Luca e la Sister al concerto dei Lizard. C'era il tipo lì sul palco che cantava le canzoni dei Doors e la faccia di Jim sullo schermo del locale. Io cantavo e ballavo e intanto ridevo. Sì, ridevo, perchè avevo in mente una cosa importante, che poi gliel' ho pure detta alla Sister e a Luca. Mi ricordavo di quei giorni, quando ero ragazzina quando avevo smesso di parlare. E ogni sera prima di dormire guardavo il poster di Jim, e chiedevo Dio di farmi morire. Ma Dio, se sei una ragazzina di diciotto anni, per fortuna ti perdona anche per una richiesta così che è peggio di una bestemmia. Ti perdonerebbe comunque certo, ma se hai diciotto anni ti perdona di più. La voce e i versi di Jim mi ricordano sempre di quella cosa e di quanta gioia ci sia nell'aver capito ora, ad anni di distanza che la vita è una cosa magnifica e che è persino commovente guardarsi intorno e vedere che c'è ovunque. Io la amo la vita pure quando mi fa male. La amo così tanto che a volte ci penso da sola e mi metto a ridere di felicità. Be' l'altra sera ci pensavo di più. "Nessuna eterna ricompensa ci ripagherà per aver sprecato l'alba". E mi creda, signora maestra, io, di albe non ne ho sprecata neanche una. In alcune ho pianto e in altre ho avuto paura, ma sono tutte lì.

Vede, in quel momento, mentre realizzavo che un miracolo m'evava salvato la vita, tutte quelle albe lì me le sono viste in faccia contemporaneamente e per la prima volta in vita mia, io che ho parole per descivere ogni cosa, le parole per descrivere quella sensazione lì, che ancora adesso non m'abbandona, non ce le avevo e non ce le ho davvero. E sa qual è la cosa assurda? Che vorrei trovarle. Perchè se potessi raccontarla almeno a lei, riuscirei a farla uscire da me, a inscatolarla e a metterla via, nell'archivio delle sensazioni e dei pensieri.
E ora le dirò qual è la cosa che non mi fa riposare oggi: di tutte le persone a cui avrei dovuto pensare in quel momento, ce ne sono due o tre che mi sono sbucate senza motivo tipo "Bu! So' io!". Perchè ho pensato a loro? Perchè?
Ma soprattutto... ma come ci vado a lavorare stasera? Va be'...lei che dice?>>
<<Io dico che è meglio se ti metti a preparare i dischi per il fine settimana, che è già tardi e devi ancora trovare un modo per non andarci a piedi a Trastevere stasera>>.
<<Ah, già... è vero. Già che ci sto mi tocca continuare a vivere. Pure perchè mo' m'è venuta un po' di curiosità de sape' che altro me deve succede. Ciao>>.
PER MOLTO TEMPO LOIS ATTESE.
PER MOLTO TEMPO LUI NON TORNO'.
POI UN GIORNO...
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...SMISE DI ATTENDERE.
E FU ALLORA CHE LUI TORNO'.
Ovvio. Banale. Perverso. Solo qui inizio' il vero tormento. L'attesa in cui l'aveva lasciata era senza dubbi, serviva solo per riempire il vuoto di lui con un'immagine necessaria di ritorno. Non c'è ritorno possibile quando qualcuno va via, ogni donna di uomo andato via lo sa. Chi torno' indietro fu ladro due volte: rubò i pensieri di allora, rubò i pensieri nel tempo dell'attesa e infine per il timore che la dimenticanza e il risveglio del cuore prendessero il suo posto, continuò a rubare pensieri anche quando non c'era più il suo nome scritto sopra, tornando sulle impronte che aveva lasciato prima che il vento le cancellasse del tutto dalla sabbia.
Cosa fece Lois?
Cosa avresti fatto tu?
Cosa faresti se il treno che non era mai più tornato a prenderti si facesse ora trovare in stazione con un cartello con su scritto il tuo nome?
Ma la domanda fu: <<Lois, perchè non solo per stanotte? Se non hai più le mie tracce addosso, perchè non mi usi? Domani non soffrirai perchè continuerai a non volermi e io non ti dovrò cercare nè mentire, perchè so che non posso farti più male>>.
Solo stanotte, o magari anche domani..e pure dopodomani. Poi basta. Non ci sarai come non ci saresti stato comunque, come non ci sei stato mai. Di chi è la vanità vera, di chi fa la proposta o di chi accetta?
Cosa voleva Lois?
Qual era il suo piano?
E il piano di lui?
Cosa fece Lois?
Ma, alla fine, i puffi quanti erano? Cioè, la canzone diceva 99, ma non c'è mica da fidarsi. Infatti la canzone dice pure "Son alti suppergiù due mele o poco più" il che non è possibile, perchè siccome vivono dentro i funghi non possono essere alti più di due mele, cioè circa venti centimetri!
Me lo chiedevo stamattina appena sveglia guardando il soffitto a occhi spalancati. E' importante da sapere, perchè se fossero davvero 99, sarebbero l'esempio perfetto della soluzione ai mali del mondo. Il segreto dei Puffi è che erano tutti amici. Amici, mi chiedo io, tutti e 99? Sì, tutti e 99. Per questo riuscivano a sfuggire a Gargamella e pure al gatto stupido di Gargamella.

Io dico sempre che di amici veri ne ho pochi, ma se ne avessi 98, avrei risolto pure il problema lì della bacchetta magica che non funziona. ( A proposito, è ancora rotta..l'ho portata in assistenza ma m'hanno detto che non è un guasto, so' io che non la so usa').
Un giorno con la Sister parlavamo del valore dell'amicizia e io le dicevo che bisogna imparare ad accettare le separazioni e anche il fatto che nella vita ci si perda, a volte, magari dopo aver condiviso tante cose e aver avuto un tempo in cui si stava sempre insieme. Avevo detto una cazzata sis, avevi ragione tu. Perchè se i Puffi si fossero persi prima o poi Gargamella se ne sarebbe cucinati due o tre, Puffo Forzuto in testa a tutti, proprio perchè era il più sbruffone.
Certo che se sono arrivata a più di trent'anni per capire una cosa che è palese pure per i bimbetti dell'asilo, devo davvero preoccuparmi. In realtà più si invecchia e più sfugge il concetto. Che poi non è neanche un concetto, è un modo di sentire che, lo confesso, un po' mi spaventa. Ma sulla mia ansia per timore dell'abbandono mi concentrerò in altre situazioni.

Oggi mi cullo nell'idea di essere circondata dall'amore di tanta gente, perchè in effetti è così. E non solo. Mi cullo nell'idea di essere circondata da tanta gente per cui provo amore. Non perderò, nel tempo neanche un grammo di tutto quello che riempie le mie giornate con la Sister, con Valeria, con Ale, Con la Cu, con Mari, Manu, quei scemi del pub e tanti amici, che magari vedo un po' di meno adesso, ma che so mi tenderanno la mano quando servirà perchè è normale che io la tenderei a loro. E non voglio mai più sorprendermi quando un amico fa qualcosa di bello per me, perchè è esattamente così che deve essere. Visto che però queste cose me le sto dicendo oggi, mi concederò di essermi commossa ieri. Valeria ha fatto una cosa per me, solo per me, senza pensare a lei, l'ha fatta per me. E m'ha pure detto "Io so che tu l'avresti fatto per me". Come a dire "Non solo credo che tu meriti questa cosa perchè sei brava, ma la meriti perchè io ti stimo per come sei".
E per me oggi, non conta quale sarà il risultato Vale, conta l'aver capito che le cose migliori che potrei avere nella vita, già le ho.
Perchè quello che spesso viene considerato un'eccezione, per me, che sono fortunata, è la regola.
L'Eccezione e la regola - di G.Fares -
Mi ricordo di quel giorno. S'era alzato un vento forte e caldo. Preannunciava tempesta. Lo si capiva dalle facce stanche della gente e dalle risposte scortesi degli sconosciuti. Mi ricordo bene, io. Ne respiravo l'odore a polmoni pieni, quasi avida di quel profumo che non sapevo d'aver atteso così a lungo. C'era silenzio e solo qualche mugugno, ma le gonne d'un lato s'alzavano a tratti, scoprendo per poco quel che non s'era visto, ma solo immaginato. E c'era un soffio gigante che giocava coi miei capelli. Già lunghi, ma non ancora abbastanza.

Forse qualcuno mi si fermò davanti e mi mise in guardia.
Forse qualcuno mi sussurrò qualcosa. Mi pare disse... "Va' a casa".
Forse ci fu un'eclissi di sole.
Mi toccai le dita delle mani con le dita e c'era della sabbia sopra, ma non capivo da dove fosse arrivata.
Come quell'odore di terra bagnata che diventava polvere sotto il mio naso.
Cresceva l'attesa e cresceva l'emozione.
Shhhh...puoi sentire? Ascolta? Lo senti il ronzio?
Non andai a casa.
Forse non durò che qualche istante quell'eclisse, ma quando il sole tornò ad accecarmi, d'un tratto non vidi più niente.
Mi lasciai rapire, e tutto cominciò.

Tempesta di sabbia colori emozioni. C'era una volta una bimba distratta, stanca di dire "questo è così". Volle provare come non era e il vento andò a giocare con lei. Teneva in alto parole a lasciarle girare, ogni volta che uscivano da bocche bugiarde, da bocche cattive, da bocche d'amore, da bocche incuranti del male che fa, quando il male fa male. Ma solo girando dall'alto si può davvero vedere. Paura, sgomento, pensieri pesanti e pensanti. Con le mani in mezzo all'aria che quasi la puoi toccare perchè è densa come il fango che hai mangiato stamattina, trascinata per mezz'ora lungo un sentiero che non conosci più. La direzione la sceglie il vento, la direzione la cambia il vento, la direzione forse non c'è. Fino a quando non sputi il cuore salito ormai alla gola e lo afferri tremando con la mano sinistra. Lo guardi, lo tocchi, lo stringi. Ne distingui forma e colore. Impari a giocarci, facendogli graffi da cui il sangue schizza via a colorare di rosso quel vortice che ormai chiami casa. Ci sono le pagine di un libro strappato che ti passano volando accanto, sopra, addosso. Tutto quello che c'è, ce l'hai addosso. Anche i due serpenti che hai sognato ieri notte. Uno bianco ed uno nero. E l'uomo che ti tese la mano traditrice, uno dei due lo portava al collo senza farsi scoprire. Ma nei giorni e nelle ore che scorrono immobili gli occhi hanno visto e l'anima ha mangiato, qausi fino a saziarsi. Ridi beato d'un tratto sapendo che nulla è più paura e sgomento, che il potere della conoscenza vuole il rischio d'una tempesta. Ringrazierai per qualche giorno di calma isolata, per quelle brevi estati indiane, che ancora stanno lì, sparse senza un senso cronologico. Serviva pur di respirare ogni tanto. Ringrazierai per le ali dell'Arcangelo Michele che ti insegnò a sputare in bocca al serpente, prima di schiacciargli la testa. Per la spada che ti lanciò e che custodisci nel fodero. E quando quel vortice t'abbandonerà in terra, lasciandoti coi vestiti strappati a grattare la sabbia, te ne starai lì, fermo, col cuore tornato al suo posto che batte come un tamburo, mentre lo guardi allontanarsi.
Quel giorno, quando il vento si calmerà, respirerò a fatica e sorriderò ad un passante.
<<Dove sei stata, straniera?>>
<<A guardare questo mondo da dentro>>.
<<Fa paura?>>
<<Sì, ma ne vale la pena>>.
Questo post è dedicato ai due serpenti.
Non temo l'inganno. Non vi temo.
Le vent nous portera
Je n'ai pas peur de la route
Faudrait voir, faut qu'on y goûte
Des méandres au creux des reins
Et tout ira bien là
Le vent nous portera
Ton message à la Grande Ourse
Et la trajectoire de la course
Un instantané de velours
Même s'il ne sert à rien va
Le vent l'emportera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera
La caresse et la mitraille
Et cette plaie qui nous tiraille
Le palais des autres jours
D'hier et demain
Le vent les portera
Génetique en bandouillère
Des chromosomes dans l'atmosphère
Des taxis pour les galaxies
Et mon tapis volant dis ?
Le vent l'emportera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera
Ce parfum de nos années mortes
Ce qui peut frapper à ta porte
Infinité de destins
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient?
Le vent l'emportera
Pendant que la marée monte
Et que chacun refait ses comptes
J'emmène au creux de mon ombre
Des poussières de toi
Le vent les portera
Tout disparaîtra mais
Le vent nous portera

Bella, eh? No, dài, non dico bella di quella bellezza ostentata oggi tra una tv satellitare e l'altra, fatta di sorrisini da ebete, culetti antigravitazionali e occhietti pittati. Dico molto, molto più bella. Ferma, decisa. Con una mano appoggiata sul fianco come a dire : <<Scusa come hai detto che ti chiami? Ah, già.."Vita". Be', cara Signora Vita, non mi spaventi neanche un po', anzi, a dirtela tutta mi intrighi parecchio! A noi due!>>. E con quello sguardo sereno da ragazza portato, quasi maliardo, sopra un sorriso appena accennato che è invece beffardo e di sfida. Perchè una così, se ti sorride vuol dire che sei suo. Una mattina, di Domenica tornando dalla Chiesa, un'amica infingarda mostrava al dito un anello da presunta fidanzata, sventolando le mani sotto gli occhi delle altre e parlando di un corteggiatore focoso. Lei non si scompose ma seppe dire a voce alta:
<<Sai, a me non importa di te donna di mal affare. E non importa neanche di quello che dice la gente. E' il mio uomo quello di cui parli, ed è me che sposerà. Ma per ora rinuncio sia a te che a lui. Quindi, ora tu andrai via e io non ti vedrò più. Addio>>.
Lei lo lasciò il giorno stesso, ma per fortuna di entrambi, lui seppe farsi perdonare. Quella e molte altre volte dopo di quella. Vincenza, questo il suo nome, sapeva il fatto suo. L'amica avrebbe ricordato quello sguardo. Lo stesso che fulminò, anni dopo, un soldato tedesco trovatosi per sbaglio in casa sua. Lo sposò eccome il ragazzo di allora. E ci fu la guerra, poi le case, i figli, i lavori, la fame e tutto il resto. Per tutta la vita seppero trovare il giusto compromesso tra il "Vita ti sfido e ti addento" di lei e il "Vita mi ti godo" di lui. Ah, scusa, non t'ho detto chi è lei. Vincenza era la portinaia dell'Università, anzi, come si dice a Roma, La "portiera". Certo, il posto era segnato a nome di suo marito, ma per qualche strana contingenza, o forse solo perchè non sapeva farne a meno, nel gabbiotto ci trovavi sempre lei. E la trovavi ovunque ci fosse qualcuno che aveva bisogno ora di questa ora di quella cosa. Così se mi chiedessero adesso di dipingere in un quadro la vita di Vicenza, mi troverei a disegnare una moltitudine di gente che chiama il suo nome. C'erano ovunque parenti, amici, professori, primari, infermieri, figli, bambini, passanti, tedeschi.. tutti con qualche buon motivo per stare nel quadro di Vincenza. E poi naturalmente c'era quello che era più di ogni cosa davvero "Suo": la famiglia. Una di quelle famiglie matriarcali, dove quando si mangia si sta tutti insieme con lei che si siede per ultima a capotavola accanto al marito. Di quelle famiglie dove ci si parla. Pure troppo. Così se lei doveva parlare a tutti lo faceva a tavola, se doveva parlare con qualcuno in particolare lo faceva al momento giusto. E sapeva strapparti una promessa a costo di tormentarti per giorni.
Io mi vanto di aver avuto la possibilità di passare molto tempo sola con lei, anche se al tempo sbuffavo quando la sentivo raccontare le sue storie. Me ne ha strappate talmente tante di promesse che quasi non tengo il conto, così, visto che non me le levo dalla testa, ogni volta che ne mantengo una la spunto dalla lista.
Bene, nonna. M'avevi fatto una testa così dicendomi che avrei dovuto scrivere un romanzo e m'hai fatto giurare, quel giorno, al supermercato, mentre sceglievamo il gusto di gelato da comprare per la cena, che prima o poi l'avrei fatto.
Mica è stato uno scherzo, sai? L'ho finito oggi il mio romanzo, revisioni comprese. Adesso vado a portarlo a stampare.
E una è fatta.
Ora, per quella storia del lì del velo lungo, dammi ancora un po' di tempo.
Mio padre nasceva nel 1943. Nella primavera di quell'anno la voce di Alida Valli riempiva di note le giornate di una Roma che sperava nella libertà annunciata. Non so dove fosse mia nonna, mesi dopo, quando si festeggiava l'arrivo degli americani, ma di sicuro c'aveva da fa'.

Concetto di femminilità



Attenzione alla spada.
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.
Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.
Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ’ntender no la può chi no la prova:
e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.
Poooovero Terence! Paura, eh? Vatte a piglia' Candy , va'. Va bene pure Licia, 'chè Mirko sta in tournè...
Ieri sera party privato distruttivo al Rosen. Oggi sto un po' storta. Ho appena ricevuto l'ennesimo rifiuto garbato da una radio. Evviva, li colleziono ormai. Ci sono gli amici a tirarti su il morale quando stai così, e meno male, che ci sono. E meno male pure che ci sono i fornai che ti fanno entrare a comprare un po' di pizza alle cinque del mattino, che serve a far da spugna nello stomaco per tutto il rum che hai mandato giù brindando in compagnia ai mali della vita. Party privato tra gente che almeno un a volta nella vita ha servito da bere... se ne esci, ne esci almeno "contrito". Mi piaceva fare la barista. Lo so che si dovrebbe dire barman, i ragazzi si arrabbiano sempre quando li chiamo così, ma mi chiedo che senso ha, visto che barman vuol dire uomo del bar e non “uomo del bar che serve solo cocktails e non cappuccini”. Per me se sei barista sei un sacco di cose, e non conta se prepari i cappuccini o i Cubalibre. Quando lavoravo dietro al banco al Rosen, prima di diventare animatore, ho imparato ad osservare non le cose o le persone, ma “attraverso” le cose e le persone. Da barista puoi avere cinquanta facce davanti e ricordartele tutte perfettamente a fine serata, quando potrai dire con esattezza cosa ha bevuto ciascuno, chi sta con chi, se quei due si sono baciati per la prima volta mezz’ora fa. Potrai intuire chi accompagnerà a casa l’amico sbronzo di turno, qual è il problema che affligge quel ragazzo che ad un certo punto ti aveva rivolto uno sguardo in cerca di comprensione e potrai scegliere senza sbagliare il trio che non rifiuterà un giro di shortini offerto dalla casa, così da poterti unire e scrollarti di dosso ore di delirio passate in un lampo. Forse è per questo che le persone secondo me sono un po’ quello che chiedono al bar.
C’è il tipo whiskey e quello rum.
Uomo o donna non conta. Certo, poi c’è pure il tipo gin o quello vodka, ma non mi riguardano. Il mio dilemma è sempre stato: tipo wiskey o tipo rum?
Mi piace la determinazione e il senso di realtà del tipo whiskey. E’ uno che non ti insegnerà mai quello che sa, a meno che tu non glielo chieda esplicitamente. Sarà preciso nelle informazioni importanti ma tralascerà i dettagli perché tu poi abbia la possibilità di fargli domande, quando avrà finito di parlare. Alla fine ti presenterà una parcella onesta. Non saprai mai quanto è lungo il coltello che gli trapassa il petto perché forse non ti lascerà vedere neanche il manico. Lo saprai soltanto quando diventerai suo amico e cioè, dopo molti whiskey bevuti insieme. E’ allora che ti proteggerà se ne avrai bisogno. E , se sarà il caso, ti sorriderà facendoti sentire l’unica persona che davvero conta nella sua vita. Eccolo, aspe'..ti faccio vedere una foto... Sì, sì... è banale lo so, ma l'esempio è calzante...

<<E tu? Tu ric? Tu non vieni via con me>>
<<No io rimango qui. Aspetterò finchè l'aereo non sarà partito>>
<<No, no..perchè? ieri sera dicevamo...>>
<<Ieri sera dicevamo un sacco di cose. Ora vai>>
<<Addio Ric..Dio t'assista>>
Il problema fondamentale è nel fatto che io non potrei mai essere Ingrid Bergman..Mi metti sull'aereo col polacco (o cecoslovacco che sia) e tu resti qui co' Sam e quel coglione di gendarme francese? Ma stiamo scherzando? Io mi t'attacco al bavero del trench e mi faccio trascinare per tutta Casablanca, altro che first lady della Cecoslovacchia. Ecco perchè forse un uomo whiskey non fa per me.
Però guarda quest'altro..tie'...uomo whiskey da sturbo...

Ohsssignore! E io sono Maggie, sì..sarei perfetta... di Maggie la Gatta come me ce n'è due o tre forse. Il problema qui è un altro. Cara Maggie, quanto ci metterà Brick a ricominciare con le sue turbe psicologiche e a nascondersi nuovamente nella sua fredda indifferenza, dopo che avrà fatto finire il film buttando i cuscini sul letto e facendo intendere che sareste stati per sempre felici e contenti? Eh, cara Maggie, per te ci vuole un uomo rum, mi sa...
La mia ammirazione per il tipo whiskey però è tale che a volte vorrei non essere così rum, io. Disprezzo il tipo rum, eppure mi piace tutto di lui. Incerto, impulsivo, passionale. Totalmente inconcludente. Parla a voce alta e ha sempre qualcosa da raccontarti. Non ti vuole insegnare nulla, anche perché è troppo confuso per sapere qual è la soluzione ai misteri della vita. Però ha un marasma di pensieri e dialoghi in testa e quelli, stai certo, te li dirà tutti. Lui sì che ne ha viste e se l’è segnate tutte una per una, pure quelle che ha solo immaginato. Non ti presenterà nessuna parcella, anzi pagherà pure il tuo bicchiere, a patto che lo accompagnerai a casa quando, tra poco, sarà sbronzo. Capirai quando sarà il momento perché inizierà a dire che vuole assolutamente ascoltare una canzone e allora romperà le scatole al dj per un quarto d’ora. Attento a te quando si tirerà fuori il coltello dal petto, perché vorrà farti contare le gocce di sangue una per una! Poi però ne riderà su e allora riderai con lui. Tanto sei già uno dei suoi mille migliori amici.
Ecco, io lo guardo e già rido... Ma quanto è fiko uno che ti fa ridere? Uno che c'ha più domande in testa di te e nonostante questo ride alla vita? Certo, per lui stare in equilibrio sul filo è una ragione di vita... Non mi aiuterebbe neanche un po'. Anzi, forse mi peggiora pure la sistuazione. Però lui è il vero artista. Gioca con le parole e riesce a dire cose che restano lì, sospese nell'aria a imbambolarti per giorni facendoti pensare che sia un sogno....

<<Volevo chiederti, sì, insomma...credi che tu..ecco, sì, voglio dire dopo che saremo rientrati dentro e ci saremo asciugati... tu credi che potresti prendere in considerazione l'ipotesi di..di NON sposarmi? Cioè, voglio dire...per tutta la vita? Vorresti?>>
Mi barcameno tra i due, sapendo che per me ci vuole un uomo wiskey, ma convinta del fatto che quando incontro un uomo rum come si deve , è la fine. Anche se stordita come sono in questi giorni, potrei persino perdere la testa per un uomo tequila, che più che impulsivo e passionale, è proprio scemo.
Ah, i baristi, per definizione sono tutti rum. Ma loro tenteranno di non fartelo sapere.
Chè la diritta via era smarrita...

Mi scusi egregio signor Dante, sa com'è..io all'ultima ora del giovedì di solito inventavo un mal di pancia o una crisi di panico, pur di saltare l'ora di Divina Commedia. Non faccia così, la prego! Non c'è niente di personale, figuriamoci! E' solo che io avevo il problema dell'abbiocco pomeridiano e se lei avesse sentito il mio prof. decantare cotanta meraviglia che lei ha scritto, mi creda, sarebbe finito pure lei con la faccia sul banco in catalessi. Detto ciò, ehm..ho un problema. La storia lì della diritta via, della selva oscura...ha presente, no? Ecco..scusi, com'è che è andata a finire poi? Sarà mica che poi alla fine il prof . lo diceva e io me lo so' perso? Almeno l'ultima puntata la dovevo guarda'..ma non è che danno la replica?
No, perchè il fatto è che quando uno sa dove deve andare tutt'al più chiede. Io ho fermato un passante qui dentro la selva oscura e gli ho chiesto <<Scusi per andare dove devo andare, dove devo andare?>>, ma quello s'è allontanato in fretta, scuotendo la testa. Diciamolo pure che non ho senso dell'orientamento e non conosco le strade. Però ho messo a punto un metodo per quando mi perdo: vado sempre dritta e alla fine, non so com'è possibile, sbuco all' EUR. E' una specie di teorema. Qualunque sia il quartiere di Roma in cui mi perdo, giro un po' a vuoto, poi prendo una strada che mi pare più grossa delle altre, vado dritta e dopo un po'..ta-dah! La ruota del Luneur. Ora, sto qui dentro 'sta selva a girare e girare ma del Luneur neanche l'ombra. Qui non si vede neanche il ristorante a fungo accanto al Laghetto! Che fo'? Lo chiedo a lei, perchè s'era perso pure se c'aveva la guida, quindi dovrebbe darmi il consiglio giusto.
Le confesserò che m'è arrivata all'orecchio una voce..ma forse è solo un pettegolezzo, mi dica lei. E' vero che a lei l'ha salvata quella santa donna di Beatrice? Cioè, mi faccia capire, per uscire da 'sto posto buio, mi deve salvare qualcuno? No, perchè se è così, sto sbagliando tutto, mi sto affannando per nulla. In fondo se arrivasse qualcuno circondato da aura divina, co' le ali da angelo e i capelli setosi, e mi dicesse <<Spostati donna, fammi guidare>>, io, dopo lo spavento iniziale per la vista dell'aura e pure dell'ali, direi <<Va bè... fai te, va' che io so' stanca>>.
Sshhh..Alighie', mo' te lo dico all'orecchio: aho, speriamo che me salva qualcuno, che voglio tornar pure io a veder le stelle.
[...Improvvisamente mi voltai e lei era lì
con braccialetti d'argento ai polsi e fiori nei capelli
Venne verso di me con grande grazia e mi tolse la corona di spine
"Entra"-disse lei -"Ti darò riparo dalla tempesta"...]
Bob Dylan - Shelter from the storm
I was in another lifetime one of toil and blood
When blackness was a virtue and the road was full of mud
I came in from the wilderness a creature void of form
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
And if I pass this way again you can rest assured
I'll always do my best for her on that I give my word
In a world of steel-eyed death and men who are fighting to be warm
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
Not a word was spoke between us there was little risk involved
Everything up to that point had been left unresolved
Try imagining a place where it's always safe and warm
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
I was burned out from exhaustion buried in the hail
Poisoned in the bushes and blown out on the trail
Hunted like a crocodile ravaged in the corn
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
Suddenly I turned around and she was standing there
With silver bracelets on her wrists and flowers in her hair
She walked up to me so gracefully and took my crown of thorns
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
Now there's a wall between us something there's been lost
I took too much for granted got my signals crossed
Just to think that it all began on a long-forgotten morn
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
Well the deputy walks on hard nails and the preacher rides a mount
But nothing really matters much it's doom alone that counts
And the one-eyed undertaker he blows a futile horn
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
I've heard newborn babies wailing like a mourning dove
And old men with broken teeth stranded without love
Do I understand your question man is it hopeless and forlorn
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
In a little hilltop village they gambled for my clothes
I bargained for salvation and they gave me a lethal dose
I offered up my innocence and got repaid with scorn
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
Well I'm living in a foreign country but I'm bound to cross the line
Beauty walks a razor's edge someday I'll make it mine
If I could only turn back the clock to when God and her were born
"Come in" she said
"I'll give you shelter from the storm".
99 red love balloons

Non so se arriverò a 99, ma il tentativo non mancherà. Il fatto è che ieri sera ho visto quel filmetto insulso con quel figo d'attore che fa finta di fare il bulletto romano. Tre metri sopra il cielo. E intanto pensavo che alla frase "Io e te tre metri sopra il cielo" io, tante volte avrei dovuto ribattere con "Tu da solo due metri sotto terra"o anche "Tu e lei, due metri sotto terra". Non l'ho mai fatto, perchè io sembro accomodante, e le stronzate, o peggio le cattiverie me le bevo come aranciata.
Quindi oggi, visto che so' arrivata al punto di rottura, siori e siore, per ogni pallone rosso pronto a volare in cielo con su scritto una frase, un calcio in faccia di rimando ai meritevoli. Per onestà intellettuale dovrei inserire qualche mia frase nella lista, ma non lo farò, perchè il blog è mio e qui comando io.
Via!
( Parte prima di cinque - in ordine molto sparso)
<<Hahaha!!!..be' vedremo! Se ti prenderanno mai davvero a Radio Rock ti pagherò il doppio dello stipendio>>.
<<Vedi, tu sei una ragazza intelligente. E' per questo che io uscirei a cena con te per parlare del tuo futuro professionale>>.
<<Tu davvero credi che io potrei mentirti? Non ho un'altra>> (p.s. Questa in realtà è una frase molto onesta, perchè "l'altra" ero io. S'era solo dimenticato di notificarmelo)
<<Ho avuto la febbre alta per tutto il fine settimana>>.
<<Vorrei che fossi mia>>.
<<Ma in fondo non ci si era promessi nulla>>.
<<Ok, ma tu devi salvare il nostro matrimonio proprio stasera che io devo cercare i biglietti per la finale di Coppa dei Campioni?>>
<<Vi presento la mia fida scudiera>>.
<<Be', io sono una professionista, non come tutte le altre, te compresa, che hanno trasmesso da quella radio>>.
<<Posso venire lì a toccarti le tette? Non che significhi niente. Non ti mettere strane idee in testa, sai?...Tu non mi piaci nemmeno>>.
<<Dovevi chiamare me, io sono il migliore amico che hai>>.
<<Lei in fondo ha bisogno di me, tu no>>.
<<Sì, me ne vado. Se se ne vanno tutti un motivo si sarà. Rifletti, di sicuro è colpa tua>>.
<<a bbbella!>>
<<Io credo che tu sia simpatica, ma non credo a una parola di tutto quello che hai raccontato, anche se abbiamo finto tutti di crederti>>
<<Rivestiti...>>
<<Il fatto è che magari uno vuole tanto una cosa, no? Come io volevo te...no? E poi quando ce l'ha gli scompare la magia e non la vuole più. Ha soddisfatto un capriccio e basta. Ciao.>> (Avevo sedici anni. Si può morire per una cosa così.)
<<Noi ti vogliamo bene anche se sei così>>
<<No lavoro, no amore. Conchiglia dice niente di buono per te. Va be', che ti posso fare? E' la vita. Sono dieci euro>>
<<Lei è troppo qualificata per una laurea breve. Faccia un piccolo sforzo e si laurei col massimo dei crediti. Se non vorrà fare così allora non merita nessuna laurea, quindi non le approvo l'abbreviazione del corso>>
<<Se vuoi potrei aiutarti ad entrare in qualche posto piccolo. Sai, per iniziare... Non credo che tu speri davvero di poter aspirare ad un'emittente un po' più conosciuta>>
(continua...)
Le vere stronze sono quelle che accusano il colpo, fingendo serenità. Ma se le segnano tutte, parola per parola.
Sono una vera stronza, io, segnatelo.